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domenica 11 dicembre 2011

auleintempesta featuring Claudia Sarritzu

Leggete, e meditate.

Una cosa è chiara. Qui è come all'epoca del giudizio universale: c'è da rifare il mondo. Ma bisogna che ci facciamo furbi e, la prossima alleanza che stabiliamo, siamo ben sicuri di stabilirla col dio giusto.

Che stavolta però deve essere una donna.




'ntu culu a Noè.

5 commenti:

the pellons' ha detto...

Grazie per avercelo fatto leggere.
:)

Anonimo ha detto...

Castagna, il nostro era un paese da ricostruire già dopo la 1° repubblica, nel '92 dopo il decennio dei Craxi e degli Andreotti. C'era la vaga speranza di poterlo fare : ci siamo scelti il noto saltombanco che prometteva il nuovo miracolo italiano.
Così, per la contentezza di molti abbiamo buttato 17 anni. Ora siamo tornati alla partenza, con un giro in più sulle spalle.
Ce la faremo ? Anche se sono un uomo, credimi che io ci sto (ci son sempre stato, chiedi a mia moglie).

Anonimo SQ

Castagna ha detto...

Lo so, lo credo davvero che ci sono molti uomini che ci metteranno del loro meglio.

Intendo dire che per sopravvivere a una crisi come quella di adesso secondo me è necessario un approccio di tipo "femminile": un approccio che sia lungimirante, disposto a certi sacrifici ma non a qualsiasi compromesso pur di avere tutto subito, un approccio che pensi alle persone, oltre che alle cose, che pensi a salvaguardare la dsignità dei lavoratori oltre che il loro stipendio. Secondo me, quantomeno nel mio settore di lavoro, si avverte questa necessità di riprendersi la cultura, la giustizia, la DECENZA, partendo dal basso, non dalle Marcegaglia o dalle Merkel, anche se loro ci sono e devono esserci.

Castagna ha detto...

Mi sentirei di dire un'altra cosa, SQ, per quanto piuttosto futile.
Nel '92 io avevo 16 anni e di politica mi interessavo poco, la coscienza civile in me è nata poi negli anni dell'università, ma il clima che si respirava a pelle era quello di gente che ha scoperchiato un vaso di vermi e però ha gli strumenti per pulire. Oggi è diverso perchè, rispetto agli anni Novanta, la politica fa ugualmente schifo se non peggio (dimmi che abbiamo una sinistra in Italia! allora, per quanto fosse forse anacronistica, c'era ancora una sinistra... di sinistra, e serve che ci sia, serve anche a quelli che votano a destra - per inciso, mai una volta ho neanche lontanamente dato fiducia all'ometto bastardo nè ai tizi verdi regionalisti che entusiasmavano alcuni dei miei compagni di scuola, ho votato tutte le sinistre che c'erano pur di salvarne almeno una... ahimè) ma quel che ora manca è la cultura di fondo della democrazia, che è stata umiliata e danneggiata. La generazione di quelli nati dieci anni prima di me ha cresciuto i figli in questo clima e ora molti di questi figli sono in condizioni di votare a loro volta. E dal basso si sente la differenza, davvero.

Anonimo ha detto...

Parole sante, Castagna.
Approvo su tutta la linea.
Resta la dolorosa realtà di doversi appoggiare (o dover sostenere) al meno peggio, non al meglio che vorremmo (e magari altri hanno).
Piuttosto che niente, meglio piuttosto, si dice, ma con un po' di amaro in bocca, diciamo...

Anonimo SQ

PS Allora forse ho sempre avuto un approccio "un po' femminile" senza saperlo...