Era nuvoloso, ma non faceva freddo. Mia madre non voleva che aprissi le finestre. Non siamo usciti.
Poi ha piovuto, e mia madre guardava in su con ansia. Forse ho addirittura saltato un giorno di scuola: non sono certa di questo, ma sicuramente non siamo andati da nessuna parte dove non fossimo obbligati ad andare. Mia madre, tornando dalla spesa, era allibita: la gente invasata comprava cestelli d'acqua e chili di pasta, conserve, o le cose più disparate, in quantità industriali e senza criterio. Nei supermercati non c'era più niente.
A me non fregava molto, però, perchè avevamo appena preso due gattini piccolissimi e una di loro, bianca rossa e nera, che di lì a poco avremmo battezzato Pamela, era destinata a rimanere con noi.
Ero impegnatissima ad addomesticare i gattini, in particolare lei, che era restia al contatto con alcunchè di umano e passava ore intere dietro la cucina miagolando disperata. Quando riuscivamo ad agguantarla, soffiava e sputava come una caffettiera. Aveva un minuscolo naso rosa, le orecchie a punta, il musino magro, e un caratteraccio. E' stata la mia migliore compagnia, mia sorella, il mio immenso amore, per dodici anni.
Ho ricordi slegati e brevi, ma nitidi. Era l'aprile del 1986, avevo dieci anni, ed era scoppiata la centrale nucleare di un posto mai sentito nominare prima.
Venticinque anni dopo, cioè due settimane fa, vado dalla dentista, che non mi vede da un po'.
"Scusi, sa, in bocca ho un disastro. E' che ho visto parecchi ospedali negli ultimi tre anni, dietro a vari parenti, e insomma... diciamo che nel tempo libero non avevo voglia di vedere altri medici."
Mi guarda in bocca e scuote la testa.
"Ma come fa, alla sua età, ad avere i denti così deboli?"
Poi mi fissa:
"Ha problemi alla tiroide? Ipotiroidismo?"
"Veramente sto appunto facendo gli esami, credo di aver avuto una seconda tiroidite."
"Di che anno è, lei?"
"Del '76."
La dottoressa si sporge verso l'altro scomparto dello studio, dove la sua collega sta lavorando su un ragazzino.
"Tua sorella di che anno è?"
"Del '77."
"Eh allora vedi che è proprio vera, questa cosa della tiroide? E' Chernobyl. Sono quelli che erano nell'età dello sviluppo quando c'è stata la nube."
Ah, avrei potuto dire. Ma non l'ho detto, perchè l'avevo già sentita, questa.
Me lo aveva già detto il mio medico un anno fa.
L'altroieri sono stata a ritirare gli esami. Gli anticorpi antiperossidasi tiroidea dovrebbero avere un valore inferiore a 35. Io c'ho 1403.
Lo dicevo che non mi sentivo così bene ultimamente.
Sono andata dal Mio Doc e, per la prima volta in vita mia, avevo paura. Proprio paura di sentirmi dire che ero malata. Che ero da operare. Che qua e che là.
Non è così grave, per fortuna, ma un giro in endocrinologia lo devo fare lo stesso, e comunque adesso so cosa prova la gente quando va a ritirare un referto di quelli seri, chiedendosi se quando tornerà a prendere la macchina nel parcheggio potrà ancora sentirsi la stessa persona che ne è scesa venti minuti prima.
No, chiedetemi un attimo cosa penso dell'energia nucleare, che già ero contraria vent'anni fa per ragioni di ecologia etc etc.
Chiedetemelo adesso, che sono tre anni che provo a restare incinta senza successo, continuo a ingrassare e mi vanno a male i denti. E c'ho 1400 dove dovrei avere 35.
Non sono una che va a smanettare su Internet di cose mediche, solitamente. Ma ci sono andata.
I tumori della tiroide nella popolazione dell'area di Chernobyl sono aumentati esponenzialmente: non subito, ma a partire da dieci anni dopo l'esplosione. E in generale sono aumentati in tutta l'Europa dell'Est e del Sud i problemi tiroidei di vario tipo, soprattutto nella popolazione sotto i 40-45. Sono aumentati, per capirci, in una proporzione tipo il 750%.
Cazzo. E a quei disgraziati di Fukushima e dintorni gli stanno dicendo, sperando forse di dar loro una buona notizia, che in "due, forse tre mesi la situazione sarà sotto controllo".
A volte spero che una forma di vita più saggia, proveniente da un'altra galassia, ci incenerisca tutti col raggio della morte.
venerdì 29 aprile 2011
mercoledì 27 aprile 2011
Che bello...

...correggere le prove di Letteratura (ben fatte) della mia prima buttata sul letto in una stanzetta mansardata, con il cugino che si indigna degli errori di ortografia dei miei gioielli, il cane che sonnecchia beato nella borsa/cuccia e fuori tutta la campagna toscana. Che al mattino, cavoli, TUTTI gli uccellini del mondo fuori dalla finestra intonavano il coro dell'Aida e dopo le sei per dormire ci volevano DUE cuscini sopra la testa.

