Ora di letteratura. Un collage delle varie ore di letteratura fatte quest'anno in prima.
"Gli eroi omerici sono molto umani. Non sono come quelli dei film, che fanno esplodere tutto, vincono da soli contro trenta cattivi e se ne vanno via con la bella. Vanno a combattere, sono coraggiosi, difendono la loro gente, però hanno paura: hanno così paura che a volte vogliono scappare. Non vogliono essere codardi, ovviamente, ma mentre vanno in battaglia pensano che hanno paura di non tornare, di non rivedere la moglie, i bambini."
"E' naturale, no?"
"Sì. Ma è molto bello che Omero ce lo dica, ce lo faccia vedere. Anche gli dei, a volte, si disperano, si arrabbiano, piangono. Pensate a Teti, la madre di Achille, che non vuole che suo figlio muoia combattendo. Loro sono divinità, potrebbero girarsi di là, tanto sono immortali, bellissimi, fortissimi, e chi se ne frega degli umani. Invece sono coinvolti, fanno il tifo, si agitano."
Erano poco meno di venti e per una volta non dovevo gridare per spiegare, non volava una mosca.
Poi quello con le orecchie enormi e il sorriso pieno di denti ha detto, sghignazzando:
"Ma l'Achille era un culattone!!!"
"Scusa, perchè?"
"Si fa fregare la Briseide dall'Agamennone, no dico, come un cornuto qualunque! E va pure a piangere dalla mamma!"
"E questo vuol dire essere omosessuale?"
"Secondo me era frocio, guardi, anche tutta 'sta storia del Patroclo, che schifo, sempre nudi a allenarsi, non che il Brad Pitt nudo, vero, voglio dire, alle signore piace, non a me sia ben chiaro, io mica sono un invertito...invece l'Agamennone, lui sì che era un macho: più vecchio dell'Achille, ma si fa rispettare, eh? questa non posso trombarmela perchè è la figlia di un prete? Via, sotto un'altra!"
Picchia la mano aperta sul banco, con l'aria soddisfatta.
"E Paride?"
"Il Paride è un vero dritto, lui sì che se ne capisce: Afrodite gli offre la donna più figa della terra e lui mica se lo fa dire due volte, mette le corna a quel rincoglionito del Menelao, che figurati se la sapeva tenere sotto una troia come Elena; scoppia la guerra ma lui, il Paride, se ne va da suo padre, vuoi vedere che possono fargli qualcosa? Dieci anni ci mettono a batterli, i Greci, 'sti Troiani, e intanto lui son dieci anni che si tromba la donna più bella del mondo!!! Quelli là a morire di pestilenza nelle tende e lui nel palazzo, a scopare!!!"
Si guarda intorno, borioso, per vedere se gli altri apprezzano. Visto che non tutti si interessano a quanto sta dicendo, tira una pallina di carta a uno dei distratti, con aria malevola.
Decido di ignorarlo.
"Se questa è la tua idea, pazienza, andiamo avanti. Dicevamo che Ettore, alla vista di Achille tutto armato, si fa prendere dal panico..."
"Un altro che scappa? Alla faccia dell'eroe! No, guardate, a me il solo che piace, a parte il Paride, è l'Ulisse, quello sì che è un valoroso, e basta combattere, no? Un bel cavallo di Troia, basta con 'sti Troiani, via, tutti bruciati, e che cazzo, tanto sono turchi, ciao ciao, noi ce ne torniamo in Grecia, con il tesoro del tempio, e poi tutto il Mediterraneo, si gira, e giù con Circe, e zac con Calipso, e dai con Nausicaa, e quando arriva a casa mica rimane solo, no, la moglie se n'è stata lì brava brava ad aspettarlo e deve essere sul serio una bella gnocca se lui, dopo vent'anni che non la vede, ancora le dà una ripassatina..."
Mi sto agitando, Ulisse e Penelope sono una storia d'amore immortale tra le mie preferite, ora lo attacco:
"E immagino che Enea sia un vero ganzo perchè, morta la moglie, pensa bene di scoparsi la regina di Cartagine, e poi mollarla lì e andare in Italia a prendersene una più giovane?"
Mi guarda con sufficienza e fastidio: detesta le femministe, soprattutto se sono insegnanti statali, quindi comuniste, racchie e sicuramente frigide.
