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mercoledì 4 aprile 2018

La strega, Belzebù e l'albero

Quantoso'bono, sempre nella sua fase animale strano, me la batteva da giorni, dopo che io avevo spiegato come bonus le ultime cose molto belle apprese nel mio Tibet, in provincia di Pisa.
"Facciamo meditazione?"
"Quando la facciamo, la meditazione?"
"Poi ce la finisce di spiegare, quella cosa della meditazione?"

Alla fine, dopo giorni di prove scritte a raffica, la Castagna ha trovato un momento adatto. Ma, ha specificato, meditazione è un'altra cosa. Ha detto che avrebbe spiegato solo un piccolo esercizio di concentrazione, in quanto utile ai fini del lavoro scolastico, e di scordarsi i mantra o il muro bianco degli zen. "Svuotate il banco."

Hanno fissato per 60 secondi un oggetto messo sul banco. La gomma, un astuccio, un pacchetto di fazzoletti, un evidenziatore, un portachiavi. Si sono impegnati sul serio. Io osservavo i volti. Mimosa a un certo guardava me, Wonder Woman si grattava la testa.

Poi hanno provato col banco vuoto. Occhi aperti. Occhi chiusi. Occhi aperti. Molto bello da vedere. Un gran silenzio. Visetti sereni. Anche il collega di sostegno ci si è messo. Pover'uomo. A volte, a forza di lavorare insieme, finisco a pensare che gli voglio anche bene.

Abbiamo commentato insieme le sensazioni fisiche, le distrazioni mentali, il flusso di pensieri. L'Avvocato: "Io veramente pensavo se la segreteria era aperta, per andare a chiamare per l'autorizzazione di oggi pomeriggio."

Erano affascinati. Ovviamente ne volevano ancora. Ho detto che non sono cose da prendere alla leggera e che non voglio trovarmi un genitore ad accusarmi di indottrinarli al buddhismo. Ma adesso, mentre scrivo, mi viene in mente che oltre ai mantra esistono i sankalpa e quelli, lo sanno bene anche nelle grandi aziende moderne, servono a motivarsi, a focalizzare, a essere efficaci. Proverò a proporne alcuni. Anzi, farò i bigliettini e ognuno si sceglierà il suo. Va beh. Fingiamo sempre di non sapere che ho passato metà delle vacanze di Pasqua a lavorare e che domani è l'ultimo giorno utile per esercitarsi prima delle maledette Invalsi online, e pensiamo al futuro. Per il momento ho detto loro che non ho niente contro il far vedere alcuni esercizi yoga utili al lavoro scolastico, così come anni fa ho fatto vedere l'albero a una classe che affrontava un momento di paura di tutto.

"E com'è l'albero prof?" sono scattati. "Eh, bisogna levarsi le scarpe, per farlo bene..." Voci maschili indignate: "Ah no no, allora no." "Ma non adesso, non oggi, veniamo una volta che ci siamo accordati, coi calzini puliti e i piedi appena lavati, uffa come siete anche voi però... dai, una volta ci mettiamo d'accordo e lo proviamo." "Ma non ce lo può far vedere lei intanto?" "Sì ma mi serve un..." "IO!!!!!" ha urlato Belzebù, e si è teletrasportato al mio fianco vicino alla cattedra. Non l'ho neanche visto, tanto s'è mosso in fretta. E ci siamo bilanciati, prima su un piede poi sull'altro, sotto lo sguardo attento dei suoi compagni. "Cosa fa la tua gamba, R.? Sta ferma?" "No, trema!" "E va bene così, altrimenti saresti già caduto..."

Ho spiegato loro che se vogliono capire cosa si intende per flusso mentale devono provare shavasana, che fa paura a un sacco di gente. Per il nome (e infatti i maestri spesso la chiamano, gentilmente, in sanscrito, o con una pseudotraduzione tipo "posizione del riposo" o "della quiete", quando i due nomi tradizionali sono "posizione della morte" e "posizione del cadavere", e io alle mie alunne lo dico: pensate a quando tutte le cose per cui vi incazzate oggi non saranno più affar vostro). E perché la mente non sta ferma un attimo. E ho detto loro che alcuni in shavasana si alzano, si agitano, si fanno venire l'ansia, o piangono, o dormono. Hanno capito benissimo.

"Se volete, la prossima volta che abbiamo tempo dopo un periodaccio di prove, ci portiamo un telo per sdraiarci, ci esercitiamo un po' sulla concentrazione e ve lo faccio anche fare, il cadavere, insieme ad altre piccole cose come l'albero, che ci insegnano qualcosa sulla fiducia in noi stessi."
"Sì ma prof" è spuntato Belzebù, tornato al banco, dove evidentemente stava rimuginando da un pezzo su un problema più estetico che igienico: "il pavimento è sporco, se mi metto in calzini poi mi fa schifo rimetterli nelle scarpe..." "E noi ci portiamo un paio di calzini apposta per fare yoga, no?" "Giusto, prof" mi ha detto, guardandomi come fossi una grande saggia.





mercoledì 5 agosto 2015

D(')estate

Castagna sta sperimentando la prima estate della sua vita quasi interamente passata in città.
Data la sfiga galattica che affligge i suoi spostamenti (macchine rotte/rubate/ritrovate distrutte/nuove che si guastano/sostitutive a singhiozzo) non ci giura, che la settimana prossima riuscirà finalmente a togliersi dalla rovente Padania.

Se ci riesce a livello logistico, spera di riuscirci anche a livello di testa.

Ma sappiamo tutti che anche la marmitta mentale, il carburatore psicologico, il radiatore emotivo, sono a rischio di mollarci strada facendo.

Non va bene, ecco. Continua, da troppo tempo, a non andare bene.

Non esiste più limite all'insonnia, che ormai mostra il giro completo dell'orologio. Non esiste limite ai luoghi in cui ci si può mettere a lacrimare in silenzio, ma il supermercato e il centro commerciale si confermano i più rischiosi. Non esiste una fine agli scambi di messaggi notturni con Sanguedelmiosangue che, pure lui, passa una fase di curve sentimentali niente male.

La domanda "dormi?" su Whatsapp ormai compare alle tre, alle quattro, alle sei meno venti. Stanotte anche Grande Pagliaccio, che dormiva con suo figlio durante una delicata fase di spannolinamento notturno, alle 03.17 era online, causa pipì preventiva.

