...ma che gliene può fregare a Renzi se la gente smette di votare PD per protesta contro la sua legge merdosa sulla scuola? E soprattutto: ma vi rendete conto che la parola assurda, nella frase precedente, è VOTARE???
...PERCHE', LO ABBIAMO VOTATO, RENZI? LO HA ELETTO QUALCUNO?
Vuol far passare il decreto nonostante uno sciopero con l'80% di adesioni.
Che c'entra il votare PD. Che c'entrano i precari. Qui parliamo di portare a termine il lavoro della Aprea (gentile signora cui gli insegnanti informati lanciano anatemi da anni, perché è lei che gestisce il lavoro del Ministero da anni, anche se la faccia ce la mettevano le varie Moratti, Gelmini etc... lei di moda non è mai passata) rendendo le scuole delle aziende con sponsor privati, chiamando i prof da una lista di amici del preside (e il preside chi lo sceglie? il politico? allora gli amici sono quelli del politico, non del preside... di bene in meglio, il preside magari di scuola capisce qualcosa, a volte)e continuando imperterriti a finanziare le scuole private, addirittura sgravando fiscalmente le famiglie che ne usufruiscono.
Mentre noi non abbiamo le sedie.
Non sto scherzando.
NOI.
ABBIAMO.
FINITO.
LE SEDIE.
E io non insegno su uno sperduto isolotto delle Eolie, a Barbiana, al quartiere Zen, o in un campo profughi. Insegno in una graziosa, e relativamente nuova, scuolina piemontese di una provincia fino a poco fa ricca. Devo lasciare l'insegnante di sostegno in piedi, quando sono tutti presenti.
Qui parliamo di un contratto nazionale non rispettato da anni, e di balzelli e controbalzelli da pagare per abilitarsi. Parliamo di persone che si sono spese a lavorare per anni in una regione lontanissima da casa, per poi chiedere il trasferimento appena possibile, e che ora scoprono che dovranno autocandidarsi e sperare che il preside della scuola dove vorrebbero andare non abbia amici. Ma chi lo conosce un preside senza amici (e un insegnante senza nemici?).
La buona scuola, un cazzo. La scuola che sta buona, invece. Quella che dovrebbe fare la rivoluzione, bloccare gli esami, far saltare le pagelle. Non obbedire. Non stavolta.
Visualizzazione post con etichetta MInCulPop. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MInCulPop. Mostra tutti i post
lunedì 11 maggio 2015
martedì 29 maggio 2012
Winter is still raging
Povera Italia, piuttosto che niente la Pianura Padana si mette a sgroppare come un puledro impazzito.
Io comunque lo sento, il profumo del cambiamento.
Sono i ragazzi che hanno sfilato con la maglietta "io non ho paura". Il bel ragazzone dall'aria sana e sicura che, intervistato di fronte alla scuola Morvillo Falcone, ha detto "noi ci fidiamo di chi viene a scuola con noi". Credo intendesse compagni di scuola, insegnanti, gente che sta lavorando per il futuro, per una cultura che con la mafia tagli i ponti definitivamente, che la faccia morire di solitudine e di impotenza, come quando blocchi i vasi sanguigni che alimentano un tumore. Beh, tesoro, a me che faccio la prof sentirti dire che voi vi fidate mi ha dato veramente l'antidoto a tutto il resto.
E' Gramellini (sempre lui: ma quando glielo facciamo un monumento? o gli intitoliamo una piazza?) che scrive questo.
E' la reazione inorridita della gente alle parole del ministro Puzza (perchè i profumi sono diversi: sono le felpe di cotone dei miei alunni, sono le crostate del laboratorio di cucina, sono le pagine dei libri dopo che ci hai studiato sopra un anno) che ha osato dire all'intervistatore de "Il Secolo XIX" che la bidella che fa tutto da sola correndo da un piano all'altro di un istituto è un esempio e dovrebbero lavorare tutti così...* Dimostrando che era meglio se restava trincerato nell'agghiacciante silenzio in cui era caduta la scuola dal momento dell'estromissione della Mariastronza. Ha anche risposto, alla domanda sui precari, che i giornalisti fanno sempre le stesse domande, e a quella sui ragazzi che non hanno l'insegnante di sostegno che bisogna vedere le cose da un altro punto di vista. Ha cioè chiarito che nemmeno in questo governo verranno risolti dei problemi che purtroppo sono prioritari nel mondo dell'istruzione. Ma la gente lo ha smerdato subito. E questo va bene.
