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martedì 20 agosto 2019

The big M

Stasera l'amica, mezza collega, Maestrana, parlando del più e del meno dice: "no, bisogna prepararsi, che poi con la menopausa si ingrassa."

"Con la?" chiedo io. "Con...?"

CosacavolostaidicendoWillis?

Vi descrivo prima la scena, poi la sensazione.

Scena: sono seduta in piena luce sotto il porticato del castello a Paesino di Sogno, sì proprio lì,  in piena Piazza del Peccato, laddove la sventurata eccetera, laddove ancora un mese fa ho avuto le vertigini nel vedere una ben nota figura stagliarsi sopra tutte le altre in mezzo a una festa, e fermarsi immobile a fissarmi con il bicchiere in mano e quello sguardo pensoso, anche se ne sono uscita in piedi stavolta, con un pezzetto storto di bacio rubato e pochi rimpianti, forse solo quello di non aver preso un tiro dalla sua sigaretta guardandolo con l'aria di dire: peggio per te, cocco.
Sono seduta praticamente sotto i riflettori, rido ad alta voce, sono poco truccata, ho una camicetta scollata senza pietà con il minor numero di bottoni chiusi possibile, un paio di pantaloni morbidi ma tagliati in un modo che secondo me sono proprio fichi, e uno dei tacchi più assassini del mio repertorio, a spillo e luccicante, col piede quasi nudo. 
Sto passando una bellissima serata in cui, scoprirò rientrando, non ho sentito la mancanza di nessuno. Perché con questa amica, che strana è strana, ma di recente sta davvero molto meglio di testa, ci sto bene senza un perché.  E senza pretese. E sono proprio lì perché me la sento di essere lì, adesso. Rido di cuore e mi sento bene. Finalmente. Succede per brevi sprazzi,  ma sempre più spesso.

Così, quando lei nomina the big M, a me vengono gli occhi tondi come quelli di un cartone animato, ma soprattutto una nuvola passa per un attimo davanti al sole di tanta serenità. Cioè.  Non è che io pensi ad avere figli (non ho proprio sotterrato il follicolo di guerra, ma, insomma, mi sa che ormai). Non è che io voglia essere forever young, anzi ripeto spesso che sto molto meglio a 40 e oltre che a trentatre, trentacinque e forse anche ventisette,  lo dico da quando ne ho fatti 41 e non ho ancora cambiato idea. Non è che io viva col terrore di ingrassare, ma figuriamoci, poi non esiste questa cosa dopo quel che mi è successo nel 2019, e dopo che finalmente ho scoperto che esiste almeno un uomo abile e arruolato,  sul pianeta,  che alla mia frase "sto molto meglio col mio corpo da quando sono più grossa, mi sento bene" sorride beato e mi guarda come dire "oh Dio, non ci credo, ho trovato il santo Graal, la fenice, l'unicorno: una donna che non spaturnia sulla linea!".
Però... sono qui col mio piede affusolato nelle scarpine gnagne, il seno che mi scoppia via dalla camicetta, i capelli anni Ottanta perché fa umido, questa risata senza peso, questa nuova capacità di incedere per le piazze pericolose a testa alta... insomma, la menopausa non mi pare affatto un concetto che mi riguardi!

Sensazione: ecco, mi sento un po' come quella volta, sotto il campogiochi grande, quando tra una chiacchiera e l'altra la cugina di Musica, allora un'adolescente un po' cavallona, oggi un pezzo di figa che neanche in televisione, ci confessò, a me e Musica,  che lei aveva già baciato un ragazzo con la lingua. E io e Musica, prese come larve tra il bozzolo delle medie e lo spiegare le ali del ginnasio, entrambe ci schifammo. Lei insisteva: invece è  bello, vedrete che poi. Potrei dirvi esattamente come eravamo vestite, che luce e che temperatura c'erano, e il mio tono di voce mentre, un po' in disparte,  dicevo a Musica: non so, a me, sinceramente, il pensiero non è che proprio mi ispiri...
Beh chiaro, ero piccina, non avevo ancora  incontrato né quello di Spezia che baciava da Dio, né quello di Roma, che mi faceva così morire che come baciasse neanche lo riesco a ricostruire, perché ricordo solo che perdevo i sensi appena mi si avvicinava. E nessuno degli uomini veramente importanti della mia vita, tra i quali la palma del bacio perfetto va all'Uomo, come sbagliarsi.
Ma per dire che il pensiero della grande M è così remoto da me, adesso, come lo era, allora, quello dei baci veri.

Non so che ne sarà di me, confido nello yoga e nel bere ettolitri d'acqua. Mia madre è stata malissimo. Ma io fisicamente ho preso dalla famiglia di papà.

