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venerdì 9 novembre 2012

Il vecchio Anchise, il piccolo Ascanio. E Creusa

La città è in fiamme: fumo, grida, pianti disperati nel buio, nemici che sfondano le porte, strappano la gente dai letti, non risparmiano nessuno.

Enea ha lottato duramente perchè questo non avvenisse. Enea torna improvvisamente alla coscienza dopo un sonno inquieto, capisce che il peggio è accaduto, imbraccia le armi per un'ultima strenua difesa.

Ma ormai è tardi. I nemici sono dentro, Troia brucia, non resta che una strada: la fuga. La speranza, apparentemente assurda, di ricominciare tutto un po' più lontano, in un posto migliore.

Allora Enea deve preoccuparsi di ciò che ha davvero valore: le persone.

E qui inizia il vero dramma.

Perchè Anchise è già stato bocciato due volte e, se Enea non manda il vigile a prenderlo a casa, continua a non venire a scuola, a ciondolare per il paese, dove girano anche brutti ceffi che aspettano solo di incontrare uno come lui per farne un baby spacciatore. Anchise è seduto in terzo o quarto banco, dove invece di studiare riflette su come scolpire il fisico per essere impeccabile quando, "per sbaglio", si tira su la maglietta insieme al maglione, scompigliando gli ormoni di tutta la fila di sinistra che per un attimo gode della visuale della sua pelle abbronzata; ha due fratelli più grandi, sa che può sfangarla nella vita anche perdendo un anno o due a scuola. Anchise è straniera, e ha capito che non ce la farà mai a imparare decentemente la lingua italiana, e anche se lo fa sarà sempre una piccoletta dalla pelle scura e dal collo corto, che finirà a spaccarsi la schiena come sua madre per mantenere uomini con poca voglia di sbattersi come suo padre e suo fratello, e allora è meglio mettersi le magliette scollate, riempirsi di braccialetti, orecchini e puntate di trasmissioni dementi, e divertirsi sghignazzando finchè si è a scuola, che poi a casa bisogna cucinare, lavare i pavimenti e stirare. Anchise ha già deciso che lei è bella e la famiglia ha una piccola attività, quindi non c'è bisogno di sviluppare molto le doti intellettive, basta mettersi coi ragazzi più carini, girare con le amiche giuste e, per carità, fare attenzione che non si formino quelle odiose doppie punte.

Anchise non cammina da solo in mezzo al fumo e nel buio, bisogna che Enea se lo carichi in spalla, e magari lui protesta pure, gli dice che è meglio passare da un'altra parte, recalcitra o si lamenta.

Poi c'è Ascanio, che invece ha fatto le elementari dalle brave suorine cattoliche le quali, in cambio della retta sostanziosa, gli mettevano sempre voti come "Bravissimo!" "Molto bene!" "10 e lode!" e "Stratosferico!", peccato però che, arrivato alle medie pubbliche, scoprisse di essere l'unico a non saper leggere a voce alta in modo scorrevole, non ce la facesse a finire i dettati perchè per lui sei frasi da scrivere sotto dettatura erano lunghissime, e non avesse il minimo metodo di studio. Ascanio ha i genitori che si sono appena separati, piange, non dorme, è nervoso, la scuola è l'ultima delle sue preoccupazioni, ma al dolore e alla rabbia della sua situazione familiare stanno cominciando ad aggiungersi note sul diario, dimenticanze che gli costano rimproveri, interrogazioni andate male, umiliazione e disagio dove prima si sentiva forte e capace. Ascanio ha un problema di salute, vorrebbe concentrarsi ma non può, vorrebbe non passare le mattine in ospedale a fare controlli e i pomeriggi dalla fisioterapista, vorrebbe venire a scuola e fare le sue cose, compreso studiare, ma anche scambiarsi le figu con gli amici, giocare a calciobalilla, correre fuori in giardino.

Ascanio deve essere preso per mano, deve essere trascinato e indirizzato lungo la strada della fuga, e oltretutto ha paura, singhiozza, e Enea che già ha Anchise in spalla con un braccio deve sollevarlo da terra, stringerselo addosso, continuando a correre.

E così, Creusa deve andare sola. Ma Creusa è in gamba, ha fatto delle buone scuole, prendeva bei voti l'anno scorso, ha la madre maestra che la segue tantissimo. Creusa ha una famiglia serena, Creusa ha tutto il materiale, Creusa è dislessica ma questo non è grave perchè ci sono gli strumenti compensativi, Creusa si comporta bene e non disturba, Creusa se sta assente si copia le parti che si è persa e telefona per i compiti.

Poi succede qualcosa, Creusa inciampa, qualcuno la ferma, qualcosa la ferisce, sbaglia una svolta, trova un ostacolo sulla via più breve. E' buio, c'è il fumo, c'è il fuggi fuggi, Enea arranca più avanti, con Ascanio che piange e Anchise che gli parla concitatamente nelle orecchie, in mezzo alla confusione. Creusa resta sola. Creusa aveva studiato tanto, ma Enea ha preferito interrogare Anchise perchè oggi era l'unico giorno in cui si faceva vedere a scuola, ha preferito far fare un po' di esercizio ad Ascanio che altrimenti resta indietro. Enea non ha visto che a Creusa hanno dato fastidio i commenti feroci di una compagna, perchè era al telefono con l'assistente sociale di Anchise e in classe c'era la bidella. Enea non sapeva che Creusa aveva alzato la mano per chiedere, non per rispondere, e l'ha scavalcata facendo parlare Ascanio, che magari sa solo questa risposta e deve guadagnare autostima.

Arrivato in fondo alla corsa, al sicuro, Enea ha perso Creusa. Creusa di cui tutto lasciava pensare che ce l'avrebbe fatta anche da sola. Creusa che non c'è più. Enea torna, a rischio della vita, a cercarla. Ma è tardi.

 

 

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Corri, Enea!
Creusa è lì, sembra persa, ma è più forte di quello che credi e ti sta aspettando!
Se a Creusa verrà spiegata la situazione, Creusa capirà: sa perfettamente cosa vuol dire essere Anchise, perchè lo è stata prima di tanti altri.
Solo così Creusa tornerà: sa che Enea c'è.

lanoisette ha detto...

bellissimo, Cast.
anch'io ho sempre avuto questo tarlo.

Anonimo ha detto...

Mamma mia, ragazzi, che casini !

Anonimo SQ

mavimovie ha detto...


oh, insomma. Tu sei ANCHE Creusa. Ci sono tante Creusa dalle nostre parti...una per esempio l'unica notte in vita che ha avuto paura ed è corsa a rifugiarsi nel lettone, ha trovato che c'era già suo fratello, e com'è come non è ha pure capito che per lui non era l'eccezione., ma forse, la regola...dài, lo sai benissimo che le Creusa ce la fanno.

mavimovie ha detto...


oh, insomma. Tu sei ANCHE Creusa. Ci sono tante Creusa dalle nostre parti...una per esempio l'unica notte in vita che ha avuto paura ed è corsa a rifugiarsi nel lettone, ha trovato che c'era già suo fratello, e com'è come non è ha pure capito che per lui non era l'eccezione., ma forse, la regola...dài, lo sai benissimo che le Creusa ce la fanno.