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mercoledì 5 ottobre 2011

Primini

"E anche questo è un bel... DIECI!!! Ed è... per te, V.!"
Sorriso trionfante di una delle bambine più belle che io abbia mai visto: Giovanna Mezzogiorno da piccola, ma con le lentiggini.
Commenti spontanei dei compagni:
"Eh, V. vince sempre!"
"Anche nelle gare sportive!"
"Eh, ma V. è una tosta!"
Tosta, V.?
Tostissima.
Ecco come ti chiamerò.
Si vede, da come esci sparata, sola, dall'aula, con la tua merenda in mano, con quegli occhi verdeazzurri incredibili pieni di pensieri acuminati, decisi.
Si vede dalle facce con cui ricevi i commenti degli insegnanti. Farti ridere di gusto è difficile, ma un sorriso contento ogni tanto lo fai, quando veramente riesco a sorprenderti.
Hai letto con la tua voce sottile e beneducata il tuo testo di compito sullo sport che ami: l'atletica, sugli sforzi e i sacrifici che fai da quando il coach ha detto che sei fatta apposta per le gare di resisstenza.
Per qualche giorno ti ho messo vicino Atreiu, il nostro piccolo sognatore, pallido e svagato, disordinato, tendente al panico. Vi siete detestati immediatamente. Lo guardavi come fosse un insetto, dall'alto della tua impeccabile organizzazione di stampo militare.

Lui che va in ansia se resta indietro di mezza parola nel dettato e si blocca tutto e bisogna soccorrerlo e ricondurlo al pianeta, ma con gentilezza, altrimenti, con le cattive, gli vengono solo i lacrimoni e non si ottiene niente. Sembra più Bastiano Baldassarre Bucci, a conoscerlo meglio, ma ormai Atreiu resta, anche per la pettinatura.

Ieri mettevo a posto il registro elettronico della I A e pensavo che questi ventidue nomi ora per me hanno ognuno faccia, voce, soprannome e valore affettivo. Sarà un'annata pesante, già lo so, ma c'è così tanto su cui lavorare, al di là di quelli di cui mi sono innamorata a prima vista. Sono interessanti. Esco sudata fradicia e con le tonsille a pezzi, ma sono interessanti.

Ho quattro ragazzini coi capelli dello stesso color miele, Biondo in Gamba, Winnie Pooh, Huck Finn e Biondo Sole. Huck Finn mi sta facendo vedere i sorci verdi. Winnie Pooh era partito malissimo, addirittura l'ho beccato a darsi il gel nei capelli durante una lezione, ma ora siamo in ottimi rapporti.

Il Soggetto (altrimenti noto come Dylan McKay) oggi quando finalmente, a tre minuti dalla fine delle lezioni, ho voluto il suo diario per metterci una nota, mi ha guardato stupefatto.
"Come? Un'altra?"
"In che senso un'altra?"
"Oggi ne ho già prese due! Mi ammazzano."
Portandomi il diario: "No... ma lei deve mettrmi un MURO a destra, altrimenti io continuo a girarmi verso Huck Finn..."
"La testa, Soggetto, è la tua. Non si gira se tu non muovi il collo."
E' uscito un po' preoccupato da quel che lo aspettava.

Bimbo Transfert ha sparato in classe delle mini castagnole, creando il terrore più in noi insegnanti che nei compagni, e facendo intervenire simultaneamente la Pianista, me, la Compagna Collega e il Gigante. La Compagna Collega ha dichiarato che l'ora era sua e non mia e mi ha mandato fuori (grazie, eh? poi però quando ci sono da scrivere i verbali la coordinatrice sono io), dandogli una nota sul diario. Io dopo ho detto al ragazzino, senza mezzi termini, che era una cosa da nota sul registro. Ne discuterò col Gigante.
Ci abbiamo messo una buona mezz'ora a farlo smettere di piangere e un'ora e mezza a calmarlo, si è placato solo quando mi ha indicato il ragazzo di III B che gli aveva passato i petardini. Il quale ha giurato che non ne porterà più a scuola. Devo parlarne col Troll, perchè è uno dei suoi, ma oggi, per puro culo, non l'ho incontrata.
Penso che convocherò la mamma di Bimbo Transfert per un piccolo punto della situazione.

E' tornato il Malinconelfo, un bambino che io adoro, perchè dal fondo delle sue occhiaie di bambino triste con famiglia separata e mille problemi ogni tanto mi spara dei sorrisi di cioccolato al latte, e perchè ha questa voce nasale da topo di biblioteca nerd e invece è un giovane atleta lungo lungo con gli arti smilzi da elfo, te lo immagini proprio in calzamaglia verde, cappellino fatto con la parte verde di un fiore e ciuffo castano liscio sul faccino magro. Era assente da tre giorni e io non me ne capacitavo.

3 commenti:

Susibita ha detto...

Il "sorriso dal cioccolato al latte"vale l'intero post.
E comunque io non mi capacito del perchè non mi sia capitata una prof come te alle medie.

Sono ancora in tempo...?

Susibita

Anonimo ha detto...

io vorrei che mi capitassi invece ADESSO come collega. anche solo per meritarmi il soprannome. ;-)

labiondaprof ha detto...

Lieta che tu abbia scelto il soprannome di Dylan McKay per il tuo alunno...
a presto