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martedì 11 giugno 2013

L'insostenibile ingestibilità dell'irridente indisciplinato invano incriminato

Un bel mattino di giugno, Castagna scese dal letto e invece di infilarsi maglia, jeans e scarpe basse scelse con cura il tacco 7,5, la blusa e la gonna. Invece di prendere la solita pesante borsa, sfilò via con la borsina del notebook. Invece di imboccare la stradina di campagna, prese l'autostrada.
Invece di arrivare in un piazzale polveroso in mezzo ai pullmini gialli, posteggiò lo scassone coreano in una via cittadina.
Invece di entrare nella scuolina esagonale, in mezzo ai piccoli bufali e alle gazzelle, si fece strada lungo chilometri e chilometri di corridoi, passando davanti a laboratori di meccanica e aule identificate da lettere e numeri, e fu occhieggiata con aria diffidente da sedicenni magrini e superata a passo di carica da enormi diciannovenni barbuti, alti due volte lei. Vide in tutto tre femmine, e dire che doveva essere un istituto da 700 alunni, a occhio e croce.

Raggiunse l'aula magna fichissima con megaschermo e tavolini a scomparsa, sedie addirittura comode e microfoni che non fischiavano. Assistette a un interessante convegno.
Sull'ADHD.
E prese appunti furiosamente. Intanto, il suo cervellino ruminava e ruminava.

A un certo punto scrisse, sempre facendo andare il cervellino, tutto contento di ricevere qualche stimolo da adulti:

L'alunno è descritto come ingestibile, non pensa alle conseguenze di quello che fa, le punizioni sono inutili
D
Sono alunni che necessitano di esprimersi attraverso l'arte e la musica
Y
E' necessario il rapporto uno a uno, perciò in classe devono essere vicini alla cattedra, con poche distrazioni
L
Reagiscono bene se li si guarda negli occhi e si parla con loro con calma
A
E' importante toccarli, essere fisicamente loro vicini, camminare tra i banchi, avere una postura accogliente
N

E fu così che ebbe l'epifania. Il nome del chiodo della sua bara si stampò in lettere di fuoco davanti a lei, sul foglio.

Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

Dylan NON LO FA APPOSTA. Avevo ragione io: quel ragazzino ha qualcosa che lo fa stare male.

E' anche un po' stronzo, questo è vero.

Ma il padre è uguale, nevrotico e sfuggente (visto coi miei occhi), in costante atteggiamento di sfida (visto da me e da tutti i colleghi) e in evidente polemica con le regole (detto dalla moglie). Il che, in un quarantenne, dà senza dubbio molto più nell'occhio che in un tredicenne in una classe agitata.
E l'ADHD è genetico. Spesso i genitori dei Gian Burrasca (perlopiù di sesso maschile) avevano lo stesso disturbo, ma trent'anni fa nessuno lo aveva ancora mai studiato.

Così Castagna ne parlò con la preside. Poi decise autonomamente di parlarne con la mamma del soggetto in questione. Sperando bene di non tirar su un casino. Le venne il dubbio di essere presuntuosa o di offendere qualcuno.

Poi si disse: è stato un tale anno di merda che non mi si peggiorerà ulteriormente, per aver tentato di aiutare il mio chiodino a sezione quadrata. Proviamo.


9 commenti:

ilaria ha detto...

facci sapere com'è andata!!

labiondaprof ha detto...

Eh, anche io quest'anno ho avuto un chiodino nella bara. Simpatico, intelligente, quasi ingestibile, da prendere quasi solo con le buone. Scrive bene, è ordinato, ha logica ed è anche bravo in matematica MA si distrae spesso, deve sempre intervenire e dire la sua. Si avvicina spesso alla cattedra con domande inutili (cerca il contatto con l'adulto? sì). E' piccolo di statura e all'inizio dell'anno mi ci sono voluti 3 mesi per farlo stare seduto. Gioca bene a calcio, ha superato nelle garette della scuola, nel salto in alto, gente alta il doppio di lui. Fa anche battute centrate su compagni e insegnanti. A volte lo fulmino con parole o occhiatacce, a volte me lo porterei a casa per vedere se seduto su una sedia, da solo con me, riesce a stare fermo e a non buttar fuori ogni cosa gli passa per la testa... Scusa, tu che hai seguito il convegno, dici che può avere anche lui la famosa sindrome che pare tanto un'americanata ma invece, forse... Scusa il commento fiume, ma se credi posso scriverti in pvt, per continuare.

