Ci sono queste giornate in cui il resto di... tutto il resto, insomma, è via, lontano, e io sto lì immersa nel mio lavoro. Un oggetto che coesiste coi libri i banchi i computer il linoleum, una pianta epifita che fiorisce sotto la lavagna, un membro di un grosso, colorato, rumoroso organismo che sa di giovane.
Mi lascio fluire. Tra le lacrime della Verace che mi bagnano la maglietta prima delle otto, perchè una zia è mancata all'improvviso, i fogli di Atreiu che si sparpagliano al suolo a metà di un compito in classe, le risatine della terza che per l'ennesima volta si fa beccare in fallo per non aver fatto firmare un avviso importante e se ne strabatte, la felpa coi buchi dell'Arcangelo Nero, le bugie spaventate di Momo Docteur che ho provato a mettere all'angolo senza risultato, il sorriso indifeso di Tesoro Diafano che ho colto di nuovo distratta, le magliette con scritte volgari di Christiane F., lo sguardo gelido dell'Arcangelo Occhiviola che credevo stesse pensando ai cazzi suoi e invece non si era perso una sillaba di quel che stavo chiedendo, e mi ha impanata e fritta senza muovere più muscoli del viso del necessario, nemmeno un sarcastico sopracciglio che mi sarei peraltro meritata.
Quando di pomeriggio ci ripenso, non vedo l'ora che siano di nuovo le otto di mattina.
mercoledì 20 marzo 2013
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5 commenti:
In bocca al lupo con Momo, domani.
Carino l'Arcangelo, ma il top è la pianta sotto la lavagna!
Un giorno al liceo il mio prof. d'inglese stava leggendo Whitman. Lui mi stava sul culo (il prof, non whitman) ma quello che stava leggendo no. Tutt'altro. Guardavo fuori dalla finestra per sentire solo la sua voce, per sentire il vecchio walt sotto di lui, al di là di lui. Ero presissima, immersa.
Lui ha creduto che non lo ascoltassi e mi ha detto che potevo anche uscire dall'aula se non ero interessata. Avevo 17 anni, non 13, ma non ho saputo rispondere, mi ha freddata. Ho ingoiato e provato a balbettare, ma lui era tutto contento di aver fatto la battuta e sorrideva sarcastico. La ragazza accanto a me disegnava cuoricini sul diario. Mi ha fatto male, e così tante altre volte.
Ha fatto carriera naturalmente, ed è preside.
Oggi io saprei cosa rispondergli, oohh se lo saprei.
E poi gli farei fare un giretto da queste parti.
Così lo vedrebbe, cos'è che è, un'insegnante.
Susibita
Già dal post precedente, mi interrogavo su quanto sia diversa la disponibilità all'ascolto, all'empatia e alla comprensione verso per gli studenti delle scuole medie e verso quelli delle scuole superiori.
E' stata una differenza che avvertii profondamente nel mio ingresso al liceo e che, per me, celò una sfumatura estremamente amara.
Mi sbaglio e non comprendo che anche i prof delle superiori, pur GIUSTAMENTE in un modo diverso, si interessano alle varie situazioni in cui sono immersi gli studenti, oppure effettivamente (non in teoria, ma in pratica) vi è un po' di cecità correlata anche al sapere i ragazzi un po' più grandi?
Probabilmente, mi rispondo, dipende dal professore e non saprei trovar risposta migliore, credo, perchè non osservo determinati comportamenti dall'esterno.
StudentessaLiceale
è un po di tempo che leggo questo blog, e dopo ogni post mi trovo a pensare sempre la stessa cosa: spero che mio figlio, quando andrà alle medie, possa trovare delle insegnati come te. davvero.
Castagna, assolutamente off topic, ma sono stata "vittima";-) di uno di quei premi tra blogger e ho pensato bene di nominarti...
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