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sabato 29 gennaio 2011

Dialoghi

Sala professori, ore 16.30
"Ossantiddio"
"Che succede?"
"Ce l'hai presente quel ragazzino geniale che ho in classe, Punta di Diamante?"
"Aha?"
"Ha la media del NOVE E OTTANTATRE di Storia. Con me. Che penso di aver dato solo un dieci di storia in otto anni, e al Mostro. Capito? Cosa faccio adesso?"
"Eh, gli dai dieci."
"Ma... il primo quadrimestre?"
"E se ha dieci, gli dai dieci."
"Ma se poi mi si esalta?"
"E tu gli dai dieci e gli dici che è un coglione se non lo prende anche nel secondo quadrimestre."
Così, serena e lapidaria, la Compagna Collega, il cui figlio minore è esattamente lo stesso tipo di Punta di Diamante.

III B, ore 12,30 del giorno successivo
"Tu sei messo così... tu sei arrivata a cosà... devo risentire te perchè sei a 6,5 spaccato... E poi va beh c'è Punta di Diamante, che veramente mi mette in crisi..."
"Ma lui c'ha nove, prof!"
"No, c'ha dieci!"
"Ecco, infatti."
"Ma prof... DIECI?"
"E se ha la media del nove e ottantatre gli devo dare dieci per forza."
Pausa.
"Però se io ti metto dieci in pagella ora e tu non lo prendi anche a giugno sei un c... non lo posso dire, in classe."
Gli altri ridacchiano. Lui è l'unico che non ha aperto bocca, e dire che di norma lui parla, parla sempre. Ma sull'enunciazione pubblica della sua media ha fatto uno dei suoi rari sorrisi non beffardi, e precisamente l'incantevole sorriso numero 1, quello da bambino entusiasta, che illumina la stanza a giorno anche al crepuscolo.
Quando ha sentito la mia frase con parolaccia autocensurata, il sorriso era già scomparso, ma aveva decine di fossette intorno alla bocca nel tentativo di trattenerne un altro (mai far vedere a un'insegnante quanto ci tieni veramente) e gli occhi grandissimi che sembravano due piattini da caffè pieni di stelle. Ha annuito. Si è ricomposto. Ha riassunto lo sguardo sereno ma distaccato e l'aria vissuta.
(Mezz'ora dopo ha preso l'ennesima nota sul diario.)

"Tu, Gatto Selvatico, hai otto virgola cinque. Ma non me lo sogno nemmeno di darti nove, visto come ti comporti. Il tuo zero virgola cinque comunque ti verrà aggiunto regolarmente nel secondo quadrimestre, se adesso te lo levo."
Negli occhi del Gatto passa un istante di vero dolore, ma stavolta non replica. Poi borbottando, ma in tono serio, non provocatorio come al solito, mi fa: "Ma mi va benissimo anche il mio otto."
"E allora sei scemo. Sei scemo perchè puoi avere nove e ti accontenti di otto."
Invece di fare il pazzo o di offendersi o di restarci male, ha capito. La Castagna non usa mai le parole scemo imbecille o deficiente coi suoi alunni. Salvo quando li vede farsi del male da soli. E lui lo sa bene.

1 commento:

'povna ha detto...

mi ricorda tanto quell'unica (e, lo so già, irripetibile volta) in cui diedi a Corto Maltese dieci in un tema...
sono quei momenti in cui torni a casa sollevata di tre metri da terra, sorpresa che i passanti non ti rincorrano dicendo "scusi, attenta, lei mi sta per volare"