Peraltro, i desolati amici di Castagna ormai stanno pian piano cedendo le armi. Il lungo viaggio dell'Uomo alla ricerca di se stesso continua, e Castagna ripete ormai all'infinito le stesse cose, per mancanza di nuovi elementi. Come aiutarla, dato che il consiglio più spesso fornito: "ma mandarlo tu a fare in culo no?" viene recisamente respinto? Come sostenerla, visto che deve per forza di cose aggrapparsi a singole frasi, a brevi gesti spesso contraddetti da tutto il resto della situazione e del comportamento? Come sollevarla da tutto il suo indefesso rimuginare, se anche dormendo il suo stanchissimo cervello PENSA? Non sogna. Pensa.

Avete presente quando andate a dormire con un problema che non avete risolto, e al mattino la soluzione è di fianco alle pantofole, subito davanti ai vostri occhi? In un memorabile, deprecabile caso, tempo fa, una notte sono andata a dormire con il dilemma di dove incontrare una persona senza compromettermi, e contemporaneamente con in testa la scaletta di un'attività scolastica da gestire il giorno dopo, e al mattino le due istanze diverse si erano incontrate, piaciute, e riprodotte, figliando una soluzione che le metteva a posto tutte e due.

Ecco, mi succede una cosa del genere. Il mio cervello si spegne come per un blackout dopo un'intera giornata di pensieri e domande, e al mattino mentre apro gli occhi il filo del discorso è già lì che prosegue. Solo che in queste mattine aride e grigie non c'è la soluzione, perché quella purtroppo non dipende da me.

O forse sì.

Il punto è. Okay. Ci siamo fatti male oltre ogni possibile perdono. Ma siamo qui a parlarne. Siamo qui, anche se tra me e lui ci sono chilometri e ore intere di silenzio: la giornata non passa mai senza un contatto. Il colpo di pinna della megattera sull'acqua. Per guidare il piccolo che la segue nelle mostruose, assordanti correnti oceaniche.
Non sappiamo se ci sia, la soluzione.
Ma io ho tre certezze, molto accartocciate e sgualcite, ma imperiture. Sono sua moglie, questa è la nostra famiglia, e non è ancora finita. Quindi su queste devo puntellarmi per non sprofondare nelle sabbie mobili.

Pertanto,

Io sono qua. Ora mi sposto qualche giorno, per riprendere le forze, e lui sai che le vorrei riprendere standogli vicino, e che ora non possiamo. Ma sono qua. Qua mi troverà. Contraddizioni, difetti, paure e sbagli compresi. Ma troverà anche quello che sono diventata, una volta messa di fronte al reale rischio di perderci.

E un'altra cosa. La Princi. La Princi sta per scendere in campo. Dopo aver mantenuto una regale, sdegnata neutralità, per settimane, ieri è sbottata.
La mia tigre.
Il mio drago dell'antica Valyria.
Se non ci riesce lei, a fargli VEDERE cosa succede, non so chi altro.

La settimana prossima saranno in vacanza loro due soli, in montagna. Davanti al grande, divino monte dal fianco geometrico che io venero da quando riesco a ricordare. Sotto i tramonti al confine francese, con il suono del vento tra i pini, con il profumo delle piante selvatiche.

Io sarò nel mio Tibet, spero. Altri colori, altro paesaggio. Vivo nel terrore che mi diano la stessa stanza dove, anni fa, abbiamo festeggiato rumorosamente, in una notte calda, il suo passaggio in ruolo. Ma sentirò la sua mancanza in ogni dove. Poco cambia, in effetti, il letto in cui dormo.

Poi torneremo qui. Chissà se uguali o cambiati. Chissà se in due, in tre, uno solo, una sola. Chissà.

L'altra sera, con la Tipa, si messaggiava di concerti degli U2 e di andarci noi ragazze quarantenni, o di mandarci Princi e Cuba Caliente (eh già... poi vi aggiorno) e di chi è possibile, ahimè, incontrare a un concerto del genere. "Ma in tutto una stadio???" inorridiva lei. E io: "Ma no dico ma ce l'HAI presente la sfiga che ho?"

La Tipa insisteva. Io le confessavo che adesso, no, ma proprio NO, sentire Bono cantare Stay, If God would send his angels, Staring at the sun, e peraltro nemmeno il repertorio precedente, With or without you, Where the streets have no name, All I want is you. Che, scherziamo? Ma se a me viene voglia di suicidarmi al solo sentire una suoneria di cellulare  o il jingle di una pubblicità.

E si parlava di gente che non si fa problemi del genere. E io dicevo che no, non esistono solo gli uomini che non si fanno problemi. (Io in particolare ho una chiarissima capacità rabdomantica di individuare solo quelli che se ne fanno troppi: un giorno vi racconterò di Bon Jovi, il mio flirtino sulla nave, quando avevo 17 anni. Fin da allora si vedeva che io, uno che si buttasse a capofitto senza paracadute, non lo avrei mai incontrato, e che dei due, nella coppia, quella che quando parte per la tangente si lancia davvero, sebbene nella quotidianità sia una palla di fobie e paturnie varie, sarei sempre stata io.)
Da lì si passava a parlare del credere nei miracoli. Celo. E nell'amore cieco. Celo. E nella passione travolgente. Celo, celo, celo.
Finchè mi usciva la seguente definizione: "Io ho scoperto che ci credo tantissimo [nell'amore]. Non come idea, proprio come forza che muove la natura. Tipo il vulcanesimo"

Sarà per quello che confido nel potere dei luoghi. Dei monti. Delle campagne toscane.

Mah. Magari resterò sola come un cazzo di inutile cane sull'autostrada, ma di certo non smetterò di avere una fervida immaginazione. Infatti ho ripreso a scrivere. Almeno quello.











lunedì 2 aprile 2012

Essenziale

Anche questa settimana niente Tibet.

Non è una cosa che mi capita spesso, ma non c'erano i soldi, questo mese. E poi qui c'è tantissimo da fare, e lo so che non ci credete perchè sono sempre chiusa in casa, ma giuro, ho lavorato, e non solo alla roba di scuola, per quanto sia la parte assolutamente preponderante, da diverse settimane. E' che io, sappiatelo, sono una fucina di molte cose, tante restano solo accenni, tante restano solo mie e gli altri non le vengono mai a sapere, tante però portano frutto, alla lunga.

Così, per esempio, ora mi aggiravo per casa pensando niente Tibet, però un momento, mi sono guardata dal di fuori: ho addosso una comoda combinazione da casa consistente in una camicia da notte lunga e un paio di pantaloni da pigiama, che sembra una tenuta indiana, in mano ho una tazza di tè nero non zuccherato, di là sta cuocendo del riso e io sto riflettendo, in modo non avete idea quanto applicativo, sulla pazienza e sulla non violenza.

