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giovedì 12 agosto 2010

Ricominciare

Stamattina ho spento la sveglia e mi son girata di là.
Il sonno del giusto, nel mio letto, dopo quel che mi è sembrato un miliardo di settimane; grazie a Dio, anche se l'Uomo ieri ha tentato la russata in sordina, poi si è per fortuna voltato sul fianco. E comunque io mi sono addormentata secca, giusto mentre valutavo se trasferirmi sul divano per non soffrire il caldo coniugale, che è tanto bello nel gelido inverno astigiano ma un po' meno ad agosto.

Ma venti minuti dopo essermi girata di là ero di nuovo sveglia. Con due occhi così.

A pensare al Danno che, a giudicare dalle parole di suo padre ieri su Facebook, di strada da fare per tornare come prima ne ha. Oggi lo portano ad Alessandria per la riabilitazione.
Il padre ha scritto: "E' come una rinascita". E io stamattina pensavo al bambino di dieci giorni dei vicini di sopra (per ora non rompicoglioni come il fratello) e a tutto quello che si impara dalla nascita in poi: a mangiare, a parlare, a camminare. Mi chiedevo se il Danno dovrà semplicemente rimettersi in forze o proprio ri-imparare a vivere.

All'ora di asciugarsi i capelli, questo pensiero si era allargato a macchia d'olio sulla mia giornata e la mia vita, prendendo la forma di una riflessione sul ricominciare.

Ricominciare a fare la spola tra Asti e Genova, per esempio, a partire da subito.

Ricominciare con una famiglia, anzi due, ma perchè limitarsi, facciamo tre. A partire da stasera, che tanto per cambiare non si può festeggiare un ottantaquattresimo compleanno nella trattoria sotto casa, ma si deve salire fino in cima alla montagna, su strada stretta, piena di curve e non illuminata, possibilmente sotto il terribile acquazzone tropicale previsto dal servizio meteo, che ovviamente si scatenerà a mezz'ora dall'appuntamento mentre cercheremo di attraversare una Genova impazzita (perchè ovviamente la montagna da scalare è dall'altra parte della città e non "un po' più a ponente": la fine di Genova a ponente. In orizzontale. Quasi l'inizio del passo appenninico, in verticale. Cazzo. Io sono sociopatica, ma la famiglia di mio marito certe cose se le studia, e con cura, per farmi impazzire. L'ultimo compleanno, per festeggiare una persona che abita a Milano, con gli unici due invitati provenienti dalla val di Susa, era una cena ad Arona. Ma vaffanculo.)

Ricominciare a lavorare, probabilmente in un contesto diverso, con l'ennesima terza disillusa che vede arrivare l'ennesimo insegnante nuovo, con altri dirigenti, altra segreteria, altri colleghi, altri bidelli. Un'altra strada da fare al mattino (finito, spero solo temporaneamente, il mio bel percorsino nel bosco silenzioso). Un altro cassetto, un'altra sala prof. Un altro bar per i caffè.

Ricominciare a tenermi bene, dopo due anni di sciopero, in cui ci hanno pesantemente rimesso la linea, i denti, i capelli, gli occhi, la pelle.

Ricominciare a studiare, a organizzare le lezioni, il lavoro d'ufficio, a mettere in ordine i documenti, a battagliare con gli amministratori.

Ricominciare con la gestione del cinema, le rassegne, le presentazioni, lo sbigliettamento, i viaggi su e giù a recuperare la cassa, e tutte quelle ore di visione di magistrali film d'essai.

Ricominciare tutto da capo.

Che è una cosa splendida e orribile, ogni volta.

Quest'anno ho un progetto da sottoporvi.

Chiamatelo simplify, chiamatelo spaceclearing, chiamatelo decluttering, chiamatelo riorganizzazione degli spazi, chiamatelo feng shui.

Il punto è che ho un grosso ingorgo nell'anima. E visto il senso di reale benessere che mi ha dato il mero lavoro fisico in questo mese, stavolta ci voglio credere, che riordinare, fare spazio, buttar via il vecchio e il rotto, serva a pulire anche il cuore.

Questo, a partire dal rientro dal mare, e sempre che riusciamo a scendere, stasera, dalla cazzo di montagna dove gioiosamente celebreremo il compleanno della Nonna Infera.

5 commenti:

Marco Scaldini ha detto...

Possibile che tu non abbia ancora capito come fare in Italia?
Fuggi con la cassa del cinema e te la spassi finché durano i soldi, poi torni contrita e a quel punto una candidatura in politica non te la toglie nessuno. Se ti eleggono sei a posto, se ti trombano (politicamente) almeno un posto in un ente inutile a non far niente te lo danno...

minerva ha detto...

Ricominciare. Ah che parola inquietante, per me e per te. Ce la possiamo fare. Si tratta solo di adattarsi in certe situazioni e di rompere le balle in altre.
Sono felice che il danno sia sveglio e che parli. Magari dovrà ricominciare, ma in un altro senso. Magari deve solo risorgere dalle sue ceneri come una fenice.
Baci
inerva
p.s: la prossima volta che vai a Genoa, posso venire? È da una vita che aspetto di vedere quella citt, ma i miei la detestano.

Castagna ha detto...

La cassa del cinema? Ma Perboni, Asti ha 80.000 abitanti, in quanti pensi che vengano a vedere i film d'essai? Per carità. Non siamo andati in perdita, ma pagate le vacanze al mare non resterà poi molto.

Minerva se ti organizzi per passare da Genova ti porto a fare un giro...

minerva ha detto...

Eh, magari.... Nel 2084 forse...
Baci

lanoisette ha detto...

beh, nemmeno io so ancora di che mort emorirò a partire dal 1settembre. ho imparato a non pensarci: d'estate, tiro giù la serranda e stop, altrimenti ricomincio spompa.
ed è vero, ripulire casa, fare spazio negli armadi, gettare il vecchio nell'attesa del nuovo, anch eseolo un abito o un paio di scarpe, sono cose che fanno un gran bene.