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venerdì 4 ottobre 2013

auleintempesta e i cinquantaquattro minuti

Il minuto di silenzio lo abbiamo fatto. 

Ma sono gli altri cinquantaquattro minuti di spiegazioni, domande e riflessioni quelli in cui gli insegnanti oggi si sono sforzati di gettare i semi che faranno, forse, un giorno, la differenza in questo Paese.

La terza A è stata molto attenta.

Ma sotto il mare ci sono lo stesso gli altri, e loro a scuola non ci sono mai andati e non ci andranno, anche se erano intelligenti come Winnie Pooh, riflessivi come Momo Docteur, brillanti come la Verace, curiosi come Microlord, vivaci come Dylan McKay, determinati come Tostissima, luminosi come Huck Finn, buffi come Atreiu, spiritosi come il Malinconelfo.

E qualcuno, che voleva soccorrerli, anche stavolta ha dovuto girarsi di là. Io dico che anche per queste persone dovrebbero intervenire gli organismi internazionali che difendono i diritti umani. Avere una coscienza, ma non poterla usare senza macchiarsi la fedina penale, è una violenza atroce.




lunedì 29 aprile 2013

Tutti in carrozza... e speriamo bene



Qualche motivo per tentare di metterci un po' di fiducia

1. Non è quella chiavica penosa della Mariastronza.
2. Con il curriculum che si ritrova, mi risulta difficile credere che sia scema.
3. Pisa è sempre un sinonimo di serietà.
4. E' bio-robo-coso-ingegnera: non so, forse prima o poi dovrebbero metterci un uomo o una donna di lettere a fare questa cosa, comunque è una che in università ci ha lavorato (non che sia una garanzia: abbiamo visto Profumo cosa è riuscito a dimostrare di sapere del mondo della scuola).
5. Avrà una vaga idea di cosa vuol dire essere una donna in certi ambienti della cultura.
6. E' simpaticamente sovrappeso e lo so che anche questa non è una garanzia di niente, ma dopo tutte le bambole gonfiabili e le santarelline infilzate che ci hanno propinato in questi anni, io ogni volta che vedo una che non è a dieta d'istinto mi sento meglio, propendo a sperare che non sia un'olgettina né un burattino né, come in questo caso temevo prima di vedere la foto, un androide.

Vedremo...

domenica 24 febbraio 2013

Le mani nei capelli

Secondo me, se votiamo a sinistra, tra un anno siamo da capo.
Ma a destra?
Tu, a destra?
Eh ho capito, ma questa sinistra?
E ma Rivoluzione civile no?
E Grillo?
Grillo non è un partito.
Grillo era un'altra cosa, non doveva entrare in politica, doveva stare fuori a fare quel che faceva prima, protesta, pressione, critica.
E scusa ma senza Monti hai idea di cosa ci farà l'Europa?
E se invece proprio Monti desse una mano all'Europa a mandarci a bagno?
Se facciamo la fine della Grecia?
E se gli dessimo ancora tempo per vedere se usciamo dal buco nero dell'economia?
La sinistra ha programmi di respiro troppo lungo, a noi serve l'ossigeno subito, il defibrillatore, dobbiamo ripartire, prima di fare riforme.
E con tutta l'IMU che gli abbiamo dato, magari qualcosa farà?
E ma lo sai no che Monti sta con Casini?
Oddio Casini, oddio Casini no.
No nonononono quello proprio non posso votarlo.
No.
Bersani?
Oh, per l'amordiddio.
Di Pietro, cioè Vendola, ma boh anche Ingroia...
E i dipietristi di Genova con tutto il loro shopping?
Anche il nostro amico preside...
Oddio.
Oddio.
No ma Berlusconi non si rialza, stavolta.
E se la gente crede alla cosa dell'IMU?
Oddio.
Oddioooooooooo.
Espatrio.
Emigro.

Non ce la farò mai a votare a destra, cioè io sono settimane che ci penso, anche sforzandomi di non sentire nella testa il rullo basso dei tamburi che inesorabilmente ripetono ifondid'istituto ifondid'istituto ifondid'istituto ifondid'istituto ifondid'istituto ifondid'istituto ifondid'istituto. Cercando di pensare in generale, da cittadina, e non solo da insegnante. Che non è facile, con il faccino lentigginoso di Atreiu, gli occhi di Momo Docteur, il sorriso di Tesoro Diafano, la voce di Bambino di Formaggio sempre stampati in mente.

Non so che fare, so che posso entrare armata dei migliori ragionamenti e impormi di non pensare solo all'ideale ma alla praticità, poi finirà come sempre, che vedrò un simbolo di sinistra, di sinistra quella vera, quella che mette davanti la Costituzione, i diritti, la parità, il sostegno sociale, e la matita copiativa andrà da sola.

Però stavolta ci ho dovuto pensare, ci sto ancora pensando, e credo che non sarà lì la soluzione.

Che angoscia.

martedì 29 maggio 2012

Winter is still raging

Povera Italia, piuttosto che niente la Pianura Padana si mette a sgroppare come un puledro impazzito.

Io comunque lo sento, il profumo del cambiamento.

Sono i ragazzi che hanno sfilato con la maglietta "io non ho paura". Il bel ragazzone dall'aria sana e sicura che, intervistato di fronte alla scuola Morvillo Falcone, ha detto "noi ci fidiamo di chi viene a scuola con noi". Credo intendesse compagni di scuola, insegnanti, gente che sta lavorando per il futuro, per una cultura che con la mafia tagli i ponti definitivamente, che la faccia morire di solitudine e di impotenza, come quando blocchi i vasi sanguigni che alimentano un tumore. Beh, tesoro, a me che faccio la prof sentirti dire che voi vi fidate mi ha dato veramente l'antidoto a tutto il resto.

E' Gramellini (sempre lui: ma quando glielo facciamo un monumento? o gli intitoliamo una piazza?) che scrive questo.