"Ma prof, è chiaro che la Didone era una soluzione di ripiego, voglio dire, hai navigato per settimane, ti capita una che è vedova e non vede l'ora, e ti pare che non ne approfitti? Ma ha fatto male a mollarla così, intendiamoci: che se quella non si ammazzava era meglio, almeno poi Roma commerciava decentemente con la Libia. Però non era neanche pensabile che se la tenesse, oh, oliare un po' le relazioni internazionali va bene, ma cosa doveva, sposarla? Scherziamo! Era sicuro più vecchia di lui, e sarà anche stata una negra!"
"Basta così, Berlusconi!!! Nota sul diario! Nota sul registro! Voglio vedere i tuoi genitori!"
Poi mi sono svegliata. Dio, che sogno orrendo.
Però la prima parte della lezione, fino a 'non volava una mosca', è accaduta veramente. E un'altra cosa è accaduta veramente.
Quando ho raccontato la storia della mela d'oro, Paride che deve scegliere la dea più bella e gli offrono vari optional, e lui deve pronunciarsi tra diventare l'uomo più saggio del mondo, l'uomo più ricco del mondo, o l'amante della donna più bella del mondo, l'Arcangelo Biondograno, con i suoi undici anni e i suoi begli occhioni azzurri, ha detto: "Ma io avrei scelto di essere l'uomo più ricco del mondo, così poi la donna più bella me la prendevo comunque."
E io, che sono un'insegnante comunista e inculco i valori sbagliati, non ho detto niente.
Non ho detto niente, perchè mi sono morte le parole in gola.
lunedì 28 febbraio 2011
C'è un limite
No, ma io posso reggere benissimo le ultime stupide frasi di Berlusconi sulla scuola pubblica e le precisazioni esilaranti della Mariastronza (che quando parla mi fa venir voglia di dirle: "Senti, si vede che a modo tuo hai studiato, ma hai una bella confusione in testa... Perchè non cominciamo dalle cose più semplici, tipo IMPARARE CHE LE PAROLE HANNO UN SIGNIFICATO e una non vale l'altra, che se non stai attenta quando le scegli si capisce lontano un chilometro che non sai di cosa stai parlando?").
Posso reggere anche che stanotte sia venuta giù un'altra spolverata di neve e faccia di nuovo un freddo bastardo.
Posso reggere al fatto che oggi mi tocchi quasi sicuramente un'altra supplenza in una classe che non conosco a Paesino Blu, e che detta supplenza sia nella famigerata terza dove, alla seconda occasione di sostituire un collega, ho schiaffato una nota sul registro a un tale che continuava a rispondermi in modo strafottente.
Posso reggere al fatto di dover fare di nuovo la coda in sindacato perchè gli stronzi al Ministero la domanda di trasferimento la vogliono online e ovviamente non funziona un cazzo.
Quello che non reggo è che le previsioni diano pioggia, ALTRA PIOGGIA, DI NUOVO PIOGGIA, ANCORA PIOGGIA, fino a sabato.
Posso reggere anche che stanotte sia venuta giù un'altra spolverata di neve e faccia di nuovo un freddo bastardo.
Posso reggere al fatto che oggi mi tocchi quasi sicuramente un'altra supplenza in una classe che non conosco a Paesino Blu, e che detta supplenza sia nella famigerata terza dove, alla seconda occasione di sostituire un collega, ho schiaffato una nota sul registro a un tale che continuava a rispondermi in modo strafottente.
Posso reggere al fatto di dover fare di nuovo la coda in sindacato perchè gli stronzi al Ministero la domanda di trasferimento la vogliono online e ovviamente non funziona un cazzo.
Quello che non reggo è che le previsioni diano pioggia, ALTRA PIOGGIA, DI NUOVO PIOGGIA, ANCORA PIOGGIA, fino a sabato.
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l'ossigeno non è un optional,
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giovedì 24 febbraio 2011
Oggesù
Ho pubblicato e riletto il post precedente e avuto una certezza. A giugno, questi ragazzini che sono stati la mia cucciolata per tre anni andranno via, e stavolta sarà durissima non mettersi a piangere a dirotto.
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dov'è l'insulina?,
home,
una spada ti trafiggerà il cuore
L'insostenibile fragilità dei confini
"Si è approfittato di me."
Qualcosa, nel tono della frase, così apparentemente tipica sua, detta arrossendo e ridendo nervosamente, con le sue finte rabbie ("devo sputargli in faccia"), mi ha dato da pensare, ma non me ne ero accorta finchè il mattino dopo non ci siamo trovate sole in classe a inizio intervallo, e mi è uscita, senza che pensassi a cosa stavo dicendo, la domanda: "Questa storia di ... che si è approfittato di te, com'è, poi?"
