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martedì 10 maggio 2011

Le prove Invalsi e la privacy delle famiglie

La mia amica Noisette ha sollevato da tempo la questione della famigerata prova Invalsi che dobbiamo somministrare a giorni.

Non parlo qui del test che si fa a livello nazionale e che si somministra insieme agli esami di terza media, ma di quello, avente scopo di rilevazione statistica, che si dà alle classi prime.

Si è discusso qui e qui del perchè e del percome a noi insegnanti tocchi / non tocchi, sia gradito / sia inviso questo compito.

Ma un tema non è ancora stato toccato.

Insieme al test Invalsi (75 minuti di matematica, 75 minuti di italiano) viene consegnato un questionario ai ragazzi, che si suppone richieda 30 minuti per la compilazione.

Alcune domande del questionario degli anni scorsi riguardavano i seguenti argomenti:
composizione del nucleo familiare
titolo di studio del padre e della madre
occupazione del padre e della madre
numero di fratelli e sorelle
lingua parlata a casa
numero di libri presenti a casa
possesso di camera individuale
aiuto ricevuto nello studio fuori da scuola
attività svolte fuori scuola
risorse disponibili in casa (è stata eliminata una domanda sul possesso da parte della famiglia di lavastoviglie e automobile e sulla presenza di uno o più bagni in casa).

Pensate che scherzi? guardate le motivazioni fornite,che riporto testualmente (fonte: sito ufficiale INVALSI, qui alla voce quadro di riferimento dei questionari)

Con la composizione del nucleo familiare si vogliono indagare le tipologie di famiglia in cui i
bambini vivono. Il numero degli eventuali fratelli o sorelle può essere considerato come un
indicatore di vincoli economici familiari. Inoltre la domanda relativa al possesso di una camera
individuale – in presenza di fratelli – può dare indicazioni sullo status economico della famiglia. Tra
le risorse disponibili in casa, comunemente indagate nelle ricerche internazionali come indicatore di
status economico (nota 30), si è scelto di focalizzare l’attenzione su quelle più direttamente connesse allo
studio. Pertanto l’indagine delle risorse educative disponibili a casa viene considerata soprattutto
come un indicatore delle condizioni familiari di supporto allo studio
.

Testo della nota 30 Dopo una ricognizione delle distribuzioni delle riposte degli studenti italiani nelle indagini PISA, TIMSS e PIRLS, si
è deciso di eliminare le alternative di risposta legate esclusivamente al benessere economico (es. bagni, automobili,
lavastoviglie), e quelle presenti in tutte o quasi le famiglie italiane (es. vocabolario).



Ora io non aggiungo altro. Vi faccio solo notare che questo questionario viene distribuito a minorenni in assenza dei loro genitori e come parte di un test scolastico.

6 commenti:

annalisa ha detto...

qui al professionale è stato fatto oggi il primo INVALSI. un alunno di seconda mi ha detto che alle domande personali ha risposto: Non sono affari vostri!
l'avrei abbracciato.
aggiungo un'altra deficienza da INVALSI.
noi abbiamo un numero considerevole di alunni con handicap. ebbene, i test nn prevedono situazioni simili, per cui i nostri alunni hanno dovuto fare il test come gli altri.
e poi, come si fa ad equiparare TUTTI gli istituti superiori nella somministrazione dei test? chiaro che un professionale farà la fine del fanalino di coda e noi prof verremo etichettati come 'incompetenti.
Annalisa

LGO ha detto...

Inoltre, il questionario non è anonimo, come non lo è tutto il test.

lo scorfano ha detto...

Ma la domanda "numero di libri presenti a casa" cosa mi significa? E soprattutto come debbono rispondere? E poi perché devono rispondere?

'povna ha detto...

io non c'ero, ero ai campi. ma so che da noi nell'unica classe che l'ha fatto in molti non hanno risposto alle scheda di domande personali...

lanoisette ha detto...

ma la cosa più fantastice è che sia per scontato che nelle famiglie italiane ci sia un vocabolario.
ah ah ah. illusi.

Castagna ha detto...

Sì purtroppo l'ho pensato anche io Noisette.
Oggi comunque si parlava di non spedire il questionario. Ooops, ci è casualmente finito nel cassonetto della carta, vorremmo dire, dando tutta la colpa a Rita, la nostra segretaria del 1846 che è sorda e un po' decrepita e sbaglia a volte le cose, ma vuoi prendertela con un reperto storico?