Quest’anno, dopo gli esiti pessimi delle forzature natalizie e dopo l’epica battaglia per NON festeggiare Capodanno, sembra che il messaggio sia passato. Nessuno si è fatto vivo per proporci di fare Pasqua, o Pasquetta.
Il che, per due persone che negli ultimi due mesi e mezzo si son viste circa 40 minuti al giorno pur abitando insieme, è ottimo.
Soprattutto perché abbiamo sì sette giorni di ferie, ma di questi sette oggi è già il secondo ed è pieno di impegni, come ieri del resto, e soprattutto il cinecircolo ci terrà impegnati tutti i giorni Pasqua compresa, con l’eccezione di lunedì 5.
Oggi, in preda agli spasmi ovarici e a un simpatico raffreddore che mi sono autoprocurata insistendo per andare a camminare con la Diavolessa dopo un bel temporale, faccio il punto della situazione.
Non avrei intenzione di passare questa settimana:
- a pensare terrorizzata a quel che è successo a scuola mercoledì, e a tutte le sue possibili implicazioni;
- a trascinarmi da letto a divano col computer e i cornflakes;
- a correre dietro ai parenti;
- a lamentarmi via internet.
Per poi accorgermi mercoledì sera che devo ancora correggere 200 prove. E quando dico 200, intendo veramente due centinaia. Perché l’ultima B.I.C. è andata abbastanza male.
Ho invece alcuni propositi molto sani, ispirati al buon senso e al fatto che dopo queste vacanze inizia la grande rincorsa per l’esame di terza media.
Intanto devo togliermi il maggior numero possibile non solo di prove da correggere, ma di scartofie (o si scriverà scartoffie? È come trofie e troffie… un problema di pronuncia zeneize…) in generale: registro, verbali, programmi d’esame, presentazione della classe, relazioni sui progetti svolti e su quelli ancora da svolgere (educazione sessuale in II B, hahaha… risata amara).
Poi l’altro giorno pensavo che, in ossequio a un certo modo di pensare zen*, dovrei affrontare alcuni aspetti della mia esistenza tipo il fatto di aver cominciato trentamila cose finendone due e mezza.
[*Nel dire zen, precisiamo, intendo un modo di vedere il quotidiano come occasione di meditazione: tutto il buddhismo a cui faccio riferimento qui quando parlo delle mie vicende è ti-be-ta-no, per capirci quello del Dalai Lama, non quello dei Giapponesi. Specifico perché mi è già stato chiesto se non mi farò per caso attrarre da una setta, pare che ce ne siano, ispirate più che altro a derivazioni della Soka Gakkai etc., ma io mi chiedo: una setta? E lo chiedi a una che se n‘è andata dalla chiesa cattolica perché trovava che questa ci guadagnasse a tenere la gente, soprattutto le donne, nell‘ignoranza e era stufa di sentire che alcune persone “certe cose non le vogliono sapere perché potrebbero turbarle“? Ti sembro una che non utilizza lo spirito critico? Te la scuso perché giornate di cacca come quella di ieri te ne capitano, per fortuna, poche nella vita… ma anche se sei Sangue Del Mio Sangue in un altro momento ti avrei sculacciato!!!]
Ahem, scusatemi la parentesi, torno al punto. Sempre che stiate ancora leggendo, perché ultimamente con le opinioni politiche e con quelle religiose mi rendo conto che ci vado un po’ pesante, del resto questo blog di chi è? Mio, quindi… almeno qui sarò libera di dire quel che penso!!!
Dicevo. Trattasi di guardare le cose con gli occhi di una che potrebbe sfruttare un normale aspetto della vita quotidiana per concentrarsi, disciplinarsi e imparare la calma interiore.
Esempio: perché ho settemila riviste e libri di cucina e faccio sempre la pasta panna e pancetta, o porri e zafferano, o col pesto? (A parte l’ovvia risposta che il pesto è la cosa che mi viene meglio in assoluto e che è una delle 15 cose più buone del mondo.)
Perché ho dieci lavori a maglia iniziati?
Perché non so più di avere certi vestiti, ma in compenso per trovare un paio di pantaloni da mettermi ne scarto sei che non metto perché stretti - corti - larghi - stinti?
Perché non mi metto con calma a spuntare le cose fatte sui miei manuali di spaceclearing, di maglia, di cucina, e un po’ per volta PORTO A TERMINE qualcosa?
In fondo se fossi un monaco buddhista molta parte del mio tempo la passerei a fare lavori assolutamente umili e quotidiani, ma facendoli come se fossero riti sacri. Ora, a parte che questa è la filosofia che mi costringo ad applicare ai piatti da lavare da molti anni a questa parte, potrebbe solo farmi bene essere un po’ più efficace nel gestire la mia vita pratica.
Perciò le pulizie di Pasqua inizieranno da questo ragionamento.
Al prossimo aggiornamento… intanto lo so che anche altri hanno fatto mille propositi per questi pochi giorni di ferie. E’ un effetto collaterale della primavera, fare progetti.
Ah, e poi c’è l’altro effetto: cominciare a preoccuparsi del costume da bagno. Infatti ora porto le mie povere cosce e il mio culo, appiattito da mesi seduta alla cattedra o sul divano, a camminare con Diavolessa, Bibi & Pallina. Perché l’Uomo mi ha promesso che mi riporta al mare nell’Imperiese come l’anno scorso, e vogliamo mica fare brutta figura.
venerdì 2 aprile 2010
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2 commenti:
Estasiate dall'aver visto un gigantesco San Bernardo, 4 muli spennacchiati e una rana in tutta la sua pigra e soporifera ripugnanza; nonchè per essersi scapicollate rovinosamente giù per le colline, tra le copiose cacche di cavallo, Bibi e Pallina RINGRAZIANO SENTITAMENTE per le esilaranti avventure di oggi.
...scusa nel nome di Grande Inverno non parlerò NEVER AGAIN della Sokka Gakkai (o comme minghia si scrive) in quanto je souois vagamente ignorante sull'argomento. Nel mentre ti annuncio ufficialmente che "ce la posso fare", cosa che giorni fa NON SAPEVO ASSOLUTAMENTE e forse mi ha portato ad essere vagamente pessimista e a vomitare chiodi (ma anche bulloni, martelli, viti etc etc).
BUONA PASQUA! ti viù bbi mia adovata
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