Era rimasta in classe apposta? Non lo saprò mai.
"Che poi" le ripeto, perchè le avevo già buttato lì la frase il giorno prima, "uno si approfitta fin dove siamo noi che lo lasciamo approfittare..." e lei aveva risposto onesta: "Sì, ma... lui è lui, prof."
E, sì, non è semplice quando uno dei ragazzi più belli, affascinanti e in gamba di tutta la zona, praticamente la leggenda di tutte le ragazze del paese, ti concede la sua attenzione.
Capisco che è successo qualcosa. Capisco che questo qualcosa non è gravissimo (da cosa lo capisco, non lo so. Sono nipote di mia nonna) perciò non mi agito, ma vedo che a lei ha lasciato una brutta scottatura.
"Ti sei spaventata?"
"No, però... una volta mi ha scritto di andare da lui, che era solo a casa... e io gli ho detto di no. Poi un altro giorno ha insistito, diceva che gli piacevo... E lui a me piace tanto... così ci siamo visti, e poi io a un certo punto non volevo, ma lui ha detto che se non continuavo scriveva a tutti delle cose orrende di me su Facebook."
Non chiedetemi come mai, io sapevo che non parlavamo di qualcosa di entità tale che il venirlo a sapere mi obbligasse a farne denuncia. Non chiedetemi come mai, io ero sicura che potevamo parlarne. Non chiedetemi come mai, so che con lei, e forse solo con lei in tutta la scuola, la confidenza e il livello di affinità intellettiva sono abbastanza da poter parlare senza ripetermi, come un mantra, che io sono la prof.
Fatto sta che ci mettiamo a considerare il sottilissimo confine tra "me la sento" e "oltre questo non me la sento", il confine decisamente più spesso tra "insisto un po' perchè ho sedici anni e son tutto un ormone" e "ti costringo ricattandoti", il confine tra "sono un ragazzino scemo ed egoista" e "sono uno stronzo patentato con un pelo così sullo stomaco", il confine tra "torno a casa con un sorriso beato largo così" e "torno a casa e ho fatto qualcosa di non irreparabile e che comunque avrei voluto anche io, ma non così, e mi sento sporca, usata e triste".
E soprattutto, il confine tra "mi piaci e ti voglio" e "ti voglio bene e non vorrei mai ferirti". E quello tra "mi piaci e farei qualunque cosa per stare con te" e "ripensandoci, farei qualunque cosa per stare con te, tranne rimettermi in una situazione del genere, non sono mica stupida", cosa che pare lei abbia chiarito appena lui è tornato alla carica ("baciami, dai baciami") un pomeriggio che, evidentemente, non aveva di meglio da fare.
Tesoro, sia pure in poche frasi, quante cose ci siamo dette. Ti ho detto di stare attenta, ti ho anche detto di non buttarti sempre nelle storie in modo plateale, però non ti ho detto un fracco di altre importantissime cose, che probabilmente non spetta a me dirti, che forse in parte sai anche già.
E me ne sono andata via col cuore piccolo piccolo, al pensiero che uno dei miei gioielli, che io conosco fin da bambino, che per tanti aspetti è un amore di figliolo, e che non ha certo bisogno di supplicare o di circuire per poter stare con le ragazze, sia stato così stronzo, e ti abbia così avvilita e fatta sentire scema per esserti ficcata in una situazione che non volevi; ma oggi ripensando alla nostra conversazione sono molto più tranquilla, perchè all'improvviso vedo il senso di questa tua facciata, vedo che è molto meglio che ti succeda su piccola scala ora, piuttosto che in modo più grave poi, e che per te che sei la passionale per eccellenza, quella che si fa i megatrip sui ragazzi, il fatto che proprio il fico fotonico del paese si sia rivelato un bel po' pezzo di merda, quasi quasi, è un'ottima opportunità per capire fin da piccola quali uomini valgono la pena e quali no.
Parlando ti ho anche chiarito che il bene che io voglio al giovane mandrillo in questione non riesco a metterlo in discussione, anche se questa rivelazione su di lui mi ha veramente fatto vedere un lato tristo (suo, del modo di ragionare adolescenziale, che altro che Twilight, ma anche dei social network...).
E in effetti, mentre scrivo mi accorgo che spero che anche a lui quel che è successo chiarisca quali donne valgono la pena e quali no. Il che è anche possibile, se non ora in futuro, dato che non è niente scemo.