Siamo proprio sicuri che ho ancora bisogno di prendere la macchina e guidare più di tre ore, per arrivare in Tibet?

domenica 1 gennaio 2012

E anche quest'anno è andata, dai

Ecco il momento migliore della serata di Capodanno: rientrati a casa.

Tranquillizzati cane e gatta, che devono aver sentito meno botti del solito, ma comunque erano molto afflitti.

Bevuta una tisana calda, acceso un incenso al limone, sistemata sul divano (l'Uomo dorme da solo, russando come un orso asmatico: c'ha una ciucca generosa, stasera, anche se come sempre non intende ammetterlo; ma va bene, è Capodanno, guidavo io che ho toccato un dito di spumante, di pessima qualità, e un sorso di liquore al gianduia, disgustoso, in tutta la sera, solo che come altre volte l'alcool lo rende litigioso e adesso si è innervosito bestialmente perchè gli ho detto che russava. Di solito mi abbaia "ma cosa russavo, che non dormivo nemmeno!!!" ma stasera non ha fatto in tempo, perchè mentre protestava si è riaddormentato).

I gatti mi si piazzano vicino ma non addosso, c'è silenzio, tra un pochino prenderò in mano il romanzo di Amado e mi schianterò anche io.

Domattina una passeggiatina col cane fino al Bancomat, per ricaricare il cellulare e rispondere agli auguri.

Anche quest'anno ne siamo usciti, se Dio vuole.

martedì 19 luglio 2011

Midsummer

Eccoci qua.

Ufficialmente passati dalla fase "sono in aspettativa a preoccuparmi come una pazza delle mille sfighe familiari" a "beh, almeno all'Uomo qualche giorno di vacanza facciamoglielo fare".

Così siamo fuggiti tre giorni in montagna e al ritorno sembra ancora più INCREDIBILE. Cosa? Tutto: il fatto che io divida la mia vita come la sto dividendo, i due cellulari (uno uso lavoro uno uso contatti umani desiderati e gradevoli) che ho acquistato (tranquilli, può sembrare consumismo sfrenato, ma io sono legata per ragioni balistiche al modello base della Nokia, quello che costa 29.90 e può cadere dal salto Angel e rimbalzare sulle rocce senza rompersi, spegnersi nè scheggiarsi. Infatti il bell'oggetto da ben 39,90 che l'Uomo mi aveva costretta a comprare l'ho distrutto e ho dovuto sostituirlo), il fatto che i miei partano per la campagna (effetto stress sulla figlia pari al 175% dello stress precedentemente presente, dato che in campagna NO, NON C'E' il pronto soccorso migliore della città a cinque minuti dalla porta di casa, come e Genova), il fatto che siano esattamente 44 giorni che non faccio lezione a nessuno nè partecipo a qualsivoglia riunione, il fatto che un giorno, comunque vadano le cose con la salute del padre e la sua testa di piombo, la salute della madre e le sue esigenze, l'assegnazione o meno dei permessi della famigerata legge 104, le mie difficoltà ormai praticamente cosmiche nel mangiare e dormire come le persone normali, dovrò effettivamente tornare a lavorare.

Per migliorare il senso di straniamento dalla realtà, vi dirò che devo partire per il mio Tibet toscano tra tre giorni e, nell'andarci, passare sia all'andata che al ritorno in una città che commemora il decimo anniversario del G8 e dove mio marito mi deve aspettare. E sappiate che, in uno di quei palazzi alti che vedevate sullo sfondo durante gli scontri con i black bloc, con sedie bruciate lacrimogeni gente ammassata sulla scalinata a rischio di far crollare la ringhiera, ci abita la Zia Buona.
Noi invece a Genova abitiamo proprio nel quartiere in cima a quella scalinata.

...subito sotto la scuola Diaz.

E menomale che vado in Toscana a depurarmi lo spirito dal buddhisti e a pensare alla non violenza.
Perchè a casa mia la settimana scorsa c'è stato il seguente dialogo:
Io (che all'epoca del G8, lo ricordo, volevo andare a sfilare, precisamente il 19 luglio, nell'unica manifestazione che i giornali non hanno mostrato perchè è andato tutto bene e pacificamente): "Non è che il pestaggio alla scuola Diaz faccia di Giuliani un eroe. Giuliani era un tizio con un passamontagna in faccia e un estintore in mano e mi fa incazzare chi lo tratta da vittima. Ma che mettano delle molotov apposta nella scuola e pestino a sangue giornalisti e ragazzi accampati in piena notte, beh, diciamo che io a inneggiare a Giuliani non ci andrò mai, ma due sassi alla polizia, in questo caso, potrei anche tirarglieli."
Mio padre (stimato medico borghese novantenne di moderatissima sinistra): "Sì, anch'io."

Come dire che, perlomeno, questo tipo di lotta generazionale non l'ho mai dovuta affrontare, a casa mia.

mercoledì 25 maggio 2011

Buddhist stuff this way

Ciao gente,
una comunicazione di servizio dal mio divano di dolore (lasciamo perdere: non vedo l'ora di tornare a lavorare, da malata chiusa in casa ho fatto quattro miliardi di cose, mi sa che mi riposo di più a scuola).

Visto che stavo sviluppando l'insana abitudine non solo di cianciare di tutto e di più, ma anche di rompervi anche le palle col buddhismo, e visto che qui ormai con le faccende buddhiste si è proprio presissimi e quest'estate sarà pure peggio, vi segnalo una nuova creatura (HA! si sente la Frenci esclamare in sottofondo):

passisullaghiaia.blogspot.com

così almeno di qua restiamo sullo scolastico amichevole e di là approfondiamo, se a qualcuno fa piacere, senza fare strane mescolanze.

Se passate siete i benvenuti, ma, come ho detto, trattasi di blog fortemente tematico, se non interessa è una perdita di tempo.

Per chi si fosse affezionato alle Lune di Castagna e ai consigli lunatico-tibetani, nel nuovo blog ci sarà il link al calendario dell'FPMT.

E dalla redazione di auleintempesta è tutto.
Vado a spararmi dell'altra acqua puzzolente delle terme su per il naso, che è la cosa che ha funzionato di più per guarire.

Besos

lunedì 9 maggio 2011

Parlando d'altro 2: not yet married

Il fatto è che lo Zio Occhiblu e la Zia Mandrogna sono battisti. Non acquazzurra acquachiara, nana-na-nan-naa, ma protestanti. Sono pertanto battisti anche il Cugino Mandrogno e il Cugino Gervaso.

E invece la Mela Pausina è cattolica.

Io ero entusiasta all'idea di vedere finalmente un matrimonio interconfessionale.
Era una cosa carina: gli inni, le letture, il pastore e il prete insieme a celebrare.

