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lunedì 17 gennaio 2011

Ti fregano sempre

Stamattina a Paesino Blu ho usato l'ora di compresenza con italiano per portare fuori Svampita Liscia e Vitellina.
La prima ha fatto il compito di storia delle esplorazioni geografiche dopo gli altri, perchè mentre noi lo facevamo lei era in Romania, le era morto il nonno. E così aveva le domande diverse dagli altri.
La seconda era assente alla correzione fatta in classe, purtroppo non al compito (valutato zero: neanche una risposta giusta su undici. Anzi, neanche una risposta: due miserrimi e sbagliati tentativi di mettere qualcosa sul foglio, che definire deliranti è un complimento).

Ora, Svampita Liscia si distingue da Svampita Mossa solo per la consistenza della chioma, per il resto sono uguali: una romena e una italiana, sempre a ridacchiare, sempre occhi negli occhi come due gemelle morbose. Ma delle due Svampita Liscia ha la preparazione più superficiale e la voce più fastidiosa. Insomma, mi sta sulle palle.
Vitellina si chiama vitellina per lo sguardo bovino. E' una che alla richiesta di leggere un esercizio non trova la riga. Che quando le fai una domanda quarantanove volte su cinquanta sta zitta. Che se inizia a parlare (la volta su cinquanta) dice con voce inudibile cose di tale illogicità da far paura.
La collega di Italiano ha convocato la madre, e la madre ha detto che a Vitellina della scuola non importa niente. La collega di Italiano se n'è stata. Io ci ho rimuginato su una settimana, facendomi del nervoso. Con la madre. E anche con la collega.
Comunque oggi pensavo di portarle in aula di tecnica a fare 'sta benedetta correzione e ero pronta a dare alla Vitellina una scrollata da farla piangere.
Non che ne avessi voglia. Anzi.

Beh, ho fatto sedere la Vitellina alla cattedra con me per poterla aiutare a cercarsi le risposte sul libro, visto che non decodifica nemmeno il testo più semplice. L'ho osservata bene, e, invece di sbuffare o essere bovina, era radiosa. Ha lavorato, in modo elementarissimo e guidata, ma rispondeva con voce squillante e sorrideva proprio.
Non mi pare una a cui fa schifo la scuola, a vederla così.
L'altra, caciarona come al solito, ha lavorato. Aveva un braccialetto trashissimo composto di tante piccole immaginette rettangolari in cornice dorata. Gesù, la Madonna, mi aspettavo Padre Pio, invece le ho preso il polso per guardarlo da vicino, e lei ha esclamato: "Viene dalla Romania... è stato nell'acqua benedetta" e intanto io riconoscevo alcune icone ortodosse miniaturizzate, neanche brutte, e le dicevo: "Le icone dei santi?" e lei: "Sì... me l'ha dato mia madre stamattina perchè c'era compito di matematica." "Ah ah", faccio io, "per proteggerti dalla geometria...io allora avrei dovuto tenere una statua della Madonna alta così sul banco..."
Parliamo un po', io e queste due campionesse dell'insufficienza. Svampita Bionda vuol fare la barista. Vitellina, la cuoca.
Mi pare abbastanza adeguato, ma entrambe hanno mooolta strada da fare per arrivarci.

Così esco che non ho fatto montoni nè facce brutte a nessuno. Il compito è mezzo corretto. Il resto lo faranno a casa. Spero.
E mentre vado via mi accorgo che sto pensando a come mettere tre o quattro pomeriggi di recupero in questa scuola dove faccio solo tre ore settimanali.

Vedi, che non dovresti parlarci mai, coi ragazzini, dovresti fare un secco ping pong, domanda - risposta, verifica - voto, rendimento - pagella.
Altrimenti intravedi le persone dietro i voti: e ti viene automatico cercare con loro una strada per risalire la china. E' matematico, ti fregano sempre.
Persino con addosso un braccialetto così trash.

5 commenti:

Itsas ha detto...

sono assolutamente d'accordo con te.
purtroppo se ci parli faccia a faccia, se ti raccontano cose personali, se diventi quasi un loro confidente, se entri nel loro mondo personale,insomma se riesci a "prenderli"... bè... è finita!
non saranno più dei mostri caciaroni che uccideresti se la Costituzione te lo permettesse.
Se il meccanismo scolastico me lo permettesse, sai quante pesti riuscirei a trascinarmi dietro?

Soleil / Mamma Oggi Lavora ha detto...

forse avevano ambedue solo bisogno di un po' di attenzioni, per sentirsi chiamate in causa di persona... peccato che la scuola italiana non lasci molti margini per farlo, e sei davvero in gamba nel creare questi contesti privilegiati in cui si lasciano andare

lanoisette ha detto...

posso essere spietatamente sincera?
secondo me il recupero pomeridiano serve a poco, a meno che non sia fatto in gruppi microscopici (6/7 è il massimo) e magari di livello omogeneo; e, comunque, servono sempre: 1) voglia di recuperare (loro, non tua) 2) livello cognitivo nella norma.

Invece, da quello che dici di Vitellina, credo che avrebbe bisogno di un'insegnante di sostegno: convocate la madre, fatele un bel discorsetto, inviatela alla Neuropsichiatria Infantile per accertamenti e poi state a vedere. ragazzini così, se seguiti, hanno qualche chance di ottenere qualcosa, soprattutto un po' di autostima (come è stato per un paio di mie fanciulline dell'ex SecondaBamba).

Mi sto sempre più convincendo che l'unica via d'uscita dal pantano di mediocrità (in cui non si salvano i derelitti né si stimolano le eccellenze) della scuola italiana siano le classi di livello.

Castagna ha detto...

No, non penso che le classi di livello risolvano. Anzi, dato l'attuale clima c'è più che mai il rischio che ghettizzino.

Invece sul fatto dei recuperi siamo d'accordo. Meno sono più funziona. La scena nella mia classe è sempre: "prof ma io sono uno dei convocati?" "prof ma io devo venire?" "prof ma posso venire anche io?" "prof ha detto mia madre se convoca anche me giovedì". Perchè i posti sono limitatissimi, peggio che al concerto di Capodanno della Wiener Philarmoniker.
Mi pesa sempre di più fare i pomeriggi, ma funziona moltissimo.

Quanto alla mamma della Vitellina, oggi è venuta a parlarmi. L'ha brutalizzata sotto i miei occhi e poi mi ha detto, sdegnata, che in classe ci sono i pidocchi. Io le ho guardato i capelli. Alla madre, intendo.
Stasera, arrivata a casa ho fatto sette volte di fila lo shampoo, di cui due con un prodotto apposito, che andrebbe usato diluito ma io ho messo puro.
Altro che sostegno, qua.

Sigh.

lanoisette ha detto...

castagna, le classi-ghetto, le scuole-ghetto e le classi "alte", le scuole "alte, esistono già, lasciatelo dire dall'unica prof di lettere NON presente (perché non aveva ancora avuto l'assegnazione, non perchè era ai caraibi) alla formazione classi prime in una scuola in cui esiste - venghino, siori, venghino - i corso ad indirizzo musicale...
...la differenza è che ora tutti si schermiscono e dicono "ma nooo, tutte le classi si equivalgonooo..."