E' dal tre luglio che giro come una ventola.
Ho fatto delle vacanze da ricchi sissignore, lunghe, in posti belli, etc. etc.
Però belin. Tra dieci giorni torno a lavorare e non avrò avuto tempo di sedermi un minuto sul mio divano.
Non mi ricordo neanche che libri ci sono sul comodino a Asti. E anzi, dato che Fata Romena ha lavorato in nostra assenza, chissà se ci sono rimasti dei libri, sul comodino. Sempre che ci sia ancora il comodino ("io ha deciso che mette a posto vuostra camera visto che non ci siete, poi ho pensato metto il cuomodino suopra scrivania, ribalto armadio, inserisco due duozzine di viti e ho costruito vuostra vasca idromassaggio"... nel senso che la nostra bella Fata è peggio di McGyver, le dai un pezzo di spago, un chiodo e due arachidi e ti fa un letto a castello).
Devo (DEVO!) fisicamente vedere la Diavolessa. E sentire l'odore dei capelli di Bibi e Pallina.
E andare al parco con il cane. E riallacciare un cospicuo rapporto economico con il macellaio, perchè da quando non ho lui non mangio praticamente proteine animali, con beneplacito dei buddhisti.
Uh Gesù, e i buddhisti!
E il mio ufficio? E il caffè dal Mattia? E i dopocena dal Blago col Nobile Toscano?
Mamma mia, mi sembra di essere andata via da sei anni.
Potrei scoppiare in lacrime al solo sentire la voce dell'Inflessibile, anche perchè ci sono buone probabilità che io e lei quest'anno non lavoriamo nella stessa scuola.
E mi mancano le mie colline. Le mie stradine nel bosco. I miei libri. I miei quaderni. Il cinema. I film in dvd. L'odio sconfinato che mi suscita il mio vicino di sopra. Gli Astigiani cocainomani al volante. Il pavé. Le carognate della Bestia Nera, gli occhi seri del Gigante, addirittura - state calmi, non linciatemi - la neve.
Giuro. Ieri pensavo alla neve.
Secondo me all'analisi del DNA sto mutando, ormai sono proprio un po' astigiana.
Ci sono serie probabilità che quest'anno vada a vedere il Palio.



1 commento:
A chi lo dici, non vedo l'ora di tornare a casa, alla pioggia ed al cielo grigio. Anchio pensavo alla neve a ferragosto, tranquilla. pensavo al piacere sommesso della cioccolata calda, alla lana delle giacche ed al teporino invernale che si respira a leggere sotto ad un piumone...
Baci
Minerva
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