Dovete capire che, a casa, nell'anno lavorativo, io circolo in pantalone morbido, maglia di spessore variabile a seconda della stagione e scarpa abbastanza bassa (non sai mai quando ti toccherà correre, nel corridoio di una scuola media). Delle gonne (solo lunghe) e delle autoreggenti (bandite) abbiamo già parlato.
Mi trucco (talvolta) e metto collane, molto meno anelli e praticamente mai braccialetti. Cucino poco e niente. Mando il marito dal macellaio, a far la spesa, gli faccio lavare i piatti, stendere il bucato e pulire i fornelli.
Qui in vacanza è tutto diverso, e soprattutto è diverso quando la vacanza è al mare.
La vacanza al mare è dell'Uomo. Io lo coccolo, lo vizio e lo riverisco.
Perciò ieri mattina si è svegliato e io avevo portato il cane, comprato le brioches e il giornale, pulito casa, e indossavo, visto che ero uscita, questo vestitino bianco e rosa stile Brigitte Bardot, mi mancavano la fascia nel capelli e l'eyeliner nero e poi eravamo in pieni anni Settanta.

Il resto della giornata è stato in tono.
Sostanzialmente, io al mare mi annoio. Quindi dedico un sacco di tempo a ungermi di creme, farmi le unghie, scegliere i vestiti, addirittura ieri sera mi sono fatta i capelli con il phon-spazzola per creare ondulazioni sul collo.
Nel resto del tempo spalmo la crema all'Uomo, leggo Glamour e Cosmopolitan (c'erano le collezioni autunno-inverno, a mia parziale giustificazione).
Insomma faccio la donna.
E ieri sera siamo andati a Sanremo all'ora dell'aperitivo. Altro vestitino anni Settanta, ma cortissimo. Sandalo bianco con tanta zeppa. Capelli come detto sopra, solo che poi ho cambiato idea e ho fatto uno chignon che era ancora più rétro, addirittura leggermente finto cotonato, come in questa foto.