*Se per caso chi legge appartiene alla categoria di quanti credono che la bidella, di mestiere, lavi dei cessi e spazzi malamente delle aule, vi ricordo che il personale ausiliario nelle scuole, per legge, ha, tra gli altri, i seguenti compiti: sorvegliare le classi ai cambi d'ora, se un insegnante ritarda o viene chiamato fuori dall'aula; occuparsi degli alunni che si sentono male; contribuire a spostare - nutrire - lavare - accompagnare in bagno gli alunni gravemente disabili; chiamare i soccorsi e prestare le prime cure in caso di emergenza; staccare la corrente e provvedere all'evacuazione dell'edificio in caso di incendio / terremoto / altra situazione che richieda una fuga in massa; aprire e chiudere la scuola e tutti i laboratori, attivare il sistema di allarme, i server di internet, rispondere al telefono; sorvegliare l'ingresso e provvedere all'identificazione di chiunque entri (o esca, se è un alunno); ovviamente mantenere l'igiene di aule, corridoi, servizi; attrezzare le stanze per qualsiasi occasione speciale come riunioni, proiezioni, collegi docenti, etc.
E' la richiesta, che sta girando su Internet, di annullare una parata che in fondo lascia il tempo che trova, e uno stupido viaggio a Milano di quel coso inutile anzi dannoso che è questo papa, per non spendere soldi e darli invece alle popolazioni che hanno perso la casa, il posto di lavoro, la macchina, la torre comunale del Trecento, la chiesa parrocchiale e tanto altro nelle scosse di terremoto.
Io trovo che in Italia di gente che sa ancora ragionare ce ne sia tanta. Ragionano bene anche quelli che, sull'onda della rabbia, inseguivano una macchina della polizia dove credevano fosse trasportato il sospettato dell'attentato di Brindisi. Perchè sì, è vero, erano in preda all'esaltazione e hanno sbagliato. Ma Melissa è morta a 16 anni mentre andava a scuola, e io continuo a pensare a quella famiglia che ha una figlia ustionata a Brindisi e un'altra con la cassa toracica sfondata a Lecce. E certo che sono vive, ma la loro vita è cambiata per sempre, e quando ho sentito dell'attentato, dopo i primi minuti di groppo in gola, di "non è possibile, ma come si può, ma Dio mio", ho detto "spero che quando li prendono li buttino in mezzo alla folla; ma scusa, Uomo, se nostra figlia venisse ferita o uccisa da una bomba messa davanti ai cancelli della scuola, tu, potendolo fare, non vorresti smembrare i responsabili a mani nude? Io sì".
Però ragionano bene soprattutto i ragazzi che a scuola continuano ad andarci, che vogliono tenere aperto il liceo anche di domenica. Sono loro quelli per cui noi andiamo avanti, possibilmente fino a 88 anni e con la schiena dritta come un fuso, come la maestra di Gramellini.
Io comunque lo sento, il profumo del cambiamento.
Sono i ragazzi che hanno sfilato con la maglietta "io non ho paura". Il bel ragazzone dall'aria sana e sicura che, intervistato di fronte alla scuola Morvillo Falcone, ha detto "noi ci fidiamo di chi viene a scuola con noi". Credo intendesse compagni di scuola, insegnanti, gente che sta lavorando per il futuro, per una cultura che con la mafia tagli i ponti definitivamente, che la faccia morire di solitudine e di impotenza, come quando blocchi i vasi sanguigni che alimentano un tumore. Beh, tesoro, a me che faccio la prof sentirti dire che voi vi fidate mi ha dato veramente l'antidoto a tutto il resto.
E' Gramellini (sempre lui: ma quando glielo facciamo un monumento? o gli intitoliamo una piazza?) che scrive questo.