E' la reazione inorridita della gente alle parole del ministro Puzza (perchè i profumi sono diversi: sono le felpe di cotone dei miei alunni, sono le crostate del laboratorio di cucina, sono le pagine dei libri dopo che ci hai studiato sopra un anno) che ha osato dire all'intervistatore de "Il Secolo XIX" che la bidella che fa tutto da sola correndo da un piano all'altro di un istituto è un esempio e dovrebbero lavorare tutti così...* Dimostrando che era meglio se restava trincerato nell'agghiacciante silenzio in cui era caduta la scuola dal momento dell'estromissione della Mariastronza. Ha anche risposto, alla domanda sui precari, che i giornalisti fanno sempre le stesse domande, e a quella sui ragazzi che non hanno l'insegnante di sostegno che bisogna vedere le cose da un altro punto di vista. Ha cioè chiarito che nemmeno in questo governo verranno risolti dei problemi che purtroppo sono prioritari nel mondo dell'istruzione. Ma la gente lo ha smerdato subito. E questo va bene.

*Se per caso chi legge appartiene alla categoria di quanti credono che la bidella, di mestiere, lavi dei cessi e spazzi malamente delle aule, vi ricordo che il personale ausiliario nelle scuole, per legge, ha, tra gli altri, i seguenti compiti: sorvegliare le classi ai cambi d'ora, se un insegnante ritarda o viene chiamato fuori dall'aula; occuparsi degli alunni che si sentono male; contribuire a spostare - nutrire - lavare - accompagnare in bagno gli alunni gravemente disabili; chiamare i soccorsi e prestare le prime cure in caso di emergenza; staccare la corrente e provvedere all'evacuazione dell'edificio in caso di incendio / terremoto / altra situazione che richieda una fuga in massa; aprire e chiudere la scuola e tutti i laboratori, attivare il sistema di allarme, i server di internet, rispondere al telefono; sorvegliare l'ingresso e provvedere all'identificazione di chiunque entri (o esca, se è un alunno); ovviamente mantenere l'igiene di aule, corridoi, servizi; attrezzare le stanze per qualsiasi occasione speciale come riunioni, proiezioni, collegi docenti, etc.


E' la richiesta, che sta girando su Internet, di annullare una parata che in fondo lascia il tempo che trova, e uno stupido viaggio a Milano di quel coso inutile anzi dannoso che è questo papa, per non spendere soldi e darli invece alle popolazioni che hanno perso la casa, il posto di lavoro, la macchina, la torre comunale del Trecento, la chiesa parrocchiale e tanto altro nelle scosse di terremoto.

Io trovo che in Italia di gente che sa ancora ragionare ce ne sia tanta. Ragionano bene anche quelli che, sull'onda della rabbia, inseguivano una macchina della polizia dove credevano fosse trasportato il sospettato dell'attentato di Brindisi. Perchè sì, è vero, erano in preda all'esaltazione e hanno sbagliato. Ma Melissa è morta a 16 anni mentre andava a scuola, e io continuo a pensare a quella famiglia che ha una figlia ustionata a Brindisi e un'altra con la cassa toracica sfondata a Lecce. E certo che sono vive, ma la loro vita è cambiata per sempre, e quando ho sentito dell'attentato, dopo i primi minuti di groppo in gola, di "non è possibile, ma come si può, ma Dio mio", ho detto "spero che quando li prendono li buttino in mezzo alla folla; ma scusa, Uomo, se nostra figlia venisse ferita o uccisa da una bomba messa davanti ai cancelli della scuola, tu, potendolo fare, non vorresti smembrare i responsabili a mani nude? Io sì".

Però ragionano bene soprattutto i ragazzi che a scuola continuano ad andarci, che vogliono tenere aperto il liceo anche di domenica. Sono loro quelli per cui noi andiamo avanti, possibilmente fino a 88 anni e con la schiena dritta come un fuso, come la maestra di Gramellini.

venerdì 20 gennaio 2012

Per Polly

...che ha scritto questo



Posso essere interrogato?

Ma quanto mi ha messo? Mi ha messo sei? Eh? Mi ha messo sei?

Posso rispondere anche alle altre domande del compito? Io questa la so fare.

Qui c'è il mio diario, così mi mette il voto.


Bambino di Formaggio che sei vestito con la roba della Caritas, Bambino di Formaggio che hai il quaderno non certo perchè te l'ha comprato tua madre ma perchè te l'ha preparato e pagato a sue spese la prof di Italiano della scuola da cui vieni, Bambino di Formaggio che naturalmente sei il primo di tre fratelli di cui il più piccolo ha tre anni e non parla, ma nessuno si sogna di portarvi tutti in neuropsichiatria infantile per farvi certificare in modo che a scuola possiamo aiutarvi, Bambino di Formaggio che non riesci a stare attento alla lavagna e all'interrogazione e resti indietro quando detto, Bambino di Formaggio a cui il prof di sostegno ha dovuto parlare del cambiarsi le calze e lavare le scarpe e magari pure i piedi, lo sai che su una classe come la mia l'arrivo di uno come te a gennaio è peggio di un meteorite su un centro commerciale il 24 dicembre?

Però tu e io per ora andiamo d'accordo, e mi sembra che, quando ti ho detto "Senti, hai risposto bene alle domande, allora siccome sono senza voti di orale te lo conto come una piccola interrogazione così fa media, e sei stato anche bravo quindi ti dò otto, però ricordati che da febbraio avrai da fare le stesse cose degli altri, e niente sconti", tu abbia capito.

Bambino di Formaggio, è vero che dobbiamo assolutamente risolvere il problema della puzza, perchè non mi è mai successo che un alunno fosse in condizioni tali da attaccarmi addirittura il suo odore nei vestiti e nei capelli, però a volte vorrei che anche tutti gli altri mi inseguissero come te per sapere se possono migliorare la loro media e per dirmi "io questo lo so fare".

Bambino di Formaggio, te lo confesso, io ho rivolto uno sguardo d'invidia alla collega, a cui la Befana ha portato una nuova alunna nippo-brasiliana o brasil-nipponica o giappo-paulista o come diavolo si dice, che però è grande, ha già studiato in Italia per cui parla benissimo, è carina composta beneducata e dice che in Brasile andava in una scuola privata severissima, dove la disciplina era la prima cosa.

