PONTE: (fig) periodo di vacanza che si ottiene collegando, con uno o più giorni di ferie, una festa infrasettimanale con la domenica precedente o successiva
FESTA: (estens.) vacanza dalla scuola o dal lavoro
VACANZA: sospensione temporanea delle attività negli uffici, nelle scuole, nelle assemblee per ragioni di riposo o per celebrare una ricorrenza; periodo di riposo dalle proprie ordinarie occupazioni; periodo di riposo concesso a chi lavora o studia
Quelli tra voi che ritrovano una minima corrispondenza di queste ore che stanno trascorrendo con una a caso di queste tre definizioni, per cortesia, facciano un passo avanti.
Attenzione: lo so anche io che se hai la sfiga di nascer donna, se sei tra i trenta e i cinquanta e/o se hai dei figli, le giornate di cosiddetta vacanza sono, a volte, più pesanti di quelle lavorative: soprattutto se i figli sono più di uno e piccoli, se hai la fissa di invitare gente a pranzo o di andare a trovare parenti che vivono lontano, se hai insomma già riempito a priori queste ore di libertà con impegni di famiglia che, per piacevoli che siano, comunque risucchieranno energie.
Però io quest’anno riscontro un problema. Un serio problema.
Voglio dire, io avevo ferie, a scuola, per il ponte dei Santi. E pensavo a questo ponte dei Santi come a una terra promessa, dato che il periodino, a scuola (l’ultima è che mi sa che ne ho uno che si droga, se va bene, o che si droga e spaccia, se va male) e tutt’intorno, è un po’ quel che è. [PERIODINO: quantità di tempo, di durata indeterminata da un minimo di un paio di settimane a svariati anni, in cui violente e protratte tempeste di merda si abbattono con regolarità sulla stessa persona, provenendo contemporaneamente da diversi ambiti della sua vita]
Non che non avessi anche io i miei bravi impegnetti di famiglia eh: avevo una ricorrenza seria, la Zia Buona festeggiava i 90 anni, voglio dire, abbiamo anche organizzato torta fiori spumante, poi c’era da passare a casa degli Psicozii perché Sanguedelmiosangue ha pensato bene di ripartire da qua lasciandomi portafoglio con bancomat e documenti, poi naturalmente un salto a gestire cose varie a casa dei miei, dove tra l‘altro è venuto giù a tocchi un altro pezzo di tetto causa tregenda dell‘altra notte…
Però oggi era il venerdì dei Morti, santo e benedetto Iddio, grande e misericordioso Allah, prezioso gioiello del loto della compassione Buddha Shakyamuni, etc, e lavoravano tutti:
- passi per la fiorista, che magari anzi oggi ha ben ragione di tenere aperto (ma è un’inquilina di mia zia e ho dovuto parlarle di questioni condominiali);
- passi per il fruttivendolo, dato che è stato chiuso ieri e lo sarà anche domenica e poi è musulmano, che gliene frega a lui delle feste cattoliche;
- passi per il falegname di fiducia dei miei, che è un artigiano in pensione e lavora quando cazzo gli pare;
- passi per la Fata Pugliese, che ormai è un po’ anche la badante di papà, e menomale che c’è;
- passi per l’uomo delle serrande automatizzate, che non si sa come mai fosse libero, ma magari ha bisogno di lavorare e in fondo veniva solo a fare un sopralluogo;
MA CHE LA COMMERCIALISTA MI CHIAMI DI NUOVO, E, NON TROVANDOMI, ALLE NOVE DI MATTINA CHIAMI MIA MADRE, CHE E’ IN PALESTRA, PER CHIEDERLE DOVE SONO, NO, NON MI STA BENE PORCACCIA LA MISERIACCIA ZOZZA, NON MI STA BENE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Il problema è che non fa più ferie nessuno, perché c’è la crisi. Okay. E inoltre perché siamo entrati nell’ottica che dobbiamo rialzare il Paese, se no la Merkel ci mangia. Okay. E inoltre perché vivo nell’operoso Nord, dove la gente se gli crolla il capannone per il terremoto lavora in strada. Okay. E inoltre perché a forza di avere account di e-mail, telefonini, smartphones e connessioni wireless anche al parcogiochi comunale siamo sempre in grado di lavorare anche dalle località di vacanza, e siamo reperibili dagli altri anche in cima all’Himalaya o nella Fossa delle Marianne. Okay.