E poi penso quanto è stato prezioso per me vedere dal vivo l'attimo in cui una donna, anche se piccola e incasinata, scopre la sua dignità e decide che conta più quella che molta altra roba. Attimo che, lo sappiamo tutte, più ancora che l'attimo in cui agisce, è l'attimo in cui racconta come ha agito a un'altra donna, perchè è lì che prende coscienza veramente di quel che ha fatto e dei significati che gli ha dato.
Ti voglio bene, piccolina, e voglio bene anche a ... (brutto bastardo, se ti prendo, puoi essere un metro e ottanta quanto vuoi, che, giuro, ti picchio. Proprio perchè ti voglio bene, stronzo. Ma dimmi te).
Qualcosa, nel tono della frase, così apparentemente tipica sua, detta arrossendo e ridendo nervosamente, con le sue finte rabbie ("devo sputargli in faccia"), mi ha dato da pensare, ma non me ne ero accorta finchè il mattino dopo non ci siamo trovate sole in classe a inizio intervallo, e mi è uscita, senza che pensassi a cosa stavo dicendo, la domanda: "Questa storia di ... che si è approfittato di te, com'è, poi?"
Era rimasta in classe apposta? Non lo saprò mai.
"Che poi" le ripeto, perchè le avevo già buttato lì la frase il giorno prima, "uno si approfitta fin dove siamo noi che lo lasciamo approfittare..." e lei aveva risposto onesta: "Sì, ma... lui è lui, prof."
E, sì, non è semplice quando uno dei ragazzi più belli, affascinanti e in gamba di tutta la zona, praticamente la leggenda di tutte le ragazze del paese, ti concede la sua attenzione.
Capisco che è successo qualcosa. Capisco che questo qualcosa non è gravissimo (da cosa lo capisco, non lo so. Sono nipote di mia nonna) perciò non mi agito, ma vedo che a lei ha lasciato una brutta scottatura.
"Ti sei spaventata?"
"No, però... una volta mi ha scritto di andare da lui, che era solo a casa... e io gli ho detto di no. Poi un altro giorno ha insistito, diceva che gli piacevo... E lui a me piace tanto... così ci siamo visti, e poi io a un certo punto non volevo, ma lui ha detto che se non continuavo scriveva a tutti delle cose orrende di me su Facebook."
Non chiedetemi come mai, io sapevo che non parlavamo di qualcosa di entità tale che il venirlo a sapere mi obbligasse a farne denuncia. Non chiedetemi come mai, io ero sicura che potevamo parlarne. Non chiedetemi come mai, so che con lei, e forse solo con lei in tutta la scuola, la confidenza e il livello di affinità intellettiva sono abbastanza da poter parlare senza ripetermi, come un mantra, che io sono la prof.
Fatto sta che ci mettiamo a considerare il sottilissimo confine tra "me la sento" e "oltre questo non me la sento", il confine decisamente più spesso tra "insisto un po' perchè ho sedici anni e son tutto un ormone" e "ti costringo ricattandoti", il confine tra "sono un ragazzino scemo ed egoista" e "sono uno stronzo patentato con un pelo così sullo stomaco", il confine tra "torno a casa con un sorriso beato largo così" e "torno a casa e ho fatto qualcosa di non irreparabile e che comunque avrei voluto anche io, ma non così, e mi sento sporca, usata e triste".
E soprattutto, il confine tra "mi piaci e ti voglio" e "ti voglio bene e non vorrei mai ferirti". E quello tra "mi piaci e farei qualunque cosa per stare con te" e "ripensandoci, farei qualunque cosa per stare con te, tranne rimettermi in una situazione del genere, non sono mica stupida", cosa che pare lei abbia chiarito appena lui è tornato alla carica ("baciami, dai baciami") un pomeriggio che, evidentemente, non aveva di meglio da fare.
Tesoro, sia pure in poche frasi, quante cose ci siamo dette. Ti ho detto di stare attenta, ti ho anche detto di non buttarti sempre nelle storie in modo plateale, però non ti ho detto un fracco di altre importantissime cose, che probabilmente non spetta a me dirti, che forse in parte sai anche già.
E me ne sono andata via col cuore piccolo piccolo, al pensiero che uno dei miei gioielli, che io conosco fin da bambino, che per tanti aspetti è un amore di figliolo, e che non ha certo bisogno di supplicare o di circuire per poter stare con le ragazze, sia stato così stronzo, e ti abbia così avvilita e fatta sentire scema per esserti ficcata in una situazione che non volevi; ma oggi ripensando alla nostra conversazione sono molto più tranquilla, perchè all'improvviso vedo il senso di questa tua facciata, vedo che è molto meglio che ti succeda su piccola scala ora, piuttosto che in modo più grave poi, e che per te che sei la passionale per eccellenza, quella che si fa i megatrip sui ragazzi, il fatto che proprio il fico fotonico del paese si sia rivelato un bel po' pezzo di merda, quasi quasi, è un'ottima opportunità per capire fin da piccola quali uomini valgono la pena e quali no.