E' la reazione inorridita della gente alle parole del ministro Puzza (perchè i profumi sono diversi: sono le felpe di cotone dei miei alunni, sono le crostate del laboratorio di cucina, sono le pagine dei libri dopo che ci hai studiato sopra un anno) che ha osato dire all'intervistatore de "Il Secolo XIX" che la bidella che fa tutto da sola correndo da un piano all'altro di un istituto è un esempio e dovrebbero lavorare tutti così...* Dimostrando che era meglio se restava trincerato nell'agghiacciante silenzio in cui era caduta la scuola dal momento dell'estromissione della Mariastronza. Ha anche risposto, alla domanda sui precari, che i giornalisti fanno sempre le stesse domande, e a quella sui ragazzi che non hanno l'insegnante di sostegno che bisogna vedere le cose da un altro punto di vista. Ha cioè chiarito che nemmeno in questo governo verranno risolti dei problemi che purtroppo sono prioritari nel mondo dell'istruzione. Ma la gente lo ha smerdato subito. E questo va bene.
*Se per caso chi legge appartiene alla categoria di quanti credono che la bidella, di mestiere, lavi dei cessi e spazzi malamente delle aule, vi ricordo che il personale ausiliario nelle scuole, per legge, ha, tra gli altri, i seguenti compiti: sorvegliare le classi ai cambi d'ora, se un insegnante ritarda o viene chiamato fuori dall'aula; occuparsi degli alunni che si sentono male; contribuire a spostare - nutrire - lavare - accompagnare in bagno gli alunni gravemente disabili; chiamare i soccorsi e prestare le prime cure in caso di emergenza; staccare la corrente e provvedere all'evacuazione dell'edificio in caso di incendio / terremoto / altra situazione che richieda una fuga in massa; aprire e chiudere la scuola e tutti i laboratori, attivare il sistema di allarme, i server di internet, rispondere al telefono; sorvegliare l'ingresso e provvedere all'identificazione di chiunque entri (o esca, se è un alunno); ovviamente mantenere l'igiene di aule, corridoi, servizi; attrezzare le stanze per qualsiasi occasione speciale come riunioni, proiezioni, collegi docenti, etc.
E' la richiesta, che sta girando su Internet, di annullare una parata che in fondo lascia il tempo che trova, e uno stupido viaggio a Milano di quel coso inutile anzi dannoso che è questo papa, per non spendere soldi e darli invece alle popolazioni che hanno perso la casa, il posto di lavoro, la macchina, la torre comunale del Trecento, la chiesa parrocchiale e tanto altro nelle scosse di terremoto.
Io trovo che in Italia di gente che sa ancora ragionare ce ne sia tanta. Ragionano bene anche quelli che, sull'onda della rabbia, inseguivano una macchina della polizia dove credevano fosse trasportato il sospettato dell'attentato di Brindisi. Perchè sì, è vero, erano in preda all'esaltazione e hanno sbagliato. Ma Melissa è morta a 16 anni mentre andava a scuola, e io continuo a pensare a quella famiglia che ha una figlia ustionata a Brindisi e un'altra con la cassa toracica sfondata a Lecce. E certo che sono vive, ma la loro vita è cambiata per sempre, e quando ho sentito dell'attentato, dopo i primi minuti di groppo in gola, di "non è possibile, ma come si può, ma Dio mio", ho detto "spero che quando li prendono li buttino in mezzo alla folla; ma scusa, Uomo, se nostra figlia venisse ferita o uccisa da una bomba messa davanti ai cancelli della scuola, tu, potendolo fare, non vorresti smembrare i responsabili a mani nude? Io sì".
Però ragionano bene soprattutto i ragazzi che a scuola continuano ad andarci, che vogliono tenere aperto il liceo anche di domenica. Sono loro quelli per cui noi andiamo avanti, possibilmente fino a 88 anni e con la schiena dritta come un fuso, come la maestra di Gramellini.
