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martedì 13 aprile 2010

Ansie e fotogrammi

Ansie

Ci sono i colloqui con le famiglie tra 10 giorni.

Io sono una che ai colloqui ci sta volentieri.

Mi alzo per ricevere ogni singolo genitore, mi intrattengo coi fratelli piccoli che vengono portati a rimorchio, mi accaloro, stringo mani, dò simboliche e a volte fisiche pacche sulle spalle, offro caffè.

Talvolta vengo premiata da mamme o papà particolarmente gentili e simpatici, da qualche soddisfazione professionale tipo “la bambina è tanto contenta di lavorare con lei” o “il mio da quando fa gli schemi di storia dice che impara meglio”, più spesso devo trovare le parole per dire cose sgradevoli, antipatiche o faticose, e a volte, come una stella cadente, si affaccia qualche ex alunno, al quale purtroppo faccio in tempo a dare appena un bacino e venti secondi di attenzione, perché ho 40 persone in attesa. L’ultima volta era Bel Ragazzo, vistoso quindicenne che, dimostrando pacificamente 20 anni e nel fisico e nell‘abbigliamento, ha parecchio incuriosito le mamme in fila fuori dalla mia porta, ne ho intraviste due con gli occhi così: @.@ (eheheh, qualche privilegio lo vorremo pure concedere a una prof di lettere che l’anno scorso c’ha messo l’anima, o no?)

Dentro di me si è ormai scatenata la sardana tipica dei giorni immediatamente precedenti al colloquio:

Non finirò mai in tempo di correggere le prove.
Scopriranno che ho perso dei pezzi.
Alcuni di questi bambini devo ancora sentirli praticamente di tutto.
Si accorgeranno che il mio registro è l’equivalente cartaceo di un disastro ferroviario con parecchi vagoni coinvolti.
Capiranno che non so da che parte girare la III C e che per portarli all’esame mi ci vorrebbero almeno altri 4 mesi.
Si renderanno conto che ho gestito la questione educazione sessuale in II B coi piedi, perché mi è stata scaraventata addosso nel peggiore dei modi, e mi denunceranno a Sua Eminenza Tarcisio Bertone; a nulla mi varrà dire che tra i miei prof del catechismo c’è stato il cardinale Bagnasco, anzi sarà considerato aggravante.
Mi chiederanno che ne è del progetto della TAV e scoppierò in pianto confessando che non trovo il tempo non solo per finirlo, ma neppure per cominciarlo.


Alcuni scatti qua e là per la scuola

Più di metà scuola è via per la gita in Sicilia.
L’assenza del Gigante mi fa sentire spaurita, ma almeno non si sentono i tacchi della BN che imperversano in tutti e tre i corridoi.

Ho messo la seconda a studiare una pagina di appunti dettati sull’assolutismo dei re di Francia e ho dato dieci minuti di tempo. Dopo 3 minuti e 19 secondi Punta di Diamante me l’ha ripetuta tutta senza sbagliare niente.
Aaahh!, da leggersi col tono che si usa per fare aaahh! dopo aver bevuto una cosa fresca e deliziosa a piena gola. Paradisiaco.

F. ha riaperto il giardino e il laboratorio di cucina, oggi con la I B ha fatto le crepes, dei dolcetti al cocco, buoni da rotolarsi per terra dalla felicità, e le lingue di gatto.

L’Inflessibile è intrattabile, ho provato a sondare il terreno e anche a chiedere scusa se ho sbagliato qualcosa senza accorgermene, ma mi ha chiuso in faccia tutte le porte, immagino siano casini familiari. Movie Man con gli impegni di lavoro esagera, coi due figli è poco presente e purtroppo l’Uomo non può fare tutto da solo al cinecircolo.

Ieri in terza erano in 4, Occhi d’Arabia, Birba, Caciarone e Testa di Ricci: ho dato loro le carte per giocare a Uno. Birba non ci aveva mai giocato e gli altri gli hanno spiegato il gioco a pezzi, urlando e contraddicendosi l’uno con l’altro. Lui ha mescolato le carte con la mano ingessata e ha vinto le prime due partite. Tiè.

Oggi invece erano in cinque, abbiamo cercato sul web le foto per fare il cartellone della linea del tempo con gli argomenti delle ricerche d‘esame illustrati. Argomenti che spaziavano dalla resistenza partigiana, al napalm nella guerra del Vietnam, al crollo delle Torri. Mi sono passati sotto il naso in velocità fotogrammi di cadaveri ad Auschwitz, soldati ustionati, la famosa foto con la bimba vietnamita nuda che corre piangendo, le due Torri in fiamme, Kennedy riverso nella macchina, l’autostrada sventrata a Capaci, poi i volti sereni di Gandhi e Mandela, lo scatto in cui Falcone e Borsellino parlano sorridendo, e ho pensato quanto è dolorosa la storia del Novecento e quanto coraggio ci vuole ad aprire gli occhi a bambini innocenti raccontando loro di Hitler, di Stalin, delle foibe, dei talebani, di Beslan. Menomale che mi rifaccio spiegando D’Annunzio e la pioggia sui volti silvani, Saba e la bambina dagli occhi celesti, Montale e i ghiaccioli sulla fronte dell’angelo-Clizia.

A mezzogiorno e mezza arriva un messaggio dagli alunni in gita in Sicilia, precisamente dall’Urlatrice:
“Proooof!!! Abbiamo visto Scamarcio!!! Abbiamo la foto!!! E’ fantastico!!!!”
Scommetto che è un trucco del Gigante per invogliarmi a partire con loro la prossima volta.
Se è vero, però, sarà l’apice del viaggio d’istruzione per le mie ragazze.

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