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lunedì 11 maggio 2015

Scusate...

...ma che gliene può fregare a Renzi se la gente smette di votare PD per protesta contro la sua legge merdosa sulla scuola? E soprattutto: ma vi rendete conto che la parola assurda, nella frase precedente, è VOTARE???

...PERCHE', LO ABBIAMO VOTATO, RENZI? LO HA ELETTO QUALCUNO?

Vuol far passare il decreto nonostante uno sciopero con l'80% di adesioni.

Che c'entra il votare PD. Che c'entrano i precari. Qui parliamo di portare a termine il lavoro della Aprea (gentile signora cui gli insegnanti informati lanciano anatemi da anni, perché è lei che gestisce il lavoro del Ministero da anni, anche se la faccia ce la mettevano le varie Moratti, Gelmini etc... lei di moda non è mai passata) rendendo le scuole delle aziende con sponsor privati, chiamando i prof da una lista di amici del preside (e il preside chi lo sceglie? il politico? allora gli amici sono quelli del politico, non del preside... di bene in meglio, il preside magari di scuola capisce qualcosa, a volte)e continuando imperterriti a finanziare le scuole private, addirittura sgravando fiscalmente le famiglie che ne usufruiscono.

Mentre noi non abbiamo le sedie.

Non sto scherzando.

NOI.
ABBIAMO.
FINITO.
LE SEDIE.

E io non insegno su uno sperduto isolotto delle Eolie, a Barbiana, al quartiere Zen, o in un campo profughi. Insegno in una graziosa, e relativamente nuova, scuolina piemontese di una provincia fino a poco fa ricca. Devo lasciare l'insegnante di sostegno in piedi, quando sono tutti presenti.

Qui parliamo di un contratto nazionale non rispettato da anni, e di balzelli e controbalzelli da pagare per abilitarsi. Parliamo di persone che si sono spese a lavorare per anni in una regione lontanissima da casa, per poi chiedere il trasferimento appena possibile, e che ora scoprono che dovranno autocandidarsi e sperare che il preside della scuola dove vorrebbero andare non abbia amici. Ma chi lo conosce un preside senza amici (e un insegnante senza nemici?).

La buona scuola, un cazzo. La scuola che sta buona, invece. Quella che dovrebbe fare la rivoluzione, bloccare gli esami, far saltare le pagelle. Non obbedire. Non stavolta.



6 commenti:

Mafalda ha detto...

"Vuol far passare il decreto nonostante uno sciopero con l'80% di adesioni".
L'80% di voi che nella scuola ci lavorate. E il resto degli italiani - fruitori della scuola - non hanno diritto di pensarla come il governo?

Io sono stufa di sentire il personale scolastico perennemente sulle barricate e, siamo onesti, più per salvaguardia di status e privilegi - sia mai toccare l'orario di lavoro o il "sacrosanto" diritto a fare 3 mesi di ferie in estate - che di reale interesse per le sorti dell'Istituzione.
Della tua buonafede sono profondamente convinta ma Castagna, porca miseria, la scuola è così a scatafascio che qualcosa di sostanziale bisognerà pur farlo. Se nessuna riforma è degna e di volta in volta la si combatte con il rifiuto e l'immbilismo, nulla cambia. La società è cambiata, non si capisce perché la scuola non debba farlo.

connie ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
ellegio ha detto...

La scuola è già cambiata enormemente, e continua a farlo. Questo è il problema. Tutti pensano di poter parlare di scuola perché ci sono stati, e invece ne sanno così poco, perché ogni governo che arriva pretende di metterci mano e ormai è un casino ingestibile, questo è il problema.
Io parlo dal mio osservatorio particolare di insegnante di matematica e fisica di liceo scientifico, e posso assicurare che per fare quello che ci si chiede di fare non bastano settanta ore di lavoro a settimana (orologio alla mano). Cristo, da settembre mi sono presa un week end libero (uno), e ne ho fin sopra i capelli. Ma di quale sacrosanto diritto ai tre mesi di ferie state parlando? Qualcuno vuole entrare con me nelle mie classi giorno dopo giorno, e sedersi accanto a me alla scrivania notte dopo notte? Prego, accomodatevi, sono almeno dieci anni che lo chiedo.
Mi si dice che non tutti lavorano allo stesso modo. Bene, allora forse bastano poche semplici norme per tenere sotto controllo quelli che fanno meno, un sistema di valutazione onesto che entri nel merito, tenga conto dei titoli acquisiti e della formazione, e non deleghi ai singoli dirigenti scolastici, il rinnovo del contratto di lavoro, uno stipendio adeguato, finanziamenti mirati (qualcuno ha mai visto il file con l'elenco degli interventi del governo sull'edilizia scolastica? Roba che se fosse di un mio studente si meriterebbe un 2 secco senza appello…), una riflessione seria sulle indicazioni nazionali. Tutta roba di cui nella buona Scuola non c'è traccia.
Sinceramente, di questa storia dei tre mesi di ferie non ne posso più.