lunedì 5 dicembre 2011
auleintempesta NOT featuring quel decerebrato di "giornalista"
Qualcuno di mia conoscenza scrive sulla bacheca dell'idiota di cui sopra (al quale non intendo fare pubblicità anzi dedico una bella damnatio memoriae):
lei è un ignorante di una categoria così infima che non dovrei neanche sprecarmi a commentare. E' chiaro che il suo stupido articolo offensivo meriterebbe una querela da parte di chiunque abbia un po' di sale in zucca, non entro neanche nel merito del discorso sull'istruzione, salvo dire che sono estremamente contenta di vedere che qui sotto ci sono anche molti uomini che le danno dell'imbecille. Invece le voglio dire una cosa a nome di tutte le donne intelligenti e in gamba (che lei evidentemente non ha la fortuna di conoscere, e non mi stupisce, dato l'ambiente lavorativo in cui si muove) che come me non hanno avuto la fortuna di poter essere madri: lei è anche crudele nei confronti di chi la maternità se la deve sudare. Dovrebbe vergognarsi finchè campa di essere stato così meschino
lei è un ignorante di una categoria così infima che non dovrei neanche sprecarmi a commentare. E' chiaro che il suo stupido articolo offensivo meriterebbe una querela da parte di chiunque abbia un po' di sale in zucca, non entro neanche nel merito del discorso sull'istruzione, salvo dire che sono estremamente contenta di vedere che qui sotto ci sono anche molti uomini che le danno dell'imbecille. Invece le voglio dire una cosa a nome di tutte le donne intelligenti e in gamba (che lei evidentemente non ha la fortuna di conoscere, e non mi stupisce, dato l'ambiente lavorativo in cui si muove) che come me non hanno avuto la fortuna di poter essere madri: lei è anche crudele nei confronti di chi la maternità se la deve sudare. Dovrebbe vergognarsi finchè campa di essere stato così meschino
martedì 10 maggio 2011
Le prove Invalsi e la privacy delle famiglie
La mia amica Noisette ha sollevato da tempo la questione della famigerata prova Invalsi che dobbiamo somministrare a giorni.
Non parlo qui del test che si fa a livello nazionale e che si somministra insieme agli esami di terza media, ma di quello, avente scopo di rilevazione statistica, che si dà alle classi prime.
Si è discusso qui e qui del perchè e del percome a noi insegnanti tocchi / non tocchi, sia gradito / sia inviso questo compito.
Ma un tema non è ancora stato toccato.
Insieme al test Invalsi (75 minuti di matematica, 75 minuti di italiano) viene consegnato un questionario ai ragazzi, che si suppone richieda 30 minuti per la compilazione.
Alcune domande del questionario degli anni scorsi riguardavano i seguenti argomenti:
composizione del nucleo familiare
titolo di studio del padre e della madre
occupazione del padre e della madre
numero di fratelli e sorelle
lingua parlata a casa
numero di libri presenti a casa
possesso di camera individuale
aiuto ricevuto nello studio fuori da scuola
attività svolte fuori scuola
risorse disponibili in casa (è stata eliminata una domanda sul possesso da parte della famiglia di lavastoviglie e automobile e sulla presenza di uno o più bagni in casa).
Pensate che scherzi? guardate le motivazioni fornite,che riporto testualmente (fonte: sito ufficiale INVALSI, qui alla voce quadro di riferimento dei questionari)
Con la composizione del nucleo familiare si vogliono indagare le tipologie di famiglia in cui i
bambini vivono. Il numero degli eventuali fratelli o sorelle può essere considerato come un
indicatore di vincoli economici familiari. Inoltre la domanda relativa al possesso di una camera
individuale – in presenza di fratelli – può dare indicazioni sullo status economico della famiglia. Tra
le risorse disponibili in casa, comunemente indagate nelle ricerche internazionali come indicatore di
status economico (nota 30), si è scelto di focalizzare l’attenzione su quelle più direttamente connesse allo
studio. Pertanto l’indagine delle risorse educative disponibili a casa viene considerata soprattutto
come un indicatore delle condizioni familiari di supporto allo studio.
Testo della nota 30 Dopo una ricognizione delle distribuzioni delle riposte degli studenti italiani nelle indagini PISA, TIMSS e PIRLS, si
è deciso di eliminare le alternative di risposta legate esclusivamente al benessere economico (es. bagni, automobili,
lavastoviglie), e quelle presenti in tutte o quasi le famiglie italiane (es. vocabolario).
Ora io non aggiungo altro. Vi faccio solo notare che questo questionario viene distribuito a minorenni in assenza dei loro genitori e come parte di un test scolastico.