Certo, lei ha un buon odore. Non dovremo rincorrere i servizi sociali per garantire il suo diritto allo studio.

Ma non voglio fare cambio. Voglio guardarti in terza media e ricordare con tenerezza questi primi giorni in cui eri ansioso di porti bene rispetto a un'insegnante nuova.

Ho frequentato solo scuole pubbliche, e dei quartieri bene, ma in città, dove, noblesse oblige, le famiglie sapevano essere politically correct. Nei paesi, lo so, è tutto molto più difficile. Ma non è impossibile. Ce la faremo, Bambino di Formaggio.

Spero con tutto il cuore che ce la faccia benone anche Fatima.

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Polly in realtà nel suo post parla di persone che non sono partite davvero svantaggiate nella vita, ma sono state etichettate da altri come diverse, outsider, non-come-noi. Io qui parlo di altro, di qualcuno che nella vita non è partito con tutte le carte a posto, con i cuscini sotto il sedere, e non c'è una questione di etichetta, ma di reale svantaggio di base rispetto ad altri. Il concetto però è lo stesso. Alle feste dei bambini bisogna invitare i bambini, non i pregiudizi dei genitori.

Fare l'insegnante ti mette ogni giorno di fronte al fatto che tu ragioni come un adulto e come un adulto hai idiosincrasie, preferenze e partiti presi. A volte, per esempio, io devo addirittura dire a me stessa di smettere di guardare un bambino con un occhio più tollerante solo perchè è straniero, perchè anche questo è un errore. E però in questo mestiere vedi anche lo sguardo con cui i ragazzini stessi, quando ancora tutto è possibile, guardano i loro coetanei, e impari tanto. Per dire, che a Dylan McKay che è bello come il sole, coi quaderni puliti e ordinati e un buon profumo di bucato nei vestiti e di shampoo nei capelli, la puzza di piedi di Bambino di Formaggio ora come ora non pare dare fastidio. E anche lui mi rincorre per dirmi se è vero che una cosa l'ha fatta bene, mica dà per scontato niente.

Di solito, quando la mia testa pensante si dimostra tendente a sclerotizzare, faccio un gesto simbolico che mi aiuta a riprendere il punto di vista più equanime possibile. Vado in bagno e lavo gli occhiali.

mercoledì 14 dicembre 2011

auleintempesta proclama lutto nazionale

Oggi, ore 12,35, Scuolina Rosa.

"Stai fermo lì sul lavandino. Brucia? Deve bruciare. Ora metti la garza e aspettiamo che asciughi. Okay, ti metto il cerotto, vieni qui. Bene, a posto, bacino passa tutto, ora fatemi interrogare."
...
...
...
"Prof, scusi?"
"Eh?"
"No, è che ho un po' di sangue sull'altro dito, posso andarmi a lavare?"
"Umm sì, però mi raccomando, non bagnare il cerotto."
Si alza e va alla porta.
"Docteur Momo?"
"Sì?"
"Tu vuoi fare il medico da grande, no?"
"Sì."
"E allora, lo sai intanto che le medicazioni vanno tenute bene asciutte, no?"
"Certo. Grazie."
"Prego."

Lo giuro, il suo sangue era rosso come il mio.

E quando io ero all'università e al mattino passavo con l'autobus sotto al cartellone con la gigantografia dei tre cuori umani WHITE BLACK YELLOW, un po' mi faceva senso, quella carne morta, così dopo colazione.

Ma per fortuna quando un giorno Docteur Momo, che si chiama come il Profeta, ed è nato in Marocco, sarà di turno al pronto soccorso, a lui non farà senso il sangue, neanche quello dei bastardi razzisti.

domenica 11 dicembre 2011

auleintempesta featuring Claudia Sarritzu

Leggete, e meditate.

Una cosa è chiara. Qui è come all'epoca del giudizio universale: c'è da rifare il mondo. Ma bisogna che ci facciamo furbi e, la prossima alleanza che stabiliamo, siamo ben sicuri di stabilirla col dio giusto.

Che stavolta però deve essere una donna.




'ntu culu a Noè.

lunedì 5 dicembre 2011

auleintempesta featuring un altro esempio di come siamo ridotti

http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2011/11/30/SCUOLA-Perche-da-un-docente-malvestito-si-impara-meno-/2/225548/

A parte l'orrore che mi suscita l'idea che questo articolo stesse in una pagina intitolata "educazione".

A parte che 'sta settimana, tra i deliri di padre Amorth, il privo di vergogna del post precedente, e quest'altro, mi sembra di essere finita in un incubo.

Comunque ci tengo a riportare qui quanto già detto sul blog di Ellegio:

E’ da discorsi sconclusionati e incredibilmente cretini come questo articolo che si vede la differenza tra un ignorante e un professionista.
Io sono una professionista, giro in jeans, maglia e scarpe da ginnastica, faccio un favore ai miei alunni maschi di terza se mostro poca gamba e zero seno, e se a giugno con trentaquattro gradi ho l’ascella pezzata è perchè sto lavorando sodo da ore, e posso andarne fiera, anche se ovviamente desidero tanto andare a casa a farmi un’altra doccia oppure trovare tre minuti per ficcarmi in un bagno e darmi una deodorata.
Questo signore è un coglione fatto e rifinito e le sue argomentazioni, magari profumate di costosa colonia, sono quelle di una mezza sega influenzata dai premier in maglia senza colletto o peggio a torso nudo, alla Berlusconi e alla Putin, per i quali conta solo quello che così bene riassunse un altro coglione una volta da Santoro, insultando pesantemente una docente precaria: “lei è giovane e carina, sorrida e la smetta di lamentarsi” . Mi fa pena.

auleintempesta NOT featuring quel decerebrato di "giornalista"

Qualcuno di mia conoscenza scrive sulla bacheca dell'idiota di cui sopra (al quale non intendo fare pubblicità anzi dedico una bella damnatio memoriae):
lei è un ignorante di una categoria così infima che non dovrei neanche sprecarmi a commentare. E' chiaro che il suo stupido articolo offensivo meriterebbe una querela da parte di chiunque abbia un po' di sale in zucca, non entro neanche nel merito del discorso sull'istruzione, salvo dire che sono estremamente contenta di vedere che qui sotto ci sono anche molti uomini che le danno dell'imbecille. Invece le voglio dire una cosa a nome di tutte le donne intelligenti e in gamba (che lei evidentemente non ha la fortuna di conoscere, e non mi stupisce, dato l'ambiente lavorativo in cui si muove) che come me non hanno avuto la fortuna di poter essere madri: lei è anche crudele nei confronti di chi la maternità se la deve sudare. Dovrebbe vergognarsi finchè campa di essere stato così meschino

martedì 8 novembre 2011

Non posso arrendermi

...ma ne avrei tanta voglia.