Comunque, mi resta il dubbio che una cosa come la menopausa possa essere anche solo lontanamente imparentata con me come sono ora, con questa specie di seconda giovinezza che mi sto, in qualche modo stranissimo, godendo adesso, nonostante tutto.

domenica 27 novembre 2016

Il guardiano del faro

Quello che si droga, quella che si taglia, quella incinta, abbiamo già visto, sì.

Ma nella stessa classe un bambino malato e una satanista aspirante suicida, no.

Sulla malattia di Belzebù niente possiamo dire o fare. Solo tenerlo con noi e cercare di dargli gioia e forza. E non permettergli di fermarsi a fare il dettato se ha male, ma mandarlo a telefonare, poi correre a cercare il Gigante e il Magnifico e metterglieli alle calcagna, loro due così alti, mentre i compagni gli preparano la roba, e guardarlo andare via con il suo zaino più grosso di lui.

L'Orientale mi preoccupa moltissimo adesso. Stanno per fortuna arrivando, molto più velocemente del previsto, i servizi sociali. Che ovviamente useranno la scuola come base per incontrare la madre. Ma lei nel frattempo è sempre più chiusa e buia e fa tante assenze. E i bambini di lei hanno un pochino paura.

Ha fatto amicizia con la sorella di Dylan McKay, altra personalità chiaramente sciroccata, e con altre due o tre agitate. Dotate, se sono come la McKay, di famiglie che perdono i pezzi.

A proposito di perdere i pezzi, qui ci si dimenticano i testi di matematica (reazione a caldo della docente: 2), gli occhiali al cinema (ritrovati: ma perché tutto 'sto culo, lei? È proprio la nipote di mio papà), la pillola (la prima della scatola).

E non si dorme. Cioè si dorme una notte io una notte lui. Colpa del festival suo (crediamoci) e dell'esame di yoga mio (crediamo pure a questo).

Stamattina ho frenato davanti alla panetteria di Paesotto Sereno, quella che fa la focaccia alle ortiche e menta, in contemporanea con la Folletta, l'altra che, dice Maestro P., nella vita ha il ruolo di guardiano. Così abbiamo preso un caffè insieme.

Dopo le esercitazioni del mattino le ho detto: "Se ci fosse da iscriversi a un corso di yoga con una di voi quattro, io verrei da te. Quando fai lezione tu io chiudo gli occhi e mi lascio portare". Era felice.

Tra quattordici giorni l'esame.
Poi forse l'inizio di qualcosa di nuovo.





lunedì 9 novembre 2015

Love, actually

La Caramella è separata da 10 anni e parla spessissimo di suo marito. Più che spessissimo: direi anche di continuo.
La Caramella è sola e non fa mistero di quanto questo le costi, ma anche di quanto le costerebbe rimettersi a dividere la vita con un uomo.
La Caramella si veste di colori allegri e ha sempre il gloss sulle labbra.
La Caramella fa la dieta e dice: uh, sono le nove e sto mangiando la seconda banana, andrà bene?
La Caramella mi è simpatica.

Stamattina arriva con un caffè in mano, e mi trova, china sulla minitrousse che tengo in borsa, che cerco di darmi la matita nera sugli  occhi pesti e bofonchio: "eh, anche io adesso vado a prendere un caffè."
"Te lo offro io!"
"Grazie, arrivo..."
"No ma stai, te lo porto!"
"Uau!"
E me lo porta davvero.

Poi si agita in giro per la sala prof. E sbotta.
"Allora io sabato mi sono vista con questo tipo..."
"...carino?" faccio io.
"Guarda, secondo me è un figo. È un artista, gira..."
"M-mh?"
"E così, niente, no, che poi non è che abbiamo una storia..."
"M-mh? Vedere foto?"
Intanto in sala prof sono arrivate la Generala e la Celhodoro, e dopo arriva anche la Secca.
La Caramella mi mostra un bel tipo sportivo in foto, poi si agita ancora, e lì cogliamo che non ci è solo andata a cena, col tipo:
"Ma le mie amiche mi hanno sgridata tanto! Mi hanno detto che così non è romantico... ma io scusa sono sola, sono libera, e poi non la voglio mica una storia... lui riparte, e sinceramente a me va bene così!"

La Caramella non ha idea di dove stia lavorando quest'anno, evidentemente. Ma io una sorella liberata non la lascio sola in mezzo all'allevamento di beghine dove entrambe siamo capitate, quindi la sostengo: "ma scusa, tu sei padrona della tua vita, sai tu cosa ti fa stare bene no? E poi le tue amiche, da che pulpito parlano?"
"Mah, ci  sono diverse situazioni... alcune sono state fortunate, oh. E altre sono separate ma si sono rifatte una vita... io non voglio dire che si accontentino eh..."

