Oggi ore 8 mi fiondo in terza per posare il registro e le borse, mentre in aula computer la stampante sforna la copia madre del compito di storia, uno dei più cattivi che abbia mai prodotto.
Le domande sono divise per livello di difficoltà.
Ma c'è dentro tutto. Tutto. Il gas mostarda Ludendorff Fokker Fisher Brest-Litovsk Ekaterinenburg lo shell shock i sottomarini le Dreadnought Caporetto Lemberg e i laghi Masuri.
Sudano sangue per un'ora. Scatto e Svacco, quest'ultimo in punizione da gennaio per il 5 di Storia in pagella, mi danno una prova molto completa. Il Re del Tevere invece, confuso forse dai suoi successi al corso pomeridiano di Latino, fa un disastro. Sandra Bullock, altra con insufficienza da recuperare, fa bene. Svampo si agita invano. È come far fare un compito sulla Grande Guerra a King Kong, con lui.
E poi eccolo. In felpa rossa e sguardo accattivante, Sgamo ha finito prima degli altri, sta rilassato nel banco e fa saltare la penna in mano come d'abitudine. Quando ritiro la prova e dò un'occhiata, nel più facile degli esercizi a completamento mi ha scritto che l'Italia entra in guerra nel 19015.
Ovviamente gli faccio una scenata da Orso d'Oro al Festival del Cinema di Berlino. Sembro Meryl Streep in Silkwood, sono immensa, davvero. Arrivo fino a far fare la fotocopia ingrandita dell'errore, ritaglio la frase, gliela faccio firmare e la appendo al muro. E intanto osservo: dallo sghignazzo passa al rossore, dal rossore alla deglutizione faticosa, tanto che mentre firma attorniato dalla cagnara dei compagni gli trema la mano, e a me scappa di scompigliargli il Sacro Ciuffo con una manata. Dopotutto sto scherzando, è chiaro che è una sbadataggine.
Dopo, nell'intervallo, racconto alla collega di sostegno, che era fuori con Stondaio e Waanaagsan, la scena. Lei mi fa: io non lo capisco quel ragazzo. E io: è ferocemente disturbato, nel suo rapporto con i docenti, ma lo vedi che seduce, poi prende in giro, poi cerca ammirazione, poi fa il figo, poi ci resta male...
Tornata in classe glielo dico: la collega ha detto che non ti capisce, io capisco che sei un pasticcione!!! Perché dovresti stare un po' attento a non fare il figo e poi cascare sulle scemate, tu sei bravo.
Lei dice, prof?
Io dico, sì.
Ma forse anche io non capisco abbastanza, perché sono le 14.00 e sul gruppo Whatsapp della classe (in cui mi hanno inserito d'arroganza, rubando il mio numero di cellulare da una comunicazione per gli assistenti di comunità di Waanaagsan) mi allertano che Sgamo ha preso un'altra nota sul registro appena io sono uscita da scuola. È lui che si autodenuncia, anzi. Io mando sei megabyte di faccine incazzate. Ma insomma non è possibile mi prendete in giro? domani c'è consiglio di classe!!! e su non fate sul serio, VERO??? Dai che sono immersa nel lavoro e sono pure malata.
Sotto, in mezzo alle assicurazioni degli altri che purtroppo è vero, compare un disarmante Non volevo rovinarle la giornata prof.
Allora io penso due cose. Una è che Sgamo ci sta supplicando di sospenderlo. L'altra è che gli servirebbe un grosso grosso grosso abbraccio, con rassicurazione ferma e definitiva che lui ce la può fare, ma che non sta a me darglielo, anche se lui se lo prenderebbe volentieri.
E domani, se il preside ci scavalca di nuovo sul comminare il provvedimento disciplinare, scatta la rissa.
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2 commenti:
Vabbè ma tu abbraccialo lo stesso Sgamo poveretto, no?
NO eh? non si fa?
A una come me se la magnerebbero, mi sa.
Susibita
Ma io i miei alunni li abbraccio. Tranne quelli che fanno i piacioni. Come Sgamo appunto, che una volta per sbaglio mi si è rivolto dandomi del tu, e io gli ho fatto la solita battuta che faccio sempre: "Ah mi dai del tu? perché, stasera ceniamo insieme?"
E lui pronto: "Sì, prima però ti porto al cinema."
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