E niente, mia madre la casa voleva
venderla. Perchè era il suo nido del weekend con papà. E quindi
chiaramente. Poi non è comoda perchè sta a meno di 100 km da
Genova, però è un'autostrada di merda con troppi camion e le code
nel weekend.
Io mi sono opposta. Okay, erano anni
che non ci andavo. Ma era casa. E poi svuotarla sarebbe stato al di
sopra delle nostre forze. Togliere i quadri, l'arazzo con la scena di
caccia, il baule di legno, il tavolino con le piastrelle. La
poltroncina a dondolo di mio padre. La credenzina coi vetri colorati.
Il mio scrittoio, dove ho sudato su Sallustio e Tacito, e su Kant e
Hegel. Impossibile immaginarsi di vederla senza mobili, questa casa.
Le ho detto: facci almeno provare a
usarla una volta, come base per il mare. Ha acconsentito. Così ho
preso accordi con tutta la famiglia (“io sto a casa e riorganizzo,
non rompetemi le palle con il mare e con i bagni, andate voi”) e
scelto una settimana, questa, per venire a riaprire casa. Che poi uno dice tienti impegnata così non ti fai seghe mentali. Sì, ma un attimo, se mi viene la sciatica a forza di lavare pavimenti poi devo stare immobile ed è controproducente.
Diario di bordo, adesso. Se state pensando "e 'sti cazzi?" non continuate. Perché sono effettivamente cosette da donnicciola. Se vi raccontassi gli incubi orrendi in technicolor, multisurround e 3D che sto facendo sarebbe più interessante, lo so. Ma ho i brividi solo a pensarci.
H. 11.45
Arrivo. Arriviamo, anzi. Io e i due
gatti. Il gatto si ricorda benissimo tutto. Quel che non sa è che
per usucapione il giardino è divenuto proprietà di una bellissima
gatta a pelo lungo, che come lo vede arrivare gliele suona secche
davanti alla finestra di casa. Il Cicciu batte in ritirata
esterrefatto.
Sottofondo musicale: "Lara's Theme" dal Dottor Zivago, solo che qui non è tutto ricoperto di ghiaccio, è tutto ricoperto di polvere.
Fa un umido da morire.
La casa ha
l'edera sul muro, how british, che si è infilata dentro la persiana della camera da letto.
Foglie morte sotto ogni porta finestra, a chili. Tra ogni persiana e
ogni vetro ci sono cadaveri di insetti probabilmente non classificati
dagli zoologi. E qualche favo. Arrivo fino al primo nido di ragni tra
il cassettone e il muro e poi mi prende lo scoraggiamento. Perchè io
odio i ragni. Mi fanno più schifo i topi, che per fortuna non mi
pare ci siano. E i pipistrelli (e non ho ancora controllato il locale
caldaia: né ho intenzione di controllarlo, a meno che non mi diano
una tuta con il casco di quelle da rischio biologico. E un fucile).
Ma subito dopo i topi e i pipistrelli, e prima dei ragni, nella scala
dello schifo ci stanno i ragni PICCOLI: quelli che tu muovi la
ragnatela convinto di aver visto dei piccoli accumuli di lanugine, e
invece ogni lanugine sono venti ragnetti neonati, trasparenti e
velocissimi, che partono in tutte le direzioni. Ecco. Io lì grido.
Chiamo l'Uomo, e ho effettivamente il
pianto nella voce. Ma capisco di avere anche fame e una certa
stanchezza dovuta al caldo. E alle due ore di macchina con gatti ululanti.
Decido, conoscendomi, che quel che mi
serve è un buon caffè con qualcosa di dolce. Allora vado fino a
Paesino Incantevole e mi faccio servire in un baretto, dove invece di
“una brioche” mangio una sfogliatina marmellata e noci che è
qualcosa di notevole, e anche il caffè è splendido, cremoso e
profumato. Posso farcela, intuisco.
H. 12,45
Vado al supermercato di Paesino Verde.
Mi servono in modo amichevole e affettuoso come se fossi cliente da
sempre. Poi arrivo a casa e dal piano di sopra si affaccia Vicino
Baffuto. Che è gentile e conosce i miei e i loro gatti; mi presenta
anche la signora e tutti e due mi fanno una bella accoglienza.
Decido che posso proprio farcela.
Venticinque secondi dopo la gradevole
chiacchierata, con il cavalletto della mia povera vecchia mountain
bike dalle ruote sgonfie, mi pinzo la pelle del polpastrello del
pollice sinistro strappandomene via di netto una generosa porzione. Fontana di sangue, e in
casa non c'è niente: né garze né cerotti. Momento di disperazione:
vado dai vicini? Svengo? Piango? Guido sanguinando fino alla
farmacia? Poi trovo del disinfettante (scaduto nel 2003, si capirà
dopo) e, com'è come non è, mi faccio una fasciatura con dei
fazzoletti e del nastro adesivo. E il tetano? Bah. Papà avrebbe
fatto così. Amen.
H. 14.00
Ho lavato la cucina e mi sento
leggermente meno afflitta, anche se devo tenere il pollice su come
Fonzie e se ho i vestiti appiccicati addosso dall'umidità.
Decido di passare la giornata qui da
sola e di far arrivare Uomo e Princi domani, in modo da avere il
tempo di fare un bel po' di lavori. Intanto potrei sentire il tecnico
della calderina, dato che non dà segno di vita.