Da quando ho scritto il post sulla reazione che intendevo avere (e che infatti sto avendo) con la II C, ho corretto un'altra prova: comprensione del testo tipo Invalsi, con risposta chiusa.

Ho dato 12 insufficienze.
Arcangelo Occhiviola ha preso quattro e mezzo.

Ho anche interrogato di letteratura, quattro degli ultimi cinque che erano senza voto. Spettacolo, Arcangelo Occhiviola, l'Ingegnere e Principessina Russa.

Una cosa straziante.

Alla domanda: "Ma l'avete studiata?" due hanno risposto no, uno "un po'" e una "sì, ma non bene".

Due 4, un 5 e un 5 e mezzo. Ora, se voi a maggio dell'anno scorso mi aveste chiesto che studenti erano questi quattro, dell'Ingegnere avrei risposto testualmente: "un fancazzista", della Principessina "vende fumo", ma di Spettacolo avrei detto "brava, a volte veramente molto brava" e dell'Arcangelo "bravissimo, uno dei tre migliori della classe".

Oggi il Gigante ha tolto gli intervalli alla classe, dopo una prova di teoria della musica disastrosa.

Dopo questo non sappiamo cos'altro fare.

Io ho chiesto: "Ma scusate, ma se prendete quattro, sei o otto per voi è indifferente? Dolce Castoro, tu sei l'unico che ha preso otto della prova Invalsi, che sensazione ti dà?"
"Non mi fa differenza."
"Ah se ti davo un quattro per te andava bene lo stesso?"
"No, no."
"Ma se questo è quel che pensate, allora posso dare sei politico a tutti?"
Mezza classe non ha risposto, nella restante mezza si sono divisi tra borbottii indistinti e sì.
Goffetta: "Ma no, e allora chi prende un voto più alto?!?"
"Certo", ho detto io. "E' ingiusto per chi prenderebbe di più. Ma è anche ingiusto per chi prenderebbe sei veramente, che uno che aveva quattro gli passi avanti, no?"
Peste Romena: "E no, chi se ne frega?"
"Ah sì? E quando sul lavoro ti passerà avanti qualcuno che vale meno di te, sarà lo stesso?"
Lo Scoiattolo: "Va beh, lo ammazzo, e ho risolto."

Capite perchè poi una viene a casa e spera che, ALMENO, oggi pomeriggio cada il governo Berlusconi?

Mica si può vivere così.

Ora cosa faccio?

lunedì 7 novembre 2011

Cavernicoli nel 2011

Mi hanno chiesto di sradicare Clotilde.

Io l'ho presa, l'ho messa sulla cattedra e ci siamo guardate tristemente.

"Io la porto via, ma domani vi spiego la teoria del capro espiatorio."

Sono uscita all'una e mezza col mio vasetto in mano, e la pianticella tutta storta era visibilmente afflitta.

"Lo so, Clotilde, hai ragione. Non ti riporto dal gatto, te lo prometto. Ma devi capirli. Sono un po' primitivi."

Un po' come Cavallotto, che sostiene che con la pioggia, almeno, i Rom sfollano. Solo che lui non ha undici anni. E nemmeno settanta e una certa mentalità di una volta. Ne ha trentacinque.

giovedì 13 ottobre 2011

No scusa... cos'hai detto???

Ho capito male? Ditemi che ho capito male.

L'altra sera ero a Genova (i soliti affari di famigghia, che poi invece sono stati spostati a un altro giorno, così l'unica cosa concreta che ho prodotto, a parte stare un po' coi miei, è stata compilare il censimento a tutta la famiglia) e mi sono fermata a cena a casa mia, dove la televisione ancora funge (qui in Piemonte se non hai il decoder o Sky non vedi niente).
Devo dire che ho visto un tg di Rai Tre che valeva la pena vedere, per una volta: governo battuto grazie a membri del PdL che non si presentano in aula, decreto intercettazioni mandato a ramengo, corte dei conti che boccia il condono fiscale, indignados di Boston che manifestano a Wall Street chiedendo che i ricchi paghino e i poveri sopravvivano.
Uno quasi quasi potrebbe anche credere che tra qualche giorno si avvereranno dei sogni, di quelli grossi, per il Paese.

Poi mi salta all'orecchio un'ulteriore notizia.
Ditemi che ho capito male, perchè ero in cucina a fare il soffritto di porri per una pasta, e ho mancato qualche informazione fondamentale, perchè quel che ho capito io è stato questo:
sono usciti i risultati riveduti e corretti dell'anno scolastico delle scuole superiori. In pratica hanno detto ADESSO ad alunni che hanno concluso un anno e che addirittura hanno dato l'esame di stato a luglio se sono stati promossi.

Ditemi che ho capito male. Ditemi che sono uscite le statistiche su promossi e bocciati, non LE PROMOZIONI E LE BOCCIATURE. A ottobre.

Vi chiarisco che ho un nebuloso ricordo di quel che è successo a giugno, causa serissimi problemi di salute di mio padre e conseguente stop lavorativo senza precedenti nella mia esistenza: in pratica non sapevo nemmeno quel che succedeva nella mia scuola media, figuriamoci se potevo preoccuparmi delle altrui scuole superiori. Però ho la certezza che questo ministero è riuscito a comunicare tre giorni prima della fine della scuola che sì, all'esame di terza media c'era la prova scritta obbligatoria di francese (quella che da due anni era facoltativa) e mi sembra di ricordare che la terza prova della maturità fosse sbagliata e quindi oggetto di contestazione.