Parlando ti ho anche chiarito che il bene che io voglio al giovane mandrillo in questione non riesco a metterlo in discussione, anche se questa rivelazione su di lui mi ha veramente fatto vedere un lato tristo (suo, del modo di ragionare adolescenziale, che altro che Twilight, ma anche dei social network...).
E in effetti, mentre scrivo mi accorgo che spero che anche a lui quel che è successo chiarisca quali donne valgono la pena e quali no. Il che è anche possibile, se non ora in futuro, dato che non è niente scemo.
E poi penso quanto è stato prezioso per me vedere dal vivo l'attimo in cui una donna, anche se piccola e incasinata, scopre la sua dignità e decide che conta più quella che molta altra roba. Attimo che, lo sappiamo tutte, più ancora che l'attimo in cui agisce, è l'attimo in cui racconta come ha agito a un'altra donna, perchè è lì che prende coscienza veramente di quel che ha fatto e dei significati che gli ha dato.
Ti voglio bene, piccolina, e voglio bene anche a ... (brutto bastardo, se ti prendo, puoi essere un metro e ottanta quanto vuoi, che, giuro, ti picchio. Proprio perchè ti voglio bene, stronzo. Ma dimmi te).
Un teaser* del prossimo post
*si ringrazia l'amica Symo per il nuovo vocabolo
Lui, sedici anni, bellissimo, intelligente, sportivo, pieno di talenti. Quando dico sportivo dico promessa del calcio locale, quando dico pieno di talenti intendo voce splendida che sta educando con insegnante di canto. Quando dico intelligente dico 9 fisso di matematica e spesso anche di storia. Quando dico bellissimo, dovrei dire B-E-L-L-I-S-S-I-M-O-H: la penultima volta che l'ho incontrato per strada ho ringraziato Dio di essere a piedi perchè, avessi visto una cosa del genere dalla macchina, a) non l'avrei minimamente riconosciuto tanto era cambiato, b) avrei inchiodato per guardare chi era.
Lei, quasi quattordici, piuttosto carina, tostissima, brava e ambiziosa nello studio, ma inguaribilmente incapace di controllarsi nei suoi furiosi corteggiamenti, spesso coronati da effimero successo e seguiti da atroci ripicche con ragazzine rivali e con gli stessi ex fidanzatini.
Conosco tutti e due da quando avevano appena finito le elementari, e sono sempre stati due dei miei prediletti. Inoltre, lui mi vuole molto bene e scatena le gelosie delle colleghe venendo a piazzarsi davanti alla mia porta quando consegno le pagelle e aspettandomi finchè non ho tempo per uscire a salutarlo e scambiarci due parole (l'ultima volta, un'ora secca). Lei spesso mi racconta le sue grane, chiacchieriamo un po', e io inarrestabilmente ogni volta mi lascio scappare una carezza nei suoi capelli biondi, perchè lei è contemporaneamente 25% figlia che vorrei avere e 50% bambina che sono stata. E l'altro 25% suo mi piace comunque un sacco.
Stavolta, la grana che avviliva lei era una cosa che aveva fatto lui. E che, ora quando lo rivedo, mi costerà parecchio non rinfacciargli malamente, perchè è tristamente brutta.
Sigh. I miei bambini.
Lui, sedici anni, bellissimo, intelligente, sportivo, pieno di talenti. Quando dico sportivo dico promessa del calcio locale, quando dico pieno di talenti intendo voce splendida che sta educando con insegnante di canto. Quando dico intelligente dico 9 fisso di matematica e spesso anche di storia. Quando dico bellissimo, dovrei dire B-E-L-L-I-S-S-I-M-O-H: la penultima volta che l'ho incontrato per strada ho ringraziato Dio di essere a piedi perchè, avessi visto una cosa del genere dalla macchina, a) non l'avrei minimamente riconosciuto tanto era cambiato, b) avrei inchiodato per guardare chi era.
Lei, quasi quattordici, piuttosto carina, tostissima, brava e ambiziosa nello studio, ma inguaribilmente incapace di controllarsi nei suoi furiosi corteggiamenti, spesso coronati da effimero successo e seguiti da atroci ripicche con ragazzine rivali e con gli stessi ex fidanzatini.