Frattanto il gatto ha risolto il
conflitto con la micia locale, perchè io sono intervenuta sul
modello dei caschi blu, dando abbondantemente da mangiare a entrambi
in due punti diversi del giardino. La mia gatta invece ha deciso che
il giardino è molto rischioso ed è più bello rotolarsi sul tappeto
in casa.
Mi chiedo come finirà questo
esperimento. Per ora, anche a causa del fatto che posso fare le cose
con una mano sola, mi vedo un po' vulnerabile. Speriamo.
H. 16.00
Ho “pranzato” in giardino (crackers
e formaggino), circondata dai miei gatti che si fingevano padroni
della situazione. Prima il Cicciu è andato con passo dinoccolato
dalla gatta locale (che verrà battezzata Alice, in quanto Resident
Evil) e le ha detto, con calma: “No senti, ma volevo dirti: ffffffth, ffthh.” La gatta ha
risposto una cosa da far arrossire i camalli del Molo Giano. Allora
Bontcho si è girato su se stesso e ha mormorato “Sì, va beh, poi
ne parliamo, ora devo rientrare che mi squilla il cellulare”. Molto
carino.
Dopo “pranzo” ho ribaltato il
bagno, rimuovendo ragni morti, ragni catatonici, ragni che si
fingevano morti per non essere rimossi, e sbriciolando qualsiasi
karma decente avessi mai accumulato negli ultimi vent'anni. E: voi
l'avevate mai vista la muffa su una saponetta? Io no. Del resto, le
caffettiere qua sono ossidate come le posate tenute in barca.
Ora il bagno è abitabile, peccato non
avere l'acqua calda. Ho deciso che mi merito un disinfettante non
scaduto e delle garze per il dito. Vado alla ricerca di una farmacia,
e già che ci siamo di un caffè.
H. 18,38
Ma se una muffa del legno va via con lo
sgrassatore, non potrà essere proprio una biotossina, vero? Vero?
Boh. Io comunque ho lavato le porte
degli armadi di ebano facendomi un culo negerrimo.
(Sarà ebano, poi? Non lo so, ma è un legno molto
scuro e mio padre nei suoi anni d'oro non ha mai badato a spese sull'arredamento, men che
meno in questa casa, dove ha dato sfogo al suo lato da aristocratico della campagna inglese, ovviamente del periodo coloniale: una cosa tipo cottage nello Yorkshire, shabbychiccosissimo, con il baule dell'antenato che aveva un castello nel Leicestershire, le maschere di legno portate dallo zio che ha esplorato l'Africa e i dipinti su stoffa arrivati via piroscafo dall'India: sì, però immaginate tutto questo coperto di polvere).
L'unico ragno che è
sfuggito al mio controllo era ovviamente il più grosso di tutti, e
chiaramente ha scelto l'attimo in cui io mi voltavo disgustata per
scomparire. Tornerà. Me lo sento.
Intanto sono andata a medicarmi
decentemente il dito e sì, confermo, il disinfettante scaduto non
disinfetta affatto, invece l'acqua ossigenata nuova sì, eccome.
Penso che il mio ululato di dolore si sia sentito per tutto il
quartiere. In ogni caso, poco dopo s'è fatto vivo il Vicino Whisky.
Che mi ha trascinato nel di lui antro dove vive solo, per mostrarmi
una macchia di muffa, mentre io circospetta nominavo mio marito ogni
tre parole in tutte le frasi. Probabilmente non aveva
intenzioni illecite, fatto sta che dopo un po' che conversavamo ha
ammesso di essere nonno di due bambine e ha simpatizzato con i miei
gatti.
Sta scendendo una sera umida da far
schifo e io devo ancora pulire la zona giorno. Ma sono molto fiera di
avere reso abitabili le due stanze da letto. Resta il dubbio su dove
dormirò. Nel mio letto di quand'ero ragazzina? Nel letto di mia
madre, vicino alla finestra che è ricoperta d'edera e infestata di
creature e non chiude bene? O nel letto di mio padre, vicino alla
ragnatela di quello veramente grosso? Bah. Le lenzuola comunque
saranno umide, e mi sono scordata il pigiama.
H.19,47
Ho già detto che è umido? Ma non sapete QUANTO è umido, finchè non vi dico che ho lavato il pavimento un'ora fa e deve ancora asciugare. Ho reso l'idea?
Domani viene il tecnico della
calderina. Potrei mettere il riscaldamento a 80 gradi e vedere se un
po' di tutto questo bagnato evapora.
Mi sto preparando l'Allegra Busta di
Risotto delle Serate di Sfiga. Che probabilmente non mangerò, perchè
sarò colta da orrenda fobia di intossicarmi con muffe invisibili che
non sarò riuscita a lavare dalla pentola o dalle posate. Beh, ho un
tubo di Ringo, però. Mal che vada vivo con quelli.
H. 21,00
Dio esiste. Ho fatto la doccia (fredda) e mangiato davanti alla tv. Stavo per cedere al sonno, e cosa ti trovo? la connessione wifi senza protezione di qualcuno, o del comprensorio, non saprei. Comunque sprotetta. Quindi accessibile. Molto bene.








