Glielo
hai detto, strillato, sibilato, scandito, ripetuto fino allo
stordimento delle tue corde vocali e dei loro neuroni, che dovevano
prenderla sul serio, e mannaggia ragazzi siete in terza, e insomma
come ve lo dobbiamo dire che qua non si gioca, e su che tra cinque
minuti siete alle superiori e vi fanno vedere loro, e vestitevi
decentemente per venire a scuola e rileggete prima di consegnare e
fate attenzione e non studiate all'ultimo e ripetete a voce alta.
Poi
ti sei richiusa a riccio: ragazzi basta, io quel che dovevo
insegnarvi ormai l'ho fatto, siamo alla fine, adesso vediamo cosa
fate, praticamente non è più un problema mio.
E
sono passati uno per uno. Così hai visto dove era caduto il seme e
si era seccato, e dove era caduto e aveva messo un germoglio. Gente
che viene all'esame in calzoncini da volley e canottierina, e gente
che si presenta in camicia, o vestitino, coi capelli tirati su da
donnina perbene, col trucco, con la maglia ultimo grido delle vetrine
della Torino bene. Gente che porta una ciofeca di cartellina mezza
mangiata dai topi, e gente con progettini di Tecnica ben curati,
gente con la ricerchina di Educazione Motoria ancora in brutta con le
correzioni della prof a matita, e gente con un piccolo book e in
copertina la foto mentre salta un ostacolo o segna un goal. Gente che
non distingue Stalin da Giolitti e gente che si studia dei
collegamenti autonomi tra le attiviste birmane per i diritti della
donna e Emmeline Pankhurst.
Alcuni
di cui abbiamo detto in coro: no ma ci ha preso per il culo tre anni,
dai, non può uscire con il sette, uffa. E altri per i quali io, la
Coordinatrice Carogna, la Regina delle Rompicoglioni che non fa mai
un complimento, mi sono alzata per una stretta di mano e il giusto
riconoscimento per il bel percorso fatto. Gente che singhiozzava in
corridoio dopo, e gente che arrivava sudaticcia ma col sorriso. Un
paio di conati di vomito, e uno che chiede di andare in bagno prima
di iniziare, ma anche i ragazzi della comunità di solito tanto
timidi che prendono in mano la situazione e spiegano con sicurezza le
loro slide alla LIM.
Tutti
senza eccezione terrorizzati quando dovevano iniziare con me, che
chiedevo tre materie senza argomento a scelta, la maggior parte che
non aveva studiato abbastanza, qualcuno che sorprendeva piacevolmente
per la fluidità del passaggio da un tema all'altro, che poi è la
cosa che con me di sicuro devono imparare meglio, o cambiano sezione.
Poi
la Gnocca che, quando le stringo la mano e le dico a bassa voce: “E'
stato un vero piacere” capisce il seguito della frase: “E' stato
un vero piacere avere in classe la tua testa dura come il marmo,
vedere il tuo sguardo puntare alla risposta, essere lì quando eri in
lacrime, quando eri sicura di te, quando hai smesso di mangiare,
quando ti sei mangiata i più bravi della classe con la tua
intelligenza e la tua classe, ogni volta che ti sei tagliata i
capelli, quando hai fatto impazzire tua madre perchè con la media
del nove le hai detto che da grande vuoi fare la tatuatrice, e
insomma essere la tua prof per due anni”. E i suoi occhi neri
enormi diventano ancora più grandi e si riempiono di stelline e
stiamo per piangere, ma la mando via, che il cognome comincia per V
ed è l'ultima, siamo stanchi, fanno mille gradi e dobbiamo ancora
sentire Satana, che, bocciato due volte sempre dalla sottoscritta, si
presenta con quattro materie dopo aver fatto a calci nel culo il
progetto scuola lavoro. E non fa il cretino, per venti minuti
consecutivi della sua vita, e poi va via guardandomi per la prima
volta con sincero affetto, invece che con la solita espressione da
stronzo sbruffone. (Sei il suo incubo peggiore, mi ha detto una volta
sua madre. Beh, anche lui era il mio.)
La
Gnocca andrà all'artistico e invece Carotina, che non è capace,
allo scientifico, dove la butteranno fuori. La Regina degli Elfi
andrà al linguistico dove non durerà un mese perchè non studia
mai, e Mammina all'istituto geometri quando dovrebbe andare al
classico. Ma non è un problema mio, giusto?
L'Albarino
è il primo a usare il mio numero di telefono per scrivermi, appena
si chiude la sessione, ancor prima che io sia arrivata alla mia tanto
desiderata doccia: sono stato felice di stare in questa scuola e mi
sono trovato benissimo con lei, mi mancherà, verrò a trovarla
presto. Quello mi dà il colpo di grazia. Il mio alunno tipo: il
calciatore carino, che non ha mai tempo per studiare perchè è
troppo impegnato a allenarsi, spostarsi in trasferta e andare a
donne, ma poi incontra me e, dopo un po' che me lo lavoro, si sbatte
per arrivarmi con la poesia a memoria studiata in modo impeccabile e
capire meglio che può i collegamenti tra economia e politica.
