Daisypath Friendship tickers
Daisypath Anniversary tickers

giovedì 16 giugno 2011

Lettere dal confino - 1

Castagna gli anni scorsi a questa stagione aveva troppo da lavorare per leggere tutto il giornale, dava un’occhiata ai titoli, leggeva qualche articolo su Internet e via.
Quest’anno invece legge due quotidiani al giorno e, essendo a Genova, vede perfino la tivù, e sapete una cosa? Parlano CONTINUAMENTE degli esami di terza media, come se non se ne fossero mai fatti. Sui quindici minuti in più per svolgere la prova Invalsi scrivono dei peana che non finiscono mai.
Frustrazione, fastidio, senso di horror vacui e anche di qualcosa di interruptus (non coitus, anche se in effetti etimologicamente sì, io co-andavo a scuola coi miei bambini fino al 5 giugno).
Solo sentire quel ministro (quello che riesce a essere ancora più nano e fastidioso del nano odioso per eccellenza) insultare i precari mi fa un po’ contenta di essere in aspettativa, da brava stataledimerda, peraltro non percepirò stipendio e sono sostituita da una collega in servizio che non costa un euro, quindi a Brunetta gli faccio un favore. Ma tant’è, se avevo qualche scrupolo, quella faccia da minus habens mi fa rallegrare di aver usufruito di una prerogativa del contratto statale. Che ci vada lui a scaricare cassette al mercato. Stronzo.
Comunque sto tentando di rendere queste settimane di aspettativa utili non solo alla mia famiglia ma anche a me, nel senso che, deprivata del marito che lavora a Asti e orba di ben due gatti, sono a dieta, faccio ginnastica al mattino appena sveglia, vado a correre e faccio delle gran camminate col cane e senza. Ho la fortuna di avere casa vicino alla passeggiata a mare e non ci vuol niente a infilarsi le scarpe da tennis e scendere giù a corricchiare; c’è un buon profumo di mare, c’è la gente che passeggia coi cani, ci sono i bambini in pattini e le coppiette che si baciano, e a metà della corsa, per le povere prof frustrate e sole, c’è anche un’ incantevole vista su una piscina attrezzata per la pallanuoto, non sono sportivi professionisti va beh, ma qualcuno col fisicone c’è sempre. Tanto basta per appagare l’unico ormone albergante ormai nel mio organismo, che si aggira sperduto come la bollicina di sodio della pubblicità.
Ho deciso di fottermene allegramente della cellulite e metto braghette da corsa inguinali e magliette sbracciate, per cercare di assumere un minimo di tintarella. Il punto è che a forza di ospedali e di malati quando cala la sera devo PER FORZA fare qualcosa che mi ricordi che sono GIOVANE e SANA (a parte la tiroide, ma è appunto per svegliare quella che mi devo muovere un po’). E poi diciamocelo, Genova non è il set di un film, sulla passeggiata a correre ci vanno tutti, anche le panzone e gli sfigati, oltre che i fisicati e le fotomodelle. E’ la mia città e qui so come sentirmi a mio agio, non come in quella specie di resort californiano che è la passeggiata in collina di Asti, dove se non sei appena uscita da un intervento triplo di chirurgia estetica ben riuscito e non hai delle chiappe da pallavolista sedicenne non puoi azzardarti ad andare.
Per il resto, non riesco a studiare (troppi pensieri, orari non miei e, a causa della dieta, delle botte di fame atroci per cui a volte, per ingannarle, preferisco fare un pisolino) ma ho imparato il quadrato Old America. E son risultati. Mia madre, épatée da tanta bravura, mi ha financo commissionato la bordatura all’uncinetto di una preziosissima copertina destinata ai Bimbi Sperduti.
Eh? Faccio carriera, visto?
Minchia.

Ieri sera alle undici però ero al telefono con Sanguedelmiosangue che voleva lumi sui montagnardi e i foglianti, e mi sentivo benissimo.

2 commenti:

lanoisette ha detto...

dai, che ce la fai.
io, dopo il lutto, sono alle prese con formazione classi e il secondo trasloc e mezzo nel giro di nove mesi.

Castagna ha detto...

Eh beh... Non si può dire che non siamo gente che si sbatte... Esami non ne hai?

Ancora un forte abbraccio a tutti e due, come già detto sul blog del Benza.

Spero abbiate tempo di stare un po' tranquilli a riprendervi.