A seguire foto di Pomaia.
lunedì 18 aprile 2011
Varie dei miei maschiacci
Madonna che corse 'ste settimane.
Non ho fisicamente fatto in tempo a dirvi com'è andata con gli elfi del Nord.
Nè ve lo racconto stasera.
Vi dò giusto qualche flash. Così capite che non ero, che ne so, fuggita in un paradiso fiscale a fare un cazzo, ma ero come sempre sulla breccia, io, la solita stataledimerda, insegnante di sinistra che inculca etc, etc, etc. (no, perchè io tento di ignorare le provocazioni ma mi brucia, e mi fa anche paura, che adesso attacchino la scuola, i libri di testo e direttamente gli insegnanti: non basta più attaccare la costituzione?)
1)

"Diamante vai via, via, vai fuori, basta, non voglio più nemmeno sentire la tua voce, basta, vattene." Senza nemmeno alzare la voce, gliel'ho detto, quando ho capito che neanche stavolta mi avrebbe lasciato interrogare.
"Ma col banco?"
"Col libro, con la sedia, col banco, con quello che vuoi basta che te ne vai definitivamente, non ce la faccio più, basta capito, erano tre anni che doveva succedere e oggi è successo, vattene."
Sempre a voce bassa, incrinata dall'isteria ma bassa.
Ho colto un lampo di sconcerto nei suoi occhi, ha deglutito. Mi ha comunque fatto un sorriso. Ha preso libro, quaderno, biro e sedia e s'è messo a lavorare fuori in corridoio, dietro la porta chiusa, sulle ginocchia, zitto. Per un'ora quasi intera. E io ODIO lasciar fuori un alunno per un'ora intera. Lui, poi. Cazzo. Mi ha supplicato di rientrare quando ha visto che portavo in classe la raccolta di giornali del 1939 che lo storico del progetto sul fascismo ci aveva lasciato in prestito. L'ho fatto comunque aspettare fino all'ultimo gruppo di alunni che ha avuto accesso alla cattedra per sfogliare con me quelle pagine delicate.
2)

Gatto Selvatico mi s'è fidanzato, con una di III A, più grande in quanto ripetente, e molto dolce. Che fosse un passionale non avevamo dubbi, ma oggi ho dovuto far intervenire il Gigante, dopo averli beccati a dare spettacolo scambiandosi generose porzioni di lingua nell'intervallo. Peraltro gli brillano gli occhi, sorride soddisfatto e tutti noi prof siamo dichiaratamente contenti per lui. Oggi però ha lasciato il libro di geografia a scuola, e domani c'è compito sull'Asia. Me ne sono accorta mentre in consiglio di classe discutevo della sua situazione scolastica coi colleghi, e domani mi tocca fargli un discorso che poco avrà a che vedere con la primavera, l'amore e i baci alla francese.
Sempre la strega cattiva, mi tocca fare, merda.
3)

Ho purtroppo interrogato di Letteratura Terzo Fratello, in prima. Non ha aperto bocca. E' passato attraverso le seguenti posizioni: da in piedi dritto fronte cattedra con gli occhi bassi, a tutto storto con lo sguardo verdazzurro affondato nei miei occhi in cerca di appiglio, a obliquo appoggiato con una spalla al muro con le ciglia che sbattevano e le labbra che si automasticavano, fino a schiena contro il muro, occhi persi nel nulla pieni di lacrime, labbro tremante, dignità distrutta.
Era una tortura da vedere. Ho provato con le domande più semplici, con l'argomento a piacere, con le buone, con le cattive. I compagni lo hanno incoraggiato in tutti i modi. Non c'è stato verso di strappargli altro che una serie di sguardi verdazzurrissimi e strappabudella, da cucciolo abbandonato sull'autostrada.
Gli ho proposto di farsi interrogare fuori ora. Domani, in sala prof, con un compagno come testimone. Si deve sbloccare, non possiamo mica fargli rifare la prima per la terza volta.
Cazzo. Mi ha avvelenato il pomeriggio.
Voi direte: e le bambine?
Delle bambine vi dico meno perchè, se Dio vuole, studiano, loro, a questa stagione. Sono i maschi che sono irriducibili, anche a poche settimane dalla pagella e dall'esame.

Io correggo come una pazza, sogno di far lezione anche di notte.
Menomale che tra quattro giorni parto per il Tibet.
Non ho fisicamente fatto in tempo a dirvi com'è andata con gli elfi del Nord.
Nè ve lo racconto stasera.
Vi dò giusto qualche flash. Così capite che non ero, che ne so, fuggita in un paradiso fiscale a fare un cazzo, ma ero come sempre sulla breccia, io, la solita stataledimerda, insegnante di sinistra che inculca etc, etc, etc. (no, perchè io tento di ignorare le provocazioni ma mi brucia, e mi fa anche paura, che adesso attacchino la scuola, i libri di testo e direttamente gli insegnanti: non basta più attaccare la costituzione?)
1)

"Diamante vai via, via, vai fuori, basta, non voglio più nemmeno sentire la tua voce, basta, vattene." Senza nemmeno alzare la voce, gliel'ho detto, quando ho capito che neanche stavolta mi avrebbe lasciato interrogare.
"Ma col banco?"
"Col libro, con la sedia, col banco, con quello che vuoi basta che te ne vai definitivamente, non ce la faccio più, basta capito, erano tre anni che doveva succedere e oggi è successo, vattene."
Sempre a voce bassa, incrinata dall'isteria ma bassa.
Ho colto un lampo di sconcerto nei suoi occhi, ha deglutito. Mi ha comunque fatto un sorriso. Ha preso libro, quaderno, biro e sedia e s'è messo a lavorare fuori in corridoio, dietro la porta chiusa, sulle ginocchia, zitto. Per un'ora quasi intera. E io ODIO lasciar fuori un alunno per un'ora intera. Lui, poi. Cazzo. Mi ha supplicato di rientrare quando ha visto che portavo in classe la raccolta di giornali del 1939 che lo storico del progetto sul fascismo ci aveva lasciato in prestito. L'ho fatto comunque aspettare fino all'ultimo gruppo di alunni che ha avuto accesso alla cattedra per sfogliare con me quelle pagine delicate.
2)

