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domenica 1 agosto 2010

Gestione del dolore chez Castagna, quasi una querelle

Un nuovo amico, Pietro alias gattonero, mi critica perchè, in questa storia del Danno, qui su auleintempesta mi dispero e mi cruccio, e pubblico post che sembrano piangerlo per morto.

Ho risposto nei commenti lì per lì, poi però ci ho pensato ancora un po'. E vorrei dire alcune cose.

Intanto, qualunque sia la prognosi e chiunque sia coinvolto, il pensiero di dieci giorni di coma (perchè oggi, guardando la cronaca dell'incidente su Internet, ho appreso che il Danno è in stato di incoscienza dalle 5 di mattina di venerdì 23) a me, sinceramente, fa un effetto sconvolgente. Chi diavolo sa se una persona in coma sente, non sente, soffre, ha paura. Non è un bel pensiero.

Poi, questo è un ragazzo, non un trisnonno di centosette anni. E non è che abbia un'unghia incarnita, ha rischiato seriamente di morire, la prognosi non è sciolta nemmeno adesso.

Ma soprattutto, questo è un blog dove si parla di scuola e i ragazzi, che ne sono i coprotagonisti insieme alla sottoscritta, vengono citati per le loro battute, i loro successi, le loro marachelle, i loro amori, le loro difficoltà, da undici mesi a questa parte, in queste pagine. Non mi è mai successo di avere un alunno o exalunno in ospedale tra la vita e la morte e, dato l'argomento del blog, che è il mio rapporto col mio lavoro, questo è proprio il posto giusto dove lasciarmi andare e sviscerare l'effetto che mi fa. Chiaro che nella mia giornata ci sono ventiquattro ore e non tutte sono dedicate a piangere sulla sorte del mio ex alunno. Ma è vero anche che me lo sogno la notte. Sarò impressionabile?

Ho ben chiaro che lui non è per fortuna morto. Sono purtroppo stata al funerale di un ragazzo della sua età, allievo non mio ma di colleghi, e le facce dei parenti, degli amici e degli insegnanti ce le ho presenti, non è certo la situazione che sta vivendo la sua famiglia e la gente che lo conosce.
Qui anzi la speranza è l'aspetto dominante.
Ma in questi giorni ho risposto, senza peraltro fare dell'inutile terrorismo, a mail di alunni che mi chiedevano se sarebbe tornato sui campi da calcio a inizio stagione, e non essendo una ragazzina, avendo purtroppo uno straccio di infarinatura su quel che può succedere a causa di un danno cerebrale, non spero contro ogni logica che, come nelle telenovelas, il Danno si svegli e salti giù dal letto, abbracci i suoi, si accenda una sigaretta e mandi un sms alla fidanzata.
Molta dell'angoscia che provo è data dal fatto che, volendogli bene e conoscendolo per uno che, normalmente, spacca il mondo, mi dispiace moltissimo pensare come si sentirà se dovrà fare della riabilitazione motoria, o addirittura della logopedia, per non parlare di tutti gli altri rischi che ancora corre e di cui non si può dir nulla di certo finchè non si sveglia.
Capisco bene che tutto quanto possa poi finire in gloria, ma dipendesse da me gli eviterei tutta la trafila ospedaliera e riabilitativa, perchè gli voglio bene. Forse, data la consuetudine con una certa fascia d'età, mi immedesimo a sufficienza in un adolescente da potermi immaginare cosa potrebbe voler dire tornare al paese, da cui sei partito come un giovane guerriero ambito dalle ragazze e ammirato dai maschi, e non essere lo stesso, ma avere bisogno d'aiuto magari per una cosa semplice come allacciarsi le scarpe.

Ho pensato che Pietro, pur animato dalle migliori intenzioni, ci sia andato pesante con me.
Però ho anche riflettuto molto su come realmente sto vivendo questa notizia e i suoi aggiornamenti. E vorrei dirti, Pietro, a parte l'ovvio distinguo su come ognuno gestisce il dolore, la paura o l'empatia, che per me questo evento spaventoso è stato un banco di prova. Ne ho scritto sul forum buddhista che seguo, a proposito della preghiera che, nel buddhismo, è una cosa diversissima da quella del cattolicesimo, da cui provengo (non puoi chiedere aiuto, grazia o pietà a un Dio onnipotente... e ti chiedi se le pratiche buddhiste prevedano una situazione in cui non sia proprio facilissimo pensare con serenità alla reincarnazione.) E avevo preparato un post da mettere qui, perchè purtroppo la salute del Danno non è la mia sola preoccupazione in questi giorni, che per ora non avevo postato, ma invece dato che tu mi fornisci lo spunto lo faccio, adesso.

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