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martedì 29 maggio 2012

Winter is still raging

Povera Italia, piuttosto che niente la Pianura Padana si mette a sgroppare come un puledro impazzito.

Io comunque lo sento, il profumo del cambiamento.

Sono i ragazzi che hanno sfilato con la maglietta "io non ho paura". Il bel ragazzone dall'aria sana e sicura che, intervistato di fronte alla scuola Morvillo Falcone, ha detto "noi ci fidiamo di chi viene a scuola con noi". Credo intendesse compagni di scuola, insegnanti, gente che sta lavorando per il futuro, per una cultura che con la mafia tagli i ponti definitivamente, che la faccia morire di solitudine e di impotenza, come quando blocchi i vasi sanguigni che alimentano un tumore. Beh, tesoro, a me che faccio la prof sentirti dire che voi vi fidate mi ha dato veramente l'antidoto a tutto il resto.

E' Gramellini (sempre lui: ma quando glielo facciamo un monumento? o gli intitoliamo una piazza?) che scrive questo.

E' la reazione inorridita della gente alle parole del ministro Puzza (perchè i profumi sono diversi: sono le felpe di cotone dei miei alunni, sono le crostate del laboratorio di cucina, sono le pagine dei libri dopo che ci hai studiato sopra un anno) che ha osato dire all'intervistatore de "Il Secolo XIX" che la bidella che fa tutto da sola correndo da un piano all'altro di un istituto è un esempio e dovrebbero lavorare tutti così...* Dimostrando che era meglio se restava trincerato nell'agghiacciante silenzio in cui era caduta la scuola dal momento dell'estromissione della Mariastronza. Ha anche risposto, alla domanda sui precari, che i giornalisti fanno sempre le stesse domande, e a quella sui ragazzi che non hanno l'insegnante di sostegno che bisogna vedere le cose da un altro punto di vista. Ha cioè chiarito che nemmeno in questo governo verranno risolti dei problemi che purtroppo sono prioritari nel mondo dell'istruzione. Ma la gente lo ha smerdato subito. E questo va bene.

*Se per caso chi legge appartiene alla categoria di quanti credono che la bidella, di mestiere, lavi dei cessi e spazzi malamente delle aule, vi ricordo che il personale ausiliario nelle scuole, per legge, ha, tra gli altri, i seguenti compiti: sorvegliare le classi ai cambi d'ora, se un insegnante ritarda o viene chiamato fuori dall'aula; occuparsi degli alunni che si sentono male; contribuire a spostare - nutrire - lavare - accompagnare in bagno gli alunni gravemente disabili; chiamare i soccorsi e prestare le prime cure in caso di emergenza; staccare la corrente e provvedere all'evacuazione dell'edificio in caso di incendio / terremoto / altra situazione che richieda una fuga in massa; aprire e chiudere la scuola e tutti i laboratori, attivare il sistema di allarme, i server di internet, rispondere al telefono; sorvegliare l'ingresso e provvedere all'identificazione di chiunque entri (o esca, se è un alunno); ovviamente mantenere l'igiene di aule, corridoi, servizi; attrezzare le stanze per qualsiasi occasione speciale come riunioni, proiezioni, collegi docenti, etc.


E' la richiesta, che sta girando su Internet, di annullare una parata che in fondo lascia il tempo che trova, e uno stupido viaggio a Milano di quel coso inutile anzi dannoso che è questo papa, per non spendere soldi e darli invece alle popolazioni che hanno perso la casa, il posto di lavoro, la macchina, la torre comunale del Trecento, la chiesa parrocchiale e tanto altro nelle scosse di terremoto.