Gatto Selvatico mi s'è fidanzato, con una di III A, più grande in quanto ripetente, e molto dolce. Che fosse un passionale non avevamo dubbi, ma oggi ho dovuto far intervenire il Gigante, dopo averli beccati a dare spettacolo scambiandosi generose porzioni di lingua nell'intervallo. Peraltro gli brillano gli occhi, sorride soddisfatto e tutti noi prof siamo dichiaratamente contenti per lui. Oggi però ha lasciato il libro di geografia a scuola, e domani c'è compito sull'Asia. Me ne sono accorta mentre in consiglio di classe discutevo della sua situazione scolastica coi colleghi, e domani mi tocca fargli un discorso che poco avrà a che vedere con la primavera, l'amore e i baci alla francese.
Sempre la strega cattiva, mi tocca fare, merda.
3)

Ho purtroppo interrogato di Letteratura Terzo Fratello, in prima. Non ha aperto bocca. E' passato attraverso le seguenti posizioni: da in piedi dritto fronte cattedra con gli occhi bassi, a tutto storto con lo sguardo verdazzurro affondato nei miei occhi in cerca di appiglio, a obliquo appoggiato con una spalla al muro con le ciglia che sbattevano e le labbra che si automasticavano, fino a schiena contro il muro, occhi persi nel nulla pieni di lacrime, labbro tremante, dignità distrutta.
Era una tortura da vedere. Ho provato con le domande più semplici, con l'argomento a piacere, con le buone, con le cattive. I compagni lo hanno incoraggiato in tutti i modi. Non c'è stato verso di strappargli altro che una serie di sguardi verdazzurrissimi e strappabudella, da cucciolo abbandonato sull'autostrada.
Gli ho proposto di farsi interrogare fuori ora. Domani, in sala prof, con un compagno come testimone. Si deve sbloccare, non possiamo mica fargli rifare la prima per la terza volta.
Cazzo. Mi ha avvelenato il pomeriggio.
Voi direte: e le bambine?
Delle bambine vi dico meno perchè, se Dio vuole, studiano, loro, a questa stagione. Sono i maschi che sono irriducibili, anche a poche settimane dalla pagella e dall'esame.

