Non so se avete mai visto una puntata della pluripremiata serie "The Shield". Noi l'abbiamo scoperta nel 2005 quando ancora vivevamo in zona stazione e la sera, oltre a un'occasionale puntata in gelateria o dall'uomo delle caldarroste, non uscivamo molto, anche perchè non avevamo il cane nè il cinecircolo.
Comunque. "The Shield" è la storia di una squadra d'assalto della polizia a Farmington, un quartiere parecchio brutto di Los Angeles. Tra spaccio, faide tra bande, crimini di strada e serial killer non c'è da annoiarsi, ma all'interno della polizia a momenti è peggio. Corruzione, insabbiamenti, sparizione di corpi del reato, arrivismo politico e una tendenza generalizzata a inchiappettare (excuse my french) colleghi, subalterni e superiori, per il proprio tornaconto.
Ecco, oggi c'è collegio docenti e, a parte le pistole, i pacchi di cocaina e i distintivi, le scene che si vedranno a Paesino di Sogno sembreranno tratte direttamente da quella serie.
Ora, io sono veramente serena, tant'è che le cose che sto per raccontarvi qui le so da giorni e non sono corsa subito a frignare sul blog per sfogarmi, ma ve le racconto lo stesso perchè è necessario che vi faccia un quadro chiaro a inizio anno, così poi ci capiremo.
Premetto che, sul serio, non sono agitata, solo consapevole della situazione. In realtà credo che i ragazzi non saranno danneggiati dalle novità del nostro orario, quindi non ho motivo di arrabbiarmi, per ora, a meno che la nuova divisione dei compiti non sia stata pensata a regola d'arte per rendere la vita impossibile a me o all'Inflessibile, cosa anche probabile a causa della Maledizione della Cattedra Politica che incombe sulla nostra scuola, di cui avremo poi modo di parlare.
Dunque, la situazione era questa fino a due anni fa:
i corsi sono tre
corso A, a tempo prolungato, 15 ore di Lettere per classe
corso B e corso C, a tempo normale, 11 ore di Lettere.
I docenti erano distribuiti così:
corso A, una quindicista per ogni classe: Bestia Nera, Bionda Svampita e Brava Crista.
corso B, il Troll e Castagna
corso C, l'Inflessibile e una supplente
Vi ricordo che era prassi comune, nel tempo normale, che in prima i ragazzi avessero un docente per Italiano e un altro per Storia e Geografia, l'anno dopo invece passavano a un docente unico. In pratica noi ci trovavamo ad avere un anno 15 ore e l'anno dopo 18, a turno, essendo in due su un corso.
Poi la Gelmini ha fatto saltare l'undicesima ora di Lettere e la cattedra a tempo normale è diventata 9 ore + 1 gestita da un altro docente (la cosiddetta decima ora o completamento, che doveva essere Italiano, secondo il Ministero). Ogni prof quindi aveva 9 + 9 e poi qualcuno si beccava le decime ore.
Da noi, la situazione è diventata:
corso A, una classe (la terza) mantiene una quindicista e le altre due prestano una docente a fare le decime ore nei corsi B e C
il corso B, quindi, avrà il Troll e Castagna più Brava Crista a fare le decime ore
il corso C avrà l'Inflessibile, Castagna (perchè tagliando un'ora per ogni classe è saltato un posto di Lettere) più la Bestia Nera a fare le decime ore.
Col risultato che la decima ora era un jolly: chi era in grado di organizzarsela benissimo, facendo magari esercizi di grammatica, la gestiva, chi invece tentava la terribile strada dell'antologia o aveva un po' meno polso si garantiva un anno con una classe che non lo considerava nemmeno.
Io sono stata collega di entrambe le prof che completavano le ore e, ovviamente, essendo Castagna più cattiva di Brava Crista e meno di Bestia Nera, la mia II B usava le ore di Brava Crista (che faceva antologia) per farsi i cazzi propri, mentre la temibile III C scattava, agli ordini della Bestia Nera, a fare esercizi per la prova Invalsi dell'esame.