Finchè la madre di lei non ha scoperto che, date le differenze dottrinali relative all'Eucarestia, verrà celebrato il matrimonio ma non si farà la comunione.

Guerra santa. Jihad. Crociata. Morte all'infedele, al rogo gli eretici.

Poverini, il Cugino e la Mela avevano una faccina devastata, sabato, blateravano con amarezza "ma potevamo sposarci in Comune anche noi?".
Ho istantaneamente deciso che avrei dedicato tutto il 28 maggio ad essere la miglior cugina acquisita che la Mela possa mai acquisire sposandosi e l'avrei coccolata e confortata tutto il tempo, se necessario.

L'Uomo ha cercato di consolarli dicendo che noi siamo sposati solo civilmente e ci riserviamo di fare un rito buddhista (metteva un po' il carro davanti ai buoi, anzi, nel nostro caso metteva il carro davanti ai criceti, dato che nessuno qua ha mai detto che io sono diventata buddhista e niente fa supporre che lui lo diventi). Io ho minimizzato dicendo che il buddhismo non prevede un rito matrimoniale.

Ma poi ho pensato: però la cultura tibetana e indiana il matrimonio lo celebra.

E guardate cos'ho scoperto!!!!!!!!!!!!

Ditelo che ora volete diventare buddhiste tibetane tutte quante.

(All'Uomo non l'ho ancora fatto leggere. Mi pare che per il momento ci siano sufficienti problemi di integrazione religiosa nella sua famiglia, non voglio impensierirlo.)

mercoledì 27 aprile 2011

Che bello...



...correggere le prove di Letteratura (ben fatte) della mia prima buttata sul letto in una stanzetta mansardata, con il cugino che si indigna degli errori di ortografia dei miei gioielli, il cane che sonnecchia beato nella borsa/cuccia e fuori tutta la campagna toscana. Che al mattino, cavoli, TUTTI gli uccellini del mondo fuori dalla finestra intonavano il coro dell'Aida e dopo le sei per dormire ci volevano DUE cuscini sopra la testa.



A seguire foto di Pomaia.

domenica 27 marzo 2011

SOS primo chakra

Non mi girano i chakra, gente. O meglio, mi girano in modo incontrollato.

Ho il Muladhara completamente disarmonico. Infatti da venerdì sera mi sento male. Mi s'è inceppato il rapporto con la terra, il cibo, la sopravvivenza materiale. Menomale che l'Uomo ha scelto questo weekend per mettersi a dieta. Pensa se mi toccava anche cucinare.

Ho un sacco di roba repressa che si agita dentro, a livello ormai non più inconscio. Altro che rapporto armonico con la terra.

Va beh. Oggi
,
Le lune di Castagna
calendario lunare per simpatizzanti buddhisti e tibetani d'adozione

prevede che ci siano poca forza e scarsa salute (e infatti). Siamo in Capricorno, quindi curatevi pelle, unghie, capelli e state attenti a non prendere freddo.

Domani invece è un giorno d'acqua, favorevole, per i Tibetani, e non bisogna tagliarsi i capelli. Indossate bianco e giallo per la pace e il progresso, lavatevi bene e ricordate gli otto precetti.
Come calendario lunare invece vi segnalo che siamo sempre in Capricorno.


Già che ci sono, mi permetto di darvi anche qualche altro tip, di tipo decisamente più meridionale rispetto alle mie solite dritte tibetane;

Passaggio in India
ovvero Coccoliamoci i chakra

Il primo chakra, Muladhara, si riattiva stando all'aperto, a contatto diretto con la terra, possibilmente al tramonto. Tutte le musiche tribali con percussioni e ritmi ripetuti hanno un effetto stabilizzante su di esso. Il colore da indossare, da far prevalere nel cibo e nelle bevande e da contemplare è il rosso, possibilmente con una punta di blu. Anche indossare una pietra come agata, diaspro o rubino, e fare aromaterapia con profumi e oli al cedro o al garofano, pare faccia bene. Fate yoga, nel senso proprio delle sequenze di posizioni, e statevene un po' seduti in posizione del loto, che simbolicamente mette il chakra (situato sotto gli organi genitali) a contatto con il pianeta.

A me, ieri m'è finalmente rimasto, complici i disturbi di salute, il tempo per studiare un po'. E' anche per quello che son riuscita a leggermi qualcosa sul povero Muladhara. Oggi invece mi toccano le prove dei ragazzi e un bel calendario delle cose da fare in aprile, che prevedo mi costerà una discreta sudata.
La settimana prossima è letteralmente un incubo di impegni. Spero che mi scenda almeno la febbre quanto prima.

Buona domenica.

sabato 19 marzo 2011

Il giorno dei prodigi

Beh, buona festa del papà.

Qui le cose vanno. Non bene, anzi, ma vanno.

Non ho tempo di spiegare, parto per Genova tra mezz'ora, ma ci tenevo a darvi la vostra puntata di


La lune di Castagna

calendario lunare per simpatixzanti buddhisti e tibetani d'adozione

anche perchè oggi è una ricorrenza particolare.

La giornata di oggi 19 marzo è per i buddhisti il "giorno dei prodigi" intendendo con ciò l'anniversario di una giornata in cui il Buddha fece numerosi miracoli per convincere i suoi ascoltatori della bontà delle sue dottrine.
Dal punto di vista tibetano, è una giornata di purificazione in cui assumere gli otto precetti per intero e anche dedicare preghiere al Buddha della Medicina (Shakyamuni, Sangye Menla per i Tibetani) e non mangiare assolutamente carne.
Vestitevi di bianco e/o giallo e siate molto puliti!
Non usate medicinali, possibilmente. Domani non tagliatevi i capelli.

Parlando della posizione della Luna, invece, siamo in Vergine oggi e in Bilancia domani: per cui, oggi, copritevi, mangiate leggero, domani invece bevete molto e proteggete gli occhi.

sabato 5 marzo 2011

Tashi delek!

Le lune di Castagna
almanacco lunare per simpatizzanti buddhisti e tibetani d'adozione


Ecco, ho fatto un pasticcio, vi avevo preparato tutto bene un post con diversi giorni, e credevo di averlo pubblicato, invece mi s'è spento il computer mentre stavo pubblicando e poi, i giorni successivi, ho fatto tutto così di corsa che mi son scordata di andare a vedere se c'era o non c'era. E non c'era.

Beh, sappiate che:

- Il primo marzo era Luna in Capricorno, come a dire che se avete patito il freddo è perchè dovevate coprirvi, ma ve l'ho detto in ritardo, scusate.

- Non dovevate sognarvi di tagliarvi i capelli per tutta la settimana. L'avete fatto? Peggio per voi.