Cinzia G. ha detto...

Mi è stato diagnosticato l' ADHD due anni fa a 23 anni, ma solo perché mi sono trasferita negli Stati Uniti e qui queste cose vengono prese seriamente.
In realta ho sempre saputo di essere un po' diversa dai miei compagni e i miei genitori hanno sempre sospettato qualcosa. Una delle mie maestre alle elementari arrivò a dire che ero autistica.

In realtà il mio ADHD è Highly Functional, ovvero mi aiuta perché faccio un lavoro che richiede enormi quantità di multitasking e che si basa tutto sulla velocità di reazione. Tuttavia ho avuto problemi a scuola per tutta la mia vita. Ero brava, bravissima, ma non riuscivo a stare seduta, mi distraevo, mi annoiavo tremendamente, dovevo essere stimolata continuamente, parlavo e parlavo e parlavo.
Ancora oggi ho problemi a relazionarmi con alcune persone, ho problemi in situazioni comunissime, tipo le telefonate, ho problemi nella pulizia e nell'ordine della casa, guardo la tele mentre leggo e nel frattempo sono su internet a leggere un'altra cosa.

Insomma, é un esasperante sentirsi normali ma vedere che tutto il mondo fa il contrario di quello che fai tu.

lanoisette ha detto...

hai fatto non bene, benerrimo.

VittoriosSecret ha detto...

Io dico che se solo ce ne fossero di più, di insegnanti come te, che guardano oltre un allievo casinista e "si pongono il problema". Sarebbe una scuola migliore. Brava!

VittoriosSecret ha detto...

Ps: prossima volta tacco almeno 10. Perché 7,5 uccide pure la donna più gnocca. Dai retta a una scema.

Castagna ha detto...

Ma allora,

@bionda e altri blogamici, non so ancora granchè, anche se il convegno era fatto da gente coi controcosi, comunque nella pratica c'è più che altro da distinguere un bambino solo ansioso da un ADHD. Infatti il momento dell'epifania mi ha tolto di mente Atreiu, cui stavo pensando prima, perché Atreiu, se gli parli e lo fai ragionare, ragiona, e modifica il suo comportamento di conseguenza, basta che si sia calmato abbastanza da capire che ti stai dedicando a lui e starti a sentire, anche se lo stai cazziando va bene; Dylan McKay invece no, è come se non riuscisse a modificare il suo comportamento.

@Cinzia: inestimabile contributo, grazie! In effetti l'ADHD ci è stato descritto come un problema non di attenzione ma di SELEZIONE: cioè il bambino adhd, che spesso ha un QI superiore alla media, non è che non ce la faccia a stare attento, è che sta attento a troppe cose contemporaneamente. Soo sicura che il motivo per cui non riesce a correggersi è che lui, come dici giustamente tu, si sente normalissimo in quel che fa, perché lui semplicemente funziona così.

Susibita ha detto...

Ma quindi poi com'è andata? che dice la mamma? Riuscite a intervenire?
I tuoi ragazzi mi appassionano.

Susibita

Castagna ha detto...

@Susi: secondo me il drittone non ha minimamente fatto vedere alla mamma la richiesta di colloquio che ho scritto sul suo diario. Ma troverò modo di agganciarla quando viene a prendere la pagella, anche se quel giorno avrò sotto le grinfie otto spaventati esaminandi di terza e dovremo per forza di cose fissare un altro momento per parlare con calma.