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giovedì 27 dicembre 2012

Di Natali alternativi e tubini neri

Poiché comunque, appunto, dicevamo, la vita deve andare avanti e bisogna combattere per quel che si ama, dopo due post uno più tenebroso dell’altro dovuti alle solite questioni familiari (leggi: mio padre è uscito dall’ospedale a maggio, non è più stato purtroppo quello di prima, e ancora a dicembre stiamo a discutere su come accudirlo) e a svariati effetti collaterali delle suddette (leggi: richiamo informale a spicciarmi con il lavoro, by preside C., e grane coniugali dovute all‘essere sempre sull‘orlo di un‘emergenza familiare), ora vi dico alcune cose del più e del meno su questo Natale.

- Inaugurata nel 2012 la pazzesca innovazione “Natale ognun per sé”, scopriamo che entrambe le coppie di suoceri dicono con tono rilassatissimo che sono molto contenti di essere loro due soli. Due sono a Milano a prepararsi pranzetto, altri due sono a passeggiare col Mostro Bavoso Numero Tre sulla spiaggia a Cogoleto, e nessuno si lamenta. Buono a sapersi. In effetti anche noi, sebbene accerchiati da tentativi di sabotaggio, siamo soddisfatti del nostro primo Natale in pantofole.

- Ho fatto l’albero, ebbene sì, e acceso le candele e messo la tovaglia nuova e, udite, addirittura prodotto un dolce. E fatto una maratona Ocean’s Eleven, Twelve e Thirteen, in tre giorni. Sul divano, sotto la stessa coperta, e a nanna presto.

- Non ho comprato neanche un regalo. Neanche uno, perché quelli dell’Uomo e di Sanguedelmiosangue sono regali di compleanno, quindi non contano come Natale.

- Ho mangiato dolci a ruota libera per tutta l’ultima settimana regolandomi solo con la mia personale voglia, e penso di essere pronta per il secondo round di dieta Dukan, anche perché se vedo intorno a me ancora qualcosa che contiene panna vado in choc anafilattico, anche senza mangiarlo.

- Stasera, invece di agitarmi e infastidirmi come in genere faccio per un impegno di rappresentanza, all’ultimo minuto ho buttato addosso il solito tubino nero con colletto e risvolti delle maniche bianchi, un etto abbondante di rimmel, il cappottino rosso e un tacco gestibile, e così piazzata ho debuttato neL locale (articolo determinativo perché è l’unica discoteca in centro città, quindi un posto dove puoi incontrare chiunque tra i 15 e i 60 a fare serata) dove avevamo pronti divanetto riservato, coppa di frutta in ghiaccio e champagne per brindare con i ragazzi che lavorano per il nostro cinema. Ho così scoperto che posso stare in una discoteca con musica live senza ballare, senza annoiarmi, senza sentirmi troppo vecchia, troppo giovane, troppo o male scosciata, troppo o mal vestita, o in genere fuori posto, come temevo, essendo io una grandissima sostenitrice delle più democratiche feste di paese o meglio ancora discoteche in spiaggia, e abbastanza allergica invece alle serate in scosciato nero dopo i venticinque anni. Verificato che tra me e la ragazzina c’è la debita differenza, ma non per forza a mio totale svantaggio, e soprattutto che c’è differenza, e evidente, e menomale, tra me e la strappona, rientro rassicurata all’ovile.

- Ah, ancora una cosa: volevo farvi gli auguri in modo non tradizionale e per sdrammatizzare ho cercato dei Santa Klaus un po’ divertenti. Speravo proprio di trovare qualcosa che ci facesse ridere senza scadere nel pessimo gusto, beh… non avete idea di cosa mi sono tirata addosso, credo che verrò tormentata in eterno da pop up di siti porno, lesbo, gay, di zozzerie a tre, a sei, allo zoo… tutte svolte rigorosamente con cappellino rosso bordato di pelliccia bianca. Perciò ripiego su un più sicuro, anche se abusatissimo:


BUONE FESTE!!! e ricordate, a Natale, c'è chi aspetta i regali sotto l'albero, c'è chi li porta giù dal camino, ma senza sei renne che si fanno un culo così niente di tutto questo sarebbe possibile.




5 commenti:

Anonimo ha detto...

Che sia questo il modo giusto di affrontare le mille difficoltà che la vita propone?
Spero che la situazione possa migliorare sempre di più... tu continua così che sei strepitosa!
(Durante queste vacanze mi sto concedendo la lettura degli argomenti affrotati in passato nel blog)

un abbraccio e ancora auguri
StudentessaLiceale

Castagna ha detto...

Auguri anche a te, Studentessa!!! ma di che liceo parliamo? ti si può leggere da qualche parte?

Anonimo ha detto...

Liceo Linguistico!
Credo di essere una ragazza troppo giovane ( lo penso io ) e riservata- timida-sensibile-emotiva ( lo dicono da sempre anche i miei prof, in genere, in un'unica emissione di voce) per scrivere di me in un blog... anche se scrivere, così come leggere, è una di quelle attività che mi piacciono davvero molto.
Grazie delle orme che lasci nel tuo blog... di certo ora so che delle belle letture si possono fare anche anche su tematiche affrontate da prof che non sì conoscono... anche attraverso lo schermo di un computer ...!

StudentessaLiceale

Castagna ha detto...

Linguistico, che bello! E' quello che avrei fatto io se all'epoca mi avessero lasciato scegliere.

Poi vado orgogliosa del mio classico eh. Ma le lingue straniere sono una delle mie grandi passioni. Tu quali studi?

Anonimo ha detto...

Studio inglese, francese e spagnolo...e sì: la passione è tutto nello studio delle lingue straniere!
Bello riuscire a stabilire un dialogo con te :)

StudentessaLiceale