Finiva il 2018, anno chiaramente da annoverare tra quelli di merda. Di lì a poco la Princi, che mi rivolgeva di nuovo la parola dopo mesi e mesi di monosillabi e sguardi sprezzanti (DIECI mesi. Giuro. Continuativi) avrebbe rotto in modo plateale con il Tipello, fatto in poche settimane una riga di cazzate di proporzioni ciclopiche e dato il via ad altri dieci mesi, stavolta di anoressia.
Un giorno ero in ufficio e, aprendo le email, ne trovo una dell'associazione sportiva che mi aveva vidimato il patentino da insegnante di yoga alla fine del 2016. Mi avvisano che, essendo passati 24 mesi, devo per forza caricare 40 ore di formazione svolte, o il patentino non sarà rinnovato. Propongono anche un loro corso, in caso io non abbia provveduto a svolgere le ore.
Io considero brevemente la situazione: sono reduce da un 2017 in cui mio marito era quasi interamente fuori di testa, e da un 2018 di merda. Chi poteva mai ricordare che ci fossero da fare 40 ore di formazione? Ho iniziato a insegnare yoga, e ancora grazie che ci sono arrivata. Come un sol uomo, quindi, scatto e compilo la mia iscrizione a questo corso, che si svolgerà in due weekend tra gennaio e febbraio 2019. Si tratta di un corso sulla comunicazione. Alzo le spalle: con tutte le ore di formazione inutili che ho fatto per la scuola, non mi ucciderà. Mi siederò in fondo, con un pacco di temi da correggere sulle ginocchia, e aspetterò che finisca.
La prima sera la ricordo vagamente, a parte il momento dell'arrivo, in cui un uomo francamente stupendo attraversa la sala per stringermi la mano con forza studiata, presentandosi solo col nome. La seconda cosa che ricordo è che, quando iniziano le attività, l'uomo attraente si rivela essere il formatore, e parte con un suo monologo. Dopo la prima ora penso ancora che sia un fico astronomico, ma la mia mente ipercritica ha già sgamato in lui tecniche di PNL, tra cui la citata stretta di mano, spunti di filosofia spicciola, doti istrioniche di livello, un notevole grado di cultura generale e un uso assolutamente criminoso e sfacciato del fascino che innegabilmente possiede, e quindi ha classificato il bell'uomo nella categoria paraculi.
Nel corso del weekend capirò di essermi sbagliata, su due cose.
Uno, il formatore non è un paraculo. È l'Imperatore di tutti i paraculi, e mi riferisco all'imperatore delle galassie di Star Wars, non a quello sacro romano germanico, giapponese o bizantino. Per fortuna, il suo paraculismo è orientato a fin di bene, e il suo fascino è pari alla sua serietà professionale. Crede veramente in quel che fa, e lo sa davvero fare.
Due, questo non è un corso sulla comunicazione, tantomeno un monologo di un istrione. È la presentazione, che nel corso del weekend diventa estremamente applicativa, di un metodo. Un signor metodo. Che CAMBIA la vita delle persone. Sissignore. Perché, il sabato ancora no, la domenica a mezzogiorno ancora no, ma la domenica alle 17 e 30 circa, di colpo, cambia anche la mia. Con una frase. Del resto, se sono dove sono, se sono chi sono, è tutto per una frase della mia prof di lettere quando ero in seconda media. Quindi lo sapevo, che poteva succedere.
Nel 2019 vado a tutti gli incontri che il gruppo tiene in Piemonte, non me ne perdo uno. Mi trasformo inesorabilmente, a partire dall'abbigliamento e dal modo di pormi. Mi rinforzo sempre di più. Nel gruppo mi faccio anche una, poi due amiche, El e Red. A maggio "tocca a me" provare sulla mia pelle una parte del lavoro che si fa, collettivamente, per scardinare schemi mentali stantii e aiutare le persone a dirsi e dire le cose. Esco tritata, talmente fusa che il sabato sera, guidando, prendo una rotonda al contrario, per fortuna era molto tardi e non c'era nessuno. La domenica "sto sotto" più di tre ore. Alla sera sono stanca come se avessi partorito. Ho mosso così tante energie che mi hanno sentito fin dallo spazio: il rapitore alieno, che era sparito, si schianta su di me come un meteorite la notte stessa e, senza inviti, richieste o preamboli, attacca a dire la verità che stava lì da anni: io non aspettavo altro, e ci scriviamo tutta la notte. Ma questo, per quanto eclatante e denso di conseguenze, è solo uno dei molti eventi incredibili, collaterali o direttamente collegabili al corso, che si sono scatenati da quando la metodologia dell'Imperatore Paraculo ha messo piede nella mia vita.
Dopo qualche mese sono talmente diversa che la Princi stessa decide, senza che glielo abbia proposto io, di provare. Prova e ne esce totalmente diversa anche lei. Il nostro rapporto non sarà più lo stesso, e lentamente lei raddrizzerà tutta una serie di cose nella sua vita. Mentre io le raddrizzo nella mia. E porto al corso Caracas, in un momento della sua vita in cui ne ha veramente bisogno, e a sua volta lei ci porterà lo Scienziato, e poi ci porto anche l'Ingegnere. Tutta gente che non molla più e collabora a sua volta bene col gruppo. E continuerò a portarci gente, senza se e senza ma, considerato quanto funziona. Mi diplomo anche nel metodo stesso, di cui sono quindi utente e operatrice. Persino durante i vari lockdown il gruppo resiste, e resiste fuori dal gruppo anche l'amicizia con El e Red. L'unico che non si farà coinvolgere, udite udite, sarà l'Uomo. Il quale però, in periodo di lockdown e coprifuochi vari, ascolterà senza parere tutte le serate online. E si metterà a parlare con tono assolutamente rispettoso del corso e a difendere i miei weekend fuori per seguirlo, come difende da eventuali interferenze o imprevisti i miei ritiri o i miei orari settimanali di yoga. Chissà.
Ad oggi quello che è successo in me è descritto, solo embrionalmente, qui e qui. Ma fate conto che da quando ho scritto quei post si è potenziato moltissimo. Non posso raccontarvi esattamente in cosa consista tutta la magia, ma, adesso che vi ho spiegato, posso almeno farvi riferimento.


