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mercoledì 4 aprile 2018

La strega, Belzebù e l'albero

Quantoso'bono, sempre nella sua fase animale strano, me la batteva da giorni, dopo che io avevo spiegato come bonus le ultime cose molto belle apprese nel mio Tibet, in provincia di Pisa.
"Facciamo meditazione?"
"Quando la facciamo, la meditazione?"
"Poi ce la finisce di spiegare, quella cosa della meditazione?"

Alla fine, dopo giorni di prove scritte a raffica, la Castagna ha trovato un momento adatto. Ma, ha specificato, meditazione è un'altra cosa. Ha detto che avrebbe spiegato solo un piccolo esercizio di concentrazione, in quanto utile ai fini del lavoro scolastico, e di scordarsi i mantra o il muro bianco degli zen. "Svuotate il banco."

Hanno fissato per 60 secondi un oggetto messo sul banco. La gomma, un astuccio, un pacchetto di fazzoletti, un evidenziatore, un portachiavi. Si sono impegnati sul serio. Io osservavo i volti. Mimosa a un certo guardava me, Wonder Woman si grattava la testa.

Poi hanno provato col banco vuoto. Occhi aperti. Occhi chiusi. Occhi aperti. Molto bello da vedere. Un gran silenzio. Visetti sereni. Anche il collega di sostegno ci si è messo. Pover'uomo. A volte, a forza di lavorare insieme, finisco a pensare che gli voglio anche bene.

Abbiamo commentato insieme le sensazioni fisiche, le distrazioni mentali, il flusso di pensieri. L'Avvocato: "Io veramente pensavo se la segreteria era aperta, per andare a chiamare per l'autorizzazione di oggi pomeriggio."

Erano affascinati. Ovviamente ne volevano ancora. Ho detto che non sono cose da prendere alla leggera e che non voglio trovarmi un genitore ad accusarmi di indottrinarli al buddhismo. Ma adesso, mentre scrivo, mi viene in mente che oltre ai mantra esistono i sankalpa e quelli, lo sanno bene anche nelle grandi aziende moderne, servono a motivarsi, a focalizzare, a essere efficaci. Proverò a proporne alcuni. Anzi, farò i bigliettini e ognuno si sceglierà il suo. Va beh. Fingiamo sempre di non sapere che ho passato metà delle vacanze di Pasqua a lavorare e che domani è l'ultimo giorno utile per esercitarsi prima delle maledette Invalsi online, e pensiamo al futuro. Per il momento ho detto loro che non ho niente contro il far vedere alcuni esercizi yoga utili al lavoro scolastico, così come anni fa ho fatto vedere l'albero a una classe che affrontava un momento di paura di tutto.

"E com'è l'albero prof?" sono scattati. "Eh, bisogna levarsi le scarpe, per farlo bene..." Voci maschili indignate: "Ah no no, allora no." "Ma non adesso, non oggi, veniamo una volta che ci siamo accordati, coi calzini puliti e i piedi appena lavati, uffa come siete anche voi però... dai, una volta ci mettiamo d'accordo e lo proviamo." "Ma non ce lo può far vedere lei intanto?" "Sì ma mi serve un..." "IO!!!!!" ha urlato Belzebù, e si è teletrasportato al mio fianco vicino alla cattedra. Non l'ho neanche visto, tanto s'è mosso in fretta. E ci siamo bilanciati, prima su un piede poi sull'altro, sotto lo sguardo attento dei suoi compagni. "Cosa fa la tua gamba, R.? Sta ferma?" "No, trema!" "E va bene così, altrimenti saresti già caduto..."

Ho spiegato loro che se vogliono capire cosa si intende per flusso mentale devono provare shavasana, che fa paura a un sacco di gente. Per il nome (e infatti i maestri spesso la chiamano, gentilmente, in sanscrito, o con una pseudotraduzione tipo "posizione del riposo" o "della quiete", quando i due nomi tradizionali sono "posizione della morte" e "posizione del cadavere", e io alle mie alunne lo dico: pensate a quando tutte le cose per cui vi incazzate oggi non saranno più affar vostro). E perché la mente non sta ferma un attimo. E ho detto loro che alcuni in shavasana si alzano, si agitano, si fanno venire l'ansia, o piangono, o dormono. Hanno capito benissimo.