Io trovo che in Italia di gente che sa ancora ragionare ce ne sia tanta. Ragionano bene anche quelli che, sull'onda della rabbia, inseguivano una macchina della polizia dove credevano fosse trasportato il sospettato dell'attentato di Brindisi. Perchè sì, è vero, erano in preda all'esaltazione e hanno sbagliato. Ma Melissa è morta a 16 anni mentre andava a scuola, e io continuo a pensare a quella famiglia che ha una figlia ustionata a Brindisi e un'altra con la cassa toracica sfondata a Lecce. E certo che sono vive, ma la loro vita è cambiata per sempre, e quando ho sentito dell'attentato, dopo i primi minuti di groppo in gola, di "non è possibile, ma come si può, ma Dio mio", ho detto "spero che quando li prendono li buttino in mezzo alla folla; ma scusa, Uomo, se nostra figlia venisse ferita o uccisa da una bomba messa davanti ai cancelli della scuola, tu, potendolo fare, non vorresti smembrare i responsabili a mani nude? Io sì".

Però ragionano bene soprattutto i ragazzi che a scuola continuano ad andarci, che vogliono tenere aperto il liceo anche di domenica. Sono loro quelli per cui noi andiamo avanti, possibilmente fino a 88 anni e con la schiena dritta come un fuso, come la maestra di Gramellini.

9 commenti:

lanoisette ha detto...

quando ho letto stamattina l'articolo di Gram mi si illuminata la giornata.

Sonia ha detto...

Castagna io ti adoro e leggo avidamente tutto ciò che scrivi, rallegrandomi del fatto esistano insegnanti appassionati come te a contribuire alla formazione delle generazioni future, ma ti confesso che un piccolo sobbalzo alla lettura dei compiti del personale ausiliario ce l'ho avuto.
No davvero, tu nella tua carriera hai conosciuto molti "bidelli" che davvero fanno tutto quello che è citato nel mansionario che riporti?!
Se è vero che l'accusa a priori di una intera categoria risulta una pratica davvero becera e condannabile, altrettanto lo è l'atteggiamento, tipico del sindacato, della difesa di una categoria a prescindere dai problemi oggettivamente riscontrabili.
Credo che in primis l'intero sistema scolastico, proprio perchè ben conscio di certi meccanismi, dovrebbe auspicare un maggior rigore, una maggiore dedizione al lavoro ed una maggiore "produttività" del personale.
Scusa se ti posso sembrare indelicata, so che sei una persona in gamba e che lavori con coscienza, volevo solo darti il punto di vista di una persona qualunque che osserva da fuori ed è un po' stufa di questa "autotutela corporativa" che sembra mirare più alla conservazione di diritti acquisiti che al reale miglioramento del sistema.

la povna ha detto...

Concordo su tutto, ma non sulla difesa di ufficio del personale ATA. Come ha scritto chi mi ha preceduto, dalla statistica sulle scuole del regno, un marziano potrebbe pensare che il compito della bidella sia mangiare pizzette unte, fare il collaudo sedia per un anno e (se va bene) aiutare gli alunni a miniaturizzare le fotocopie per i bigliettini.
Allo stesso modo, se si provvedesse celermente a eliminare dal libro paga permanente quel buon terzo di insegnanti (a essere buoni) che non fanno una beata minchia, o non sono portati, o non vogliono, beh, vedi quanto spazio per assumere i precari.

la povna ha detto...

ps. dimenticavo: da noi i bidelli NON puliscono perché "non mi spetta", non fanno le fotocopie perché "non mi spetta". Non portano i banchi in classe perché "non mi spetta", non svuotano i cestini perché "non mi spetta". Non attrezzano le aule perché "non mi spetta".
Pare che invece timbrare e fare la spesa spetti loro sempre. Anche i colleghi, peraltro. Solo che loro non devono nemmeno timbrare.

Anonimo ha detto...