Non lo so, guardate che io in questi ultimi mesi ho vissuto in un TUNNEL (ahahahah) e che mi sono persa molte cose, da giugno ho letto il giornale con calma solo al mare e in montagna, quindi per un totale di venti giorni, perchè in città ero troppo presa, e davo solo una scorsa veloce alle news su ANSA.it. E da quando ho ripreso a lavorare sono troppo impegnata a star dietro all'orticello mio, anche perchè in questo 2010/2011 ho mandato via per la prima volta una terza senza aver finito il programma e scontentissima dei risultati miei e loro, e quando sono tornata a lavorare a settembre le orecchie mi sono state abbastanza tirate. Diciamo che sono un po' una sorvegliata speciale, e il mio compito di quest'anno è farmi perdonare i numerosissimi giorni dell'anno scorso in cui ero poco presente con la testa al mio lavoro.

Ma questo ministro e i suoi scherani hanno fatto tanto e tale danno alla scuola italiana, e si propongono al pubblico esterrefatto di studenti e insegnanti con una tale tracotante mancanza di pudore, che lì per lì la notizia che i risultati sono usciti il 12 ottobre mi è sembrata realistica.

Se mi confermate che è vera, avrei una domanda: dove CAZZO sono finiti i genitori? Gli iscritti alle scuole italiane sono TUTTI ORFANI???

sabato 24 settembre 2011

Il seguito della storia

Ve l'ho detto che 'sta settimana era un incubo...
Comunque vi devo il resoconto di com'è andata a finire l'altro giorno.

1. La denuncia sociale

La professoressa si trasforma in un'idra a sette teste (non nove, perchè abbiamo otto classi e in una ero appunto appena entrata) e, lanciando i lunghi colli a serpeggiare per i corridoi, infila una testa per ogni classe, andando a dire a tutti cos'è successo e chiedendo al grande eroe che reagisce al controllo antiscopiazzatura con le intimidazioni di stampo mafioso di farsi riconoscere, prima che la cosa passi in mano al vicepreside e diventi un problema di tutta la scuola. Orrore dei colleghi, che vedono, come del resto vedo io, in questo gesto un segnale pessimo.

2. La bella sorpresa: la preside collusa

All'intervallo non è ancora venuto nessuno a cercarmi. Io ho fatto lezione in I A dopo aver dissuaso le creature dal compiere indagini, fare ipotesi strampalate e cercare indizi.
Mi si avvicina la preside:
"Non è saltato fuori il responsabile?"
"Non ancora. Ma se non scopriamo chi è cosa facciamo? Voglio dire... non possiamo mica lasciarla passare così!"
"Eh però è un po' un problema, ci sono ragazzi che arrivano magari coi genitori alle otto meno uno, e loro non possono essere stati, per cui..."

Non ci credo. Non ci credo. Sta dicendo che se non si autodenuncia nessuno questa cosa passa in cavalleria?

La fulmino con gli occhi, stringo le labbra e non dico niente. Almeno si fosse sbattuta a farlo lei, il giro per le classi. Per fortuna che il Gigante deve aver provveduto a rincarare la mia dose. Comunque alle dieci passate, mentre io mastico amaro in sala professori, non si è ancora visto nessuno.

3. La dura lex

Poi compare una faccetta nordafricana visibilmente tesa. Mai visto nè conosciuto. Si autoaccusa. E' un alunno di terza dell'Inflessibile.
Mentalmente inneggio all'Inflessibile e ai rigidi standard morali che cerca di instillare nelle sue classi.
Gli comunico a) che non capisco cosa sperasse di ottenere b) che ha fatto bene a autodenunciarsi c) che devo dargli una nota sul registro. Gli si riempiono gli occhi di lacrime, passa chiaramente sul suo viso il pensiero: "ma come, io mi costituisco e tu mi punisci?"
Ho alternative? No. E infatti glielo spiego.
La nota gliela mette l'Inflessibile, da me controfirmata, dopo che lo ha tenuto in corridoio un quarto d'ora a cercare di farsi spiegare i motivi di un gesto del genere.

4. La frecciata

Passo la mattinata in sala prof, ci sono mille cose da fare, poi quando viene la preside le dico che abbiamo trovato il responsabile, abbiamo applicato la sanzione, e aggiungo: "Naturalmente mi sono complimentata con lui per essersi preso le sue responsabilità e HO FATTO FINTA che in caso contrario avremmo preso provvedimenti su tutta la scuola."
Ride, bella stella.

5. La riflessione

Dopo un'intensa oretta di scambi tra gruppetti di colleghi, tra colleghi e preside, etc, la sala prof si svuota, e restiamo io e la Compagna Collega.
Io: "Posso dire una cosa che deve restare in questa stanza? Io come insegnante ho ancora molto da imparare, ma ho già chiarissimo come NON mi comporterei se fossi una dirigente."
La collega ride, mi stringe una spalla, e va via.

6. La consolazione

Almeno, così, c'è stata, il giorno dopo, la possibilità di parlare con la II C dei valori importanti nella vita, del mondo dei furbi, del tentativo fatto da genitori e professori di educarli a qualcosa di meglio dello schifo che attualmente ci circonda.