Conosco tutti e due da quando avevano appena finito le elementari, e sono sempre stati due dei miei prediletti. Inoltre, lui mi vuole molto bene e scatena le gelosie delle colleghe venendo a piazzarsi davanti alla mia porta quando consegno le pagelle e aspettandomi finchè non ho tempo per uscire a salutarlo e scambiarci due parole (l'ultima volta, un'ora secca). Lei spesso mi racconta le sue grane, chiacchieriamo un po', e io inarrestabilmente ogni volta mi lascio scappare una carezza nei suoi capelli biondi, perchè lei è contemporaneamente 25% figlia che vorrei avere e 50% bambina che sono stata. E l'altro 25% suo mi piace comunque un sacco.
Stavolta, la grana che avviliva lei era una cosa che aveva fatto lui. E che, ora quando lo rivedo, mi costerà parecchio non rinfacciargli malamente, perchè è tristamente brutta.
Sigh. I miei bambini.
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martedì 22 febbraio 2011
Testimoni della storia
Volevo mettere su il solito calendario della luna e un post al glucosio su quanto sono felice della mia scuolina, del nostro laboratorio di cucina e dei miei bellissimi e amatissimi exalunni che mi vengono a trovare. E invece sono senza parole.
Senza parole, proprio. Perchè dovete capire che io con i libri di storia ci convivo tutta la settimana, e no, non c'è niente di paragonabile a un dittatore che BOMBARDA il suo popolo in rivolta, nella storia recente. Lo so che ci sono stati eccidi e massacri anche peggiori quanto a durata e numero di vittime e sono certa che Gheddafi ha i giorni contati. Ma Gesù benedetto, le BOMBE sulla folla. Le bombe. Dagli aerei. Sul suo popolo.
Che orrore.
Comincio a essere stufa di aprire il giornale e pensare cose come "Oddio, questa ci toccherà farla studiare a scuola tra qualche anno", perchè non sono mai belle notizie.
Domani parlerò ai miei ragazzi di quando è giusto dire no. Parlerò dei piloti che all'ordine di bombardare le piazze sono scappati a Malta. Parlerò degli insegnanti che non facevano solo fare il tema sul nostro glorioso Duce, di mio nonno Marco che prolungava la degenza dei malati all'ospedale dichiarandoli ancora infettivi per non farli deportare, di mio nonno Fernando che aiutava la gente a scappare in Svizzera dalle sue montagne natie.
Parlerò delle persone che si sono fatte fucilare o torturare per non dire di sì quando andava contro la loro coscienza.
Parlerò di quelli che hanno detto di no quando era ancora troppo presto, al momento giusto, e quando era troppo tardi.
Con la coscienza che io, in modi e forme diverse, appartengo nel mio piccolo a ciascuno di questi tre gruppi.
E che verranno ancora altri giorni in cui no bisognerà anche gridarlo. E forse non sarà abbastanza.
Senza parole, proprio. Perchè dovete capire che io con i libri di storia ci convivo tutta la settimana, e no, non c'è niente di paragonabile a un dittatore che BOMBARDA il suo popolo in rivolta, nella storia recente. Lo so che ci sono stati eccidi e massacri anche peggiori quanto a durata e numero di vittime e sono certa che Gheddafi ha i giorni contati. Ma Gesù benedetto, le BOMBE sulla folla. Le bombe. Dagli aerei. Sul suo popolo.
Che orrore.
Comincio a essere stufa di aprire il giornale e pensare cose come "Oddio, questa ci toccherà farla studiare a scuola tra qualche anno", perchè non sono mai belle notizie.
Domani parlerò ai miei ragazzi di quando è giusto dire no. Parlerò dei piloti che all'ordine di bombardare le piazze sono scappati a Malta. Parlerò degli insegnanti che non facevano solo fare il tema sul nostro glorioso Duce, di mio nonno Marco che prolungava la degenza dei malati all'ospedale dichiarandoli ancora infettivi per non farli deportare, di mio nonno Fernando che aiutava la gente a scappare in Svizzera dalle sue montagne natie.
Parlerò delle persone che si sono fatte fucilare o torturare per non dire di sì quando andava contro la loro coscienza.
Parlerò di quelli che hanno detto di no quando era ancora troppo presto, al momento giusto, e quando era troppo tardi.
Con la coscienza che io, in modi e forme diverse, appartengo nel mio piccolo a ciascuno di questi tre gruppi.
E che verranno ancora altri giorni in cui no bisognerà anche gridarlo. E forse non sarà abbastanza.
