Ci portiamo le sedie in cortile. Perché nell'ora di pranzo, ai giardinetti, si è svolta una battaglia a colpi di bottigliette d'acqua, e Spettacolo, Arcangelo Biondograno, Orsacchiotto, Teppa Gentile e lo Scoiattolo hanno la maglia zuppa. Allora io mi siedo all'ombra del melo cotogno e loro al sole, e leggiamo Mario Rigoni Stern, e la neve e le isbe e l'ARMIR e i piedi congelati fasciati nelle pezze. Ma qui da noi è estate e Principessina Russa, che ha paura degli insetti, ogni volta che passa una vespa o un'ape sta immobile tremando, con le mani sugli occhi e prega: "Mandatela via mandatela via." Arcangelo Biondograno la guarda come se ammirasse un oggetto prezioso e fragile che potrebbe sciuparsi solo a posarci gli occhi sopra. Mentre leggono, il braccio di lui sta a lievissimo contatto di quello di lei. Sono settimane che sono così, a zero virgola cinque millimetri uno dall'altra, in corridoio, nel banco, dappertutto. Lui è talmente trasfigurato che per guardarlo bisogna socchiudere le palpebre, non solo è biondo, ma sembra proprio tutto d'oro come un mosaico bizantino.
Poi a un certo punto un animaletto strano, che non è un'ape né una vespa, volando si posa proprio sulla spalla di Principessina. Lei, mani sugli occhi, voce con tono di urgenza isterica: "No ma no ma levatemi subito questa cosa..." L'Arcangelo le posa gli occhi addosso con reverenza e si muove al rallentatore, come se lei fosse una farfalla da non spaventare con movimenti bruschi; invece lo Scoiattolo esclama: "Oh maddai, su" e dà una botta secca al povero insetto...
...lanciandolo, con precisione balistica incredibile, proprio nella scollatura del top di Principessina, dove casca bello dritto giù in mezzo alle tette. L'Arcangelo assume un'espressione di panico, tutti noi altri restiamo basiti, ma per fortuna Principessina non perde la testa, infila una mano e estrae la bestia misteriosa, senza neanche mostrare le sue grazie. Momento di generale imbarazzo: ahem, bene, tutti guardano da un'altra parte, chi per terra, chi il prato, chi il cielo, e poi riprendiamo a leggere.
Più tardi, siamo tornati ormai in classe perché avevamo caldo, e a un certo punto la ragazzina mi mostra un dito gonfio e rosso e mi fa: "Ma prof, quell'insetto di prima cosa sarà stato? Perché mi ha morso, fa male..." E allora, tutto quel contegno so british che avevamo mantenuto, con molta delicatezza, in cortile, sbraca. Uno sorride, l'altro ridacchia, gli sguardi si incrociano, e poi scappa a tutti, lei compresa, una bella risata, di quelle che ti lasciano col fiatone.
E poi abbiamo una discussione: Hiròshima o Hiroshìma?
Io: "Sentite, ora mando un messaggio a un mio amico che sa il giapponese..."
Grande Pagliaccio risponde una cosa assurda sulla lunghezza delle vocali, poi mi telefona perché io non ho capito e pronuncia: "Hì (anzi quasi Kì) - ròooo - shì - mà."
Passiamo il resto del pomeriggio a giocare a "hì-rò-scì-mà" e fù-kù-scì-mà".
Per finire, visto che è la giornata del "chiedi un aiuto a esterni", dopo aver letto un brano sulle spose bambine in India, interpello via Facebook la blogamica e collega LGO per farmi ricordare dove aveva preso un video, questo:
LGO risponde prontamente all'appello, e andiamo a guardarcelo in aula LIM. E Spettacolo, la nostra dolce, beneducata e altissima fotomodella, piange.
Un po' viene da piangere anche a me, se penso che questo era l'ultimo giovedì con la terza C.



6 commenti:
Eh, le Terze Cì...
Già, proprio le terze cì, anche a me restano nel cuore! Ma che bel lavoro facciamo!?!!!
Che bello aver fatto parte di una terza cì...
che finora i miei migliori ricordi sulla scuola vi sono rimasti agrappati...
StudentessaLiceale
Ma lo sai che anch'io ero in terza C? Davvero. Ma nessuno ci portava sotto gli alberi :-)
con questi prof. le tempeste si superano!!!
Anche io ero in terza C!!! niente alberi, ma la prof di scienze e i suoi bruchi, il prof di tecnica e il vino biologico fatto in aula di sostegno ci fornivano sufficienti distrazioni.
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