7. Nota bene

Lunedì mattina rifaccio il giro delle classi nella mia mezz'ora di sorveglianza. La testardaggine a casa mia è considerata una dote.

mercoledì 27 luglio 2011

auleintempesta featuring Johannes Buo

Tutto quello che sappia­mo della mattanza sul­l’isola di Utoya, in Norve­gia, compiuta da Anders Behring Breivik, 32 anni, il cer­vello fulminato dall’esaltazione ultranazionalista, lo abbiamo letto increduli sui giornali. Ab­biamo compulsato decine di ar­ticoli nella speranza di capire non tanto il movente, impossibi­le da cogliere per chi non abbia nozioni approfondite di psichia­­tria, quanto il fatto che il pazzo sia riuscito a uccidere una no­vantina di ragazzi in mezz’ora senza incontrare la benché mini­ma resistenza. Sidirà che c’è poco da resiste­re in certe situazioni: se un uo­mo è armato fino ai denti, e le sue vittime, invece, non dispongono nemmeno di una fionda, la carneficina è sconta­ta. Giusto. Ma in questo caso, stan­do alle notizie in nostro possesso, sull’isola (un chilometro quadra­to, quindi piccola) si trovavano cir­ca 500 partecipanti a un meeting annuale di laburisti. Un numero considerevole. Quando Breivik ha dato fuori da matto e ha comin­ciato a sparare, immagino che lo stupore e il terrore si siano impa­droniti del gruppo intero. E si sa che lo sconcerto (accresciuto in questa circostanza dal particola­re che il folle era vestito da poliziot­to) e la paura possono azzerare la lucidità necessaria per organizza­re qualsiasi difesa che non sia la fu­ga precipitosa e disordinata, con­tro un pericolo di morte. Ciononostante, poiché la stra­ge si è consumata in 30 minuti, c’è da chiedersi comunque perché il pluriomicida non sia stato mini­mamente contrastato dal gruppo destinato allo sterminio. Ragio­niamo. Cinque, sei, sette, dieci, quindici persone, e tutte disarma­te, non sono in grado di annienta­re un nemico, per quanto agisca da solo, se questo impugna armi da fuoco. Ma 50 - e sull’isola ce n’erano dieci volte tante-se si lan­ciano insieme su di lui, alcune di si­curo vengono abbattute, ma solo alcune, e quelle che, viceversa, ri­mangono illese (mettiamo 30 o 40) hanno la possibilità di farlo a pezzi con le nude mani. Ci rendiamo conto. Cose così so­no facili da scrivere, standosene qui seduti alla scrivania, e molto più difficili da praticare sul campo mentre echeggiano gli spari e deci­n­e di corpi cadono a terra senza vi­ta. Ma è incredibile come, in deter­minate circostanze, ciascuno pen­si soltanto a salvare se stesso, illu­dendosi di spuntarla, anziché adottare la teoria più vecchia (ed efficace)del mondo:l’unione fa la forza. Varie specie di animali quando attaccano lo fanno in massa e nel­lo stesso modo si comportano quando si difendono. Attenzione però: gli animali istintivamente antepongono l’interesse del bran­co a quello del singolo. Uno per tut­ti, tutti per uno. Evidentemente l’uomo non ha, o forse ha perso nei secoli, l’abitudine e l’attitudi­ne a combattere in favore della co­munità della quale pure fa parte. In lui prevalgono l’egoismo e l’egotismo. Non è più capace di identificarsi con gli altri e di sacrifi­carsi per loro, probabilmente con­vi­nto che loro non si sacrifichereb­bero per lui.

Questo ha scritto Vittorio Feltri.

Ora io, come insegnante e come persona, vorrei dire una cosa.

Questo è Johannes.



Ha quattordici anni, non lo hanno ancora trovato e peraltro non so cosa ci facesse a un meeting/camping politico, così giovane.

Ma so una cosa. Questo bambino, che secondo l'illustrissimo bastardo senza cuore che ha scritto questo articolo doveva difendersi mentre un uomo armato (con abbastanza munizioni per sparare per sessanta minuti e oltre) inseguiva la gente tra gli alberi, come nel peggior film thriller americano, poteva tranquillamente essere in seconda fila in terza B, tra Bahama Girl e Bambino di Pane.

Ora io a Feltri gli darei una mimetica e un fucile e lo manderei un po' in Afghanistan, così, per vedere se prevale l'istinto del branco o quello del singolo in certe situazioni. Borioso vigliacco supponente col culo sul velluto.

martedì 19 luglio 2011

Midsummer

Eccoci qua.

Ufficialmente passati dalla fase "sono in aspettativa a preoccuparmi come una pazza delle mille sfighe familiari" a "beh, almeno all'Uomo qualche giorno di vacanza facciamoglielo fare".

Così siamo fuggiti tre giorni in montagna e al ritorno sembra ancora più INCREDIBILE. Cosa? Tutto: il fatto che io divida la mia vita come la sto dividendo, i due cellulari (uno uso lavoro uno uso contatti umani desiderati e gradevoli) che ho acquistato (tranquilli, può sembrare consumismo sfrenato, ma io sono legata per ragioni balistiche al modello base della Nokia, quello che costa 29.90 e può cadere dal salto Angel e rimbalzare sulle rocce senza rompersi, spegnersi nè scheggiarsi. Infatti il bell'oggetto da ben 39,90 che l'Uomo mi aveva costretta a comprare l'ho distrutto e ho dovuto sostituirlo), il fatto che i miei partano per la campagna (effetto stress sulla figlia pari al 175% dello stress precedentemente presente, dato che in campagna NO, NON C'E' il pronto soccorso migliore della città a cinque minuti dalla porta di casa, come e Genova), il fatto che siano esattamente 44 giorni che non faccio lezione a nessuno nè partecipo a qualsivoglia riunione, il fatto che un giorno, comunque vadano le cose con la salute del padre e la sua testa di piombo, la salute della madre e le sue esigenze, l'assegnazione o meno dei permessi della famigerata legge 104, le mie difficoltà ormai praticamente cosmiche nel mangiare e dormire come le persone normali, dovrò effettivamente tornare a lavorare.

Per migliorare il senso di straniamento dalla realtà, vi dirò che devo partire per il mio Tibet toscano tra tre giorni e, nell'andarci, passare sia all'andata che al ritorno in una città che commemora il decimo anniversario del G8 e dove mio marito mi deve aspettare. E sappiate che, in uno di quei palazzi alti che vedevate sullo sfondo durante gli scontri con i black bloc, con sedie bruciate lacrimogeni gente ammassata sulla scalinata a rischio di far crollare la ringhiera, ci abita la Zia Buona.
Noi invece a Genova abitiamo proprio nel quartiere in cima a quella scalinata.