Io correggo come una pazza, sogno di far lezione anche di notte.
Menomale che tra quattro giorni parto per il Tibet.
mercoledì 13 aprile 2011
Ho letto con cura
...ho riletto la proposta della Carlucci, corredata dalle critiche della stessa Commissione cultura e dal commento della Gelmini, che come altre volte è poco efficace perchè sostanzialmente disinformata, e in misura molto grave.
Ho intenzione di lasciar perdere la botta di indignazione che mi ha preso ieri sera e mi ha spinto a scrivere cose retoriche, anche se sentite. Voglio farvi un'attenta disamina della situazione dei libri di testo per come li ho conosciuti io da studentessa e come li vedo ora da insegnante.
Anche perchè tra i lettori c'è la mia compagna di banco e migliore amica, da sempre di destra quanto io sono di sinistra, che ha studiato con me su certi libri e QUELLI SI' che erano libri di sinistra, molto schierati (anche perchè noi al liceo di Italiano avevamo l'Invasata, che era decisamente di parte, prima di tutto nello scegliere i testi). Non vorrei che lei e altri come lei, ricordandosi degli anni Novanta, credessero che TUTTI i libri di testo fossero e siano tuttora così.
Ci riaggiorniamo dopo con un lavoro il più possibile accurato & filologico.
Ho intenzione di lasciar perdere la botta di indignazione che mi ha preso ieri sera e mi ha spinto a scrivere cose retoriche, anche se sentite. Voglio farvi un'attenta disamina della situazione dei libri di testo per come li ho conosciuti io da studentessa e come li vedo ora da insegnante.
Anche perchè tra i lettori c'è la mia compagna di banco e migliore amica, da sempre di destra quanto io sono di sinistra, che ha studiato con me su certi libri e QUELLI SI' che erano libri di sinistra, molto schierati (anche perchè noi al liceo di Italiano avevamo l'Invasata, che era decisamente di parte, prima di tutto nello scegliere i testi). Non vorrei che lei e altri come lei, ricordandosi degli anni Novanta, credessero che TUTTI i libri di testo fossero e siano tuttora così.
Ci riaggiorniamo dopo con un lavoro il più possibile accurato & filologico.
martedì 12 aprile 2011
Complimenti (al chirurgo estetico laureato per posta che le ha distrutto la faccia)
SCUOLA: CARLUCCI, ISTITUIRE COMMISSIONE SU IMPARZIALITA' LIBRI DI TESTO
(ASCA) - Roma, 12 apr - Una proposta di legge per istituire una Commissione parlamentare d'inchiesta sull'imparzialita' dei libri di testo scolastici. A presentarla Gabriella Carlucci, deputata del Pdl e membro della Commissione Cultura.
''Il problema esiste - afferma Carlucci - ed e' sentito da molti docenti e studenti, ovviamente da quelli che si avvicinano alla storia in maniera imparziale, desiderando conoscere diverse interpretazioni storiografiche senza alcuna forzatura politica, come sarebbe doveroso. Sono sicura che la Commissione Cultura sapra' decidere in materia con grande equilibrio. Chi grida allo scandalo non si rende conto che la mia e' una proposta per fare chiarezza in una materia molto delicata. Non c'e' alcuna volonta' di mettere libri all'indice ma di fornire ai nostri ragazzi diversi punti di vista in materia storica. In questo senso internet e gli attuali strumenti elettronici potranno essere molto efficaci''.
Non che io abbia voglia di commentare. Capiamo tutti bene a cosa puntano questi discorsi.
Dico solo due cose.
Una, che due anni fa l'Inflessibile diceva già che saremmo arrivati al testo unico di MinCulPoppiana menoria.
E l'altra, che va benissimo. Da quando mi son montata la testa, cioè dopo tre anni consecutivi nella stessa scuola, ho chiaro in mente cosa voglio fare. Dettare gli argomenti che sui libri non mi convincono, non in senso politico, ma per tipo di esposizione o per gli esercizi che ci mettono, prendendo e semplificando a misura di bambino da testi universitari. In realtà, di storia e letteratura lo faccio già, ma potrei arrivare a far risparmiare sull'acquisto dei testi.
Non potete fermare la cultura. Ma non ne avete idea, perchè non siete gente di cultura. Non avete mai letto Bradbury, mi sa.
Rideremo sulle vostre rovine, e lo sapete benissimo: state agitandovi per i libri di storia, è logico, perchè vi brucia pensare cosa si dirà di voi tra dieci anni. Ma chi ha visto cosa avete fatto all'Italia se ne ricorderà, anche se le informazioni dovessero sparire da tutti i libri.
(ASCA) - Roma, 12 apr - Una proposta di legge per istituire una Commissione parlamentare d'inchiesta sull'imparzialita' dei libri di testo scolastici. A presentarla Gabriella Carlucci, deputata del Pdl e membro della Commissione Cultura.
''Il problema esiste - afferma Carlucci - ed e' sentito da molti docenti e studenti, ovviamente da quelli che si avvicinano alla storia in maniera imparziale, desiderando conoscere diverse interpretazioni storiografiche senza alcuna forzatura politica, come sarebbe doveroso. Sono sicura che la Commissione Cultura sapra' decidere in materia con grande equilibrio. Chi grida allo scandalo non si rende conto che la mia e' una proposta per fare chiarezza in una materia molto delicata. Non c'e' alcuna volonta' di mettere libri all'indice ma di fornire ai nostri ragazzi diversi punti di vista in materia storica. In questo senso internet e gli attuali strumenti elettronici potranno essere molto efficaci''.
Non che io abbia voglia di commentare. Capiamo tutti bene a cosa puntano questi discorsi.
Dico solo due cose.
Una, che due anni fa l'Inflessibile diceva già che saremmo arrivati al testo unico di MinCulPoppiana menoria.
E l'altra, che va benissimo. Da quando mi son montata la testa, cioè dopo tre anni consecutivi nella stessa scuola, ho chiaro in mente cosa voglio fare. Dettare gli argomenti che sui libri non mi convincono, non in senso politico, ma per tipo di esposizione o per gli esercizi che ci mettono, prendendo e semplificando a misura di bambino da testi universitari. In realtà, di storia e letteratura lo faccio già, ma potrei arrivare a far risparmiare sull'acquisto dei testi.
Non potete fermare la cultura. Ma non ne avete idea, perchè non siete gente di cultura. Non avete mai letto Bradbury, mi sa.
Rideremo sulle vostre rovine, e lo sapete benissimo: state agitandovi per i libri di storia, è logico, perchè vi brucia pensare cosa si dirà di voi tra dieci anni. Ma chi ha visto cosa avete fatto all'Italia se ne ricorderà, anche se le informazioni dovessero sparire da tutti i libri.
La mia Briciola alla conquista del mondo
"Sua figlia mi piace da morire. E' così testarda."
Io e la mamma di Briciola di Titanio ci siamo fatte simpatia. Le ho detto che sua figlia, a parte mangiarsi le parole, è un tesoro. Che mi fa impazzire quanto è determinata, che ha carattere, che arriverà lontano.
E poi scopro una cosa incredibile. Sono settimane che vedo la Briciola che, nell'intervallo, sta appollaiata subito dietro i maschietti, intenti a sanguinose sfide al calciobalilla. Non perde una mossa, non stacca gli occhi dalla palla. Si vede che le piace proprio. Lo dico alla mamma, e la risposta è:
"Oh... con questo calcetto... pensi che abbiamo dovuto comprarglielo, alla fine: e ora gioca continuamente con suo papà, si scorda di mangiare per giocare, è un'ossessione!"
"Davvero?"
"Ma sì... dice che deve allenarsi per giocare a scuola. Perchè deve vincere!"
"Ah... ma veramente io l'ho sempre vista che guardava. Vedrò se i maschi la fanno provare..."
Non ce n'è stato bisogno. Avevo già deciso di chiedere a Minimuto, ras del calcetto da anni, se per cortesia una volta la faceva entrare. Ma oggi, che all'intervallo ero di sorveglianza dal calcetto, ho visto in diretta una cosa BELLISSIMA.
Giocavano, tutti trafelati, e lei era lì, come al solito. Ma in questi ultimi tempi, a mia insaputa, devono averla già messa alla prova e devono pure averla apprezzata, perchè a un certo punto: "Vale, vieni tu" le fa uno dei ragazzini, e lei, no, dico, dovreste vederla, lei, che è un soldino di cacio castano smorto, pallidina, silenziosa e dimessa, Miss Nessuno, proprio, passa con garbo a occhi bassi tra due maschioni di seconda media, alti due volte e mezzo lei, che si scostano per lasciarla avvicinare, afferra le manopole e via, a giocare. Coi maschi. E bene. E a lungo. Le cambiano ruolo. Poi la sostituisce uno. Poi un altro la richiama.
Gioca tutto l'intervallo. Ce l'ha fatta. La rispettano. La vogliono come alleata. La sua testardaggine anche stavolta ha fatto centro.
Oddio, Briciola. Avevo le lacrime agli occhi. Sei il mio idolo.
Io e la mamma di Briciola di Titanio ci siamo fatte simpatia. Le ho detto che sua figlia, a parte mangiarsi le parole, è un tesoro. Che mi fa impazzire quanto è determinata, che ha carattere, che arriverà lontano.
E poi scopro una cosa incredibile. Sono settimane che vedo la Briciola che, nell'intervallo, sta appollaiata subito dietro i maschietti, intenti a sanguinose sfide al calciobalilla. Non perde una mossa, non stacca gli occhi dalla palla. Si vede che le piace proprio. Lo dico alla mamma, e la risposta è:
"Oh... con questo calcetto... pensi che abbiamo dovuto comprarglielo, alla fine: e ora gioca continuamente con suo papà, si scorda di mangiare per giocare, è un'ossessione!"
"Davvero?"
"Ma sì... dice che deve allenarsi per giocare a scuola. Perchè deve vincere!"
"Ah... ma veramente io l'ho sempre vista che guardava. Vedrò se i maschi la fanno provare..."
Non ce n'è stato bisogno. Avevo già deciso di chiedere a Minimuto, ras del calcetto da anni, se per cortesia una volta la faceva entrare. Ma oggi, che all'intervallo ero di sorveglianza dal calcetto, ho visto in diretta una cosa BELLISSIMA.
Giocavano, tutti trafelati, e lei era lì, come al solito. Ma in questi ultimi tempi, a mia insaputa, devono averla già messa alla prova e devono pure averla apprezzata, perchè a un certo punto: "Vale, vieni tu" le fa uno dei ragazzini, e lei, no, dico, dovreste vederla, lei, che è un soldino di cacio castano smorto, pallidina, silenziosa e dimessa, Miss Nessuno, proprio, passa con garbo a occhi bassi tra due maschioni di seconda media, alti due volte e mezzo lei, che si scostano per lasciarla avvicinare, afferra le manopole e via, a giocare. Coi maschi. E bene. E a lungo. Le cambiano ruolo. Poi la sostituisce uno. Poi un altro la richiama.
Gioca tutto l'intervallo. Ce l'ha fatta. La rispettano. La vogliono come alleata. La sua testardaggine anche stavolta ha fatto centro.
Oddio, Briciola. Avevo le lacrime agli occhi. Sei il mio idolo.
No sexual apartheid
Prima che mi si accusi di sessismo, visti i recenti post, chiariamo. Io assatanata sì, lo sono, sessista no. Non è colpa mia se a prima botta mi vengono in mente soprattutto attori italiani bravissimi. Ma di certo apprezzo un sacco di attrici del momento.
Camilla Filippi, di cui al post su Hastiwood, è veramente una professionista, lo senti anche da come parla del suo lavoro in tv e in teatro. Mi è piaciuta tanto ne "La vita facile" e ne "La meglio gioventù" e sto per rivederla, forse anche di persona, il che mi farebbe piacere sul serio, perchè è proprio una persona carina. Tipo che eravamo sedute vicine a una cena di lavoro e ci siam trovate a parlare dei suoi figli, dei rispettivi fidanzati, come due amiche. Fitto fitto, tutta la sera. E andiamo d'accordo su parecchie cose.
Tra le giovani che attualmente vediamo al cinema, mi piacciono moltissimo lei:

(l'avete visto "Questione di cuore"?)
e lei

(una delle migliori sulla piazza, infatti lavora tantissimo, è proprio una in gamba)
ma anche moltissimo lei

("Viola di mare"? l'avete visto? mandate via i bambini, data la tematica, e i mariti che capirebbero poco e niente, con rispetto parlando, e guardatevelo: è una cosa unica, tra la fiaba, la storia d'amore maledetto medievale e la denuncia sociale, ed è basato su una storia vera)
Poi lei

e lei

o anche lei

Ci sono poi alcuni pilastri che non si smuovono tipo

Però il meglio che abbiamo adesso, forse, anche se a guardarla così non le dai due soldi e se sono indecisa tra lei e la Ragonese, che senza dubbio buca lo schermo molto meglio, è lei

che dà a qualsiasi film una classe incredibile.
Commenti? Pareri? Chi ho scordato?
Camilla Filippi, di cui al post su Hastiwood, è veramente una professionista, lo senti anche da come parla del suo lavoro in tv e in teatro. Mi è piaciuta tanto ne "La vita facile" e ne "La meglio gioventù" e sto per rivederla, forse anche di persona, il che mi farebbe piacere sul serio, perchè è proprio una persona carina. Tipo che eravamo sedute vicine a una cena di lavoro e ci siam trovate a parlare dei suoi figli, dei rispettivi fidanzati, come due amiche. Fitto fitto, tutta la sera. E andiamo d'accordo su parecchie cose.
Tra le giovani che attualmente vediamo al cinema, mi piacciono moltissimo lei:

(l'avete visto "Questione di cuore"?)
e lei

(una delle migliori sulla piazza, infatti lavora tantissimo, è proprio una in gamba)
ma anche moltissimo lei