- Se vi sentivate molto tibetani, sappiate che giovedì era giorno di purificazione, quindi avreste dovuto assumere i voti monastici interi (cioè digiuno vero e proprio e... rullo di tamburi... CASTITA'!!!)
So che all'idea della castità molti di voi fanno una leva, ma dicendovelo dopo ottengo il risultato che, se per caso siete stati orfani di attenzioni sessuali dal partner per ventiquattro ore tra mercoledì e venerdì, almeno vi consolate pensando che in quelle ore migliaia di osservanti buddhisti erano nella stessa situazione, e per scelta, loro. Poi ci sono anche quelli che non devono scegliere, fortunati, no???
Lasciamo perdere... Quanto manca ancora alle vacanze di Pasqua??? Sì... Troppo, ecco. Okay, torniamo a noi. Vi ho trascurato, dicevo, privandovi di informazioni importantissime, tipo che non dovevate trombare giovedì.

Per farmi perdonare il disguido, ecco a voi i miei migliori auguri per il Capodanno Tibetano, che se non lo sapevate è oggi, inizio dell'anno 2138, anno del Coniglio di Metallo.
TASHI DELEK a tutti!!! (Roba traducibile con un giro di parole complesso, ma alla fin fine vuol dire: "buoni auspici"! In pratica, una versione buddhosa di "tanti auguri".)

Insomma, se fossimo Tibetani daremmo con oggi inizio a 15 giorni molto importanti per la nostra liturgia. Rispetteremmo i precetti tutti i giorni fino al 19 marzo.

Ne approfitto per ricordarvi i cinque precetti base del laico buddhista: non uccidere, non prendere cose altrui, non mentire, non avere condotta sessuale scorretta e non prendere eccitanti. A cui, nei giorni di precetto, si possono aggiungere non mangiare dopo mezzogiorno, non indossare ornamenti o profumi, non sedere comodamente o su sedili alti (cioè essere umili).
Nei giorni più importanti i precetti vengono resi più severi: castità, digiuno, e zero intrattenimenti (niente musica, spettacoli, ballo).

Comunque. Il Losar viene festeggiato con parenti e amici e pregando. Il quindicesimo giorno è detto "giorno dei prodigi".

Nella pratica, sarebbe il giusto momento per disintossicarsi da caffè e sigarette (15 giorni dovrebbero portare a un certo equilibrio). Fatto salvo che mentre alla singola sigaretta neanche quotidiana posso certo rinunciare, e l'alcool l'ho abolito anni fa, nessuna forza dell'universo potrà mai convincermi a fare a meno del caffè in piena stagione lavorativa. Io comunque ve lo comunico, non sia mai che vi serva saperlo, che qualcuno voglia provare.

Altre notizie.
Oggi 5 e domani 6, Luna in Pesci: a maggior ragione, non assumete roba chimica o sostanze nervine. (Voi. Io sono stata senza caffè ieri per un caso e stamattina ero in crisi depressiva, oltre ad avere un mal di testa abominevole.)
Poi fino a mercoledì Luna in Ariete: bevete, curate gli occhi e non stressatevi. (Voi. Io ho una probabile epifania del Danno lunedì, da gestire durante un incontro con la Polizia Postale, poi ho sicure grane lavorative all'ordine del giorno, da picchiarmi online con la domanda di trasferimento, e i quadernoni di 40 persone da riordinare.)

Nel frattempo se simpatizzate col Tibet sappiate che domani, martedì, mercoledì e giovedì dovete indossare il solito bianco o il solito giallo, che a parte martedì i prossimi sono tutti giorni favorevoli al successo in vari campi, e che non potete ancora tagliarvi i capelli fino a lunedì.

sabato 19 febbraio 2011

Come promesso

...anche se un po' in ritardo, perchè oggi ero a Paesino di Sogno non da prof ma da turista, a recuperare il S. Valentino che non abbiamo potuto festeggiare causa influenza dell'Uomo.
Con una mangiata di trippa, nel suo caso, e un delicato flan ai carciofi seguito da ravioli di spinaci, nel mio.

Una parentesi serena di coppia nel marasma di una settimana pienissima e subito prima di una settimana allucinante. Tra corsi, recuperi coi ragazzi, riunioni, commissioni disciplinari e progetti, dormirò a Scuolina Rosa, praticamente.

Per farmi perdonare vi metto già le lune di domani, così prendete provvedimenti...

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Le lune di Castagna
almanacco lunare per simpatizzanti buddhisti e tibetani d'adozione


Oggi 19 febbraio la luna è in Vergine, quindi si consiglia di coprirsi e di mangiare leggero.
Secondo i Tibetani è un giorno sfavorevole per l'umore.
E' giorno in cui non bisognerebbe tagliarsi i capelli nè costruire.

Nella giornata di oggi i buddhisti celebrano le offerte del fuoco e rispettano gli otto precetti. Indossare abiti bianchi favorisce la pace, indossare il giallo favorisce il progresso.

Domani 20 febbraio la luna è sempre in Vergine.
Secondo i Tibetani è un giorno favorevole al successo materiale.
E' giorno in cui non bisognerebbe tagliarsi i capelli.

Anche domani i buddhisti celebreranno le offerte del fuoco e rispetteranno gli otto precetti. Indossare abiti bianchi favorisce la pace, indossare il giallo favorisce il progresso.

lunedì 24 gennaio 2011

Tornata dal Tibet

Lo so, sono fatta male, ma io tendo a credere veramente di essere in Tibet (e siccome stavolta ha anche nevicato, era abbastanza plausibile) quando vado a Pomaia. E infatti, come chi è veramente stato in un paese lontano, al mio rientro somatizzo un po' di disagi gastrici (ma forse è la cucina ultravegetariana e un po' tanto ruspante del monastero) e anche un discreto jet-lag.

O forse è che stavolta non volevo proprio tornare. Non che non mi vada bene quel che ho qua, ma quel che stavo facendo là mi appagava immensamente.

giovedì 6 gennaio 2011

Bene, bene

Due note flash, meglio, tre.

1) Domani vado a rivedere, dopo tre anni, la casa dei miei sogni. Che è tornata in vendita. Giusto mentre io compivo il terzo anno in cui mi mangiavo le mani per non averla comprata.

Commento di SDMS alle foto online: "Comprala. Subito."
Se c'è una certezza nella mia vita, è: Mio Cugino Mi Capisce.

Stasera, sempre SDMS, per telefono: "Prendila, eh? La prendi?"
Risposta mia: "Il problema grave è che io l'ho già presa. Cioè, sono tre giorni che non penso alla casa, penso alla cifra che posso metterci come acconto per bloccarla. Ma devo essere fredda, fredda e razionale, guardarla con occhio critico... e poi... ah sì già, magari parlarne con mio marito."


