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mercoledì 27 marzo 2013

Morte di salute - uno sfogo dovuto

E quindi, dopo l'epidemia di scarlattina, quella di congiuntivite e quella di influenza intestinale, adesso i bambini stanno passando la fase di tosse e febbre alta.
La scarlattina non l'ho presa, la congiuntivite nemmeno, l'intestinale l'ho fatta tra lavoro e reparto dove era ricoverato mio padre e non ho detto bah perchè tanto in quelle settimane avrei comunque avuto un'imponente gastrite - colite da stress, quindi tanto valeva metterci dentro il virus.
Poi però ho starnutito settecento volte in due ore, mi sono soffiata il naso ogni minuto e mezzo per tutta la mattina e, arrivata a casa, sono precipitata nel cuscino e non mi sono alzata più.

Questo ieri.

Oggi (sempre immersa nel copripiumone Ikea) rifletto su questo fatto della salute.

No perchè, una volta, la telefonata o la chattata con l'amica era così:
Come stai?
Bene e tu?
Mah io oggi male, ho il ciclo, sono gonfia e ho un po' di nausea.
Io ho avuto la tosse e niente voce fino a ieri, ma ora è passata.

Poi si parlava di fidanzati, mariti, lavoro, casa, serate, impegni, traslochi, etc.

Naturalmente le cose si sono andate un po' complicando quando le amiche hanno iniziato a riprodursi:

Come stai?
Eh, così, scusa se ieri non t'ho risposto quando hai chiamato, ero impegnata a vomitare la cena.
Ommamma!
Sì ma va bene eh? se no sai che balena che divento!
Ma oggi come stai?
Ma bene a parte un sonno boia, poi di notte quando vado a letto questo qua comincia a ballarmi la samba nella pancia. E così dormo male.

E poi si parlava: del bambino in arrivo, del marito, del lavoro, della casa, delle cose fatte in settimana etc.

Poi sono nati i bambini:

Come stai?
Bene, un po' stanca
Il/La/I bambino/a/i?
Eh guarda è venuta la pediatra, c'abbiamo la tosse / la febbre / la varicella / la gastrointestinale / il pancino duro / uno strano sfogo che spero non sia rosolia / etc etc

Poi si parlava: dei bambini e di quel che dicevano e facevano, dei mariti, del lavoro, della casa, etc.

Non so quando sia successo, non so se sia l'età, la crisi politico-economica che stiamo tutti somatizzando, la sfiga (nel 2012 era sicuramente la sfiga), ma a un certo punto le telefonate sono diventate dei bollettini di guerra, perchè, dopo la domanda tipica sui figli e il resoconto delle loro magagne (perchè, sappiatelo, i bambini in una certa fascia d'età o sono sempre malati o si sono appena fatti male con qualcosa) si passa ai genitori (e sappiamo che io detengo il record di papà più anziano, ma non è detto che gli altri, pur essendo più giovani, siano per forza messi bene) e per finire ai mariti (che ovviamente sono sanissimi ma fingono di prendere l'influenza per essere coccolati, essendo protervamente gelosi di tutti i bambini / i malati / gli anziani che dobbiamo imboccare) e a se stesse (spesso tagliando corto: chi ce l'ha il tempo di ammalarsi con tutto quel che dobbiamo fare?) e a varie ed eventuali che comprendono fratelli e sorelle, zii e zie, colleghi, alunni, amici etc. Quando finisce la parte sulla salute, o è finito il credito o si è troppo stanche per parlare d'altro.

Per dire, oggi ho sentito cinque persone e se metto insieme le sfighe di salute più e meno grandi che mi hanno detto di se stesse o di altri, o che hanno sentito da me, ci faccio un elenco in cui cito almeno venti malattie e sei interventi diversi.
No, ma scusate, qua c'è bisogno di Gino Strada, siamo ridotti come Dresda dopo i bombardamenti.

Poi per carità. In parte è tutto tragicamente vero, purtroppo: siamo piene di grane, e le gestiamo tutte noi,  per cui non è che stiamo inventando, le preoccupazioni sanitarie sono davvero preoponderanti in certi momenti. In parte è che la stiamo prendendo troppo male.

Sapete che io mi sforzo di fare in modo che il 2012 sia definitivamente passato. E che il 2013, nei limiti del possibile, sia un po' meno schifoso. E lo faccio ricordandomi con coraggio ogni giorno di almeno una cosa buona.

Però qua dobbiamo smetterla di telefonarci così, con la lista dei caduti e dei dispersi. Dobbiamo fare uno sforzo. E siccome non è facile essere in grande forma, di questi temi, proviamo almeno ad ammalarci di cose più allegre.