("Viola di mare"? l'avete visto? mandate via i bambini, data la tematica, e i mariti che capirebbero poco e niente, con rispetto parlando, e guardatevelo: è una cosa unica, tra la fiaba, la storia d'amore maledetto medievale e la denuncia sociale, ed è basato su una storia vera)
Poi lei

e lei

o anche lei

Ci sono poi alcuni pilastri che non si smuovono tipo

Però il meglio che abbiamo adesso, forse, anche se a guardarla così non le dai due soldi e se sono indecisa tra lei e la Ragonese, che senza dubbio buca lo schermo molto meglio, è lei

che dà a qualsiasi film una classe incredibile.
Commenti? Pareri? Chi ho scordato?
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come la vedo io,
Hastiwood,
varie ed eventuali
Invasion
(da leggersi "invajùn" come il famoso film in genovese dei Buiopesto)
Febbre, bassa, di quella coi muscoli delle braccia dolenti e le mani asciuttissime e calde. Un vago mal di testa. La bilancia che segna cifre mai viste, cazzo, ma perchè mi devono dare gli esami del sangue il 27, che qui qualcuno deve scrivermi dell'Eutirox in fretta, o toccherò la taglia 50. (No. Mai. C'è un limite a quel che una persona può accettare di se stessa. Se mi tocca mettere un paio di braghe della 50 smetto di mangiare, lo giuro, ma non di mangiare troppo, di mangiare male, di mangiare carboidrati: smetto proprio.)
Nel frattempo ieri Scuolina Rosa è stata invasa. Da elfi biondissimi. Provenienti dal Nord Europa, frequentanti la sesta elementare e parlanti malamente inglese. Però credo che questo gemellaggio sarà ancora più interessante di quello in cui nous avons couché avec les Français (non finirò mai di sfotterla, la collega di Arte).
Non fosse altro perchè ci siamo riuniti (alle 13 e 30 di VENERDI') qualche settimana fa apposta per metterci d'accordo su come dividerci le ore, e infatti ieri appena ho messo piede a scuola la collega di sostegno mi fa: "ehm... abbiamo cambiato programma..."
Ieri sera ho fatto piangere Phoebe Cates Grassa, a Paesino Blu. E anche sua madre. Ma belìn, era l'ora che qualcuno dicesse la parola bocciatura.
Oggi poesia a memoria. "L'infinito" del ben noto gobbetto di Recanati. Ovvero in assoluto la cosa migliore di tutta la letteratura italiana.
Se qualcuno me la rovina, me lo magno.
Ah: ho lapidato Arcangelo Biondograno di Letteratura, sull'Iliade. Nove e mezzo, stellina.
Delizia dei compagni nel cercargli domande difficilissime, ma alla fin fine le più tremende gliele ho fatte io.
E, nei ritagli di tempo tra un genitore e l'altro di Paesino Blu, ho corretto la prima ricerca dell'anno, prendendone una a caso su un argomento a caso eh? Il Sessantotto, by Incontenibile.
Che non mi piglia tanto, come argomento, no. E neanche come alunno, zero.
"Collega con la decolonizzazione"
"Accenna al Ku Klux Klan"
"Metti foto sull'abbigliamento etnico degli hippies"
"Spiega meglio la rivoluzione culturale maoista, ma attento a non beccare un sito di sinistra che la esalti e basta"
"Espandi la sezione sul Maggio francese"
etc etc
Mi son fermata quando le mie note e le mie richieste di approfondimento diventavano più lunghe della ricerca stessa.
Febbre, bassa, di quella coi muscoli delle braccia dolenti e le mani asciuttissime e calde. Un vago mal di testa. La bilancia che segna cifre mai viste, cazzo, ma perchè mi devono dare gli esami del sangue il 27, che qui qualcuno deve scrivermi dell'Eutirox in fretta, o toccherò la taglia 50. (No. Mai. C'è un limite a quel che una persona può accettare di se stessa. Se mi tocca mettere un paio di braghe della 50 smetto di mangiare, lo giuro, ma non di mangiare troppo, di mangiare male, di mangiare carboidrati: smetto proprio.)
Nel frattempo ieri Scuolina Rosa è stata invasa. Da elfi biondissimi. Provenienti dal Nord Europa, frequentanti la sesta elementare e parlanti malamente inglese. Però credo che questo gemellaggio sarà ancora più interessante di quello in cui nous avons couché avec les Français (non finirò mai di sfotterla, la collega di Arte).
Non fosse altro perchè ci siamo riuniti (alle 13 e 30 di VENERDI') qualche settimana fa apposta per metterci d'accordo su come dividerci le ore, e infatti ieri appena ho messo piede a scuola la collega di sostegno mi fa: "ehm... abbiamo cambiato programma..."
Ieri sera ho fatto piangere Phoebe Cates Grassa, a Paesino Blu. E anche sua madre. Ma belìn, era l'ora che qualcuno dicesse la parola bocciatura.
Oggi poesia a memoria. "L'infinito" del ben noto gobbetto di Recanati. Ovvero in assoluto la cosa migliore di tutta la letteratura italiana.
Se qualcuno me la rovina, me lo magno.
Ah: ho lapidato Arcangelo Biondograno di Letteratura, sull'Iliade. Nove e mezzo, stellina.
Delizia dei compagni nel cercargli domande difficilissime, ma alla fin fine le più tremende gliele ho fatte io.
E, nei ritagli di tempo tra un genitore e l'altro di Paesino Blu, ho corretto la prima ricerca dell'anno, prendendone una a caso su un argomento a caso eh? Il Sessantotto, by Incontenibile.
Che non mi piglia tanto, come argomento, no. E neanche come alunno, zero.
"Collega con la decolonizzazione"
"Accenna al Ku Klux Klan"
"Metti foto sull'abbigliamento etnico degli hippies"
"Spiega meglio la rivoluzione culturale maoista, ma attento a non beccare un sito di sinistra che la esalti e basta"
"Espandi la sezione sul Maggio francese"
etc etc
Mi son fermata quando le mie note e le mie richieste di approfondimento diventavano più lunghe della ricerca stessa.
venerdì 8 aprile 2011
Ah, scusate, c'era il rovescio della medaglia
Dimenticavo di specificare che ogni medaglia ha il suo rovescio.
No, nel senso che io sembrerò assatanata, me ne rendo conto, con la mia elencazione di attori bravi e belli che mi fanno impazzire e con cui spero di passare prima o poi una serata grazie a questa cosa del cinecircolo che va lievitando.
Ma dovete anche considerare che tra gli amici di Facebook di mio marito da oggi c'è Valeria Golino.
Io lo sfotto,chiedendogli che camicia pensa di farsi stirare per la sera in cui porterà fuori a cena Monica Bellucci. Ma rosico come un castoro, intanto.
No, nel senso che io sembrerò assatanata, me ne rendo conto, con la mia elencazione di attori bravi e belli che mi fanno impazzire e con cui spero di passare prima o poi una serata grazie a questa cosa del cinecircolo che va lievitando.
Ma dovete anche considerare che tra gli amici di Facebook di mio marito da oggi c'è Valeria Golino.
Io lo sfotto,chiedendogli che camicia pensa di farsi stirare per la sera in cui porterà fuori a cena Monica Bellucci. Ma rosico come un castoro, intanto.
Lo star system e una povera imbranata
Due considerazioni.
La prima. Non è possibile che una donna adulta, indipendente, di intelligenza solitamente riconosciuta come normale e di capacità organizzative talvolta anche decenti, tutte le sante e benedette volte che va al centro commerciale (e non a Roma: a Asti) perda la macchina nel parcheggio.
Cioè: quando vado all'Ikea, o faccio altri giri che prevedono zone parcheggio gigantesche, memorizzo con una certa sicurezza il punto in cui lascio la macchina. Nel piazzale del centro commerciale vicino a casa, invece, no.
E giro come una scema a cercare la mia baracca coreana. Che, tra l'altro, prima era una baracca coreana grigia metallizzata come centinaia di altre, ora è una baracca coreana di un bell'azzurro scuro brillante, abbastanza raro. Niente. Non la trovo. Sbaglio di quattro o cinque corsie, mi aggiro con i fermenti lattici degli yogurt che muoiono dal caldo, i latticini che si squagliano, la frutta che avvizzisce nei sacchetti.
E mi stupisco, ogni volta, infinitamente, di quanto posso essere scema.
La seconda. Mio marito sta espandendosi, con questa storia del cinecircolo. Nasce tutto dalla sera in cui siamo stati a cena con lei

