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venerdì 4 maggio 2012

La goduria del riccio

Pensi che hai tutti i muscoli che ti fanno male e la testa che ti gira e sei tutta sudata.

Attribuiresti la colpa alle quindici precedenti tremende giornate, alle molte ore su una sedia scomoda tra il letto e il muro, o anche solo ai pochi minuti in cui tuo padre, quel vecchietto bianco e fragile che hanno messo al posto del titano che conoscevi, non ha opposto resistenza al farsi trasportare in sedia a rotelle attraverso l'ospedale.

Sei stanca, sì. E triste. Ma non è questo che ti fa dolere i muscoli. E' che da due ore non stai respirando, impegnatissima a seguire.
L'ultima volta che stavi così col fiato sospeso eri una ragazzina, eri a Montecarlo, e stavi guardando una partita di tennis tra Goran Ivanisevic e uno spagnolo, e gli scambi erano lunghissimi.
Stavolta c'è un uomo solo. Che parla con una voce caldissima e potente, con dolcezza e sarcasmo, con sapienza e allegria, con indignazione e poesia.

E la testa ti gira, perchè quell'uomo sta mettendo in scena un secolo di scienza, di storia, di filosofia, di cultura, controcultura, ignoranza, fede, tecnica, curiosità. E la sua voce sta riportando in vita Giordano Bruno, Galilei, Keplero, Campanella, Shakespeare, papi, dogi, cardinali, signori fiorentini, studenti padovani, personaggi uno dentro l'altro, uno sopra l'altro, e sapere, tanto tantissimo sapere, tanto di quel sapere che ti chiedi perchè hai mollato la classe di abilitazione A037 di storia e filosofia, che adesso magari insegneresti al liceo e la sera ti scoperesti a sangue testi come quello sul Seicento di Claudio Costantini o L'etica protestante e lo spirito del capitalismo o il Ginsborg o Il capitale o Seneca o i diari di bordo dei grandi esploratori, per poi, la mattina, cavalcare gloriosamente le idee, le intuizioni e le vicende dei grandi di tutto il mondo davanti a una classe di gente che sa di cosa stai parlando.

E sei tutta sudata perchè Marco Paolini è un tuo mito sovrano, da quando una sera con tuo padre anni fa hai visto in tv lo spettacolo sul Vajont, e questa è la prima volta che lo senti live in un teatro, e la sua voce dal vivo è di più, di più di più di più di quell'esperienza goduriosissima che ti eri prefigurata ascoltandone la registrazione.

Negli ultimi 21 giorni ho vissuto solo ed esclusivamente emozioni enormi, questa è una di quelle positive.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Paolini è un grandissimo.
E poi è delle nostre parti (dai tempi di Cesco Baseggio non avevamo un teatrante di nome veneto), ed ha dei fantastici trenini elettrici !!
Io me lo sono perso, spero almeno di trovare presto il DVD.

Anonimo SQ

Cri ha detto...

Condivido tutto di questo post: dall'ansia per la salute di un familiare alla passione per Paolini. Io Itis Galileo l'avevo visto dal vivo l'inverno scorso e l'ho rivisto in tv.
Un saluto.