Tipo: quand'è stata l'ultima volta che abbiamo avuto l'honeymoon disease? Facciamocelo un po' venire di nuovo, che sicuramente andremo in giro con un largo sorriso, nonostante il disagio. Quand'è l'ultima occasione in cui avete dovuto usare con cautela un braccio perchè avevate un tatuaggio fresco? (qui parlo di voi perchè io non mi tatuo). Quand'è che abbiamo dovuto spalmarci ululando una crema perchè ci eravamo scottate al sole, in vacanza (esistono, eh? le vacanze. Esistono. Non si sa dove e soprattutto non si sa quando, ma non le hanno vietate)? Quand'è che siamo arrivate al lavoro zoppicando perchè abbiamo preso una storta su un sentiero di montagna, o ci siamo stirate un polpaccio prendendo lezione di tennis da un appetitoso e scattante maestro (rigorosamente venticinquenne: il maestro di tennis venticinquenne era un must quando avevamo tredici anni, figurarsi ora che andiamo per i quaranta)? Perchè non starnutiamo più dopo essere state sorprese da un acquazzone mentre giravamo per negozi con un'amica, perchè non ci facciamo venire quei bei mal di stomaco della domenica mattina quando, con un grugno così, ci toccava lavarci i denti prima di colazione e pensare che forse il rum bianco non è il miglior amico della single? Dove sono quei bei maschi che avevano delle cicatrici dovute alla marmitta incandescente della moto, o alla ginocchiata in uno scoglio durante la pesca subacquea, invece di lamentarsi del tunnel carpale e dell'acidità di stomaco???

Avanti, su. Facciamoci venire qualcosa che valga la pena avere. Prendiamocelo come un impegno per la fase A dell'uscita dal tunnel. La successiva fase, la B, prevede che stiamo benino / moderatamente bene, e parliamo di tutt'altro. E la C che arriviamo al totale equilibrio psicofisico (beh, che c'è? io credo nelle vite successive a questa, mi è lecito almeno sperare, no?). Nell'attesa cerchiamo di farci del male facendoci del bene.

La prima che si strappa facendo sport vince un premio. Se si strappa facendo sesso, è da considerarsi già premiata, ma avrà pubbliche attestazioni di stima e invidia.

Vi voglio bene, rottami.

7 commenti:

squa ha detto...

al momento non posso assolutissimamente ammalarmi nè farmi male (tanto più che abbiamo già tutti dato abbastanza, la maggior -e più schifosa- parte al virus intestinale, pure noi.)
però mi impegnerò a breve se non per uno strappo, almeno per tnto mal di muscoli di corsa all'impazzata
E' un commitment!

lanoisette ha detto...

cara, ma tu sbagliavi tutto in partenza: rum scuro, chettelodicoaffà?

la povna ha detto...

No, giusto per dire. Ieri sera ho letto il tuo post tornando da una cena fuori con annesso spettacolino di improvvisazioni teatrali.
Questa notte ho vomitato l'anima, insieme alla pizza che avevo mangiato, e stamani lietamente è arrivato anche il virus intestinale. Ma io mi ostino a pensare che sia colpo di freddo - che, dunque, rientrerebbe esattamente nella tua tipologia di mali.
E sul rum, concordo, ha ragione Noise!

Castagna ha detto...

Ma sì, va beh, a volte era anche vodka.
Che ve credete sono stata gggiovane e scapigliata pure io.

ellegio ha detto...

L'unica cosa che ho avuto nell'ultimo anno è un piede dolorante per uno strappo durante la corsa. Ah, no, ho avuto anche la febbre un giorno perché ho condiviso il letto con uno che si era preso qualcosa di molto simile a Ebola, ma è durato poco. Grazie al ritorno dell'autunno anche l'allergia stagionale mi sta dando tregua. Ho sonno, ma mi considero promossa :-) I figli niente, la mia teoria è che girare alla larga da antibiotici, aerosol e roba varia quando erano piccoli ha prodotto i suoi effetti. Solidarietà ai rottami.

Anonimo ha detto...

ah ah ah mi merito un sacco di premi!!!! Allora la vodka è una grande amica anche per una quasiquarantennequasimezzasposataconpargolo...sì sì lo capito il 15/12 u.s. e ne ho le prove... ho camminato storta per una settimana per aver fatto una prova di slalom gigante dopo circa 20 anni...
Cavallino

Anonimo ha detto...

e prendo delle botte clamorose quando vado sui roller con mio figlio!!!