e con il marito, regista di quel delizioso, adorabile, intelligente film che è "La vita facile". Due persone veramente carine, piacevoli e disponibili.
Abbiamo anche incontrato di persona altri due protagonisti delle scene odierne, veramente splendidi nel loro lavoro:


(e se il primo mi è piaciuto da pazzi, il secondo ha fatto una performance teatrale da inginocchiarsi al suo cospetto)
Dopo queste epifanie, adesso l'Uomo consacra il suo tempo libero a cercare su Facebook attori e registi italiani che abbiano voglia di intervenire a serate o eventi locali, che magari siano del Nordovest e passino spesso da Milano o Torino, e siano facilmente contattabili.
E' arrivato al numero di telefono di costui:

e lo ha conosciuto, incontrandolo per un allegro aperitivo. E' simpaticissimo, oltre che direi indiscutibilmente fico. Io non c'ero. Ero a litigare con un inquilino di mio padre e a fare la iena con il nostro avvocato.
Questo bel ragazzo, comodissimo da contattare in quanto originario di Canelli, gli ha aperto la strada a vari altri contatti tra i quali costui:

Aaagh. No, io Santamaria lo amo di bene, come direbbero i miei alunni. Non quanto amo altri attori che proprio idolatro fin da quando ero ragazzina, come lui

o quanto amo altre grandissime rivelazioni del cinema italiano di oggi come Lui (leggasi: Colui che è, l'Altissimo, Iddio)

però lo amo molto, molto ma molto. Da quando ho visto Romanzo criminale, poi la fiction su Rino Gaetano, e da quando ho visto questo:
http://www.youtube.com/watch?v=qEC61h660q8
Ma il fatto è che di questo passo, mi fa notare l'Uomo ridendo divertito, ci avviciniamo pericolosamente a lui:

E io ho già detto che a una serata con quest'uomo io NON andrei. Non sono in condizioni di stare nella stessa stanza con lui e ascoltarlo ANCHE parlare, perchè che mi facesse morire per quanto è bello è storia vecchia, ma di recente ho visto delle interviste e, cazzo, mi fa impazzire anche come ragiona. E poi in "Mine vaganti" c'è una scena alla spiaggia dove mi sono letteralmente presa una cotta per i suoi piedi. Lo so che di solito si parla dei suoi occhi e del suo sorriso, ma li avete mai guardati i suoi piedi? Sono magnifici. Insomma: son messa troppo male per incontrarlo di persona, ammesso che si possa mai fare.
Ma stasera... stasera finalmente l'Uomo ha parlato con una regista che sarebbe ben felice di conoscerci e venire qui a presentare un suo lavoro. E, facendo finta di niente, mi ha detto una cosa che ha del sadomaso dirla alla moglie, non scherzo, è una vera perversione: questa donna adesso vorrebbe mettere in scena una cosa con... oddio sto sudando:

Capitemi. Perchè abbiamo scoperto che pur essendo un piccolo cinecircolo di provincia anzi, proprio perchè lavoriamo a livello così piccolo, non solo le case di distribuzione ci vogliono bene perchè siamo puntuali e lavoriamo a strettissimo contatto col pubblico, ma anche gli attori e i registi, almeno quelli che non si sono già montati la testa e si muovono solo per andare sulla Croisette, sono contenti di questo genere di lavoro e di pubblicità.
Non so se Filippo maronna-cosa-non-ti-farei Timi sia già a livelli da storcere il naso al sentir nominare una cittadina di 70.000 abitanti. Ma di certo un marito che mette a perdere la moglie casta e fedele con certe prospettive è proprio un po' bastardo, sia detto con molto amore intendiamoci.
La prima. Non è possibile che una donna adulta, indipendente, di intelligenza solitamente riconosciuta come normale e di capacità organizzative talvolta anche decenti, tutte le sante e benedette volte che va al centro commerciale (e non a Roma: a Asti) perda la macchina nel parcheggio.
Cioè: quando vado all'Ikea, o faccio altri giri che prevedono zone parcheggio gigantesche, memorizzo con una certa sicurezza il punto in cui lascio la macchina. Nel piazzale del centro commerciale vicino a casa, invece, no.
E giro come una scema a cercare la mia baracca coreana. Che, tra l'altro, prima era una baracca coreana grigia metallizzata come centinaia di altre, ora è una baracca coreana di un bell'azzurro scuro brillante, abbastanza raro. Niente. Non la trovo. Sbaglio di quattro o cinque corsie, mi aggiro con i fermenti lattici degli yogurt che muoiono dal caldo, i latticini che si squagliano, la frutta che avvizzisce nei sacchetti.
E mi stupisco, ogni volta, infinitamente, di quanto posso essere scema.
La seconda. Mio marito sta espandendosi, con questa storia del cinecircolo. Nasce tutto dalla sera in cui siamo stati a cena con lei

e con il marito, regista di quel delizioso, adorabile, intelligente film che è "La vita facile". Due persone veramente carine, piacevoli e disponibili.
Abbiamo anche incontrato di persona altri due protagonisti delle scene odierne, veramente splendidi nel loro lavoro:


(e se il primo mi è piaciuto da pazzi, il secondo ha fatto una performance teatrale da inginocchiarsi al suo cospetto)
Dopo queste epifanie, adesso l'Uomo consacra il suo tempo libero a cercare su Facebook attori e registi italiani che abbiano voglia di intervenire a serate o eventi locali, che magari siano del Nordovest e passino spesso da Milano o Torino, e siano facilmente contattabili.
E' arrivato al numero di telefono di costui:

e lo ha conosciuto, incontrandolo per un allegro aperitivo. E' simpaticissimo, oltre che direi indiscutibilmente fico. Io non c'ero. Ero a litigare con un inquilino di mio padre e a fare la iena con il nostro avvocato.
Questo bel ragazzo, comodissimo da contattare in quanto originario di Canelli, gli ha aperto la strada a vari altri contatti tra i quali costui:

Aaagh. No, io Santamaria lo amo di bene, come direbbero i miei alunni. Non quanto amo altri attori che proprio idolatro fin da quando ero ragazzina, come lui

o quanto amo altre grandissime rivelazioni del cinema italiano di oggi come Lui (leggasi: Colui che è, l'Altissimo, Iddio)

però lo amo molto, molto ma molto. Da quando ho visto Romanzo criminale, poi la fiction su Rino Gaetano, e da quando ho visto questo:
http://www.youtube.com/watch?v=qEC61h660q8
Ma il fatto è che di questo passo, mi fa notare l'Uomo ridendo divertito, ci avviciniamo pericolosamente a lui:

E io ho già detto che a una serata con quest'uomo io NON andrei. Non sono in condizioni di stare nella stessa stanza con lui e ascoltarlo ANCHE parlare, perchè che mi facesse morire per quanto è bello è storia vecchia, ma di recente ho visto delle interviste e, cazzo, mi fa impazzire anche come ragiona. E poi in "Mine vaganti" c'è una scena alla spiaggia dove mi sono letteralmente presa una cotta per i suoi piedi. Lo so che di solito si parla dei suoi occhi e del suo sorriso, ma li avete mai guardati i suoi piedi? Sono magnifici. Insomma: son messa troppo male per incontrarlo di persona, ammesso che si possa mai fare.
Ma stasera... stasera finalmente l'Uomo ha parlato con una regista che sarebbe ben felice di conoscerci e venire qui a presentare un suo lavoro. E, facendo finta di niente, mi ha detto una cosa che ha del sadomaso dirla alla moglie, non scherzo, è una vera perversione: questa donna adesso vorrebbe mettere in scena una cosa con... oddio sto sudando:

Capitemi. Perchè abbiamo scoperto che pur essendo un piccolo cinecircolo di provincia anzi, proprio perchè lavoriamo a livello così piccolo, non solo le case di distribuzione ci vogliono bene perchè siamo puntuali e lavoriamo a strettissimo contatto col pubblico, ma anche gli attori e i registi, almeno quelli che non si sono già montati la testa e si muovono solo per andare sulla Croisette, sono contenti di questo genere di lavoro e di pubblicità.
Non so se Filippo maronna-cosa-non-ti-farei Timi sia già a livelli da storcere il naso al sentir nominare una cittadina di 70.000 abitanti. Ma di certo un marito che mette a perdere la moglie casta e fedele con certe prospettive è proprio un po' bastardo, sia detto con molto amore intendiamoci.
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