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lunedì 21 febbraio 2011
La vita è bella perchè è varia
La professoressa cosa fa, nel suo mestiere?
Spiega ai ragazzi, interroga, corregge, compila il registro, parla coi genitori, dà le pagelle.
Elenco delle attività fatte e da farsi in queste settimane, da una persona singola, in una tranquilla scuola di provincia immersa nelle nebbie.
- presentazione della scuola ai genitori dei futuri alunni di prima
- riordino videocassette e dvd della scuola
- riordino armadietto di classe
- creazione dal nulla di una minibiblioteca a uso delle terze
- catalogazione di detta minibiblioteca
- riunione per il progetto di sviluppo sostenibile, che deve in qualche modo collegarsi con una comunità del Sahel
- presenza a una conferenza sulla mafia
- passeggiata nei campi umidi per riportare a scuola la scolaresca dopo una manifestazione sportiva contro le mafie
- riunione disciplinare
- preparazione di 3 kg di pane ai sette cereali con la macchina del pane, a casa
- preparazione di un numero imprecisato di crostate con marmellate del commercio equo e solidale, a scuola nel laboratorio di cucina
- allestimento banchetto per la merenda solidale
- presenza a conferenza sul commercio equo
- distribuzione della merenda solidale
- riordino laboratorio di cucina
- corso di aggiornamento di un'esperta di didattica (2 volte)
- corso sui rischi di internet per i minori
- incontro con servizi sociali per un minore a serio rischio abbandono scolastico
- corsi di recupero ragazzi (4 volte)
- corso su disturbo dell'apprendimento (dislessia)
- lezione di educazione all'affettività
- elaborazione di un progetto sull'emigrazione ieri e oggi
- ospitalità ai professori e agli alunni francesi del gemellaggio
...e che cazzo, non posso certo dire che mi annoio.
Spiega ai ragazzi, interroga, corregge, compila il registro, parla coi genitori, dà le pagelle.
Elenco delle attività fatte e da farsi in queste settimane, da una persona singola, in una tranquilla scuola di provincia immersa nelle nebbie.
- presentazione della scuola ai genitori dei futuri alunni di prima
- riordino videocassette e dvd della scuola
- riordino armadietto di classe
- creazione dal nulla di una minibiblioteca a uso delle terze
- catalogazione di detta minibiblioteca
- riunione per il progetto di sviluppo sostenibile, che deve in qualche modo collegarsi con una comunità del Sahel
- presenza a una conferenza sulla mafia
- passeggiata nei campi umidi per riportare a scuola la scolaresca dopo una manifestazione sportiva contro le mafie
- riunione disciplinare
- preparazione di 3 kg di pane ai sette cereali con la macchina del pane, a casa
- preparazione di un numero imprecisato di crostate con marmellate del commercio equo e solidale, a scuola nel laboratorio di cucina
- allestimento banchetto per la merenda solidale
- presenza a conferenza sul commercio equo
- distribuzione della merenda solidale
- riordino laboratorio di cucina
- corso di aggiornamento di un'esperta di didattica (2 volte)
- corso sui rischi di internet per i minori
- incontro con servizi sociali per un minore a serio rischio abbandono scolastico
- corsi di recupero ragazzi (4 volte)
- corso su disturbo dell'apprendimento (dislessia)
- lezione di educazione all'affettività
- elaborazione di un progetto sull'emigrazione ieri e oggi
- ospitalità ai professori e agli alunni francesi del gemellaggio
...e che cazzo, non posso certo dire che mi annoio.
Un altro lunedì
E si ricomincia a interrogare...
Speriamo bene...
_____________________________________________________________________________________Le lune di Castagna
Oggi 21 febbraio, e domani 22, la Luna è in Bilancia: bere molto, proteggere gli occhi.
Secondo i Tibetani oggi è un giorno sfavorevole per le relazioni. Domani invece è un giorno buono, sia per il successo materiale che per le pratiche spirituali. Domani non è giorno adatto a tagliarsi i capelli e bisognerebbe non mangiare dopo mezzogiorno.
Speriamo bene...
_____________________________________________________________________________________Le lune di Castagna
Oggi 21 febbraio, e domani 22, la Luna è in Bilancia: bere molto, proteggere gli occhi.