...subito sotto la scuola Diaz.

E menomale che vado in Toscana a depurarmi lo spirito dal buddhisti e a pensare alla non violenza.
Perchè a casa mia la settimana scorsa c'è stato il seguente dialogo:
Io (che all'epoca del G8, lo ricordo, volevo andare a sfilare, precisamente il 19 luglio, nell'unica manifestazione che i giornali non hanno mostrato perchè è andato tutto bene e pacificamente): "Non è che il pestaggio alla scuola Diaz faccia di Giuliani un eroe. Giuliani era un tizio con un passamontagna in faccia e un estintore in mano e mi fa incazzare chi lo tratta da vittima. Ma che mettano delle molotov apposta nella scuola e pestino a sangue giornalisti e ragazzi accampati in piena notte, beh, diciamo che io a inneggiare a Giuliani non ci andrò mai, ma due sassi alla polizia, in questo caso, potrei anche tirarglieli."
Mio padre (stimato medico borghese novantenne di moderatissima sinistra): "Sì, anch'io."

Come dire che, perlomeno, questo tipo di lotta generazionale non l'ho mai dovuta affrontare, a casa mia.

domenica 15 maggio 2011

Eccoli

Stasera vado a vederli coi miei occhi.

Perchè non era uno scherzo. Erano veri, erano persone.

Sui barconi, a rischio di morire, e poi chissà come fino a qui, sopra casa mia, praticamente, e coi documenti in ordine, lo status di rifugiati riconosciuto dai trattati internazionali che li protegge dal rimpatrio, dal carcere, dal centro di prima accoglienza, perfino dai leghisti.

Parlano inglese, mi hanno detto. Qualcuno ha parenti in Germania, che poi forse raggiungerà. Un dottore loro compatriota lavora qui all'ospedale.

Il più piccolo di tutti ha soltanto cinque mesi.
Chissà dove andrà, cosa gli racconteranno del suo popolo e della sua terra.

lunedì 9 maggio 2011

Dai, venitemi a prendere - auleintempesta featuring GattoMur

Ecco, quando noi di sinistra abbiamo cominciato a rompere i coglioni facendo i disfattisti e gli allarmisti e dicendo che c'era un clima di dittatura, che presto avrebbero fatto i roghi dei libri e che saremmo finiti a doverci tesserare per poter insegnare nella scuola pubblica, come negli anni Trenta, ecco, intendevamo che presto si sarebbe arrivati a questo.

Bene. Allora io da oggi, oltre a seguire LGO da cui traggo la notizia, seguo anche GattoMur, e lo Scorfano che a sua volta è la fonte di LGO.

Venitemi a prendere. Venite.

Ridicoli colonnelli, avete la coscienza così sporca che vi farebbe comodo che le persone intelligenti in grado di criticare se ne stessero tutte zitte.

COL CAZZO. Non siamo più sotto il fascismo e non vogliamo tornarci.

giovedì 5 maggio 2011

Nunca màs

Questa la rubo a Adriana di Lolacorreancheinbici. E grazie, Adriana.

"Lo admirable es que el hombre siga luchando y creando belleza en medio de un mundo bárbaro y hostil."

Ernesto Sabato

E la dedico alla mia amica e maestra, l'Inflessibile, e a tutte le persone che creano bellezza e non si lasciano inquinare.

venerdì 29 aprile 2011

Quando si dice esserci dentro fino al collo

Era nuvoloso, ma non faceva freddo. Mia madre non voleva che aprissi le finestre. Non siamo usciti.
Poi ha piovuto, e mia madre guardava in su con ansia. Forse ho addirittura saltato un giorno di scuola: non sono certa di questo, ma sicuramente non siamo andati da nessuna parte dove non fossimo obbligati ad andare. Mia madre, tornando dalla spesa, era allibita: la gente invasata comprava cestelli d'acqua e chili di pasta, conserve, o le cose più disparate, in quantità industriali e senza criterio. Nei supermercati non c'era più niente.

A me non fregava molto, però, perchè avevamo appena preso due gattini piccolissimi e una di loro, bianca rossa e nera, che di lì a poco avremmo battezzato Pamela, era destinata a rimanere con noi.
Ero impegnatissima ad addomesticare i gattini, in particolare lei, che era restia al contatto con alcunchè di umano e passava ore intere dietro la cucina miagolando disperata. Quando riuscivamo ad agguantarla, soffiava e sputava come una caffettiera. Aveva un minuscolo naso rosa, le orecchie a punta, il musino magro, e un caratteraccio. E' stata la mia migliore compagnia, mia sorella, il mio immenso amore, per dodici anni.

Ho ricordi slegati e brevi, ma nitidi. Era l'aprile del 1986, avevo dieci anni, ed era scoppiata la centrale nucleare di un posto mai sentito nominare prima.

Venticinque anni dopo, cioè due settimane fa, vado dalla dentista, che non mi vede da un po'.
"Scusi, sa, in bocca ho un disastro. E' che ho visto parecchi ospedali negli ultimi tre anni, dietro a vari parenti, e insomma... diciamo che nel tempo libero non avevo voglia di vedere altri medici."
Mi guarda in bocca e scuote la testa.
"Ma come fa, alla sua età, ad avere i denti così deboli?"
Poi mi fissa:
"Ha problemi alla tiroide? Ipotiroidismo?"
"Veramente sto appunto facendo gli esami, credo di aver avuto una seconda tiroidite."
"Di che anno è, lei?"
"Del '76."
La dottoressa si sporge verso l'altro scomparto dello studio, dove la sua collega sta lavorando su un ragazzino.
"Tua sorella di che anno è?"
"Del '77."
"Eh allora vedi che è proprio vera, questa cosa della tiroide? E' Chernobyl. Sono quelli che erano nell'età dello sviluppo quando c'è stata la nube."
Ah, avrei potuto dire. Ma non l'ho detto, perchè l'avevo già sentita, questa.
Me lo aveva già detto il mio medico un anno fa.