Ma santo Gesù. Supponiamo pure che, data l’aria che tira, a qualcuno scazzi che io possa ancora permettermi di andare in montagna e/o addirittura in albergo o in viaggio. A parte che menomale che qualcuno se lo può ancora permettere, così facciamo girare l’economia, vorrei vedere se tutti ci mettessimo a fare il braccino corto sulle ferie come andrebbero avanti quelli del settore turismo. Ma anche ammettendo che viviamo in un Paese ormai ridotto al lumicino e non andiamo più nemmeno a farci uno spuntino al bar all‘angolo: ma se io alle NOVE DI MATTINA di un giorno di ponte volessi a) dormire il sonno del giusto, visto che mi suona la sveglia alle 6 ogni santo giorno feriale
b) farmi una scopata con il legittimo consorte
c) farmi quella maschera al viso e quella ceretta che rimandavo da un po’
d) giocare coi miei figli che non sono a scuola
e) vedere una persona che non vedo mai perché ha orari di lavoro incompatibili coi miei??????????
Poi vorrei che fosse detta, una volta per tutte, al mondo, una cosa che io CREDEVO di aver già accennato abbastanza chiaramente alla Gent.ma Dott.ssa Comm. Lup. Mann. Squalo: però vorrei ribadirla qui con voi, acciocchè non si pensi che io mi lamento tanto per lamentarmi e che in realtà, da brava stataledimerda, non faccio una funchia dalla mattina alla sera.
La commercialista da me vuole molte cose: per carità, mi solleva anche da molti problemi, dato che ora il suo compito è diventato anche quello di amministratrice dei beni immobili della famiglia. Però all’inizio voleva cose normalmente richieste dai commercialisti, come visure catastali, CUD, lettere di accertamenti, contratti di locazione, fatture di spese. Ora che siamo entrati nel ginepraio della Conservatoria dei beni della Repubblica per apportare alcune correzioni a errori di vecchissima data fatti dal catasto, vuole cose come: l’atto di proprietà di un appartamento che fu acquistato da mio bisnonno Nicolò nel 1927; la successione di mio nonno, che morì improvvisamente nel 1948 senza lasciare neanche una riga di testamento, visto che tutto si aspettava fuorchè di morire, essendo piuttosto giovane, in salute e sopravvissuto a due guerre; sapere come facciamo a dimostrare che un appartamento che sta all’11 scala B come Bologna è sempre appartenuto a noi anche se il catasto lo ha catalogato per errore come 11 scala A come Aosta, e quindi è finito nella linea di successione di un’altra famiglia; trovare una soluzione al problema del rinnovo del contratto con un’inquilina che è in una casa di riposo e malata di Alzheimer e il cui figlio vive a Bali (non sto scherzando: a Bali! giuro!!! a Baaaaaliiiii!).
E io corro tra Piemonte e Liguria, cerco, smisto cartellette, rovisto nei mobili polverosi di casa delle Ziette, faccio fotocopie, mando fax, classifico cose, mi scrivo tutto, me lo dimentico, me lo rileggo, lo ripeto, lo ri-ripeto, tranquillizzo mio padre che si arrabbia, tranquillizzo mia madre a cui viene l’ansia, tranquillizzo me stessa a cui viene la gastrite… Ma non lo faccio all’ora che potrebbe parere furba agli altri: perché faccio un altro mestiere, e ho una casa, e ho da fare dell’altro, e ho del tempo che devo passare in autostrada senza schiantarmi in un guardrail, e ho dei momenti in cui se mi metto sui conti o davanti ai documenti resto in stato di morte cerebrale per diversi minuti e poi metto via, consapevole che non so cosa sto leggendo; lo faccio nei momenti liberi, ma non in tutti i momenti libri, solo in quelli in cui posso farlo stando concentrata, capendo cosa leggo. E SOPRATTUTTO, LO FACCIO ANCHE A META’ DI UN PONTE (stamattina sveglia ore 6,20), MA PRETENDO DI METTER VIA I DOCUMENTI CHE TROVO, DI USCIRE A FARE ANCHE ALTRO E DI RIPARLARNE LUNEDI‘.
Si avvisa la spettabile clientela che siamo chiusi fino a domenica sera. Tardi. E che siamo chiusi anche lunedì mattina. Perché vado a lavorare. E lunedì pomeriggio. Perché è UN MESE E MEZZO che devo parlare con la mia psicologa.
E che cazzo. Se rinasco faccio l'amministratore di condominio. Quelli sì, che non si fanno problemi a sparire quando non hanno voglia di lavorare. E non c'è wireless che li raggiunga, loro, i bastardi.
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1 commento:
Non commento, solidarizzo, in particolare sul bel vivere degli amministratori di condominio; esperienze costanti e costanti accidenti inviati, che tornano al mittente poiché il maledetto risulta irreperibile. Ha una moglie belloccia, spero sia cornuto, tié!
La lista della gente da impiccare al pennone più alto si allunga, sarebbe da stampare sui rotoli di carta igienica.
Tieni duro e, appena puoi, sputale in un occhio.
Ciao, buon wikend.
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