2) Non sto correggendo un belin di niente e mancano tre giorni alla ripresa della scuola.
Alzino la mano tutte le prof blogger che sanno cosa intendo.

3) Non studiavo così intensamente dai tempi dell'università. Sono molto stanca, nel senso che mentalmente studio anche mentre cucino, mi lavo e dormo. E ho quindici giorni di tempo per completare il modulo. Ma è proprio bello questo corso, e poi adesso apre a Genova il nuovo centro che dipende dall'Istituto, e a una piacevole passeggiata di distanza da casa mia e dei miei. E a febbraio posso andare in ritiro in una specie di nido di meraviglie in mezzo alla campagna toscana. Ciò è molto, molto, molto rasserenante.

venerdì 29 ottobre 2010

Per un pelo

Che frullava nella testa di Castagna, ultimamente, che non ve lo poteva dire, nemmeno a voi indiscutibili, fidati e spesso adorabili blogamici?

No, non sono incinta.
No, non sto per lasciare l'Uomo e scappare a vivere a Hanoi con un peacekeeper E un reporter d'assalto (questa la capisce solo SDMS, ma è meglio così).
No, non ho fatto (ancora) la follia di andare fino a una località qua vicino, quella dove anni fa ho visto LA casa della mia vita (e, cretina, non l'ho comprata), inginocchiarmi nella ghiaia del cortile e supplicare i proprietari di vendermela in cambio di tutto quel che possiedo, incluse le mie mutandine, quelle rosa coi coni gelato, verso le quali sono molto possessiva.

Dunque, dovete sapere che io sono iscritta a Psicologia da soli otto anni, nel corso dei quali ho dato un esame solo e per circa cinque non ho neanche provato a pagare le tasse. Dovete altresì sapere che non mi sono mai trasferita a Torino come da programma dell'ottobre scorso, perchè in realtà ho realizzato che quando studio Psicologia mi dimentico quel che studio, quindi evidentemente non me ne frega molto.

In compenso, voi lo sapete, a me piacciono la letteratura, le lingue straniere, la geopolitica e soprattutto la storia.

Nel senso che vado pazza per cose che agli altri non muovono un pelo, tipo tutto quello che viene dal passato, dalle conchiglie preistoriche che la Daisy scava fuori lungo le colline astigiane all'unica colonna infame che abbia mai visto, a Genova in via del Campo.

La storia è stupenda perchè, per quanto la studi, ogni volta che spiego, leggo o approfondisco un argomento penso che non ne so ancora abbastanza.
Quindi, per quelli come me, è come il sesso con qualcuno che ti piace da impazzire: appena finisci, ricominceresti.

Ma la storia è tanta e ognuno degli appassionati, come ben sanno gli Evangelisti di Fred Vargas, ha la sua fissa.

Io sono felice negli scavi preromani, allegra nei teatri romani, mediamente contenta nelle chiese barocche, entusiasta sulle vestigia della storia del Novecento, abbastanza di buon umore nei luoghi delle battaglie risorgimentali.
Ma il paragone col sesso mi viene in mente soprattutto se penso alla storia medievale.

Cioè, lo so, prendetemi per una noiosa, brutta, grigia secchiona con una noiosa brutta grigia vita e due noiosi occhiali da vista (non sono nè brutti nè grigi, sono di Chanel e li adoro).
Ma la verità è che sulle mura del castello di Warwick, ai piedi di Santa Maria del Fiore, in uno scriptorium cluniacense o, Dio ne scampi, negli edifici delle antiche università come Cambridge o la Sorbona, io sono letteralmente trasfigurata e non mi rendo più conto di niente. La povera Tipa quando girava l'Inghilterra e la Scozia con me doveva sempre tornare a prendermi in qualche sala di castello o museo nella quale mi ero dispersa e anche Anima Lunga, il mio migliore amico di una volta, ne sa qualcosa: una volta a Firenze ha commesso lo sbaglio di portarmi a vedere una raccolta di manoscritti del Quattrocento. Ho letteralmente sbavato sulle teche e mi ha dovuto trascinare via prima che mi arrestasse la buoncostume.

Uno dei più interessanti romanzi di Chrichton che abbia letto parla di un viaggio nel tempo di alcuni ricercatori, al termine del quale, quando è il momento di tornare indietro, uno storico del Medioevo si rifiuta perchè sta più a suo agio nel mondo medievale che in quello contemporaneo, tanto lo conosce e lo ama. Inutile dire che io farei sicuramente lo stesso. Da quando vivo a Asti e inciampo nelle torri medievali e nelle antiche tradizioni contadine ogni due passi, lo penso più o meno sei volte al giorno.

Insomma, complice la presenza di Sanguedelmiosangue che preparava Storia Medievale, stavo per iscrivermi a Storia anche io.
A Genova, perchè se non lo sapeste a Genova la facoltà di Storia è popolata di ottimi docenti, molti dei quali io conosco per aver fatto corsi mentre studiavo e durante la specializzazione.

Anzi, mi ero preiscritta. E mi ero preiscritta anche al corso sul buddhismo online dell'ILTK. Ho fatto la rinuncia agli studi a Psicologia. E giovedì avevo preso ferie per andare in segreteria a Genova, consegnare la fototessera, la certificazione del diploma, ecc.

Poi mi sono fermata. Anzi, a fermarmi è stato un commento di Minerva. Che, alla notizia del corso sul buddhismo, ha commentato dicendo: ma quante cose fai?
Va beh, lei è una ragazzina, le sembra chissà cosa, conosco gente che fa molte più cose, ho amici che fanno tre lavori e anche l'Uomo ormai rientra in tale categoria.
Questo è quel che ho pensato subito.

Poi ho messo a fuoco. La scuola. Il cinecircolo. Il buddhsimo. La mia proverbiale pigrizia, il rimandare continuamente, gli otto anni di iscrizione a Psicologia, il fatto che non trovo mai il tempo di andare dal dentista o dal commercialista anche se ne avrei bisogno. Le ore di sonno perse che, a quasi trentacinque anni, mi si ritorcono contro come boomerang e mi falciano le ginocchia.
Il tempo che passo con l'Uomo, che è pochino. Le mie amiche, che non vedo da una vita.

Ummm.

Non starò cagando fuori dal bolacco, come dicono a Genova? (excuse my zeneize)
E ho pensato, non in piemontese però: ma gaute la nata. Ma a chi la racconti. Giusto Minerva che è giovane come l'acqua si può bere che tu ti ci faccia stare tutto.