"Se volete, la prossima volta che abbiamo tempo dopo un periodaccio di prove, ci portiamo un telo per sdraiarci, ci esercitiamo un po' sulla concentrazione e ve lo faccio anche fare, il cadavere, insieme ad altre piccole cose come l'albero, che ci insegnano qualcosa sulla fiducia in noi stessi."
"Sì ma prof" è spuntato Belzebù, tornato al banco, dove evidentemente stava rimuginando da un pezzo su un problema più estetico che igienico: "il pavimento è sporco, se mi metto in calzini poi mi fa schifo rimetterli nelle scarpe..." "E noi ci portiamo un paio di calzini apposta per fare yoga, no?" "Giusto, prof" mi ha detto, guardandomi come fossi una grande saggia.





lunedì 18 luglio 2016

Sotto l'albero della bodhi

Oggi sono tornata in piscina dopo un anno, e non potevo fare a meno di notare la differenza.

Digressione a scopo informativo: tra le molte cose che non vi ho detto in questi ultimi mesi, sto facendo un corso per diventare istruttrice di yoga.
Questo perché a settembre ho conosciuto Cristina, la mia maestra-guru, e il ragionamento è stato molto semplice: l'unico posto dove io riuscivo in questi mesi, almeno apparentemente e per poco tempo, a  mettere a tacere il dolore, era il tappetino da yoga a lezione con Cristina. Poi il dolore è rimasto, ma le trasformazioni che sono iniziate si sono radicate proprio lì, a fianco del dolore stesso, e non erano apparenti, e non erano per poco tempo. Allora una si guarda allo specchio e si dice: hai 40 anni, fai yoga da quando ne avevi 22, solo ora improvvisamente riesci a fare tutto, le respirazioni profonde, la meditazione senza agitarti, il rilassamento quello vero, le posizioni in equilibrio a occhi chiusi, addirittura qualcosina con gli addominali. Bene, ora guardati dritta negli occhi e dimmi se non è il caso di fare di questa cosa un progetto dotato di senso.
E e così mi sono messa a cercare un corso su internet e pensavo che avrei dovuto aspettare settembre per cominciarlo; invece era la fine di gennaio e il corso, udite udite, cominciava a febbraio. C'era numero chiuso, dovevamo essere massimo in 6, ho fatto un colloquio e la maestra più severa del mondo mi ha presa.
Così adesso passo alcuni weekend in una piccola stanza fresca, anzi, freddissima d'inverno e fresca adesso, dalle parti di Alba, dove due insegnanti diversi come il giorno e la notte e molto bravi entrambi stanno formando me e altre 5 persone. Sentirete parlare anche in futuro di loro, sono brave ragazze. Andiamo dai 25 ai 50 anni, stiamo diventando amiche, ci aiutiamo a studiare e spesso ci facciamo anche un sacco di ridere. Poi un weekend su due una delle altre scoppia a piangere e confessa qualcosa di tremendo che le sta succedendo. Io non ho detto assolutamente niente della mia situazione personale e continuerò così, ma sto bene veramente con loro.  Adesso la leader riconosciuta del gruppo allieve, Bunny, e "le grandi" che saremmo io, Grace e Folletta, faremo anche la vacanza yoga di 4 giorni in altissima montagna, e questa è una delle poche cose che ho voglia di fare da mesi e mesi.
Fine digressione.

Quindi dicevo, oggi torno in piscina e mi trovo un angolino sotto un albero, in mezzo a una folla indicibile di persone, roba che non sai dove camminare per non pestare gli asciugamani agli altri. Io mi piazzo lì con la mia edizione critica degli Yoga Sutra di Patanjali, il seno e le cosce un po' più sodi rispetto all'anno scorso, e qualche strumento in più di un anno fa per reggere la solitudine e il dolore.