Castagna ha detto...

Vedi Mafalda, la collega ti ha risposto in modo adeguato, come è giusto rispondere a chi giudica dall'esterno il lavoro altrui, ma secondo me il discorso che ho fatto, lungi dall'essere in difesa dei "privilegi" di una lobby di categoria (ma fatemi il piacere: i membri delle lobby in Italia sono ben altri, hanno ben più che "tre mesi di ferie" e sicuramente non guadagnano 1400 euro al mese) era proprio un discorso molto più strettamente politico. Parlavo infatti del bisogno di essere rispettati come lavoratori, "privilegiati" e "protetti" da un contratto, che non viene rispettato pur essendo siglato in base alle leggi vigenti, e allo stesso modo, parlavo del diritto come cittadini di protestare se le cose sono rese difficili da tagli continui e sordità sempre più spiccata nei confronti delle esigenze del Paese. Del Paese, nella persona degli studenti, cioè proprio dei fruitori della scuola PUBBLICA, che per essere tale NON deve essere al servizio di finanziatori privati. Ma in realtà la sola cosa che mi dà veramente FASTIDIO nel tuo intervento è luso della parola riforma. Ti sei fermata a pensare che le riforme riguardano i contenuti, i presupposti culturali e strumentali della scuola, non sono operazioni di budget? Hai letto se per caso da qualche parte nelle proposte, dalla Moratti in poi, si è più parlato di orari, materie, metodi di insegnamento? NO: si parla di riduzioni di ore, di tagli dei posti di sostegno e delle classi, di "autonomia" in senso generico, non certo di riformare la scuola. Il lavoro dell'insegnante è lo stesso di prima, ma fatto con molto più disagio. Guarda che i miei genitori sono stati entrambi nella sanità pubblica, e entrambi vent'anni fa alle prese con i tagli e la semiprivatizzazione del lavoro, esattamente come noi ora in un altro settore: e ora dimmi se ti pare che la sanità ci abbia guadagnato, che i cittadini ci abbiano guadagnato. Il problema sta nel fatto che quelli come te, che ancora guardano ai prof come privilegiati, non si rendono conto che sotto sotto pensano: e ma della sanità si ha bisogno tutta la vita, della scuola solo per un periodo... e quindi una volta sistemati se stessi e i propri eredi credono che il lavoro sia finito. E come si sbagliano! La scuola che fa fatica a funzionare è un sintomo gravissimo in uno Stato. Ma che te lo dico a fare? Io volevo solo difendere i miei TRE MESI DI FERIE.

lanoisette ha detto...

Io mi sto scannando da settimane con un caro amico e collega renziano.
e dire che era una personcina ammodo, intelligente e ragionevole: non risponde più nel merito, fa giri di parole, dice "lasciateci provare". ma provare de che???

Anonimo ha detto...

vorrei solo dire una cosa in merito alle scuole private. credo che lo sgravio fiscale sia un'ottima idea. io mando i miei figli in una scuola privata non cattolica per varie ragioni tra le quali il fatto che mi serve che siano vicini al lavoro per portarli e riprenderli. cosi come detraggo le spese mediche sia dell'ospedale pubblico che di quello privato che riceve comunque finanziamenti ( e ci fa comunque comodo perché ci offre più possibilità di cura) trovo giusto che si possano detrarre le spese per l'istruzione. tra l'altro sarebbe utile ai fini dei controlli fiscali.
manu