Così ho sospeso la decisione.
In compenso, avendo la giornata libera, mi son dedicata ad aprire, scaricare e ascoltare i materiali online del corso dell'ILTK. Che è strutturato come un corso universitario teorico e pratico, dura due anni e prevede 14 moduli, con esami brevi e esame finale, oltre a qualche sessione speciale di pratica da fare a Pomaia e a Riparbella.

E così ho scoperto che c'è una bibliografia per tutto il corso e una per ogni singolo modulo. E che il solo primo modulo richiede:
- la lettura e lo studio di dodici testi
- l'ascolto di tre cd di insegnamenti e esercizi sulla meditazione
- cinque diverse pratiche di meditazione da imparare e ripetere

Per tacere del materiale del modulo in sè. Che è considerato di base, in quanto corrisponde a quello che si fa di persona se si frequentano i weekend all'Istituto. E prevede:
- l'ascolto di 4 file audio di quasi due ore l'uno, contenenti gli insegnamenti dati da Patrick ai partecipanti
- la pratica di due tipi diversi di meditazione di cui vengono date le istruzioni audio
- la lettura e lo studio delle dispense (91 pagine, e a dare una scorsa sono anche difficili).

Minchia, 'sti Tibetani. Lo avevo detto che era una cosa seria, ma non immaginavo quanto. E peraltro, promette di essere anche questo un campo di sapere sterminato, nel quale tuffarsi e rituffarsi senza averne abbastanza per molto, molto tempo.

A questo punto, devo dire una cosa.

Grazie, Minerva. Mi hai fermata in tempo.

giovedì 28 ottobre 2010

Un Lama di luce

E come se non bastasse, gironzolando su FB scopro che non è vero che le attività del centro di Genova si sono fermate appena partite. Non so perchè non arrivi nella newsletter, ma la Ven. Cristiana, che io ho conosciuto anni fa a Pomaia, il weekend del 6 e 7 è a Genova.

Oh joyful joyful.

Come a dire che la montagna, Maometto, il gatto seduto sul mantello di Maometto, eccetera (lampante esempio di sincretismo religioso, n'est-ce pas?)

Sì lo so questo blog nondeve diventare una roba pallosa tutta sul buddhismo. Ma oggi ero in ferie e non so cosa raccontarvi dei ragazzi.
E poi sono veramente settimane di cacchissima e, nella mia grigia vita, queste sono belle notizie.

Ma soprattutto, ho scoperto che il maestro del corso che ho iniziato, Patrick, di origine elvetico-statunitense, in gioventù a S. Francisco era in un gruppo ispirato agli anni Settanta (non potete capire QUANTO ispirato agli anni Settanta) e sul suo profilo di Facebook ci sono delle foto così esilaranti che fanno benedire l'esistenza di Facebook, pur con tutti i suoi difetti (per esempio quando la tua amica esce dall'ufficio mentre tu ti stai incistando su una discussione politico-sindacale, e così non sai se ha lasciato cadere volutamente il discorso o se è andata a casa perchè era tardi).
Gli ho chiesto amicizia su Fb e se me lo concederà vi girerò la sua foto migliore. Credetemi, dopo un pomeriggio passato ad ascoltare la sua voce pacata parlare del karma, è stato favoloso il contrasto. Spero di potervelo mostrare al più presto.

martedì 26 ottobre 2010

Una lama di luce...

...in cotanta oscurità.

Mi sono arrivate le password per il mio corso introduttivo al buddhismo online (non storcete il naso, questa è roba seria, l'ILTK di Pomaia è uno dei maggiori centri di studio al mondo). Online è meglio che niente, e che oggi mi si permetta già di ascoltare i file audio con le lezioni del maestro mi dà un po' di energia in una giornata cosmicamente BRUTTA, tra l'altro destinata a ripartire a razzo tra mezz'ora per non concludersi che a tarda sera.

Lo dicevo io che bastava far finta di niente e non soccombere alla gastrite e prima o poi uno straccio di karma positivo sarebbe passato di lì.

Ma devo anche dire grazie alle mie amiche e ai loro tempestivi patpat via sms, se sono arrivata all'ora di pranzo con una parete gastrica ancora integra. Stamattina ancora un po' e mi perforavo.

Bleuaaargh. Ptù (questo era il mio fegato, ridotto a un mucchietto di viscere tritate, pestate e carbonizzate).

Va bene, ora vado a scuola, faccio un'ora e mezza di progetto ambiente, un'oretta di genitori, e via. Vediamo se stasera mi godo la mia prima lezione nel miglior stile Pomaia o se devo andare a teatro a incasinarmi con la biglietteria del cinecircolo.

Tra parentesi, dove anni di tentativi supportati da una volontà troppo debole sono riusciti a far poco, i casini familiari stanno raggiungendo risultati soprendenti. Non mangio granchè e mi sono tolta due su tre dei caffè quotidiani. Ma mi sa che domani levo anche il terzo. Non voglio morire.

domenica 24 ottobre 2010

Minoranze, riflessione notturna senza capo nè coda

Nello stesso giorno, la famiglia di Castagna (intendendo la famiglia ristrettissima cioè io e l'Uomo, senza neanche le bestie), con due scambi di battute centra alcuni punti dolenti.

L'Uomo a un suo amico: "Guarda qua, mi son comprato la bandiera cecena dagli amici di *** (il bar più a sinistra di Asti dopo quello autogestito della Casa del Popolo, lo stesso i cui proprietari mi hanno trovato le bandiere del Tibet)."
Castagna: "Sì, va beh, ma, Uomo. I terroristi, il sequestro nel teatro, i bambini di Beslan. Come puoi?"
"I bambini di Beslan li han gassati i Russi."
"No, quelli sono gli ostaggi del teatro. I bambini di Beslan sono morti di sete, cazzo."
"I Ceceni comunque sono una minoranza oppressa. Fosse per me avrei anche la bandiera palestinese."
"Sì, capito, certo. Ma i miei Tibetani non fanno strage di bambini, però."
"Ma se i Russi non li mettessero in condizioni di. E poi cosa vuol dire, mica tutti i Ceceni sono terroristi. E poi scusa, è per l'indipendenza dei popoli. Il Genoa è anche gemellato col Bilbao."
"No, va beh, ma io tendo a preferire gli indios del Chiapas, che mica hanno le armi chimiche."
Sguardo verde (di due verdi diversi) dell'Uomo. Non sono d'accordo, ma capisco il suo punto di vista e capitolo:
"Okay. In fondo la Politkovskaya i Russi l'hanno avvelenata, mentre viaggiava verso Beslan."
"Ma se le hanno sparato nell'androne di casa sua."
"Quello dopo. Prima andava in aereo a Beslan e l'hanno avvelenata, è stata tre giorni in coma, l'ha campata una caposala."