Oramai, quando arrivano le maestre a presentare i nuovi alunni, e
dicono di un maschietto: ah questo non studia, sarebbe anche bravo ma
è sempre a calcio, ha in testa solo il pallone... le colleghe
scoppiano a ridere e esclamano: questo è della Castagna! Diventerà
famoso, ogni tanto (spero non proprio sempre, dai) sbaglierà i
congiuntivi e sposerà una velina. Ma non è un problema mio,
dicevamo, appunto.
E
si avvicinano i saluti con la Proprio Brava di Arte, la Pallida di
Inglese, il Magnifico di sostegno, la Spessa di Tecnica, il Genuino
di Matematica, e altri che è un peccato lasciare. Giovani, bravi e
simpatici. Per mercoledì prossimo, io e il Magnifico che siamo,
ahimè, praticamente inseparabili in queste ultime giornate, abbiamo
organizzato la cena di fine anno, e sarà indimenticabile, e però
sarà poi la penultima volta che ci vedremo e il giorno dopo, al
collegio docenti, saluti e buone ferie, e vi auguriamo di trovare una
cattedra dove volete, e speriamo di rivedervi (non proprio tutti, no,
un paio possono tornare da dove sono venuti, e il Magnifico, se
trovasse uno splendido incarico a tempo indeterminato in un posto non
troppo scomodo, per esempio, non so, in provincia di Osaka, sarebbe
perfetto, così non ci toccherebbe rivederci proprio più e la
chiuderemmo lì, che sul serio non è stata facilissima la gestione
dell'amicizia, devo dire). Con un'ansia paurosa che ci tocchino
persone meno in gamba l'anno prossimo, manco a dirlo la mia prossima
terza come punto di riferimento sarà meglio che prenda me, perchè
cambiano di nuovo metà dei prof per la trentamilionesima volta,
mentre io, che avevo solo Geografia in prima, poi anche Italiano in
seconda, adesso mi prenderò anche Storia, e lì si vedrà se mi
vogliono davvero così bene. Ma d'altra parte continuiamo a trattare
la sezione A come quella dei fighi e le altre come pattumiera, basta
vedere come è stata fatta la prossima prima, e se questa è la
gestione fintofurba di tutti i presidi non è un problema mio, anzi, io è lì
che mi diverto, nel mandare a bagasce le previsioni delle maestre e
dei colleghi delle altre sezioni.
Ah,
e a proposito di spiazzare i colleghi, oggi ho firmato la mia prima
lode all'esame, per Mickey Mouse e la sua splendida R arrotata.
“PRRofessoRRRessa ma se lei fosse stata pRResente alloRRa avRRebbe
pRRefeRRIto esseRRe il RRRe di FRRRRancia o l'impeRRatRRRice
d'AustRRRRia?” “Mickey, scusa tanto eh, ma io sarei stata la
regina d'Inghilterra.” “Ah già, pRRof, è veRo.” Oh Dio questo
ragazzino mi mancherà.
Peter
Pan, per giorni, prima che finissero le lezioni, mi ha chiesto se mi
sarebbe mancato, no prof che io sono il suo alunno preferito, vero o
no che il suo preferito l'ha fatta dannare, eh prof. Non sapevo
davvero che alcuni di loro ci stessero così male, all'idea di non
sentire le mie strida ogni giorno. Di sicuro Peter è un altro per
cui la mattina valeva la pena scendere dal letto, anche con trentotto
di febbre. Ma non lo sa, che non è lui il mio alunno preferito, e
anche se oggi molti di loro avrei voluto tenermeli altri due anni, è
stato solo quando l'Adorabile ha varcato la soglia per andarsene che
il mio cuore ha distintamente fatto: cric, e si è incrinato.
L'Adorabile che dopo essere stato il bambino perfetto, bravo in
tutto, primo in tutto, atletico, elegante, indiscutibile, quest'anno
ha preso dei cinque, detto a voce alta “non ho studiato”, e
dormito sul banco, senza vergogna,durante la lettura integrale di
“Rosso Malpelo”. E quindi quando io mi sono alzata e gli ho
stretto la mano, invece che sgridarlo per la preparazione non
approfondita all'esame e il tema raffazzonato, non se lo aspettava
proprio, perchè lui, per definizione, è T. e T. è inappuntabile,
se non è inappuntabile là fuori lo aspetta una famiglia che lo fa
sentire di merda, ma io ho provato a spiegarlo alla mamma e, se lei
non ha capito, non è un problema mio: lui per me è perfetto così.