Psicologa del consultorio: “Quindi, noi strutturiamo il lavoro in due incontri, il primo lo faccio io da sola ed ha una durata di un’ora e mezza, massimo due. Voi che orario fate?”
Castagna: “Otto - tredici e trenta.”
PdC: “In ore di sessanta minuti?”
Castagna (con sopracciglio divertito): “No, di cinquantacinque. Quindi sono sei unità orarie al mattino, perciò, se sono tre terze potrebbe fare due ore, due ore e due ore.”
PdC (seccata): “Beh no, un momento, tutte nella stessa mattina?”
Castagna: “Ah non so, io lo dicevo per lei, visto che mi dice che non avete molta disponibilità per spostarvi dall‘ASL, almeno così riducevate le uscite.”
PdC (sostenuta): “E però insomma, sono sei ore, voglio dire, seguire dei lavori di gruppo, no, io penso anche alla nostra salute mentale. No no, bisogna che io faccia due classi una mattina e la terza un altro giorno.”
Primo piano di Castagna (occhi verdi fissi sulla psicologa, con palpebra immobile)
PdC: “Vediamo la disponibilità sulle singole classi, per prevedere i giorni utili.”
Il Troll: “Sì, guardi, per facilitare le cose e non dover fare tanti scambi d‘ora coi colleghi, io per esempio con la III B ho tre ore di seguito il giovedì. O altrimenti, ho le prime due al martedì.”
PdC: “Ah però io alle otto non posso esserci, perché noi comunque dobbiamo prima passare di qui, comunque.”
Castagna (rivolge un pensiero all’incubo dell’ora di timbratura del cartellino che ha condiviso con sua madre, dipendente ASL, per diciassette anni, e infatti tace e guarda il tavolo)
Bionda Svampita: “Ah quindi lei dice magari meglio partire dalle nove? Bene, allora guardi, nella III A io il mercoledì ho le ultime due ore, se magari…” (e forse voleva dire qualcosa sul fatto di fare prima le ore dal Troll o da Castagna e passare in coda nella sua classe, ma non ci arriva)
PdC (espressione crucciata): “Mm. Sì… ma magari le ultime due ore, i ragazzi, voglio dire, l’attenzione potrebbe essere minore…”
Castagna (incolla gli occhi alla faccia della psicologa, palpebra fissa, sopracciglia in posizioni acrobatiche, labbra strette a fessura, ostilità visibile in tutto l’atteggiamento del corpo, e, mentre mentalmente ripassa i molti colloqui con psicologi, psicoanalisti e psicoterapeuti della sua esistenza, gioisce con ferocia di sapere che la psicologa, per mestiere, sa perfettamente cosa lei stia trasmettendo in questo momento. Le pare quasi di vedere le lettere luminose e colorate che si disegnano in stampatello nell’aria sopra il tavolo: M, A, V, A, I, A, F,,,)
Ma forse non dovevo essere così negativa. Quanto meno, costei non sarà una di quelli che sostengono che fare lezione agli adolescenti per un’intera mattinata non è un vero lavoro.
Oh, sì, in effetti questo proprio mi consola.
martedì 4 dicembre 2012
Begli incontri
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)



1 commento:
e cosa direbbe la PdC (Pirla da Championsleague) se sapesse che ormai in molte scuole si timbra il cartellino?
Posta un commento