Daisypath Friendship tickers
Daisypath Anniversary tickers
Visualizzazione post con etichetta ballare in mutande è un diritto civile. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ballare in mutande è un diritto civile. Mostra tutti i post

martedì 9 settembre 2014

Senza te o con te la mia vita...


L'era della C. s'è conclusa per sempre.

Aspettate che lo riscrivo in due o tre modi per godermi l'effetto.

La C. è andata via e non torna.

La C. non è più un nostro problema.

Non c'è più la C. come dirigente.

Abbiamo un altro preside, non c'è più la C.

Ooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooddddiiiiiiiiiiiiiiiiiooooooooooooo che godimento.


Tutti molto curiosi di conoscere il Tipo da Barca.

Non che sia facile vederlo.

Egli terrà la reggenza per un anno, intanto ha un liceo altrove. Poi tra l'altro andrà in pensione. Quindi batte i record storici di durata minima del collegio docenti, dice tre o quattro cose abbastanza utili, costringe il Gigante a lasciare una sezione per mettere sei ore a disposizione della scuola come facente funzione, dice qualcosa sul fare le cose con criteri sensati, e sparisce all'orizzonte.

Sedotti e abbandonati a noi stessi.

Dopo un primo istante di smarrimento, ci bastano esattamente ventiquattro ore per renderci conto che:

  • nessuno sta litigando,
  • tutti collaborano,
  • mancando molti docenti ancora da nominare, i presenti si fanno il mazzo e si aiutano a vicenda,
  • e il vicepreside è stanco morto e indaffarato come sempre, ma adesso sorride e stranamente sembra meno oberato di prima, quando invece ha la scuola sulle spalle.
  • I nuovi colleghi vengono introdotti nell'ambiente con tempistiche stringatissime, ma si orientano abbastanza.
  • Le comunicazioni si fanno con tono rilassato ma in modo efficiente, poche parole molto risultato.

“Lo puoi fare tu?” - “Io sto facendo questo” - “Allora lo faccio io”

“Datemi da fare quest'altro, che io non sto facendo niente”

“Mentre voi facevate lì, io ho fatto qua”

e l'inaudita frase: “Bene, se abbiamo fatto tutto, per oggi possiamo andare”


Con sovrabbondanza di verbo fare, rispetto a dire, congiurare, scavare sotto, parlare dietro. L'unica cosa che non abbiamo fatto è stata la pausa caffè, perchè effettivamente non c'era un secondo da perdere.


Beh: viva l'autogestione!!!


In un batter d'occhio arriva il primo giorno di lezione per le sezioni B e C.

Ho due persone nuove in II e venti nuovi alunni di III.

Pane per i vostri denti.


martedì 21 gennaio 2014

Il pasto delle pantere

Era una normale pausa pranzo del martedì, al baretto, ma si svolgeva, come di solito al martedì, in assenza di barbagianni, beghine, portinaie e baciapile. Solo noi due cougar, direbbe la mia amica Cavallino, che si è recentemente specializzata in letteratura mommyporn, e una new entry, del tutto ignara di essersi ficcata in un grosso guaio accettando il tirocinio a Paesino di Sogno.

“Ma tu, esattamente, quanti anni hai?” chiese Dolcebionda, la collega nuova di educazione fisica con cui, dal primo giorno, Castagna è diventata amicissima.  

Il tirocinante, normalissimo ragazzo castano con pizzetto, dal sorriso allegro, al suo primissimo giorno di esperienza nella scuola, rispose: “Venticinque.”

Sia Castagna che Dolcebionda rimasero con la tazzina di caffè a mezz'aria, poi si guardarono tra loro e in coro dissero: “Oh... ma che carino!!!”, con quello che la mia giovane segretaria definirebbe un altissimo indice di pucciosità.

Dopodichè Dolcebionda estrasse dall'iPhone la foto del maestro di sci di suo figlio, ventitreenne valdostano dalla barba bionda, e disse: “Guarda cosa non è.”, mostrando il bel figliolo alla collega Castagna, e anche al tirocinante, che chiameremo Barbatello, visto che non è sbarbato. Al che Castagna, assolutamente serafica, spiegò al giovanotto: “Scusa eh, sai, siamo alle soglie dei quaranta, per le donne della nostra età tutto quello che sta tra i venti e i trenta è assolutamente delizioso”. E Barbatello non fece una piega, sorridendo.

