Cataaatoniaaaa... (da cantarsi sulle note di "Amado mio", come in quella scena stupenda de "La meglio gioventù" in cui cantano "anaatomiaaa")
Riassumiamo: mercoledì arrivando a casa mi sento male. Male proprio da accasciarmi. Mi butto in letto. Giovedì mi fanno male anche i pensieri. Venerdì sto meglio. Sabato così così. Da domenica, 'nammerda. Oggi fa martedì, io sono addirittura sotto antibiotico (bisogna conoscermi per capire l'addirittura) e sto una chiavica.
Risultato pratico: i gatti e il cane hanno ingaggiato una gara a chi schiaccia la dormita più profonda. In due metri per due ci sono quattro corpi inerti, il mio e i loro tre, e sarebbe difficile dire chi è più raggomitolato. Sembriamo il risultato di un attacco coi gas nervini.
L'Uomo sta facendo il possibile, l'impossibile e il miracoloso per sostituirmi sul campo, ma fino a ieri ho gestito tutto dal mio letto di dolore, via cellulare e internet. Oggi non ci provo nemmeno, anche perchè sono quasi afona. Quindi via libera al cazzeggio online, per studiare e correggere ho troppo mal di testa. Volevo anche dirvi che, arrivata al blog di Gwyneth Paltrow, ho avuto un sussulto di dignità in cui ho detto no, dai, devo riscuotermi, ora mi alzo. Sono andata fino in cucina. Ho spostato due piatti. Poi sono tornata a letto. Niente blog della Guìnete, ma la pagina FB di Malek Farhat, che mi ha appena attaccato come un virus un'exalunna di indicibile buon gusto, non posso esimermi dal guardarla. Anzi, ve la consiglio. Così voi signore quando non sapete cosa fare restate incantate dagli abbinamenti. Tipo, ditemi che effetto vi fa una cosa come questa:
Fuori dalla porta, posso sentirle, ci sono tutte le grane in agguato, sul pianerottolo: ringhiano e si spintonano, mi aspettano per saltarmi al collo appena metterò fuori la punta di un piede.
A me comunque l'unica cosa che dispiace davvero è che dovevo spiegare Paolo e Francesca ai miei ragazzi, se lo fa un/una supplente mi incazzo, ma spero che ieri, che c'era Dante alla terza ora, non fossero ancora coperti da un esterno. Sì sì lo sto dicendo, sono così egoista che spero restino indietro, quelli di seconda, e anche quelli di terza, dove stavo crogiolandomi, in colpelvole ritardo, sul Romanticismo foscoliano.
Di notte sogno gli occhi pieni di acume di Momo Docteur mentre il suo bellissimo cervellino poliglotta si fa strada nelle finezze lessicali della Commedia. Cioè. Ho una classe seconda media che non dirà mai "oggi c'è Divina?" ma dice correttamente "la Commedia è costituita da tre cantiche..." e, anzi, una frangia di spettacolosi insiste per chiamarla Comedìa, dopo che gli ho spiegato che così è più vicino all'italiano di Dante e anche all'etimologia greca.
Spiegando il congiuntivo, mi è scappata una lezione di analisi del periodo sulle ipotetiche. Non hanno fatto una piega.
Che voglia di guarire, e uscire sul pianerottolo dando un calcio in bocca alle grane ringhianti che mi aspettano, scavalcarle tutte e correre nella mia scuolina in mezzo alla valle gelata.
martedì 11 dicembre 2012
Catatonico nostalgico cazzeggiante
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1 commento:
Comedìa?? ma i tuoi alunni sono fantastici. Cosa vuoi farne? la nuova -brillante, intelligente- classe dirigente del futuro?
Sì, ti prego. Dimmi di sì.
Che già me lo vedo Dylan agli interni.
Non potranno in ogni caso far peggio di questi qua.
Susibita
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