Trucco, borsa, etc etc, ma soprattutto atteggiamento.
Ho caracollato sulla scarpa alta (dopo un mese di scarpe da ginnastica in montagna e dieci giorni di infradito, sembrava difficilissimo) e con quattro centimetri di stoffa a sud del sedere che mi impedivano di fare i miei normali movimenti nel sedermi o nel chinarmi.
Ho guardato il mare con aria annoiata dalla terrazza di un bar elegante.
Ho guardato le vetrine e l'ingresso del teatro Ariston chiacchierando di tutto e niente.
Chissà perchè, ho visto un SUV e pensato alla vita che farei ora se fossi la moglie dell'Ingegnere.
E poi ho visto un negozio che si chiamava con un nome di donna, per la precisione il nome della Fidanzata Storica dell'Uomo, quella che è stata scaricata per me, insomma.
Che era una donna a trecentosessanta gradi.
Alla domanda "Dove andiamo?" rispondeva "Dove vuoi tu."
Cucinava benissimo.
Faceva la pasta in casa.
Andava con lui alle trasferte di calcio.
Visitava con lui luoghi d'arte (questo lo faccio anche io, lei se ne intende di arte e io di storia, quindi pari).
Andava al mare con lui E LA NONNA DI LUI. Per intere settimane.
Non l'ha mai vista depilarsi in sette anni di intimità, nel senso che quando arrivava lui lei era già tutta a posto.
Non gli rompeva le palle perchè la domenica era dedicata al pallone.
Portava lingerie stile Moulin Rouge: reggicalze, pizzi neri e balconcini.
Non si lamentava dei pranzi della domenica dai parenti.
Oggi lui non ne parla granchè. Penso le volesse bene, ma quando dice qualcosa di lei è sia una frase breve che un concetto leggermente dispregiativo. Era annoiato a morte da quel rapporto, quando ci siamo conosciuti, ma lo ho troncato con grande fatica perchè aveva coinvolto eccessivamente sia la famiglia di lei che la sua.
E si è ritrovato con me. Che "faccio la donna" una settimana all'anno, lo strapazzo e pretendo un'assoluta parità di diritti, o al massimo la sbilancio a mio favore.
Con me, che ieri notte, dopo il giro a Sanremo e dopo avergli servito da mangiare davanti alla partita, ho fatto un test sul genere, proposto proprio ieri, guarda un po', da una simpatizzante buddhista che si dichiara apertamente genderqueer.
E' uscito come risultato "donna androgina" e mi sono quasi stupita, pensavo uscisse "uomo coi capelli lunghi". Mio malgrado sono più femminile di come mi sento.
Con me, che stanotte ho fatto questo sogno.
E' il mio primo giorno di lavoro a Costigliole, ma mi sono svegliata in ritardo, sono le 08.38 e sono ancora a casa.
Parto in ritardissimo, senza lavarmi nè pettinarmi e consapevole che devo fare quasi 40 minuti di strada e arriverò non per la seconda, ma per la terza ora, proprio il primo giorno. Non ho idea di quale sia il mio orario, ma so che la preside è una donna (vero) e questo mi mette a disagio, tanto quanto pensare di catapultarmi davanti a una classe che non ho mai visto facendo subito la figura della disorganizzata.
Quando arrivo, in realtà non c'è una scuola ma un set dove stanno girando un film (credo di Woody Allen, ma non vedo registi). Io sono una delle attrici, ma quelle veramente importanti arriveranno più tardi perchè stamattina c'è una situazione delicata, bisogna girare una scena esplicita di sesso gay.
Serve qualcuno che metta a proprio agio i due protagonisti della scena: Michael Caine (punto interrogativo) e Robbie Williams (punto esclamativo). Così mi chiedono imbarazzatissimi se posso pensarci io, dato che sono l'unica donna presente, e mi ritrovo a coccolare Michael Caine (punto esclamativo-interrogativo-esclamativo) in una gigantesca vasca idromassaggio, sotto lo sguardo attento di Robbie Williams (puntini di sospensione, questa è veramente perversa), di tutti gli altri attori e dello staff tecnico.
La cosa prende un andazzo ironico e leggero, ma anche tenero ed emozionante. Io sono molto imbarazzata, ma non tesa.
Quando me ne vado dopo la scena, entro in un bagno e ci trovo Tom Skerritt (altro punto interrogativo, ma meno di Michael Caine) nudo nella vasca, scoppio a ridere, dico una cosa tipo "Eh va beh ora non prendetela come un'abitudine" e con me tutto lo staff si fa una bella risata.
Poi vado a cambiarmi per la mia parte nel film, consapevole che tra me e gli uomini che lavorano sul set ora c'è un rapporto cameratesco e allegro, ma anche di rispetto reciproco. In quella arrivano le due star femminili del film: Julia Roberts e Liv Tyler, belle anche in versione nature ma nervosissime, inferocite perchè devono truccarsi da sole e visibilmente infastidite dalla mia esistenza, anche perchè io mi sbaglio e invece della mia crema abbronzante mi spalmo addosso un quintale di spuma che era lì apposta per i magnifici capelli di Liv Tyler.
Ciò le mette di umore anche peggiore, ma io me ne frego perchè, mentre giro tra set e camerini, tutti, da Caine all'ultimo dei cameraman, mi salutano sorridendo e mi trattano come una di loro.
Mi sono svegliata consapevole che nel mio mestiere ci sono troppe donne. Consapevole che se prendo la cattedra a Paesino di Sogno dovrò completarla con tre ore a Paesino Blu, avrò per colleghe di Lettere le tre Desperate Housewives, che fanno a gara a chi avrà il vestitino più femminile e l'accessorio più trendy, ogni santo giorno che Gesù manda. E di cui una (lo so per certo, ci ho già lavorato) è una vipera travestita da sciocchina.
E che sono annoiatissima dal mare e da questo ruolo strano che, lì per lì, mi pareva divertente, finchè non ho realizzato che l'Uomo non mi ha ancora sfiorato con un dito da quando siamo qui.
Uno per la Prof Maschiaccio, zero per la Total Female.



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