Castagna, pensando al livello medio di umorismo dei colleghi di Scuolina Rosa, ringraziò per la duecentomilionesima volta Jemanjà, Pallade Atena e Vajrayogini che Celhoduro avesse chiesto il trasferimento alle superiori, e si disse che, forse, arrivare all'età in cui puoi dire un po' quel cazzo che ti pare, e a chiunque, meritava proprio il viaggio.



 

martedì 20 dicembre 2011

"Prof..."

"...li ha controllati i nostri quadernoni di geografia?"

("No, avevo la febbre e mal di gola" - Vero)
("Non ancora, ho avuto da fare" - Falso)
("Ieri sera sono uscita" - Falso)
("Certo, vanno benissimo" - Falso)
("Certo, non vanno bene" - Falso solo fino alla virgola)

Insomma, dovrò usare una di queste frasi.

PERCHE' NON POSSO DIRGLI LA VERITA'.

Che suonerebbe così.
"No, perchè ieri sera ho girato come una pazza su Internet alla ricerca di un modello di bouquet adatto al vestito da sposa di Noisette."

EHEHEHEHEHEH

martedì 27 settembre 2011

Una donna non può

Non può SEMPRE E SOLO occuparsi di grane, casa e lavoro.

Non può.

Devo andare a fissare gli appuntamenti col dentista, e chiamare avvocato e commercialista, sì.

MA PRIMA passo dal centro commerciale e compro della biancheria nuova.

Siete avvisati. Chi si mette sulla mia strada può considerarsi ufficialmente morto.

sabato 14 maggio 2011

Lazing on Saturday

Ieri sera:

"Rebecca - La prima moglie" (niente come un buon Hitchcock quando non si esce il sabato sera)

Stamattina:
Doccia (aaaah)
Colazione in solitudine (aaaah)
Virtual Villagers in tre edizioni: 2 The Lost Children, 3 The Secret City e 4 The Tree of Life, con i miei omini virtuali che imparano a pescare, a costruire capanne e a usare le erbe selvatiche (aaaah)

Momento serio:
lavoro di suddivisione delle cose da fare sulle prossime tre settimane.

Poi:
preparativi per montagna (aaaah)

Oggi pomeriggio:
arrivo consegna vestiti (aaah)
arrivo Sanguedelmiosangue (aaaaah)

Momento serio:
vaccinazione Matilda dal veterinario (miaaaauuuu)

Cena e serata con SDMS (aaaah)

Domattina:
partenza per la montagna (a-ah!!!! vedo le ferie, le vedo!!!)

Diciamo che dopo 4 ore e mezza totalmente regalate allo Stato a mettere pallini sulle schede Invalsi in solitudine trappista, mi sono meritata ampiamente tutto ciò.

lunedì 31 gennaio 2011

Due cose da dirvi

1) Una cosa che riguarda me: niente, volevo che sapeste che anche se in palestra non ci sono più andata mi son sfondata gli addominali con i dvd di ginnastica, a casa... in buona sostanza, tanto per cambiare comincio la settimana tutta dolorante.

2) Una cosa che ci riguarda tutti: il 5 febbraio manifestazione per chiedere le dimissioni di Berlusconi. E, onestamente, a me pare tardi: dovevamo svegliarci almeno almeno due anni fa. Comunque, questo è il link e ci sono firme dei padri della Costituzione, oltre che di gente della cultura che stimo veramente e da prima di tutta questa schifezza (Ginsborg, per dirne uno, o Eco). Quindi a voi: http://www.libertaegiustizia.it/

Buona settimana

martedì 25 gennaio 2011

Castagna ci riprova

Ci ho pensato un po' e, beh, la cosa che mi era piaciuta di più in effetti nella prima e per adesso ultima lezione di GAG era la musica, il muoversi a tempo.

