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venerdì 2 dicembre 2011

Gente di spettacolo

Okay, e allora, dopo sei mesi che in casa nostra non si parla praticamente d'altro, da ieri sera siamo entrati nella fase conclusiva, e full immersion, del primo festival del cinema totally by Uomo.

E siccome il primo pezzo del festival, quello in cui intervenivano autori di cortometraggi e documentari, è durato due mesi, stiamo vedendo e rivedendo da un po' di tempo persone che vivono a Roma, che hanno lavorato in giro per il pianeta, e di mestiere appartengono al magico mondo dello spettacolo. In questi ultimi quattro giorni, poi, giriamo col jet set, a mazzi di cinque sei otto attori e registi per volta, con l'aggiunta di alcuni altri tecnici del settore, come un noto critico cinematografico, operatori tv e fotografi.

Non vi dico in che condizioni ho i piedi, e siamo solo al secondo giorno di tacco assassino.

Stiamo parlando con gente molto, molto carina, a parte tutto. Gli attori, una volta che si rilassano, non sono poi così impostati. I registi, soprattutto quelli che abbiamo invitato noi, che sono giovani e rampanti, e in particolar modo quelli dei documentari, che spesso sono belle persone che lottano per portare in giro un'idea, sono gente interessantissima, acculturata, piena di fascino intellettuale e non di rado anche fisico. Hanno ovviamente tutti una personalità fortissima.

Comunque io ho rifatto i riflessi biondi, sfodero tutti i mejo gioielli di mammà, trampoleggio sui tacchi mandando dei santioni su ogni tratto di pavé, e faccio le due di notte di giorno feriale. E intanto cerco di rispolverare, dal profondo della mia vita ormai campagnola e ritiratissima tra scuoline di paese, uncinetto e templi buddhisti, le competenze sociali della donna di mondo (ma non è un problema, per una che è cresciuta in Albaro, è come il campanilismo per quelli di Carignano, o la cocaina per quelli di Castelletto, ce l'hai già nel sangue quando nasci).

Poi osservo. Osservo tantissimo. E vi rendo partecipi delle seguenti osservazioni e di alcune domande, in ordine sparso:

1 - "Grazie, ma sono reduce da un'influenza, non ho molto appetito" - "Grazie, ma sono sotto antibiotici, ho lo stomaco un po' sconvolto" - "Grazie, ma stasera voglio fare una follia e prendo solo la carne cruda con il tartufo" - "Grazie, ma ho già mangiato" - "Grazie, ma è molto tardi e non ho più fame, prenderei solo un'insalata": oh, neanche una che pronunci le parole "dieta", "stare leggera", "proteine", tra tutte queste donne di spettacolo, eppure non mangiano un cazzo, al massimo gamberi al vapore e carne cruda con un filo d'olio, spesso niente vino, praticamente mai pane, in alcuni casi solo ed esclusivamente verdura. Ne deduco che a Roma e dintorni sia estremamente kitsch definirsi a dieta o parlare della propria linea: cioè, loro non devono assolutamente confessare che mangiano solo dieci grammi di fibre una volta al giorno per non ingrassare, perchè nessuna di loro è mai stata grassa o teme di diventarlo, giammai, piuttosto preferiscono farti credere che mangiano così per capriccio o per fastidi di salute, figuriamoci. Io, per reazione, o mi vedo grassissima e mi si chiude lo stomaco, o mi scofano con entusiasmo un piatto di agnolotti e il dolce senza il minimo rimorso.

2 - Quando un uomo è pieno di sè, è pieno di sè e monopolizza a tratti la conversazione. Quando un uomo è un regista ed è pieno di sè, ti tiene in piedi fino alle tre di mattina con le chiavi della macchina in mano per raccontarti quella volta che ha mandato in culo un produttore ricchissimo, perchè lo limitava nella sua espressività artistica. Dimenticandosi che te l'ha raccontato due settimane fa, e che la settimana scorsa hai già risentito tutta la storia perchè l'ha raccontata ad altri con cui eravate entrambi seduti a cena.

3 - Questa gente vive di notte. Noi no. Stamattina sono entrata in classe sbandando.

4 - Capisco tutto, io, ma una cosa non riesco a immaginarmi. Che tu sei una ragazza, ti svegli la mattina, vai in cucina e in cucina c'è tua madre, cinquantenne, in vestaglia e spettinata. E però tua madre è Laura Morante, alias una che in vestaglia e spettinata a momenti è più bella di quando è in abito da sera con lo chignon. Come cresci? Come sopporti il fatto di avere, anche solo temporaneamente, dodici anni, le tette piccole e i brufoli?
(Questa fa il paio con un'altra domanda che mi sono sempre fatta. Tu hai sedici anni e vai a studiare da una tua amica, e quando siete lì che fate i compiti arriva il papà della tua amica ed è Harrison Ford, o Mel Gibson, o Bono, o Brad Pitt. Cosa fai?)

5 - Le donne sono bellissime. Madonna, sono BELLISSIME, anche le più banali, anche quelle che stanno dietro la macchina da presa e non davanti, anche quelle che si presentano apparentemente in stile casual. Sono naturali e fini e assolutamente impeccabili: fondotinta da cento euro che tiene per ventotto ore, sopracciglia ad ala di gabbiano, trucco così delicato che a volte devo pensare attentamente per capire se certi effetti di colore sono naturali o artificiali. E i capelli: Gesù, i capelli di queste donne.
Io torno a casa, scendo con due urli di dolore (uno per piede) dai tacchi, mi guardo allo specchio e, lo giuro, i peli in eccesso del sopracciglio che avevo strappato la sera prima sono di nuovo lì. E ho le occhiaie. Insomma, da quando lavoro per il cinecircolo ho imparato che per non sentirmi totalmente una merda devo giocare d'anticipo e esporre in modo esagerato le caviglie e la scollatura, due punti di forza che non tutte possono vantare, soprattutto il primo, per il quale non c'è chirurgia che tenga. E comunque queste donne elegantissime non hanno il seno rifatto, quindi se sono piatte sono piatte. Però hanno delle vite talmente sottili che la mia autostima si taglia le vene lo stesso.

