La Fata Bionda mi ha dato dei compiti. Che io sto già cercando di bossarmi, a distanza di 24 ore scarse. Comunque, sostanzialmente devo registrare quel che mangio. Perchè devo smetterla di mangiare come un'adolescente disturbata, specie se voglio dei figli.
Devo pesarmi una volta alla settimana. E stamattina, allora, in un ritaglio di tempo dopo aver sognato per ore la scena di sesso tenerissima di "Boy A" (film apocalitticamente doloroso e bellissimo, ovviamente di un regista inglese, che abbiamo visto ieri sera) e sentendomi propensa al suicidio per la scarsità di sonno, le occhiaie (grigio scuro! stamattina erano grigio scuro!) e i suddetti compiti, ho messo giù la bilancia e ci sono salita.
66.
Non 66 e 700 o simili. Proprio 66. E zerozero.
Sono rimasta senza fiato.
Bisogna capire che io sottile non lo sono mai stata. Ma nemmeno trugna. Diciamo che sono una donna ben piazzata.
Il punto è che per me quel 6, il secondo dei due, è stato una sorpresa favolosa. Ero arrivata a 72. E il 6 è un numero stupendo da mettere per secondo sulla tabella del peso. Perchè non lo vedevo da cinque anni. E perchè 66 è SOLO 4 chili sopra la mia forma fisica tipica di quando avevo 25 anni. E lasciatemelo dire, a 25 anni ero in discreta forma.
Ma soprattutto, a 60 sto nella 42. E a 56 posso mettermi letteralmente QUALUNQUE vestito.
Quando dico qualunque, alludo all'abito da sera minimalista (corto, scollato e schiena TUTTA fuori) del ballo all'Accademia. Cioè l'unica sera della mia vita che non ho invidiato Nicole Kidman, perchè mi sentivo superlativa. Ho pensato se avevo una foto da mettervi, ma tragicamente di quella sera esiste solo una foto di quelle ufficiali, scattata all'ingresso dal fotografo della serata, che mi ritrae (tra l'altro di fronte, impedendo di apprezzare la schiena nuda) con l'Ingegnere in divisa da ufficiale. E ce l'ha l'Ingegnere. O forse non ce l'ha più, perchè quella CICCIONA di sua moglie, se l'ha vista, l'ha SICURAMENTE buttata via.
Comunque sessantasei e zerozero è stato un colpo di gioia che non mi capitava da secoli. Quando ho alzato lo sguardo verso lo specchio ero tutta rossa di felicità, ma sempre con le occhiaie grigio scuro. Ma mi son messa di profilo e ho pensato che se l'obiettivo è sessantadue è sul serio vicino, e che se il mio culo stesse dieci centimetri più su farebbe già tutta un'altra figura. Finchè ho abitato a Genova, città piena di salite e scalinate, e non avevo la macchina, c'era, dieci centrimetri più su.
Ora. La sera dell'Accademia avevo ventitre anni. Non si pretende tanto. Ma pensare che tra 66 e 56 c'è solo un numero di differenza è qualcosa di paradisiaco, in senso psicologico, per quanto sia stupido in senso matematico. E dato che se adesso perdessi 10 chili resterei senza tette, mi va benissimo non mettermi mai più un vestito taglia 40. Tanto non ci devo mica tornare, al ballo dell'Accademia. Ma magari la 44 sì, posso raggiungerla.
Così ho fatto programmi di gloriose camminate, ginnastica e dieta. Che si sposano piuttosto bene con i compiti dati da Fata Bionda.
E sono uscita di casa, cane al guinzaglio, ballerine nere e cachemire a V da studentessa sopra i jeans, tutta contenta e leggeeeeera, che ballavo sui gradini. Il tempo di salire in macchina e guardare le mie occhiaie nello specchietto retrovisore, e sono stata folgorata da una certezza.
Ce la farò. Posso farlo. Ora perdo altri 4 chili, rientro nella 44, vado da Luisa Spagnoli perchè mi sono ripromessa di farmi un regalo lì quando potrò mettermi di nuovo la 44, e proprio quando finisco di rifare il guardaroba, resto incinta. E l'abito di Luisa Spagnoli se ne resta nell'armadio.
Andrà così.
Lo so.
Mi ci gioco quel che volete.
Sarà meglio che mi abitui alle occhiaie, comunque sia.
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4 commenti:
mi dici qualcosa in privato di questa fata bionda?
perchè anch'io mangio come un'adolescente disturbata e non ne posso più. Voglio risolvere questo problema, quello del peso è solo secondario
Certo che andrà così! Sei proprio una strega... ;-)
e io ti auguro che sia così :) sarebbe proprio una di quelle cose che ti fanno dire "ma mannagg.!" però col sorrisone a trentadue denti sulle labbra, nevvero?
uh ma grazie, è la prima proposta di matrimonio che ricevo in vita mia, e devo dire che pur con tutte le attenuanti del caso fa comunque un certo effetto!
anch'io ritengo che l'autoironia e il sarcasmo siano l'unica via di sopravvivenza in questo pazzo pazzo mondo...per questo mi piace esercitarmi ogni tanto, giusto per non arrugginire! e la simpatia a pelle è pienamente ricambiata :)
per quanto riguarda il grido "reeeveeeenge!" va immaginato pronunciato esattamente come in questo delizioso cortometraggio d'animazione, proprio come fa la donzella in pericolo...io lo adoro! (linko qui da iùtùb: http://www.youtube.com/watch?v=PcWXxFvITQc )
(e, per caso hai origini venete? il mio uomo le ha, e usa spesso il verbo "cosare/cosarti" che mi risulta ancora oscuro, sigh...)
Uhh M., mi dai spunto per un post sulle origini. E ho appena immaginato un esercizio analogo da far fare a scuola. No, credo di non avere nessuna radice in Veneto, la cosa che ci va più vicina nella mia storia familiare è la Valtellina.
Cosarsi non so da dove mi venga, uno si cosa se si agita o si riempie di dubbi, nel mio lessico.
Grazie a tutte le mie blogamiche con la M che han risposto! Passo su yahoo per rispondere a My.
Buona serata a tutte/i
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