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giovedì 31 dicembre 2009

Un anno d'amore

Settembre. In principio era il registro

Sono una ventina di nomi nuovi per classe. Bisogna farsi insegnare la pronuncia di quelli stranieri, dedicare qualche minuto a capire le dinamiche della classe, individuare il leader, lo svogliato, il casinaro, il prepotente, le sciocchine, i caciaroni, azzeccare almeno tre battute veramente divertenti e prenderli sempre in contropiede, tutte le mattine, con qualcosa di inatteso.
A casa non porti mai niente da correggere, a scuola vai pianissimo e studi tutto come un naturalista. Fuori c'è il sole, si fanno ancora passeggiate stupende, le riunioni coi colleghi sono al vetriolo.
Ti riprometti di non fare gli errori che hai fatto l'anno scorso. Di tenere in ordine il registro e il cassetto. Di non rimanere indietro col lavoro.

Ottobre. Fondare le basi

Cominci a controllare tutti i quaderni ogni mattina, a dare note sul diario a chi non porta il compito, tre volte, quattro, quaranta volte di seguito. Convochi già qualche genitore.
Fai la prima sfuriata generale, nel corso della quale dici frasi tipo: "Qua bisogna che vi diate una regolata" e "I casi sono due, o vi mettete a lavorare seriamente, o vi mettete a lavorare seriamente".
Interroghi. Passi ad argomenti più spessi. Sgridi. Porti a casa i primi quaranta compiti scritti, stappi la penna rossa nuova e ti viene la prima botta di nausea nel correggerli.
Sei già indietro coi progetti, ma ancora in pari con le materie.
Fuori c'è il sole oppure piove, non fa freddo e tu vai a camminare parlando con un'amica dei problemi della scuola e incazzandoti a morte col governo e il ministero.

Novembre. Non si scherza più

Ormai sai con chi hai a che fare. E loro sanno abbastanza di te. Il lavoro ora dovrebbe essere serio e organizzato, ma loro non se ne sono ancora accorti.
Ti pesa scendere dal letto la mattina, fa freddo e sei preda dei primi giri di influenza, hai poche riunioni ma troppa carne al fuoco e sei indietro col programma.
Cominciano i pomeriggi in più (latino, recupero) e quando cala la sera e te ne vai conti le ore che ti separano del rientrare a scuola e non sai mai se sono troppe o troppo poche.

Dicembre. La Grande Fatica

Dicembre non passa mai. Le ferie sono lontanissime, il lavoro da fare tantissimo, ci sono i colloqui con le famiglie e devi correggere un sacco di roba e interrogare un sacco di gente.
Hai smesso di andare a camminare perchè fa buio presto e fa freddo. I ragazzi prendono sottogamba la pagella che a loro sembra lontanissima, tu invece sai benissimo di essere nella merda.

Gennaio. Il Massacro

Arrivano dalle vacanze tutti sorridenti e tentano il colpo: "Erano tantissimi, gli esercizi di compito!". Tempo due giorni hanno preso il primo cazziatone e hanno capito che mancano tre settimane alla pagella. Metà classe ha paura, l'altra metà cerca di comportarsi come sempre, però se dai un quattro ora scoppiano a piangere. I genitori vanno in paranoia.
Tu entri e ne interroghi sei per volta, mentre due fanno il tema di recupero, tre rifanno gli esercizi per punizione e dieci ti supplicano di poter ripassare per la prova di Scienze dell'ora successiva.
A casa sei colta dalle botte d'ansia alla vista dei pacchi di prove tutte mischiate da correggere e del registro da compilare. Se ti ammali sono cazzi tuoi e devi andare a scuola lo stesso. Se si ammalano loro e saltano due o tre giorni, poi ti ritrovi a interrogarli nell'intervallo, pucciando una barretta al cacao in un orrendo caffè tiepido, con le cosce strette perchè ti sei giocata gli unici tre minuti in cui potevi andare a fare pipì.
Il cazziatone scatta se ti interrompono mentre stai facendo quattro cose contemporaneamente, ed è forza sette, per cui dopo il primo si fanno furbi e non devi ripeterti.

Febbraio. La risacca

Pagelle date. Materie ferme da un paio di settimane per poter interrogare. Cominci argomenti nuovi e, come a settembre, ti prendi tutto il tempo, ti espandi, vai piano, aggiungi materiale. Ma adesso davanti hai dei faccini stanchi, che seguono se riescono, e se per caso la primavera anticipa di una o due settimane dormono proprio. A questa stagione, a qualcuna delle ragazze vengono le mestruazioni per la prima volta e ti sbiella per un mese e mezzo, poi di solito una mamma imbarazzata ti confessa che è un momento delicato e che non sa più come prenderla.
Non puoi ancora andare a camminare perchè le temperature registrano picchi di meno dodici. Hai un sonno tremendo e la mattina fai i calcoli sui secondi, invece che sui minuti, per poter strappare venti minuti di sonno in più.