Non parlo qui del test che si fa a livello nazionale e che si somministra insieme agli esami di terza media, ma di quello, avente scopo di rilevazione statistica, che si dà alle classi prime.
Si è discusso qui e qui del perchè e del percome a noi insegnanti tocchi / non tocchi, sia gradito / sia inviso questo compito.
Ma un tema non è ancora stato toccato.
Insieme al test Invalsi (75 minuti di matematica, 75 minuti di italiano) viene consegnato un questionario ai ragazzi, che si suppone richieda 30 minuti per la compilazione.
Alcune domande del questionario degli anni scorsi riguardavano i seguenti argomenti:
composizione del nucleo familiare
titolo di studio del padre e della madre
occupazione del padre e della madre
numero di fratelli e sorelle
lingua parlata a casa
numero di libri presenti a casa
possesso di camera individuale
aiuto ricevuto nello studio fuori da scuola
attività svolte fuori scuola
risorse disponibili in casa (è stata eliminata una domanda sul possesso da parte della famiglia di lavastoviglie e automobile e sulla presenza di uno o più bagni in casa).
Pensate che scherzi? guardate le motivazioni fornite,che riporto testualmente (fonte: sito ufficiale INVALSI, qui alla voce quadro di riferimento dei questionari)
Con la composizione del nucleo familiare si vogliono indagare le tipologie di famiglia in cui i
bambini vivono. Il numero degli eventuali fratelli o sorelle può essere considerato come un
indicatore di vincoli economici familiari. Inoltre la domanda relativa al possesso di una camera
individuale – in presenza di fratelli – può dare indicazioni sullo status economico della famiglia. Tra
le risorse disponibili in casa, comunemente indagate nelle ricerche internazionali come indicatore di
status economico (nota 30), si è scelto di focalizzare l’attenzione su quelle più direttamente connesse allo
studio. Pertanto l’indagine delle risorse educative disponibili a casa viene considerata soprattutto
come un indicatore delle condizioni familiari di supporto allo studio.
Testo della nota 30 Dopo una ricognizione delle distribuzioni delle riposte degli studenti italiani nelle indagini PISA, TIMSS e PIRLS, si
è deciso di eliminare le alternative di risposta legate esclusivamente al benessere economico (es. bagni, automobili,
lavastoviglie), e quelle presenti in tutte o quasi le famiglie italiane (es. vocabolario).
Ora io non aggiungo altro. Vi faccio solo notare che questo questionario viene distribuito a minorenni in assenza dei loro genitori e come parte di un test scolastico.
Etichette:
ahia,
come la vedo io,
ho paura,
MInCulPop,
non son mica abbelinata,
poveri noi
lunedì 9 maggio 2011
Dai, venitemi a prendere - auleintempesta featuring GattoMur
Ecco, quando noi di sinistra abbiamo cominciato a rompere i coglioni facendo i disfattisti e gli allarmisti e dicendo che c'era un clima di dittatura, che presto avrebbero fatto i roghi dei libri e che saremmo finiti a doverci tesserare per poter insegnare nella scuola pubblica, come negli anni Trenta, ecco, intendevamo che presto si sarebbe arrivati a questo.
Bene. Allora io da oggi, oltre a seguire LGO da cui traggo la notizia, seguo anche GattoMur, e lo Scorfano che a sua volta è la fonte di LGO.
Venitemi a prendere. Venite.
Ridicoli colonnelli, avete la coscienza così sporca che vi farebbe comodo che le persone intelligenti in grado di criticare se ne stessero tutte zitte.
COL CAZZO. Non siamo più sotto il fascismo e non vogliamo tornarci.
Bene. Allora io da oggi, oltre a seguire LGO da cui traggo la notizia, seguo anche GattoMur, e lo Scorfano che a sua volta è la fonte di LGO.
Venitemi a prendere. Venite.
Ridicoli colonnelli, avete la coscienza così sporca che vi farebbe comodo che le persone intelligenti in grado di criticare se ne stessero tutte zitte.
COL CAZZO. Non siamo più sotto il fascismo e non vogliamo tornarci.
Iscriviti a:
Post (Atom)