Ora, nella mia infanzia ho portato per tre o quattro anni il fottuto body e la stronza di una calzamaglia, per la precisione ho fatto il corso preparatorio di ginnastica artistica e due anni di danza classica, ripromettendomi poi che non avrei mai più messo piede in una sala con degli specchi dove la parola che si sentiva più spesso era "plié". Più avanti ho fatto il corso di danza jazz per un annetto, alle medie. Ho ricordi terrificanti delle insegnanti, tutte inequivocabilmente allergiche ai bambini, che ci guardavano schifate mentre ripetevamo cento volte gli stessi errori.
L'unica cosa che mi è rimasta, a parte la puzza inconfondibile dello spogliatoio e il fastidio di mettere la faccia sul pavimento negli interminabili esercizi di allungamento, è un amore misto a odio per la posizione della farfalla, quella in cui devi schiacciare con i gomiti le ginocchia fino a far loro toccare il pavimento e non piangere se ti esce l'anca dalla sua sede naturale (a otto anni non mi usciva, ma era lo stesso molto doloroso; poi però tutta quella fatica mi è venuta utile per lo yoga). E l'odore stranamente appetitoso del glitter che le madri, o nel mio caso la zia, ci spalmavano in faccia prima dei saggi.

Comunque oggi, dato che avevo comunicato al mondo dei blogamici e anche a Guendalina che la mia carriera nella palestra dei quartieri alti si è già interrotta, avrei potuto sonoramente girarmi di là e lasciar perdere qualsiasi tentativo di fitness, almeno fino alla stagione delle camminate. Ma i trentacinque compiuti fanno effetto, non che l'abbia presa male, ma è come se mi dicessi "bambola, non contiamoci musse*, se certe cose non ti spicci a farle ora, poi non le fai davvero mai più" (*mussa = genovesismo per balla. Suona molto più volgare di balla, non usatelo).

Perciò ho deciso di cavalcare il lato piacevole della cosa, che è quello di muoversi con un po' di musica, e di fare del mio meglio per recuperare del materiale facilmente utilizzabile a casa.
Sono andata a vedere cosa diavolo è una Wii, ma c'erano tanti di quegli accessori che non capivo cosa avrei dovuto acquistare. E costava abbastanza. Poi ho trovato, a 4,90 euro l'uno, gli ultimi sopravvissuti di una dinastia ormai estinta di dvd. Yoga, Pilates e danza orientale.

Beh? Cazzo ridete?

Non è che a trentacinque anni possa mettermi a fasciarmi i piedi con le fettine di vitella e calcare un palcoscenico di legno portando i miei settanta rigogliosi chili sulle punte, no? Nè peraltro tatuarmi una tigre sulla parte finale della schiena, mettermi dei pantaloni a vita bassa col cavallo all'altezza delle ginocchia e un stupido berrettino e fare dell'hip hop sotto i portici del centro, vi pare?
E posso dire una cosa sulla danza jazz o altre simili cose che richiedono una coreografia, prevalentemente di gruppo? A parte sentirmi idiota a farle (credo onestamente che il solo che mi divertirebbe sarebbe il ballo country, le camicie a quadrettoni e il cappello da cowboy mi stanno benissimo, e coi jeans sono ancora guardabile, anche se non ho il punto vita di Daisy Duke), non posso infliggere una specie di Maga Magò che zompa su e giù per il salotto ai vicini di sotto.

La danza orientale è femminile, mediamente lenta, adatta alle donne vere, non alle ragazzine, e se insisti ti fai un bel fisico. L'importante è che l'Uomo non entri mai in casa di sorpresa prima che siano almeno sei mesi che imparo i movimenti, e che i miei alunni non sospettino neanche lontanamente a cosa mi dedico di pomeriggio invece di correggere le loro prove di grammatica.