Voglio lasciare un commento da mamma, dato che frequento le scuole dei miei figli solo in quanto tale. Trovo che molti dei compiti descritti da Castagna siano ampiamente svolti anche nelle loro scuole, pulizia compresa. Alle 10 del mattino nella elementare il pavimento brilla, non solo perché è stato spazzato ma anche perché è stato lavato. Non ho mai visto nugoli di polvere nè nella materna nè nell'elementare, cosa che invece succede quotidianamente nell'ufficio dove lavoro. Alla materna, oltre ai suddetti compiti, compete alle "bidelle" anche aiutare i bimbi quando vanno in bagno e durante la mensa (tagliare la carne o imboccare i più piccoli, ad esempio) e attrezzare le aule con le brandine per il riposo pomeridiano.
Forse sono stata fortunata, però scagliarsi sulla categoria del personale ATA non mi sembra corretto, è come scagliarsi sugli statali, come se fossimo tutti uguali. Anche io, da statale ora e anche da consulente privata prima, ho visto tanti colleghi che si sono approfittati dei permessi, si sono fatti i loro orari, hanno fatto la spesa in orario di ufficio... ma ne vedo anche tanti che, dopo essersi fatti TANTI anni di precariato, non ci pensano nemmeno, anzi se vogliono un caffé al bar, timbrano la pausa.
Tipa

la povna ha detto...

@Tipa: Una precisazione. Non mi scaglio "sulla categoria del personale ATA". O comunque non in modo esclusivo, nel senso che li metto nell'ottima compagnia di quella degli insegnanti.
Semplicemente, da un lato mi pare davvero che siano troppi i casi in cui le cose non vadano come dovrebbero (e in tutti quei troppi casi, non dimentichiamolo, proprio in nome delle tutele di tutto, nessuno può fare nulla, se non mandare in pensione anticipata o in aspettativa per 'malattia' il problema - sempre coi soldi pubblici, ovviamente).
Dall'altro vorrei ricordare che quando nel pubblico qualcuno se ne approfitta, sta frodando i cittadini. E nel mondo dell'educazione questo significa, banalmente, fottersi il futuro della nazione.

Castagna ha detto...

Vorrei solo dire che io sopra nel post dicevo che i COMPITI dei bidelli sono quelli elencati (mi ero scordata le fotocopie, tra l'altro, gli avvisi e i buoni mensa)ed è chiaro che una cosa è dire "ci sono e non lo fanno", un'altra constatare che non ci sono nemmeno e al ministro va bene così! Una bidella sola non PUO' far fronte a tutto nemmeno se è bravissima.
Detto ciò, io ora sto in una scuola dove le cose funzionano, ma ho visto bidelli che non vorreste mai che si avvicinassero ai vostri
figli adolescenti, altro che non pulire... Personalmente distinguo bene tra chi lavora di più e chi di meno e ne vedo di ogni genere, ma se sono più di uno di solito un po' si compensano a vicenda, come del resto tutti i colleghi di lavoro da che mondo è mondo. Le volte in cui a me personalmente capita di avere da dire con uno del personale ausiliario riguardano solo ed esclusivamente la sicurezza dei ragazzi, che è la prima cosa cui ho pensato leggendo il caso presentato al ministro. Devo dire che io sono una che se tarda tre minuti per una deviazione stradale obbligata o un problema chiama la scuola, e le rare volte che non riesco a chiamare perchè ho il cell scarico o la linea è occupata trovo sempre la bidella sulla porta che li guarda comunque.

Castagna ha detto...

@povna: mi tocca spezzare una lancia nei confronti di chi prende aspettativa: la maggior parte della gente che non lavora nel pubblico, o che non ha mai usufruito di questa formula, confonde il permesso pagato con l'aspettativa, nel corso della quale ti sostituiscono pagando però un docente solo, il supplente, perchè a chi si ferma a casa tolgono stipendio e contributi. L'unica cosa è che se uno ne abusa tiene occupato un posto di lavoro fisso, chiaramente, ma difficilmente può farlo a lungo perchè c'è un limite di tempo. Diverso il caso dei malati che sono in vacanza e dei finti invalidi, o anche delle pensioni anticipate, che sarebbero sicuramente discutibilissime.

la povna ha detto...

No no, Cast, tranquilla, conosco la differenza tra l'aspettativa senza assegni e quella 'per malattia'. Ma le virgolette le ho messe a bella posta. Perché spesso la finta malattia è l'unico modo per convincere il docente ad andarsene, magari a due mesi dall'esame di stato. Ma lo Stato, appunto, di prof. poi ne paga due.