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mercoledì 16 luglio 2014

Find the cure


Intricate questioni sentimentali vi tormentano?

Il vostro partner si comporta male?

Vi siete impelagati in una cosa terribilmente stupida e autolesionista ma non riuscite più a uscirne o, perlomeno, a uscirne senza trasporto in barella?

Ho la soluzione.

Andate ad un campo estivo per ragazzini dagli 8 ai 18 anni.

Dove, se come me siete una madre affidataria da poco tempo, vi accorgerete che vi viene ancora uno strano pizzicorino alla base della gola quando vi rendete conto che gli adulti presenti sono identificati con l'espressione collettiva “il Don, Suor L. e le mamme” e voi, non essendo il Don, e men che mai la suora, siete per forza una delle mamme.
E tra l'altro il concetto di mamma qui è applicato in modo massiccio: siamo tre, due insegnanti e un'infermiera, e formiamo una specie di strano animale dotato di tre teste e sei mani, con comunicazioni di servizio verbali già ridotte al minimo e intese telepatiche tra un piano e l'altro, dopo due sole giornate di attività. Ripartendo sulla carta le creature presenti, abbiamo trenta figli a testa. Impegnativo.

Proiettata all'improvviso in una sorta di condizione di ipermammità, in poche ore ho dovuto imparare a distinguere novantun facce, a mettere e togliere tavola tre volte al giorno per cento persone, a ricordare chi ha l'intolleranza al lattosio e quali bambini hanno mangiato poco a pranzo, ad avere gli occhi dietro le orecchie per scannerizzare con un colpo solo la sala e registrare che Pinco non è sceso dalla stanza, Pallina ha gli occhi rossi, Tizio ha cambiato tavolo, Caio deve prendere i fermenti lattici, Sempronio sta giocando con il cibo e la Princi? Oddio la Princi? Ah okay è là, ma sta mangiando? Sì, sta mangiando. Sorride? Sì, sorride. L'avrà mangiata la verdura? Vado a dirle di mangiare la frutta? No dai, non voglio starle addosso.

I pasti sono una fetta gigantesca della nostra attività. Per qualche motivo sono diventata fin dal primo giorno la Grande Madre della Merenda o, più cattolicamente, Nostra Signora della Nutella, e adesso, quando devo chiedere qualcosa a qualcuno, vedo che questo si gira, riflette per un attimo se sfancularmi, e poi associa la mia faccia alla distribuzione della magica crema di nocciole e decide di darmi ascolto. Tipo cane di Pavlov.

Poi ci sono le piccole medicazioni, il monitoraggio allergie e il pronto soccorso ai piccoli acciacchi. Anche queste cose cementano i rapporti, soprattutto con i più piccoli.

Però a me sembra che la vera soluzione ai disastri sentimentali stia nella fatica fisica. Che è titanica, ripetitiva, senza sosta e mostruosamente soddisfacente. Ieri tra la camminata per i paesini sotto il sole, la gestione della sala mensa, il tirare su e giù le sedie dai tavoli, lo spazzare il salone, il fare centosessantadue volte le scale etc, mi facevano male anche i muscoli delle narici. Con mia enorme gioia. Sono entrata in un trip in cui se mi dicessero che devo lavare il pavimento del refettorio con una spugnetta da strucco, o tutte le vetrate della struttura con i cottonfioc, o togliere il muschio dalle tegole del tetto con le pinzette, credo che partirei come una scheggia, e con un largo sorriso.

Per evitarmi l'assuefazione allo sforzo, con conseguente ricaduta in pianto, incubi, fantasticherie malate, insonnia, rimorsi etc., una delle altre mamme ieri sera s'è sentita male e, siccome oggi non si riprende, credo che domani tornerà a casa. Così rimarremo in due, e il mazzo si ripartirà su entrambe in modo ancora più insistito. Bene. Molto bene.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Dicono che Dio, dopo aver creato il mondo con tutto quello che c'era, si rese conto che da solo, pur essendo onnipotente, onniscente ecc. non ce l'avrebbe mai fatta.
Per quello ha creato le Mamme.

danielegr

Anonimo ha detto...

Ehm, ho dimenticato una "i". Vado a chiudermi nello sgabuzzino per punizione.
danielegr

Anonimo ha detto...

Il tuo è un campo parrocchiale, non scout, ma condivido una frase di Baden Powell, fondatore degli scout:" la felicità è risultato di un lavoro attivo". In momenti difficili mi ha aiutata pensarci tentare di applicare. Buon campo!

Castagna ha detto...

Daniele, è bellissima questa frase! Ti perdono la I...

Paola: mai stata più attiva di così. Oggi un delirio peggio di ieri, e la terza mamma era persino tornata in pista, figurati fossimo state in due.

Susibita ha detto...

Bene. Ottimo. E' quello che ti ci voleva!
Per la camera con santamaria & (vedi post precedente) mi prenoterei io, se a te ti schifa.
Grazie.

Susibita