Mah. E' stato un Natale sperimentale.
Invece del solito giro di giostra, quest'anno ci siamo così suddivisi gli impegni:
24 io dagli Psicozii e dai miei
25 io e l'Uomo
soli e a Asti, poi a Genova per un salto dalla Zia Buona e dai miei prima di cena
26 pranzo di compleanno dell'Uomo nel solito fidato ristorante di Arenzano, con la sua famiglia lato materno al completo
27 l'Uomo a trovare la Zia Soprano e la Nonna Superna
Ed è stato proprio interessante, in quanto molto diverso dal solito, sebbene con alcuni aspetti antropologicamente immutabili.
Cose che ci siamo risparmiati questo Natale1. la corsa contro il tempo per far stare tre famiglie, spezzettate in sei luoghi diversi, in un lasso di tempo di quaranta ore
2. scendere dal letto alle otto la mattina di Natale e fiondarsi fuori prima delle nove
3. almeno tre tra pranzi e cene pantagruelici
4. la crisi di nervi della Nonna Infera quando, alle tre e mezza, dopo aver gestito la pulizia della casa e la preparazione del pranzo come fossero un'emergenza nazionale, manda tutti a fare in culo e si mette a litigare con qualsiasi pretesto
5. il viaggetto in macchina con la prozia Fantasma (quella che
convive con due suoi zii morti 25 anni fa e si incazza perchè non mangiano niente a colazione... brrr che paura...)
6. la corsa a prendere e riportare zie nonne sorelle cugine tutte rigorosamente prive di macchina e/o patente
7. l'interminabile lavaggio piatti e bicchieri tra sole donne mentre i maschi stanno a tavola a giocare a carte (la mia parte femminista ha sempre un momento di feroce emicrania di fronte a questa scena che, secondo me, oggi sarebbe anacronistica anche in un paesino cattolico di venti anime sugli altopiani del Messico)
8. il classico momento cosmico della Zia Pazza che a metà pomeriggio, completamente ubriaca, diventa filosofico-molesta
9. il classico momento critico in cui il Biosuocero, superato il quinto bicchiere, fedele al principio in vino veritas, mi fa notare che sono grassa o brutta o coi capelli in disordine, e a volte altre cose simpatiche, svelando così il suo vero atteggiamento nei miei confronti, di solito cammuffato dalla massima cortesia. (Devo dire che lo preferisco così, diretto e sgarbato, almeno so da che parte sono girata quando gli parlo, visto che in comune io e lui non abbiamo assolutamente niente a parte voler bene all'Uomo, cosa in cui comunque io lo batto di parecchie lunghezze, e dopo dieci anni finalmente lo sa anche l'Uomo)
10. la Nonna Superna che il 27 ci invita a pranzo o a cena a mangiare gli avanzi del 22 dicembre, cioè, della roba che ha cucinato il 22 dicembre, prima di andar via quattro giorni in Piemonte da sua figlia, e che, quindi, aveva comprato un giorno imprecisato dopo l'Immacolata (brrr... che spavento...)
Cose che nostro malgrado nemmeno quest'anno siamo riusciti a eliminare o modificare1. lo spettacolo abominevole della zia Fantasma che si ingozza come una vacca bulimica, dopo aver dichiarato che purtroppo non si sente tanto bene di stomaco e quindi deve stare leggera leggera se no patisce. Quella donna, che peserà ventisei chili ed è trasparente, parla con un filino di voce e si muove come un ectoplasma, mangia come se dovesse morire per sfondamento della parete gastrica. E va bene. Però potrebbe evitare di menarla tutte le sante volte dall'inizio alla fine della giornata col fatto che lei è tanto delicata di stomaco. Anche perchè si eviterebbe l'effetto al lupo al lupo che si è prodotto quest'anno. Cioè che è arrivata al pranzo lamentando di aver sofferto la macchina e di non sentirsi tanto bene, le hanno lo stesso dato antipasto, primo, secondo, assaggio di un altro secondo, insalata e torta, lei naturalmente ha spazzolato via tutto con l'abituale aria moribonda e schifata, però effettivamente stavolta bene non stava e ha clamorosamente sboccato tutto quanto in macchina mentre il Cugino Mandrogno la riportava a casa.