Oggi ho approfittato della solitudine per vedere il dvd. L'insegnante è una ragazza meridionale non giovanissima ma assolutamente strepitosa, con una cascata di capelli neri e gli occhi truccati in stile arabo. Spiega i passi e i movimenti uno per uno e poi fa vedere una breve coreografia d'esercizio, niente che preveda necessariamente vestirsi di veli e di perline e bere tè alla menta servito da giganteschi eunuchi, una roba tranquilla e al tempo stesso tecnicamente precisa, che io ho provato a seguire, divertendomi un sacco.
Alla fine ho guardato l'orologio: trentacinque minuti di movimento gradevole, le braccia e la schiena piacevolmente indolenzite, il pensiero che certamente ciò che faccio non mi servirà per sedurre uno sceicco e nemmeno lo farò mai vedere all'Uomo, ma probabilmente a insistere con lo shimmy del bacino e una serie di otto orizzontali e verticali con il busto l'estate prossima potrei magari mettermi il bikini senza vedere quei bastardi di rotolini laterali. Mi basterebbe abbondantemente.

Per restare terra terra, comunque, non è che un dvd con cinquanta minuti di esercizio in stile arabeggiante possa scoppiarmelo tutti i giorni, così ho controllato cosa c'era in casa per poter variare. Risultato:
2 dvd di Pilates
1 di yoga
1 di power yoga
1 di yoga per la gravidanza (che comunque mi risulta faccia bene anche se il peso sul mio bacino è costituito da un accumulo di Kinder Bueno, e non da un bambino).
Più un vecchio manuale di danza con sequenze classiche e diversi libri con vari schemi per esercizi di yoga, tai chi e chi kung.
Naturalmente c'è anche tutto il corso di yoga, serissimo e immensamente ben fatto, del maestro Iyengar, quello che facevo con una certa regolarità a ventitre anni, però è in vhs. Devo trovare qualcuno che me lo riversi in digitale.

E così miei cari chiattoni (qui mi rivolgo, già sapete, a Sanguedelmiosangue e Diavolessa), non demordo, anche se mi dichiaro inadeguata alle sessioni di step violento che mi infliggerebbero in palestra.

Ripartiamo dal 1998, quando dopo un brevissimo ricovero in ospedale mi sono messa d'impegno a migliorare la mia salute coi mezzi di cui disponevo.
Ripartiamo dal volerci bene e dal non costringerci all'immobilità e all'inchiattamento progressivo, ma neppure alla tortura cinese e alle umiliazioni.

Che i trentacinque anni, presi così, cioè con lo spirito di affermare "ora basta, facciamo un figlio, ora basta, facciamo del movimento, ora basta, compriamoci la casa in campagna, ora basta, iniziamo a fare sul serio col buddhismo", mi stanno piuttosto piacendo. Mi pare che mi abbiano dato una svegliata.

domenica 9 gennaio 2011

Attenzione

Una sconosciuta sta preparandosi ad avvicinare tre diverse classi che, ignare, attendono la solita vecchia prof di lettere.

Il soggetto ignoto ha uno strano taglio di capelli un po' nerd, ma scalato con cura, e, incredibilmente, straordinariamente liscio, così liscio che le mancano già i suoi scomposti riccioli di pelo di yak. Per fortuna destinati a tornare, al primo shampoo.

Inoltre va millantando che domani si iscriverà in palestra e ci andrà due volte la settimana. Questa la voglio proprio vedere.

Ma soprattutto, questa sconosciuta NON HA APERTO LA BORSA DEL LAVORO dal 22 dicembre e SI SENTE A SUO AGIO all'idea di non averlo fatto, consapevole che le prossime settimane saranno toste, ma anche che quest'anno le priorità erano altre e tutte serie, e che, dopotutto, otto anni di lavoro sono abbastanza per aver acquisito una certa padronanza delle proprie risorse.

Si accettano scommesse su quando avverrà lo spodestamento della sconosciuta da parte di una Castagna in preda al panico.

martedì 28 dicembre 2010

Strano Natal

Mah. E' stato un Natale sperimentale.
Invece del solito giro di giostra, quest'anno ci siamo così suddivisi gli impegni:
24 io dagli Psicozii e dai miei
25 io e l'Uomo soli e a Asti, poi a Genova per un salto dalla Zia Buona e dai miei prima di cena
26 pranzo di compleanno dell'Uomo nel solito fidato ristorante di Arenzano, con la sua famiglia lato materno al completo
27 l'Uomo a trovare la Zia Soprano e la Nonna Superna

Ed è stato proprio interessante, in quanto molto diverso dal solito, sebbene con alcuni aspetti antropologicamente immutabili.