Secondo i Tibetani oggi è un giorno sfavorevole per le relazioni. Domani invece è un giorno buono, sia per il successo materiale che per le pratiche spirituali. Domani non è giorno adatto a tagliarsi i capelli e bisognerebbe non mangiare dopo mezzogiorno.
domenica 20 febbraio 2011
Post per l'amica S., sua sorella e suo nipote
A un ragazzino con gli occhi grigioazzurri come il metallo, una volta un professore ha consegnato un compito fatto malissimo con la scritta: "William is idle".
Quel ragazzino ha deciso che bastava cambiare una lettera, ed è diventato Billy Idol.
Questa si chiama autostima.
E auguro a L., che cambia scuola la settimana prossima, di avere una resilienza dello stesso tipo. Purtroppo, professori e presidi bastardi se ne incontrano, e come, in questo mondo.
Onestamente sono molto più dispiaciuta per i ragazzini che restano a prendere cattivo esempio dagli adulti nella scuola in cui L. andava prima.
Bene, ora, L., guardiamo avanti, e balliamo sulle ceneri di chi non ci merita.
Quel ragazzino ha deciso che bastava cambiare una lettera, ed è diventato Billy Idol.
Questa si chiama autostima.
E auguro a L., che cambia scuola la settimana prossima, di avere una resilienza dello stesso tipo. Purtroppo, professori e presidi bastardi se ne incontrano, e come, in questo mondo.
Onestamente sono molto più dispiaciuta per i ragazzini che restano a prendere cattivo esempio dagli adulti nella scuola in cui L. andava prima.
Bene, ora, L., guardiamo avanti, e balliamo sulle ceneri di chi non ci merita.
sabato 19 febbraio 2011
Come promesso
...anche se un po' in ritardo, perchè oggi ero a Paesino di Sogno non da prof ma da turista, a recuperare il S. Valentino che non abbiamo potuto festeggiare causa influenza dell'Uomo.
Con una mangiata di trippa, nel suo caso, e un delicato flan ai carciofi seguito da ravioli di spinaci, nel mio.
Una parentesi serena di coppia nel marasma di una settimana pienissima e subito prima di una settimana allucinante. Tra corsi, recuperi coi ragazzi, riunioni, commissioni disciplinari e progetti, dormirò a Scuolina Rosa, praticamente.
Per farmi perdonare vi metto già le lune di domani, così prendete provvedimenti...
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Le lune di Castagna
almanacco lunare per simpatizzanti buddhisti e tibetani d'adozione
Oggi 19 febbraio la luna è in Vergine, quindi si consiglia di coprirsi e di mangiare leggero.
Secondo i Tibetani è un giorno sfavorevole per l'umore.
E' giorno in cui non bisognerebbe tagliarsi i capelli nè costruire.
Nella giornata di oggi i buddhisti celebrano le offerte del fuoco e rispettano gli otto precetti. Indossare abiti bianchi favorisce la pace, indossare il giallo favorisce il progresso.
Domani 20 febbraio la luna è sempre in Vergine.
Secondo i Tibetani è un giorno favorevole al successo materiale.
E' giorno in cui non bisognerebbe tagliarsi i capelli.
Anche domani i buddhisti celebreranno le offerte del fuoco e rispetteranno gli otto precetti. Indossare abiti bianchi favorisce la pace, indossare il giallo favorisce il progresso.
Con una mangiata di trippa, nel suo caso, e un delicato flan ai carciofi seguito da ravioli di spinaci, nel mio.
Una parentesi serena di coppia nel marasma di una settimana pienissima e subito prima di una settimana allucinante. Tra corsi, recuperi coi ragazzi, riunioni, commissioni disciplinari e progetti, dormirò a Scuolina Rosa, praticamente.
Per farmi perdonare vi metto già le lune di domani, così prendete provvedimenti...
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Le lune di Castagna
almanacco lunare per simpatizzanti buddhisti e tibetani d'adozione
Oggi 19 febbraio la luna è in Vergine, quindi si consiglia di coprirsi e di mangiare leggero.
Secondo i Tibetani è un giorno sfavorevole per l'umore.
E' giorno in cui non bisognerebbe tagliarsi i capelli nè costruire.
Nella giornata di oggi i buddhisti celebrano le offerte del fuoco e rispettano gli otto precetti. Indossare abiti bianchi favorisce la pace, indossare il giallo favorisce il progresso.
Domani 20 febbraio la luna è sempre in Vergine.
Secondo i Tibetani è un giorno favorevole al successo materiale.
E' giorno in cui non bisognerebbe tagliarsi i capelli.
Anche domani i buddhisti celebreranno le offerte del fuoco e rispetteranno gli otto precetti. Indossare abiti bianchi favorisce la pace, indossare il giallo favorisce il progresso.
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