La Princi è arrivata prima di me e si è scelta un lettino bordo piscina in pieno sole. Facciamo questa strana giornata, anzi mezza giornata, in cui siamo insieme ma ognuna per i fatti suoi. Tra l'altro lei non ha amici presenti con cui passare il tempo, per cui sonnecchia, beve acqua naturale e cerca di mascherare dietro il suo notevole fascino un po' scazzato il fatto che sta smaltendo la sua prima sbronza, per la quale dobbiamo dire grazie alla bicchierata di compleanno che si è organizzata ieri con gli amici, ed alla stronzaggine dell'ex fidanzato.

Digressione informativa: l'ex fidanzato della Princi è talmente un uomo di merda che non gli darò nemmeno un soprannome o uno spazio qui. L'ha lasciato lei, perché è una ragazza intelligente. Poi, solo dopo, ne abbiamo sapute alcune che ci hanno lasciati basiti, di questo sfigato. Sanguedelmiosangue lo ha giustamente definito "povero misero coglione" e oggi ha aggiunto alla definizione, peraltro esauriente, la glossa "...anche un po' laido". Si sente, che mio cugino è uno che ha studiato.
Fine della digressione. È che davvero non vi ho raccontato un sacco di roba successa in questi mesi.

Quindi la Princi smaltisce i drink e coccola le sue cicatrici amorose da sola, oppure fa il giro di mezzo parco, si siede vicino a me e fa imbarazzanti scatti e selfie, in cui la mia pelle lattea contrasta con la sua color dattero.

Non fa troppo caldo, l'umore scende e risale, poi si stabilizza su un dolore sordo come al solito e mi trovo a pensare a queste settimane: alterno giorni in cui corro come una pazza tra banche medici documenti impegni  uffici riorganizzazione delle case parenti, e giorni o mezze giornate come oggi, in cui stacco completamente con il cervello e con il corpo. Ho imparato, capisco, a fare questa cosa per passare del tempo di qualità con lui, per succhiare ogni singolo istante della sua presenza, e adesso questa capacità mi torna anche quando lui non c'è, complice forse anche la centratura maggiore data dallo yoga. Come molte altre volte mi ritrovo anche a pensare che prendermi cura di me, rilassarmi e riposarmi richiede quasi più energia che lavorare ormai, eppure è diventato un impegno fisso in agenda.

Poi basta una frase, un sospetto, un messaggio, e all'improvviso si accartoccia questa calma apparente, emerge tutto il magma che le sta sotto. Non sempre è dolore. A volte è un'esplosione di gioia per qualcosa che non mi aspettavo ma che evidentemente speravo accadesse.   Forse faccio male a chiamarla apparente: questa è una calma reale, di cui io oggi sono padrona e che riesco ogni volta a ricreare, nonostante gli orribili scossoni, le ferite e i continui attacchi di paura che questa situazione mi provoca.

Intanto, siamo oltre la metà di luglio. La prima tranche di ferie finiva oggi. Lui a me non ha neanche detto quando le ha prese, direi adesso, però, visto che è via. È la prima volta che non compiliamo il foglio ferie insieme e questo la dice lunga, temo. Ma anche i messaggi dicono la loro. L'anno scorso a questa data scriveva a volte solo la sera, per dare la buonanotte. Un giorno ve lo racconterò, forse, dove cazzo sono stata io per tutti questi mesi. Ma forse non riuscirò mai a metterlo in parole.


giovedì 6 giugno 2013

Last days

Oggi, gruppetto di nove alunni, a scuola per le ultime rifiniture del lavoro prima del fatidico giorno del colloquio d'esame.

Ci portiamo le sedie in cortile. Perché nell'ora di pranzo, ai giardinetti, si è svolta una battaglia a colpi di bottigliette d'acqua, e Spettacolo, Arcangelo Biondograno, Orsacchiotto, Teppa Gentile e lo Scoiattolo hanno la maglia zuppa. Allora io mi siedo all'ombra del melo cotogno e loro al sole, e leggiamo Mario Rigoni Stern, e la neve e le isbe e l'ARMIR e i piedi congelati fasciati nelle pezze. Ma qui da noi è estate e Principessina Russa, che ha paura degli insetti, ogni volta che passa una vespa o un'ape sta immobile tremando, con le mani sugli occhi e prega: "Mandatela via mandatela via." Arcangelo Biondograno la guarda come se ammirasse un oggetto prezioso e fragile che potrebbe sciuparsi solo a posarci gli occhi sopra. Mentre leggono, il braccio di lui sta a lievissimo contatto di quello di lei. Sono settimane che sono così, a zero virgola cinque millimetri uno dall'altra, in corridoio, nel banco, dappertutto. Lui è talmente trasfigurato che per guardarlo bisogna socchiudere le palpebre, non solo è biondo, ma sembra proprio tutto d'oro come un mosaico bizantino.