6 - Fare la first lady però è divertente. Soprattutto perchè gli uomini di spettacolo, anche quelli pieni di sè, sono gente abituata a girare per cene, ricevimenti e occasioni ufficiali. Quindi sono educati ed eleganti, ti reggono l'ombrello, ti danno cortesemente il braccio per accompagnarti, ti tengono le porte, ti coinvolgono nella conversazione e ti regalano rose, con enorme savoir faire. E io rido sotto i baffi (che ho dolorosamente strappato la sera prima, di nuovo) e penso che stanno trattando come una regina una che tra sette ore si metterà una braga sformata e le scarpe da ginnastica e farà lezione seduta su un banco in mezzo a venti dodicenni di campagna. E questa doppia vita mi riempie di benessere. A parte la pianta dei piedi, quella mi fa male 24 ore su 24, anche a scuola.

7 - Non ho molta paura di tutte queste donne spettacolose che girano con mio marito, credevo peggio. In realtà lui ha talmente tanto da fare che non credo veda un quinto di tutto quel che noto io. In compenso a me stanno succedendo fatti incresciosi, tipo scendere nel foyer del cinema e, invece di abbracciare l'Uomo che non vedo da sedici ore, ritrovarmi a bruciapelo a stringere la mano di un trentaduenne ficherrimo dallo sguardo magnetico che si presenta col solo nome, così io non riesco a ricordarmi se è un attore o un regista e di che film, e mentre cerco di connettere e sono concentrata sul nome non mi rendo conto che lo sto letteralmente mangiando vivo con gli occhi, a bocca aperta. Dopodichè mi ripiglio e, acquisendo consapevolezza della figura di merda che ho appena fatto, divento scarlatta e perdo la favella.



(il trentaduenne ficherrimo di ieri sera)

14 commenti:

Anonimo ha detto...

ma minchia
(il trentaduenne)

La prof ha detto...

Dunque, posso mettermi i tacchi anch'io. Quando lo rivedi, il 32enne?

lanoisette ha detto...

la figura di merda la giustifico io. sul diario, sul libretto, dove vuoi.
giustificatissima.

Anonimo ha detto...

che su di me tutto questo non fa nessun effetto lo sai vero.....
INVIDIA,INVIDIA,INVIDIA!!!!!!!!!!!!!!
Symo Symo per niente invidiosa

Castagna ha detto...

Vedo che capite. Ahimè è ripartito, potete andarlo a vedere a teatro a Milano (roba interessante, ieri sera l'Uomo mi fa: "Mah, fa del teatro di quello d'avanguardia, non so bene come siano gli spettacoli, ma sono vietati ai minori di diciotto" e io "Cough cough ahgh... perchè... recita nudo???????????)

Castagna ha detto...

@Symo: fidati, non c'è molto da invidiare, io faccio la splendida, ma se mio marito mi fa un'altra volta lo scherzo di stare sei mesi a organizzare una cosa del genere assorbendosi totalmente giorno e notte nelle cose da fare anche quando lo supplico di smettere, della sua prima moglie non gli resterà che un mazzo di lettere firmate da un legale.

Anonimo ha detto...

bè .... no.... spè!!!!! Si... ma Gale è irraggiugibile anche dopo un frontale con double-decker bus e colica renale in simultanea...D

Castagna ha detto...

Sì però costui, ti assicuro, Diavolessa, a svoltare un angolo e trovarselo all'improvviso davanti che sorride e ti stringe la mano, la retina te la lucida non poco

Anonimo ha detto...

ma mannaggia che sono a Roma ma dalla parte sbagliata della città. mannaggia! secondo me te sui tacchi o non tacchi sei molto più bella delle signorine grazienonmangio. La bellezza si sente la si sente nelle parole.

Anonimo ha detto...

e dell'ex viggeieditoremilaneseregistadiunfilmchepiùbruttononsipuò non ci dici niente? :)

cecilia

Castagna ha detto...

Ahem ceci parli di Volo? Stiamo dando il suo film ma poichè ciò succede nella sala sotto il teatro non so nemmeno quanti spettatori abbiamo fatto. A essere onesti ieri sera qualcuno è entrato per "andare al cinema" in senso generico e le cassiere lo hanno prontamente dirottato a vedere il festival, c'era la proiezione gratuita di "Et in terra pax", un'opera prima bellissima. Ma il film di Volo lo daremo ancora per diversi giorni. Lui comunque non è tra i nostri ospiti... ci dedichiamo a gente emergente.

minerva ha detto...

Cof cof...
E basta la descrizione...
baci
Minerva-ceci

Anonimo ha detto...

noooooooooo volo, giammai volo! intendevo coppola (massimo, non francis ford). l'avevo visto tra gli ospiti sulla pagina fb (ammesso che io abbia capito bene città e festival ;)
ceci-ceci

Castagna ha detto...

Sì hai capito bene e abbiamo dato anche il suo "Hai paura del buio", che in effetti non è stato molto apprezzato. Io non l'ho visto