
Oddio, che caldo. Hanno acceso i caloriferi. A casa, è un piacere. A scuola, con ventun creature in pochi metri quadrati, è un supplizio.
L'ora di grammatica fila abbastanza liscia, se escludiamo che lo Scoiattolo bisogna guardarlo a vista perchè non ha il libro, non ha la biro, non comincia l'esercizio, litiga col compagno di banco, si perde a metà. E un terzo di classe va appena più veloce di lui, mentre un gruppetto di precisi, tra cui Fiona l'Orchetta, Spettacolo e i Tre Arcangeli* finiscono tutto in cinque minuti e poi mi guardano pazienti e annoiati.
* I Tre Arcangeli si chiamano così perchè due di loro, a un mio rimprovero perchè parlottavano mentre erano seduti vicini, mi hanno alzato in faccia quattro occhioni innocenti di due diversi azzurri, e uno dei due ha detto: "Ma noi siamo due angeli". Avendoli io pubblicamente definiti "gli Arcangeli" il collega di Religione mi ha opportunamente fatto notare che gli arcangeli sono tre. E abbiamo cercato chi potesse essere il terzo, azzeccandolo immediatamente.
I Tre Arcangeli sono molto amici fra di loro, accomunati dal dio Pallone, dal fatto di essere, ognuno a suo modo, bellissimi e soprattutto immensamente avanti rispetto agli altri: per capacità scolastiche e per età mentale.
C'è l'Arcangelo Biondograno che è nato in Argentina e sembra un raggio di sole finito, chissà come, dentro a una felpa di cotone: ha i capelli color del grano, appunto, occhi chiari pelle chiara, ed è tutto spruzzato di lentiggini. Quello mi ha steso quando, finito un esercizio, l'altra settimana, ha chiesto di potersi esercitare di ortografia perchè "mia mamma dice che faccio tanti errori con le acca", e si è sparato una pagina di lavoro in più mentre gli altri finivano quel che stavano facendo. Il difetto del Biondograno è che passa i minuti liberi a stiracchiarsi e allungarsi e, secondo me, ha la spina dorsale di gomma, perchè riesce a piegarsi all'indietro come un serpente senza perdere l'equilibrio: a volte è letteralmente sospeso in aria in orizzontale, con le gambe attorcigliate alla sedia, e non cade, nè fa scricchiolare la sedia stessa.
C'è l'Arcangelo Occhiviola, il primo a prendere un dieci secco di dettato, costantemente il primo a finire gli esercizi, serio e silenzioso come un monaco shaolin, mi mette persino soggezione. Lui è cugino di Bel Ragazzo, ed essendo Bel Ragazzo un fusto incredibile, moro con gli occhi scuri, dotato di un fratello bellissimo, castano con gli occhi nocciola, che è in III A, e, appunto, di questo cuginetto biondo scuro con gli occhi viola, ci si domanda se per caso la famiglia che li ha prodotti non si sia appoggiata a qualche laboratorio per la selezione degli embrioni. Oltretutto due su tre (Bel Ragazzo e Occhi Viola) sono mostruosamente bravi a scuola: il fratello fico di Bel Ragazzo è altrettanto intelligente ma non ha voglia di fare un cazzo, ha in mente solo la gnocca, a detta delle colleghe, e direi quasi un menomale, a questo punto. Il difetto di Occhiviola è che è timido da matti, come Bel Ragazzo, strappargli uno sguardo diritto in faccia o, figuriamoci, un sorriso, è difficilissimo.
E poi c'è l'Arcangelo Nero, altra giovane promessa del pallone, che stacca cromaticamente dagli altri due, essendo interamente color ebano, data la provenienza dall'Africa centrale. Questo ha dei quaderni che sembrano stampati, tanto è preciso, anche lui va come un treno nel lavoro, però è più chiacchierone e mi fa distrarre l'Ingegnere, che non chiede di meglio che essere distratto. Sono giorni che cerco di spiegargli che, pur non essendo grasso, è già molto alto, e se dondola il suo corpo irrequieto su due sole zampe della sedia finirà per spaccarla. Lui mi guarda con aria incredula e un po' offesa, perchè nella testa di un undicenne, pesante = ciccione, mentre il punto, se vogliamo andare per stereotipi, è che africano = massa muscolare ipertrofica, e lui non fa eccezione.
Andiamo a prendere i libri in biblioteca. Nel marasma (prendete ventun anatroccoli, sparate tre o quattro colpi di fucile in aria, rincorreteli mentre scappano e avrete un'idea - vaga - della I C che si avvia verso la biblioteca) lo Scoiattolo pensa bene di dare della bastarda all'unica bambina adottata che abbiamo in classe, la quale si era premurata di attirarsi insulti massacrandolo di pizzicotti. Qualche problema nel ristabilire la calma. Spiegazione del perchè certi insulti sono parecchio più offensivi di altri: senza tirare in ballo la questione adozione, chiarimento delle differenze tra "stronzo" "deficiente" "bastardo" e "figlio di". Interdizione di avvicinarsi alla biblioteca a tutta la classe "finchè non vi saprete comportare".
Ecco, quando devo fare queste affermazioni da signorina Rottenmeier, mi dò orrendamente fastidio da sola.
"Adelaide! Adelaide! Vai immediatamente nella tua stanza, e non uscirne finchè non ti avrò accordato il permesso!"

Poi però sono andata in terza. E in terza, abbiamo assodato interrogando, non distinguono un complemento di specificazione da un pezzo di Pongo, pur dopo due anni di intensi sforzi per far studiare loro la grammatica. E se la ridono, anche.
Passo dall'interrogazione di Bambino di Pane alle domande a quelli a posto. Poi tiro fuori agenda e penna.
"Ma sta interrogando?" si sbalordisce Terremoto.
"Sì."
"Ma... col voto?" sento che sussurra, e vedo gli altri rivolgergli uno sguardo che recita: "ohmasvegliatista'unpo'zittocheoralegiranolepalleefiniscechecischiaffaunoscrittoasorpresa".
Segue la più penosa interrogazione a tappeto della storia della grammatica dai tempi in cui Orazio prendeva le bacchettate sulle dita.
Pensandoci, "Adelaide, sali immediatamente in camera tua etc etc" è poco.
Ha ragione Sanguedelmiosangue, devo vestirmi di giallo limone e arrivare in cortile con la musica di Kill Bill sparata a mille dall'autoradio.
O gustarmi i loro teneri, giovani fegatelli con un buon Chianti.



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