Interviene la Celhodoro, ex bella donna, molto convinta di sé e nota per aver pubblicamente cornificato il marito non una, ma TRE volte, prima che egli decidesse di non riprendersela più, o lei di non tornare più a casa.
"Secondo me con gli anni una persona capisce cosa è irrinunciabile e di cosa può invece fare a meno... la magia è per le ragazzine."
La Caramella le va dietro, sostenendo che lei non sa se troverebbe mai un uomo che non le pesasse mettersi in casa. Ma è chiaro che lei, alla magia, non ha smesso di crederci, e che il pensiero che la sua vita sentimentale si riduca a un weekend ogni tanto con il trombamico un po' la devasta.
Io affermo che comunque, quando deve scattare la scintilla, quella scatta. E allora, una, tanti programmi su cosa se la sente o meno di fare, li polverizza che è una bellezza.
"Tu dici che comunque quando la persona è quella..." inizia la Celhodoro, e la Caramella fa: "È che ormai mi sembra difficile incontrare uno che mi piaccia sia fisicamente che di testa..."
E io, senza pensare: "Oh, se deve arrivare arriva. Io ne ho incontrati due nella mia vita, e quando arriva te ne accorgi."

Ragazzi. Se avessi detto "io quando ero un uomo tutti questi problemi non me li facevo, peraltro menomale che ora mi sono operata e faccio sesso solo coi cammelli e gli alligatori", GIURO, non mi avrebbero guardata così male. La Generala mi ha letteralmente fulminata.
"Uno l'ho sposato, eh" dico in tono di scusa. E intanto, mentre le colleghe accatastano la legna per bruciarmi, penso, offesa: oh ma che cazzo vogliono queste? Mica ho detto se l'altro l'ho incontrato prima dopo o durante, no? Una POTREBBE aver provato cose grandiose assurde e epocali per più di un uomo, nell'arco di 40 anni? Magari sono stata fidanzata dai diciotto ai ventitre anni con un ragazzo fantastico che poi è tragicamente morto in un incidente, ma sono così fortunata da aver incontrato l'Uomo dopo?

Pensavo che oggi quella che si metteva nei guai dicendo apertamente i fatti suoi fosse la Caramella. Invece ho violato un ferreo tabù: donna sposata!!! Donna sposata non conosce uomo a parte il legittimo consorte!!! Donna sposata, gli occhi, bassi li deve tenere!!! Donna sposata, se domani mattina entra in sala prof e trova Cristiano Ronaldo allungato sul tavolone delle riunioni e completamente nudo, manco lo guarda!!!

Ma. Fatemi. Il. Piacere.

Poi ci ho pensato tutto il giorno. E stasera, combinazione, parlavo con la mia amica Elfodark. Che deve decidersi a mollare il fidanzato, inutile e ormai anche molesto. E mestamente mi diceva: "no vedi una poi deve pensarci, se uno magari è un bravo ragazzo con cui se la sente di mettere su famiglia" e io di colpo sento la mia voce rispondere: "No guarda, una deve pensare se lui la rende davvero felice, perché sì, ti puoi anche sposare così, con uno affidabile, magari non è la scelta sbagliata. Ma nella vita di persone giuste per te ne incontri, e il problema è che magari ne incontri più di una. E allora ti conviene che quello che hai sposato sia veramente il Numero Uno, per te. Altrimenti... te ne vai."
Elfodark mi ha dato ragione, ma, da come parla e guarda, si capisce che lei per ora non si è mai innamorata davvero. E, persino adesso, mi viene da pensare: poverina.

Poi allontanandomi ho pensato a queste due diverse conversazioni.
E ho capito una cosa. Che le mie colleghe sposate si sconvolgono più della mia frase che della trombamicizia di una collega divorziata, perché credono sinceramente che esista LA persona, quella che sposi, quella che non lascerai mai, quella da cui nessuno potrebbe mai distrarti. E mi sa che, proprio perché ho navigato e fatto naufragio nei mari tempestosi  del desiderio, io ci credo tanto quanto loro, e mai come ora, ahimè, mi è stato chiaro che io il mio Numero Uno l'ho incontrato e sposato sul  serio.

(Un attimo prima di sparpagliarci verso le aule, la Caramella ha mormorato in tono ancora più insicuro: "Poi secondo me, in quel che hanno detto le mie amiche c'era anche una punta di invidia..." e io: "Sicuro! Intanto tu la tacca su 'sto weekend l'hai messa". Lei ha riso come una diciassettenne. Che fatica che farò, a non raccontarle niente dei fatti miei per tutto l'anno.)