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domenica 23 ottobre 2011

Chi ci è già passato

E' toccato a me dare la notizia in prima, ai più piccoli che lo conoscevano solo di vista e solo da un mese, per evitare gaffes dei bambini a danno di altri compagni o di colleghi. O mio. E' stato anche mio alunno, anche se per poco, e anche se, lo sapevano tutti, io avevo paura di lui, della sua forza bruta e dei suoi gesti pericolosi.

"Ragazzi, sapete già che oggi è un giorno molto brutto. E' mancato un vostro compagno di scuola."

Qualcuno lo sapeva già, ma ad altri è stato necessario spiegare che A. era il compagno gravemente disabile, più grande, che vedevano girare per la scuola. Il compagno di cui non avevano ancora imparato a conoscere le giornate no, perchè quest'anno era calmo, rispetto a molte giornate difficili dell'anno scorso, comprese quelle in cui mangiava le cose, spezzava gli occhiali alla sua assistente o, una memorabile volta, sfondava con gran fragore il vetro della porta del bagno, terrorizzando un intero corridoio. Il compagno che per fare merenda aveva il bavaglino, che amava le carezze sul viso e giocare con le cerniere, e che per la prima volta quest'anno, con grande orgoglio di Dolce Cowboy e dell'assistente, era riuscito a dipingere dentro ad un foglio A3 con i colori a dita.

Che, si dica ciò che si vuole, certo rendeva la vita difficile agli altri, ma nel suo piccolo era felice. E sano. E se n'è andato per un'idiozia, per una cosa che non doveva succedere. Che qui da noi non può succedere, non coi medici, gli ospedali e una famiglia che si prende cura di te.

"Vi raccomando di essere molto gentili col professor Dolce Cowboy, di non farlo arrabbiare. Lui seguiva A. da cinque anni. E... ci si affeziona tanto, in questo mestiere. Il fatto è che... Può darsi che la sua non fosse una vita meravigliosa... nel senso in cui la intendiamo noi. Ma... ecco, A. stava bene di salute, pur col suo handicap. Ecco, non è che... insomma non è mancato a causa del suo handicap, ma così, all'improvviso. Non se lo aspettava nessuno che potesse morire."

Ventitre faccine serie, con gli occhi sgomenti.

Dalla mia destra, la voce di Atreiu, che ha perso un fratello più piccolo: "Chissà sua madre."

Eh.

3 commenti:

lanoisette ha detto...

merda.

'povna ha detto...

cosa si può dire su una cosa così?

...

Anonimo ha detto...

Spero che Andrea riesca a seguirti di là, dove la disabilità è sconosciuta.
Tu hai perso un ragazzo, lui ha perso una brava maestra.