(Pausa di un minuto per elevare una colpevole laude gioiosa agli dei: di solito prendere e riportare la zia Fantasma è il mio compito, in occasione delle mangiate fuori, stavolta un angelo mi ha protetto spedendomi a visitare la casa nuova dei suoceri a Arenzano... altrimenti a quest'ora stavo ancora pulendo i tappetini...)
2. percorrere avanti e indietro il Ponente genovese
3. recarci in cinque diversi luoghi a portare regali
4. ascoltare le lamentele di mia madre alla quale il Natale fa ogni anno un effetto peggiore, e non sarò certo io quella che la biasima
5. subire un attacco di carattere vagamente sessuale dal Gervaso, il fratello ventenne del Cugino Mandrogno che, poverino, è un po'... Gervaso, come quello dei Promessi Sposi, e (caro ragazzo) trova che io sia ancora un oggetto di desiderio. Quest'anno però è stato meno insistente e tutto sommato molto più incline alla chiacchierata, sui tre argomenti che interessano a lui, però rispondendo a tono, per fortuna.
6. la pioggia (perchè per definizione a Genova a Natale piove e tira vento. Ogni santo Natale)
Cose che per fortuna quest'anno c'erano comunque 1. il compleanno di Sanguedelmiosangue, che grazie ai regali ricevuti ha ampliato sensibilmente la sua collezione di calzini, mutande e sciarpe (mio cugino vivrebbe benissimo su un pianeta nel quale il clima permettesse di girare scalzi, con mutande parigamba a righe, a fiorelloni o comunque coloratissime e dalle scritte inquietanti, calzerotti spessi e sciarpe di lana con frange. Niente pantaloni camicie magliette felpe. Praticamente non indosserebbe mai altro, se si eccettuano la sua meravigliosa giacca alla Edward Cullen e i suoi numerosissimi piercing).
2. aprire i regali in salotto con i miei, noi tre da soli
3. l'Uomo che mi riempie di pacchetti quando sono a letto la mattina, a cominciare dal primo giorno di ferie
4. i Ferrero Rocher della Zia Buona (quelli però ci sono tutto l'anno)
Cose che sono state diverse, veramente tanto diverse dagli altri anni 1. La totale assenza di riferimenti religiosi, corroborata dal fatto che quest'anno nemmeno la Psicozia, nota fondamentalista francescana, ha fatto il presepe vivente con la parrocchia, nè, se non ho visto male, quello finto a casa sua
2. Prepararci il pranzetto di Natale io e l'Uomo soli soletti nella nostra casa di Asti
3. Restarsene in pigiama fino alle tre di pomeriggio
4. Non vedere la famiglia di Milano (e mi ha fatto un po' specie, a dire la verità)
5. Parlare di bomboniere, confetti e abiti da sposa per tutto un pranzo, perchè a maggio si sposeranno prima la Biosuocera e il Suocero Aggiunto (ed era l'ora, dopo 27 anni insieme) e poi il Cugino Mandrogno e la Mela Pausina.
6. Non avere neanche una volta lo stomaco troppo pieno o la nausea da eccesso di dolci e non sentire nessuno, mai, insistere perchè mangiassi assaggiassi o bevessi qualcosa (il che per me somiglia in modo impressionante al paradiso in terra... vuoi vedere che dopo 10 anni di lotta senza quartiere ci sono arrivati anche i parenti dell'Uomo a lasciarmi in pace???)
7. Vedere le foto delle scorse vacanze sul televisore a schermo piatto del Suocero Aggiunto, insieme alla Biosuocera, alla Nonna Infera e a Gigantesco Mostro Bavoso n.3, in un clima sereno e silenzioso, in cui la Biosuocera non cercava di alimentarmi col sondino, il Suocero Aggiunto non fumava, la Nonna Infera non rompeva i coglioni, e anche il Mostro ha deciso che io e lui siamo molto amici e che non deve per forza leccarmi in faccia, se a me non piace, ma può limitarsi a strofinarmi il naso bagnato lungo tutta la gamba destra, inumidendomi i collants e guardandomi con aria adorante.