Marzo. Love makes the world go round

Fuori aula: "Non si agiti, signora. A questa stagione sono stravolti. Sono stanchi, non lo fanno apposta. Non è il momento di mollare, ma vedrà che tra un paio di settimane passa, questa fase."
Dentro l'aula: "Non hai studiato. Guarda che se fai il furbo e ti metti a prendere degli otto a maggio, dopo averci preso per i fondelli tutto l'anno, ce ne accorgiamo sai? E ne teniamo conto"; "Quand'è che pensi di metterti a lavorare? Ad aprile? A maggio? Già che ci sei perchè non ne riparliamo direttamente a settembre, di nuovo in seconda?"; "Non mi crollare adesso, capito? Non è il momento"; e la clamorosa uscita in corridoio nel cambio d'ora: "Senti, io non mi voglio fare i fatti tuoi, ma non ci siamo, sei deconcentrato e nervoso, che succede?", seguita da pianto dirotto e torcimento spasmodico delle mani dell'alunno interessato, se femmina, o da contorsioni sullo stipite della porta, occhi bassi e piega amara della bocca, se maschio.
A questo punto dell'anno le famiglie ti conoscono, i bambini si confidano, tu li pensi continuamente.
Esci da scuola e non vedi l'ora di tornarci, ti crucci se un collega sembra aver decretato la bocciatura di un bambino anzitempo, o ancora peggio se ha decretato che potete promuoverlo perchè, tanto, bocciandolo non migliora. Ti sforzi di far vedere i miglioramenti realizzati, e combatti per quelli che non sono ancora migliorati, perchè non è ancora troppo tardi.
Porti gli irriducibili di peso in presidenza, strillando come un'aquila, ma se qualcuno ti tocca la tua classe, ti giri con i denti a sciabola e lo sguardo da killer e frapponi il tuo stesso corpo tra loro e qualunque cattiveria. Sono i TUOI alunni. Il tuo impegno li salverà. Non sei mai stanca quando sei a scuola, a casa invece sei uno zombie.

Aprile. Non potete mollare adesso

"Okay, gente. Ora mancano nove settimane alla fine della scuola e di queste una se ne va con le vacanze di Pasqua, l'altra col primo maggio e la gita. Fatevi i vostri conti."
Chiami i genitori a rapporto. Li spaventi a dovere. Dai compiti a raffica. Stai addosso come la scabbia, insistente e fastidiosa, a quelli che lavorano male.
C'è il sole, e nella pausa di mezzogiorno si va tutti alla gelateria sulla statale e poi a far venire l'ora di rientrare sul prato dietro la scuola o al parcogiochi.
A qualche ragazzo, noti quando ricominciano a comparire in maglietta, sono spuntati dei muscoli sulle braccia, a qualcun altro sta cambiando la voce.

Maggio. La Grande Fuga

"Bene. Da questo momento io non vi dirò più solo come dovete studiare, ma anche come dovete mangiare e dormire. Vi romperò virtualmente le scatole anche quando sarete a casa.Sarò come il coach degli atleti olimpionici. Niente caffè, niente Cocacola, mangiate pesce, mangiate mele, andate a letto presto e mettete lo studio prima di ogni altra cosa. Sapete che io difendo il vostro diritto e bisogno di fare attività fisica, ma da ora in poi, per quelli che hanno diverse materie sotto, sarò io a dire ai genitori di togliervi dagli allenamenti, se non si alza la media. Manca solo un mese, e non possiamo giocarci i voti o l'ammissione all'esame perchè avete fatto tardi davanti al computer o siete tornati scotti dalle gare."
Se hai lavorato bene, la classe è una squadra compatta, e prende sul serio questo discorso. Se hai una terza, li pompi a dovere col discorso dell'esame e delle ricerche. Qualcuno ti supplica di smetterla di dire che hanno l'esame perchè ha l'ansia.
C'è la gita scolastica e quando tornano sono scoppiati amori, si sono spezzati cuori, sono sorte amicizie e faide. "Allora, com'è andata la gita? Ah, un momento, prima che mi diciate qualcosa che non voglio sentire, sappiate che non sono interessata alla vostra vita sessuale, chiaro?"
Fai un paio di lezioni fuori al sole, e magari, se avanza il tempo, una passeggiata tra i campi al posto di una lezione di Geografia.
Correggi come una pazza, ma poi vai a camminare anche tu, la sera, pollini permettendo.

I famosi "tre mesi di ferie" degli insegnanti

Giugno, ci sono i saluti, c'è l'esame, ma ne parlerò fin troppo nei prossimi post, dato che sono alla mia quinta terza in quattro anni. E, probabilmente, se nessuno fa cadere il governo in tempo, purtroppo sarò anche al mio settimo cambio di scuola in otto anni di lavoro.

Luglio e Agosto sono due mesi brutti, perchè vai a scuola per le riunioni e i ragazzi non ci sono. Il che è contraddittorio, doloroso e assurdo, e a me fa sempre lo stesso effetto. Quello di quando entri in un ospedale da sano, per andare a trovare qualcuno, e ti sembra inconcepibile che un luogo del genere esista, e appena esci cerchi di dimenticartelo.

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