Cose che ci siamo risparmiati questo Natale

1. la corsa contro il tempo per far stare tre famiglie, spezzettate in sei luoghi diversi, in un lasso di tempo di quaranta ore

2. scendere dal letto alle otto la mattina di Natale e fiondarsi fuori prima delle nove

3. almeno tre tra pranzi e cene pantagruelici

4. la crisi di nervi della Nonna Infera quando, alle tre e mezza, dopo aver gestito la pulizia della casa e la preparazione del pranzo come fossero un'emergenza nazionale, manda tutti a fare in culo e si mette a litigare con qualsiasi pretesto

5. il viaggetto in macchina con la prozia Fantasma (quella che convive con due suoi zii morti 25 anni fa e si incazza perchè non mangiano niente a colazione... brrr che paura...)

6. la corsa a prendere e riportare zie nonne sorelle cugine tutte rigorosamente prive di macchina e/o patente

7. l'interminabile lavaggio piatti e bicchieri tra sole donne mentre i maschi stanno a tavola a giocare a carte (la mia parte femminista ha sempre un momento di feroce emicrania di fronte a questa scena che, secondo me, oggi sarebbe anacronistica anche in un paesino cattolico di venti anime sugli altopiani del Messico)

8. il classico momento cosmico della Zia Pazza che a metà pomeriggio, completamente ubriaca, diventa filosofico-molesta

9. il classico momento critico in cui il Biosuocero, superato il quinto bicchiere, fedele al principio in vino veritas, mi fa notare che sono grassa o brutta o coi capelli in disordine, e a volte altre cose simpatiche, svelando così il suo vero atteggiamento nei miei confronti, di solito cammuffato dalla massima cortesia. (Devo dire che lo preferisco così, diretto e sgarbato, almeno so da che parte sono girata quando gli parlo, visto che in comune io e lui non abbiamo assolutamente niente a parte voler bene all'Uomo, cosa in cui comunque io lo batto di parecchie lunghezze, e dopo dieci anni finalmente lo sa anche l'Uomo)

10. la Nonna Superna che il 27 ci invita a pranzo o a cena a mangiare gli avanzi del 22 dicembre, cioè, della roba che ha cucinato il 22 dicembre, prima di andar via quattro giorni in Piemonte da sua figlia, e che, quindi, aveva comprato un giorno imprecisato dopo l'Immacolata (brrr... che spavento...)

Cose che nostro malgrado nemmeno quest'anno siamo riusciti a eliminare o modificare

1. lo spettacolo abominevole della zia Fantasma che si ingozza come una vacca bulimica, dopo aver dichiarato che purtroppo non si sente tanto bene di stomaco e quindi deve stare leggera leggera se no patisce. Quella donna, che peserà ventisei chili ed è trasparente, parla con un filino di voce e si muove come un ectoplasma, mangia come se dovesse morire per sfondamento della parete gastrica. E va bene. Però potrebbe evitare di menarla tutte le sante volte dall'inizio alla fine della giornata col fatto che lei è tanto delicata di stomaco. Anche perchè si eviterebbe l'effetto al lupo al lupo che si è prodotto quest'anno. Cioè che è arrivata al pranzo lamentando di aver sofferto la macchina e di non sentirsi tanto bene, le hanno lo stesso dato antipasto, primo, secondo, assaggio di un altro secondo, insalata e torta, lei naturalmente ha spazzolato via tutto con l'abituale aria moribonda e schifata, però effettivamente stavolta bene non stava e ha clamorosamente sboccato tutto quanto in macchina mentre il Cugino Mandrogno la riportava a casa.
(Pausa di un minuto per elevare una colpevole laude gioiosa agli dei: di solito prendere e riportare la zia Fantasma è il mio compito, in occasione delle mangiate fuori, stavolta un angelo mi ha protetto spedendomi a visitare la casa nuova dei suoceri a Arenzano... altrimenti a quest'ora stavo ancora pulendo i tappetini...)

