Ci sono quei film, che non solo piacciono, ma segnano un periodo della tua vita o addirittura un’epoca. Che so: “Come eravamo”. “L’attimo fuggente”. “Harry ti presento Sally”. “Sliding doors”. “Casomai”. E sì, anche “Twilight”.
E ci sono alcuni film (alcuni di questi, ma anche altri) che danno inizio al vortice.
Bene. Ho visto “Mine vaganti” settimane fa con la Diavolessa, l’Uomo e Sanguedelmiosangue. Gli effetti del vortice, su di alcuni di noi e su altri che conosciamo che lo hanno visto, si devono ancora fermare, anzi in certi casi stanno aumentando per entropia in modo incontrollato.
Gran film, “Mine vaganti”, anche se i singhiozzi disperati che mi ha strappato “La finestra di fronte” non hanno eguali. E comunque questo film non ti fa solo commuovere, ti fa soprattutto sorridere, pensare, incazzarti, ridiscutere.
Grandissimo Ferzan.
Giro con la colonna sonora a palla in macchina, e ci penso spesso, ai personaggi del film con i loro segreti e le loro frustrazioni, i loro cambiamenti e le loro speranze.
E penso alle mine vaganti che conosco, da chi a tredici anni ha dichiarato che non voleva più mentire, a chi a quasi trenta ha tagliato del tutto con una vita finta per infilarsi in una vita vera, da chi ha avuto il telefono sbattuto in faccia da sua madre che gridava “Puttana”, a chi ha detto “Al mio lavoro non rinuncerò mai”, insomma, a tutti quelli che non hanno abbassato la testa, non hanno seguito le altrui aspettative, hanno ingoiato merda e ancora la ingoiano, ma la sera mettono la testa sul cuscino pensando una cosa tipo “La vita fa schifo, ma è la MIA vita”.
A Scamarcio che nel film trova se stesso, e se stesso è quel che lui ancora non ha fatto ma vuole fare, che sceglie quel che vuole veramente difendere, quel che gli serve davvero che gli altri capiscano di lui.
A gente che è derisa, picchiata o emarginata perché è se stessa. E ad altra gente che cova rancori sordi perché è quello che gli altri volevano.
A quelli che non sanno cosa sono.
A quelli che non sanno cosa sono ma cercano di dimostrare agli altri che hanno capito tutto della vita.
A quelli che non scelgono mai, alle facce dei miei alunni quando hanno capito perché gli ignavi facevano schifo a uno come Dante, al punto da metterli fuori dall’inferno perché non meritano nemmeno l’attenzione che si dà ai peccatori.
A chi si domanda se la supplenza gliela pagheranno, a chi la fa senza segnarla e a chi sostiene che se accettiamo di fare ore e ore gratis facciamo lo sporco gioco della Gelmini e togliamo lavoro ai supplenti.
A chi si sveglia la mattina e si dipinge la faccia coi colori della guerra, e a chi si dipinge coi colori della pace. E a chi non si dipinge proprio e non ingentilisce gli spigoli, perchè non è una fottuta pianta carnivora che si finge un fiore.
A chi è detonato e non è più pericoloso, a chi ha il meccanismo a orologeria attivato e a chi è al di là dell'esplosione e la controlla, ma non per questo è fermo.
A chi ha nel cuore mille viaggi e mille popoli, anche se non si sposta mai dalla solita strada. E a chi non vede niente altro che il proprio naso, anche quando gira mezzo mondo.
Alle vite abortite. A quelle che cercano di vivere più esistenze contemporaneamente. Alle formiche che lente, lentissime, ma costanti, spostano l'intero granaio.
Tutti siamo mine vaganti, alla fine, ma c'è chi ne fa un dono per gli altri, chi ne fa invece una cancrena.
lunedì 19 aprile 2010
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1 commento:
Bum!!!!!!
Sei grande!!!!!
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