Fiona l'Orchetta, intanto. Ormai sta un tantino sfilando i contorni della sua informe personcina infagottata fissa in una brutta tuta, e anche i lineamenti si stanno un po' raffinando, anche se ha sempre il monosopracciglio, poverina. E qualcuno dovrebbe mandarla dal dentista.
Però adesso la madre è stata operata, è a casa a letto con catetere etc, e lei viene a scuola sporca, trasandata, col collo nero, i capelli incrostati e i vestiti macchiati.
Il fatto che abbia due sorelle più grandi evidentemente non aiuta. Quella di mezzo, che a sua volta ha un nome da soap opera ed è molto bella, a gennaio fa diciotto anni e siccome ci conosciamo (perchè è stata iscritta da noi fino ai diciassette, per poi fare l'esame da privatista a giugno scorso) ho chiesto se ai prossimi colloqui può venire lei.
Vivono in una specie di casermone di mezzi zingari dove finiscono per sposarsi sempre tra appartenenti alle stesse due o tre famiglie, mettere al mondo diversi figli nessuno dei quali va bene a scuola, e vivere più o meno di espedienti, assegni del comune etc.
Sono una vera leggenda nella valle.
Infatti Fiona ha un sacco di altri casini. Ha il sostegno ma con l'Inutile è, in effetti, secondario, che ce l'abbia.
Siamo a dicembre e non ha i libri.
Su 67 giorni di scuola ha 26 giorni di assenza.
E' una bimba dolce e affettuosa, buona e disponibile, ed è un relitto della società a soli dodici anni.
Ma adesso io ho paura dei pidocchi. Fiona ha sulla testa una zazzerona di capelli nerissimi molto folti e grossi. E pochissimo pettinati.
E ora devo farmi coraggio e dirle che deve lavarsi, cambiarsi, pettinarsi e insomma essere presentabile. Perchè se non lo faccio io non lo farà nessun altro.
Poi, c'è Dolce Castoro. Dolce Castoro ha diciassette anni tra poco, un papà bracciante, una mamma che sembra avere trent'anni più di quelli che ha. E i servizi sociali addosso, perchè per anni non sono riusciti a mandarlo a scuola e non lo portavano dal medico e non gli tagliavano i capelli. Se si chiama Dolce Castoro e non Ragazzo Selvaggio è solo perchè è: 1) intelligente e attento, 2) delizioso come carattere con noi e coi compagni, 3) responsabile, 4) tutto sommato anche carino. Deve essere un problema di ansia cronica, quello che gli impediva di venire a scuola, perchè non è nè cattivo nè agitato, anzi, ora che da un anno intero segue con regolarità non solo è un bravo studente, ma è un ragazzino d'oro e ha fatto amicizia stretta coi più studiosi e beneducati della classe, due degli Arcangeli, che delle creature celesti hanno anche il nitore. Presto piacerà anche alle ragazzine, come appunto gli Arcangeli, che sono in cima alla lista, nelle preferenze delle femmine della scuola, data anche l'ampia varietà che offrono, quello tutto biondo, quello con gli occhi viola e quello tutto nero.
Ma prima Dolce Castoro deve lavarsi. I capelli, che sono per sua fortuna lisci e sottili e quindi sembrano meno pericolosi dei capelli di Fiona dal punto di vista sanitario. Le unghie, che sono nere. E le ascelle, perchè ha diciassette anni e suda come un uomo, non come un bambino. Tanto per limitarsi all'aspetto sociale e non a quello dell'igiene a tutto tondo, che spingerebbe a suggerire anche altre procedure altrettanto necessarie, cui però non intendo accennare.
E di nuovo, sarò io a dirglielo.
Una volta l'ho fatto, eh. Con il Poeta Hacker, a Paesino Sperduto. Gli ho fatto notare che era più grande degli altri (sedici anni, lui) e che per forza il suo corpo, cambiando a livello ormonale, lo tradiva con odori che prima non aveva. Gli ho fatto l'esempio dei miei problemi alla tiroide e del periodo in cui avevo dovuto cambiarmi tre maglie al giorno perchè sudavo troppo, anche se era inverno. Aveva l'incubo di essere grasso, non si era accorto che stava diventando anche alto, e gli ho suggerito un paio di jeans al posto della solita tuta, per valorizzare la sua persona. Non se li è mai messi finchè l'ho visto io, ma non si è mai più presentato a scuola meno che pulito e, cosa di cui ancora adesso mi stupisco, non me ne ha mai voluto di avergli fatto questo discorso.
Posso sperare che non me ne vogliano e non restino traumatizzati neanche i miei due alunni di seconda, ma ho paura.
sabato 17 dicembre 2011
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)



6 commenti:
sai che va fatto e sai che lo farai. prima o poi è capitato a tutti.
e su Fiona, credo che varrebbe la pena una telefonatina ai servizi sociali.
i pidocchi, comunque, non c'entrano nulla con la pulizia , or lack thereof (per la serie, combattiamo lo stigma)
No, è vero, infatti abbiamo regolarmente miniepidemie anche nelle classi di alunni lindi e profumati; e si risolvono praticamente da sole, notiamo ora che, per legge, non possiamo più segnalarlo a casa con l'avviso come una volta (o almeno non per iscritto). Ma se per disgrazia dai capelli, magari pulitissimi, di un'altra amichetta arriva un pidocchio sulla testa di Fiona, chi lo trova più, lì dentro.
ecco, se fossi la mamma di Fiona, ti ringrazierei per esserti presa cura, almeno tu, di mia figlia...
Un bacio, Tipa
PS: da noi a scuola mettono un avviso in bacheca e, fino all'anno scorso, mettevano anche una striscetta stampata sui diari, che recitava all'incirca così: "Si sono verificati alcuni casi di pediculosi, si prega di controllare i propri figli" e non ti dico il panico che si scatenava!
Eh, per la privacy non si potrebbe più, ma almeno le mamme così davano un'occhiata e noi prof ci passavamo i capelli con l'aceto.
Ah sì? Sia dalla scuola elementare che dall'asilo dei miei pupi sono arrivati avvisi: casi di pediculosi, controllare le testine... Che io sappia i pidocchi prediligono le teste pulite, quindi dovrebbe stare in una botte de fero...
Posta un commento