Poi a un certo punto un animaletto strano, che non è un'ape né una vespa, volando si posa proprio sulla spalla di Principessina. Lei, mani sugli occhi, voce con tono di urgenza isterica: "No ma no ma levatemi subito questa cosa..." L'Arcangelo le posa gli occhi addosso con reverenza e si muove al rallentatore, come se lei fosse una farfalla da non spaventare con movimenti bruschi; invece lo Scoiattolo esclama: "Oh maddai, su" e dà una botta secca al povero insetto...
...lanciandolo, con precisione balistica incredibile, proprio nella scollatura del top di Principessina, dove casca bello dritto giù in mezzo alle tette. L'Arcangelo assume un'espressione di panico, tutti noi altri restiamo basiti, ma per fortuna Principessina non perde la testa, infila una mano e estrae la bestia misteriosa, senza neanche mostrare le sue grazie. Momento di generale imbarazzo: ahem, bene, tutti guardano da un'altra parte, chi per terra, chi il prato, chi il cielo, e poi riprendiamo a leggere.

Più tardi, siamo tornati ormai in classe perché avevamo caldo, e a un certo punto la ragazzina mi mostra un dito gonfio e rosso e mi fa: "Ma prof, quell'insetto di prima cosa sarà stato? Perché mi ha morso, fa male..." E allora, tutto quel contegno so british che avevamo mantenuto, con molta delicatezza, in cortile, sbraca. Uno sorride, l'altro ridacchia, gli sguardi si incrociano, e poi scappa a tutti, lei compresa, una bella risata, di quelle che ti lasciano col fiatone.

E poi abbiamo una discussione: Hiròshima o Hiroshìma?
Io: "Sentite, ora mando un messaggio a un mio amico che sa il giapponese..."
Grande Pagliaccio risponde una cosa assurda sulla lunghezza delle vocali, poi mi telefona perché io   non ho capito e pronuncia: "Hì (anzi quasi Kì) - ròooo - shì - mà."
Passiamo il resto del pomeriggio a giocare a "hì-rò-scì-mà" e fù-kù-scì-mà".

Per finire, visto che è la giornata del "chiedi un aiuto a esterni", dopo aver letto un brano sulle spose bambine in India, interpello via Facebook la blogamica e collega LGO per farmi ricordare dove aveva preso un video, questo:

 
 
 
LGO risponde prontamente all'appello, e andiamo a guardarcelo in aula LIM. E Spettacolo, la nostra dolce, beneducata e altissima fotomodella, piange.
 
Un po' viene da piangere anche a me, se penso che questo era l'ultimo giovedì con la terza C.  
 
 

lunedì 2 aprile 2012

Essenziale

Anche questa settimana niente Tibet.

Non è una cosa che mi capita spesso, ma non c'erano i soldi, questo mese. E poi qui c'è tantissimo da fare, e lo so che non ci credete perchè sono sempre chiusa in casa, ma giuro, ho lavorato, e non solo alla roba di scuola, per quanto sia la parte assolutamente preponderante, da diverse settimane. E' che io, sappiatelo, sono una fucina di molte cose, tante restano solo accenni, tante restano solo mie e gli altri non le vengono mai a sapere, tante però portano frutto, alla lunga.

Così, per esempio, ora mi aggiravo per casa pensando niente Tibet, però un momento, mi sono guardata dal di fuori: ho addosso una comoda combinazione da casa consistente in una camicia da notte lunga e un paio di pantaloni da pigiama, che sembra una tenuta indiana, in mano ho una tazza di tè nero non zuccherato, di là sta cuocendo del riso e io sto riflettendo, in modo non avete idea quanto applicativo, sulla pazienza e sulla non violenza.