L'altroieri sono stata a ritirare gli esami. Gli anticorpi antiperossidasi tiroidea dovrebbero avere un valore inferiore a 35. Io c'ho 1403.
Lo dicevo che non mi sentivo così bene ultimamente.

Sono andata dal Mio Doc e, per la prima volta in vita mia, avevo paura. Proprio paura di sentirmi dire che ero malata. Che ero da operare. Che qua e che là.
Non è così grave, per fortuna, ma un giro in endocrinologia lo devo fare lo stesso, e comunque adesso so cosa prova la gente quando va a ritirare un referto di quelli seri, chiedendosi se quando tornerà a prendere la macchina nel parcheggio potrà ancora sentirsi la stessa persona che ne è scesa venti minuti prima.

No, chiedetemi un attimo cosa penso dell'energia nucleare, che già ero contraria vent'anni fa per ragioni di ecologia etc etc.
Chiedetemelo adesso, che sono tre anni che provo a restare incinta senza successo, continuo a ingrassare e mi vanno a male i denti. E c'ho 1400 dove dovrei avere 35.

Non sono una che va a smanettare su Internet di cose mediche, solitamente. Ma ci sono andata.
I tumori della tiroide nella popolazione dell'area di Chernobyl sono aumentati esponenzialmente: non subito, ma a partire da dieci anni dopo l'esplosione. E in generale sono aumentati in tutta l'Europa dell'Est e del Sud i problemi tiroidei di vario tipo, soprattutto nella popolazione sotto i 40-45. Sono aumentati, per capirci, in una proporzione tipo il 750%.

Cazzo. E a quei disgraziati di Fukushima e dintorni gli stanno dicendo, sperando forse di dar loro una buona notizia, che in "due, forse tre mesi la situazione sarà sotto controllo".

A volte spero che una forma di vita più saggia, proveniente da un'altra galassia, ci incenerisca tutti col raggio della morte.

lunedì 18 aprile 2011

Varie dei miei maschiacci

Madonna che corse 'ste settimane.
Non ho fisicamente fatto in tempo a dirvi com'è andata con gli elfi del Nord.

Nè ve lo racconto stasera.

Vi dò giusto qualche flash. Così capite che non ero, che ne so, fuggita in un paradiso fiscale a fare un cazzo, ma ero come sempre sulla breccia, io, la solita stataledimerda, insegnante di sinistra che inculca etc, etc, etc. (no, perchè io tento di ignorare le provocazioni ma mi brucia, e mi fa anche paura, che adesso attacchino la scuola, i libri di testo e direttamente gli insegnanti: non basta più attaccare la costituzione?)

1)



"Diamante vai via, via, vai fuori, basta, non voglio più nemmeno sentire la tua voce, basta, vattene." Senza nemmeno alzare la voce, gliel'ho detto, quando ho capito che neanche stavolta mi avrebbe lasciato interrogare.
"Ma col banco?"
"Col libro, con la sedia, col banco, con quello che vuoi basta che te ne vai definitivamente, non ce la faccio più, basta capito, erano tre anni che doveva succedere e oggi è successo, vattene."
Sempre a voce bassa, incrinata dall'isteria ma bassa.
Ho colto un lampo di sconcerto nei suoi occhi, ha deglutito. Mi ha comunque fatto un sorriso. Ha preso libro, quaderno, biro e sedia e s'è messo a lavorare fuori in corridoio, dietro la porta chiusa, sulle ginocchia, zitto. Per un'ora quasi intera. E io ODIO lasciar fuori un alunno per un'ora intera. Lui, poi. Cazzo. Mi ha supplicato di rientrare quando ha visto che portavo in classe la raccolta di giornali del 1939 che lo storico del progetto sul fascismo ci aveva lasciato in prestito. L'ho fatto comunque aspettare fino all'ultimo gruppo di alunni che ha avuto accesso alla cattedra per sfogliare con me quelle pagine delicate.

2)



Gatto Selvatico mi s'è fidanzato, con una di III A, più grande in quanto ripetente, e molto dolce. Che fosse un passionale non avevamo dubbi, ma oggi ho dovuto far intervenire il Gigante, dopo averli beccati a dare spettacolo scambiandosi generose porzioni di lingua nell'intervallo. Peraltro gli brillano gli occhi, sorride soddisfatto e tutti noi prof siamo dichiaratamente contenti per lui. Oggi però ha lasciato il libro di geografia a scuola, e domani c'è compito sull'Asia. Me ne sono accorta mentre in consiglio di classe discutevo della sua situazione scolastica coi colleghi, e domani mi tocca fargli un discorso che poco avrà a che vedere con la primavera, l'amore e i baci alla francese.
Sempre la strega cattiva, mi tocca fare, merda.

3)



Ho purtroppo interrogato di Letteratura Terzo Fratello, in prima. Non ha aperto bocca. E' passato attraverso le seguenti posizioni: da in piedi dritto fronte cattedra con gli occhi bassi, a tutto storto con lo sguardo verdazzurro affondato nei miei occhi in cerca di appiglio, a obliquo appoggiato con una spalla al muro con le ciglia che sbattevano e le labbra che si automasticavano, fino a schiena contro il muro, occhi persi nel nulla pieni di lacrime, labbro tremante, dignità distrutta.
Era una tortura da vedere. Ho provato con le domande più semplici, con l'argomento a piacere, con le buone, con le cattive. I compagni lo hanno incoraggiato in tutti i modi. Non c'è stato verso di strappargli altro che una serie di sguardi verdazzurrissimi e strappabudella, da cucciolo abbandonato sull'autostrada.
Gli ho proposto di farsi interrogare fuori ora. Domani, in sala prof, con un compagno come testimone. Si deve sbloccare, non possiamo mica fargli rifare la prima per la terza volta.
Cazzo. Mi ha avvelenato il pomeriggio.

Voi direte: e le bambine?

Delle bambine vi dico meno perchè, se Dio vuole, studiano, loro, a questa stagione. Sono i maschi che sono irriducibili, anche a poche settimane dalla pagella e dall'esame.



Io correggo come una pazza, sogno di far lezione anche di notte.
Menomale che tra quattro giorni parto per il Tibet.