Non credo comunque che la appenderà fuori da alcuna finestra.
Se lo fa, ne ridiscuteremo. La violenza, quella no. Per favore.
In una strada del centro di Asti in una quieta sera di sabato, siamo andati a scomodare luoghi comuni, stereotipi e dubbi di natura profonda dal punto di vista etico-politico, ma poi siamo venuti a casa a guardarci "9" di un giovanotto americano, prodotto da Tim Burton. Come se niente fosse, tanto i terroristi ceceni son lontani.

Ma mentre mi mettevo il pigiama l'Uomo mi ha sfottuto per l'ennesima volta per il numero considerevole di pazzi, di fanatici insensati e di cazzari che purtroppo si sono diffusi nell'ultimo mese sul forum buddhista che frequentavo. E io mi sono rabbuiata.
"Piantala, guarda che ci son rimasta di merda della piega che ha preso quel gruppo. E mi spiace essermi dovuta levare, per me era importante."
L'Uomo ha visto la faccia e ha detto:
"Guarda che, da come me l'hai raccontata, secondo me nasce un altro forum più sano, dopo che il fondatore ha preso il giro di dar retta a 'sto tizio che dicevi."
"Sì, penso di sì, non sono l'unica che si è tolta e i moderatori stanno litigando di brutto."
Discorso che si chiude così, perchè era stato sviscerato in precedenza, e per la reticenza tremenda che circonda i miei rapporti col buddhismo, di cui non so ancora dare una definizione. Ma sono le tre di notte e son qua che ci penso.

Il forum aveva senso che esistesse anche per sopperire al fatto che, di buddhista, in Italia c'è così poco. Okay, è un forum, oltretutto aperto a tutti e quindi purtroppo accessibile a un sacco di perditempo, non una vera e propria comunità, ma dispiace lo stesso, era costato molte ore di lavoro a tanti dei moderatori e dei membri, era una miniera di informazioni, e fa sentire soli non poterlo più frequentare serenamente.
Come volevo spiegare in una comunicazione sul forum, ma poi ho rinunciato, è dura essere lontani da ogni centro, privi di un riferimento in altre persone, costretti alla lettura solitaria di quelli che, sprezzantemente, il cosiddetto "santo", che è entrato di recente nel forum, spaccandolo in due in modo drammatico, ha chiamato "libri da 15 euro".
E non è il massimo essere lapidati, da alcuni dei membri più autorevoli, in quanto ex cattolici. Fa lo stesso identico male che essere lapidati dai cattolici perchè si passa al buddhismo.

Insomma, se già mi interessavano le minoranze discriminate, tutte le minoranze, dagli Inuit in Scandinavia agli estinti Araucani dei Cile meridionale, diciamo che ora è diventato anche più urgente occuparsene. E cercare un modo per vedere le cose da un caleidoscopio di punti di vista. Che non è così facile.

Ora tocca attraversare con la III B l'antisemitismo, poi la parte di geografia che tratta delle questioni demografiche, economiche e sociali. La III B è una classe molto promettente in tal senso. E io non sono la stessa insegnante che ha trattato questi temi tutti gli altri anni, per passione politica o perchè erano nel programma. Chissà cosa ne uscirà.

lunedì 18 ottobre 2010

Piccole fughe

Questo weekend ho detto basta.

Sapete cosa intendo quando inizio una frase con "e adesso basta, ora mollo tutto e me ne vado...". Intendo Pomaia.
Ma no, non sono andata a Pomaia.

Però in due giorni:
- mi sono iscritta a un corso online
- sono uscita, credo per sempre, dal forum buddhista dove le cose, scoccia dirlo, nell'ultimo mese hanno preso una pessima piega, e io di dittature ne ho abbastanza
- ho preso non una, ma quattro, decisioni storiche con l'Uomo e adesso, per un po', saremo indaffarati a metterle in pratica e no, nessuna di esse riguarda i figli: pensate un po' quanta roba di impatto storico possiamo decidere se ci aggiungiamo anche quelli, io e lui, in una nuvolosissima domenica d'ottobre
- ho fatto, con l'aiuto inestimabile di Sanguedelmiosangue, una cosa splendida, spettacolare, nuova, impulsiva, felice e soprattutto, soprattutto, così segreta e così mia che per ora non ne ho parlato neanche con l'Uomo. Figurarsi se la racconto sul blog
- ho realizzato che, sul pianeta Terra, tolti SDMS e le mie vere amiche, ho soltanto l'Uomo, ormai. E che per il resto sono sola. E che devo andare avanti e, per molti e molti anni, sarò io quella su cui contano gli altri, mentre io non potrò contare granchè su nessuno, esclusi i sopra citati, in diversa misura. E improvvisamente ho guardato l'Uomo e ho pensato che capisco cosa intendeva lui quando diceva che io sono tutta la sua famiglia. E ho avuto paura. Molta, molta paura. Poi abbiamo fatto l'amore. Io ho pianto un po' e parlato un po', intendo parlato di quel che davvero penso, e non sono cose che faccio più molto spesso, piangere e parlare di quel che penso davvero. E ci siamo addormentati. E stamattina ho ancora paura, ma ho letto il blog di M., in parte, e mi sono ricordata chi sono. E non ho più così tanta paura.

Bilancio. Il weekend 15/17 ottobre 2010, in cui tra l'altro ricorre l'anniversario della mia primissima lezione di Storia Moderna alla Facoltà di Lettere, cioè della prima mattina da universitaria della mia vita, è stato epocale.

venerdì 15 ottobre 2010

Ne cherchez pas la femme

L'avevo detto, che questa settimana non avrei avuto tempo di scrivere, che se avessi scritto sarebbe stato di notte, perchè non dormivo.

Guardate a che ora ho finito di postare cazzate stanotte.

PRESO ATTO

che è stata una settimana non orrenda,

DI PIU'

e

CONSIDERATO

quanto poco glien'è fregato a certa gente

VISTO

inoltre che non sono poi così indispensabile alla sopravvivenza di nessuno

dopo aver svolto il doveri scolastici e familiari
l'Amministrazione di auleintempesta


DELIBERA

che Castagna oggi fa la sola cosa possibile per chi si è rotto il cazzo, ma così tanto, ma così tanto, ma COSI' TANTO che non se la prende nemmeno più.

Ne cherchez pas (e per alcuni: ne cherchez PLUS) la femme.

Ed ella s'involò, repentina, in una Hyundai blu.