2. percorrere avanti e indietro il Ponente genovese

3. recarci in cinque diversi luoghi a portare regali

4. ascoltare le lamentele di mia madre alla quale il Natale fa ogni anno un effetto peggiore, e non sarò certo io quella che la biasima

5. subire un attacco di carattere vagamente sessuale dal Gervaso, il fratello ventenne del Cugino Mandrogno che, poverino, è un po'... Gervaso, come quello dei Promessi Sposi, e (caro ragazzo) trova che io sia ancora un oggetto di desiderio. Quest'anno però è stato meno insistente e tutto sommato molto più incline alla chiacchierata, sui tre argomenti che interessano a lui, però rispondendo a tono, per fortuna.

6. la pioggia (perchè per definizione a Genova a Natale piove e tira vento. Ogni santo Natale)

Cose che per fortuna quest'anno c'erano comunque


1. il compleanno di Sanguedelmiosangue, che grazie ai regali ricevuti ha ampliato sensibilmente la sua collezione di calzini, mutande e sciarpe (mio cugino vivrebbe benissimo su un pianeta nel quale il clima permettesse di girare scalzi, con mutande parigamba a righe, a fiorelloni o comunque coloratissime e dalle scritte inquietanti, calzerotti spessi e sciarpe di lana con frange. Niente pantaloni camicie magliette felpe. Praticamente non indosserebbe mai altro, se si eccettuano la sua meravigliosa giacca alla Edward Cullen e i suoi numerosissimi piercing).

2. aprire i regali in salotto con i miei, noi tre da soli

3. l'Uomo che mi riempie di pacchetti quando sono a letto la mattina, a cominciare dal primo giorno di ferie

4. i Ferrero Rocher della Zia Buona (quelli però ci sono tutto l'anno)


Cose che sono state diverse, veramente tanto diverse dagli altri anni

1. La totale assenza di riferimenti religiosi, corroborata dal fatto che quest'anno nemmeno la Psicozia, nota fondamentalista francescana, ha fatto il presepe vivente con la parrocchia, nè, se non ho visto male, quello finto a casa sua

2. Prepararci il pranzetto di Natale io e l'Uomo soli soletti nella nostra casa di Asti

3. Restarsene in pigiama fino alle tre di pomeriggio

4. Non vedere la famiglia di Milano (e mi ha fatto un po' specie, a dire la verità)

5. Parlare di bomboniere, confetti e abiti da sposa per tutto un pranzo, perchè a maggio si sposeranno prima la Biosuocera e il Suocero Aggiunto (ed era l'ora, dopo 27 anni insieme) e poi il Cugino Mandrogno e la Mela Pausina.

6. Non avere neanche una volta lo stomaco troppo pieno o la nausea da eccesso di dolci e non sentire nessuno, mai, insistere perchè mangiassi assaggiassi o bevessi qualcosa (il che per me somiglia in modo impressionante al paradiso in terra... vuoi vedere che dopo 10 anni di lotta senza quartiere ci sono arrivati anche i parenti dell'Uomo a lasciarmi in pace???)

7. Vedere le foto delle scorse vacanze sul televisore a schermo piatto del Suocero Aggiunto, insieme alla Biosuocera, alla Nonna Infera e a Gigantesco Mostro Bavoso n.3, in un clima sereno e silenzioso, in cui la Biosuocera non cercava di alimentarmi col sondino, il Suocero Aggiunto non fumava, la Nonna Infera non rompeva i coglioni, e anche il Mostro ha deciso che io e lui siamo molto amici e che non deve per forza leccarmi in faccia, se a me non piace, ma può limitarsi a strofinarmi il naso bagnato lungo tutta la gamba destra, inumidendomi i collants e guardandomi con aria adorante.

sabato 11 dicembre 2010

Da ballarsi in mutande

E questo domani mattina, che è domenica e abbiamo tutti diritto ai nostri dieci minuti di follia, scaricatevelo e ballatelo, rigorosamente in mutande, cantando a squarciagola e gesticolando, che vi fa bene alla circolazione e all'umore.

Uoooh. Yeah.