Siamo proprio sicuri che ho ancora bisogno di prendere la macchina e guidare più di tre ore, per arrivare in Tibet?

mercoledì 25 maggio 2011

Buddhist stuff this way

Ciao gente,
una comunicazione di servizio dal mio divano di dolore (lasciamo perdere: non vedo l'ora di tornare a lavorare, da malata chiusa in casa ho fatto quattro miliardi di cose, mi sa che mi riposo di più a scuola).

Visto che stavo sviluppando l'insana abitudine non solo di cianciare di tutto e di più, ma anche di rompervi anche le palle col buddhismo, e visto che qui ormai con le faccende buddhiste si è proprio presissimi e quest'estate sarà pure peggio, vi segnalo una nuova creatura (HA! si sente la Frenci esclamare in sottofondo):

passisullaghiaia.blogspot.com

così almeno di qua restiamo sullo scolastico amichevole e di là approfondiamo, se a qualcuno fa piacere, senza fare strane mescolanze.

Se passate siete i benvenuti, ma, come ho detto, trattasi di blog fortemente tematico, se non interessa è una perdita di tempo.

Per chi si fosse affezionato alle Lune di Castagna e ai consigli lunatico-tibetani, nel nuovo blog ci sarà il link al calendario dell'FPMT.

E dalla redazione di auleintempesta è tutto.
Vado a spararmi dell'altra acqua puzzolente delle terme su per il naso, che è la cosa che ha funzionato di più per guarire.

Besos

domenica 27 marzo 2011

SOS primo chakra

Non mi girano i chakra, gente. O meglio, mi girano in modo incontrollato.

Ho il Muladhara completamente disarmonico. Infatti da venerdì sera mi sento male. Mi s'è inceppato il rapporto con la terra, il cibo, la sopravvivenza materiale. Menomale che l'Uomo ha scelto questo weekend per mettersi a dieta. Pensa se mi toccava anche cucinare.

Ho un sacco di roba repressa che si agita dentro, a livello ormai non più inconscio. Altro che rapporto armonico con la terra.

Va beh. Oggi
,
Le lune di Castagna
calendario lunare per simpatizzanti buddhisti e tibetani d'adozione

prevede che ci siano poca forza e scarsa salute (e infatti). Siamo in Capricorno, quindi curatevi pelle, unghie, capelli e state attenti a non prendere freddo.

Domani invece è un giorno d'acqua, favorevole, per i Tibetani, e non bisogna tagliarsi i capelli. Indossate bianco e giallo per la pace e il progresso, lavatevi bene e ricordate gli otto precetti.
Come calendario lunare invece vi segnalo che siamo sempre in Capricorno.


Già che ci sono, mi permetto di darvi anche qualche altro tip, di tipo decisamente più meridionale rispetto alle mie solite dritte tibetane;

Passaggio in India
ovvero Coccoliamoci i chakra

Il primo chakra, Muladhara, si riattiva stando all'aperto, a contatto diretto con la terra, possibilmente al tramonto. Tutte le musiche tribali con percussioni e ritmi ripetuti hanno un effetto stabilizzante su di esso. Il colore da indossare, da far prevalere nel cibo e nelle bevande e da contemplare è il rosso, possibilmente con una punta di blu. Anche indossare una pietra come agata, diaspro o rubino, e fare aromaterapia con profumi e oli al cedro o al garofano, pare faccia bene. Fate yoga, nel senso proprio delle sequenze di posizioni, e statevene un po' seduti in posizione del loto, che simbolicamente mette il chakra (situato sotto gli organi genitali) a contatto con il pianeta.

A me, ieri m'è finalmente rimasto, complici i disturbi di salute, il tempo per studiare un po'. E' anche per quello che son riuscita a leggermi qualcosa sul povero Muladhara. Oggi invece mi toccano le prove dei ragazzi e un bel calendario delle cose da fare in aprile, che prevedo mi costerà una discreta sudata.
La settimana prossima è letteralmente un incubo di impegni. Spero che mi scenda almeno la febbre quanto prima.

Buona domenica.