E così io mi sono fatta coraggio e ho detto addio.
E non è facile, quando in realtà è più di un mese che lui è ripartito per il suo lontano pianeta.
Ma mi scriveva, da là. Rispondeva ai miei messaggi. Mi scriveva di notte, mi scriveva spesso, e a volte sembrava riaprire discorsi, ferite, desideri. A volte sembrava dire che era preoccupato per me. A volte sembrava buttare lì una mezza idea di riprovarci.
Poi allora una dice okay, ho capito tutto, non sto a dire e a fare niente di che, ma per scriverci così, vediamoci, no?
No.
E invece, molte frasi cosmiche.
Molto, moltissimo dolore causato dalle frasi cosmiche.
Troppi pensieri.
Notti troppo lunghe, giorni di stordimento, il sole che mi scalda la pelle ma non il petto, che è sempre pietrificato, freddo, morto.
Finisce che faccio prima a salutarlo io, prima che mi lasci precipitare lui nel vuoto interstellare, senza una meta.
Così lo saluto, o almeno ci provo, a calibrare le parole che possano rendere l'idea di cosa è stato, senza però rendermi ridicola. A trasmettere come mi sento, senza però suscitare pietà. A omettere cosa devo fare adesso per riprendere il filo della mia vita, senza tacergli che non posso e non voglio scordare niente.
E menomale che leggo e scrivo per mestiere: comunque non esiste una lingua in cui certe cose si possano davvero dire.
Poi per fortuna gli uomini, soprattutto quelli che hanno bevuto, sanno smontare qualsiasi concetto e ridurlo ai minimi termini. E le parole, allora, le ho trovate eccome.
Okay. Capitolo chiuso.
Ciao, alieno. Stattene sulla tua stella, viviti la tua vita, e quando guarderai giù e vedrai un piccolo pianeta azzurro molto lontano, pensa che potevi uscirne con una figura di gran lunga migliore, visto che ai miei occhi eri sceso dal cielo come un dio.
Oggi a un certo punto ero a Genova da sola. C'era un bel sole ma non faceva caldo. La Zia Buona non rispondeva al citofono, essendo sorda. Mia madre non rispondeva al telefono. Sanguedelmiosangue lo avevo appena visto. Con l'Uomo avevo avuto un chiarimento in after hour fino alle due di notte, con corollario, e finalmente qualche risultato, dolorosissimo, stamattina. Ero tranquilla su dove fosse la Princi. Con la bellissima e inutilissima forma di vita proveniente da altro sistema solare non c'era più niente da dire. Il mare profumava. Mi sono venuti in mente mio padre e la Zia Bella, che stanno sempre lì nel punto dove l'onda si frange e torna indietro, con un bel rumore di sassolini.
Ho respirato.
C'è rimasta ancora vita su questo pianeta.
sabato 12 luglio 2014
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