Il problema comunque sta nel fatto che il collega che fa la decima ora non dà voti, non partecipa a consigli e scrutini (ma viene all'esame) e in pratica non ha potere sui ragazzi ed è subalterno al collega titolare della materia, a meno che non abbia forte personalità e un'ottima capacità organizzativa (oltre che una paura fottuta di veder sminuita la propria augusta figura, come nel caso della Bestia Nera).
Ora, quest'anno abbiamo cambiato registro e, sebbene sia proverbialmente cretina, la Cretina ha suddiviso le decime ore a pacchetti di due o tre, come hanno già fatto tutte le scuole più lungimiranti, in modo da scorporare o Storia o Geografia o tutte e due e dare a ogni professore una materia.
Da noi, il quadro viene così:
corso A: non si tocca perchè il prolungato non si tocca, ma le docenti hanno tutte qualcosa da fare anche al di fuori del tempo prolungato perchè la figura della quindicista viene abolita su tutti e tre gli anni
corso B: in prima, il Troll + Brava Crista che fa 2 ore di Storia; in seconda solo il Troll; in terza Castagna + Brava Crista che fa un'ora di Geografia (sì, perchè secondo il Ministero meno sappiamo del mondo esterno meglio è... Geografia sulla carta vale 1, Storia 2 e Italiano 6)
corso C: in prima, Castagna + la Bionda Svampita che fa quattro ore di Storia e Geografia; in seconda, l'Inflessibile + la Bestia Nera che fa Storia; in terza, solo l'Inflessibile.
(Per finire, dato che la mia cattedra è composta da pezze varie, io farò anche tre ore a Paesino Blu, che presumibilmente saranno 2 di Storia in una classe e una di mensa, o una Geografia, in un'altra. Ma di questo si parlerà oggi, spero.)
Ribadisco: trovo sensato dividere le ore così, è più chiaro per noi, per i ragazzi e per le famiglie.
Inoltre non mi disturba il pensiero di finire a lavorare su una classe per sole due ore o per solo una alla settimana; m'è già successo in una scuola dove scorporavamo un'ora di Geografia alla pluriclasse, ed è andata benone.
Ma avrei alcune domande.
Perchè Geografia vale un'ora in una terza media e due in una prima?
Perchè l'unica terza a non avere l'insegnante unico di Lettere è la mia, dopo tutto il bordello che ho fatto per mantenere la continuità?
Perchè la seconda dell'Inflessibile si becca la Bestia Nera per un anno e poi torna sotto l'Inflessibile che, manco a dirlo, per insegnare Storia ha un metodo tutto diverso?
Cosa succederà quando, passando dalla prima alla seconda, gli alunni della C troveranno me a interrogarli di Storia, al posto della Bionda Svampita che gli fa tutto il ragionamento e gli mette le parole in bocca?
Perchè Brava Crista che è a un anno dalla pensione e la più anziana di tutte si ritrova con tre classi?
Perchè la Cretina non ha ancora parlato con le colleghe Brenda, Wanda e Guendalina di Paesino Blu per chiarire le mie tre ore su chi vanno e a fare cosa?
Perchè di questa cosa siamo state informate a scaglioni, non tutte (all'Inflessibile l'ho detto io al telefono e Brava Crista, se non l'ha chiamata la preside, ne è ancora totalmente ignara perchè io ieri non sono riuscita a contattarla)?
Perchè la Cretina e la Bestia Nera erano terribilmente sulla difensiva nel dirmi questa cosa e continuavano a ripetere che c'era poco da discutere, mentre io ribadivo che a me va bene, ma forse era il caso di sottoporlo alle colleghe con maggiore anzianità perchè dicessero la loro?
Perchè deve sempre essere un gioco di potere?
Perchè ci sono persone che ritengono di essere realizzate quando riescono a schiacciare qualcuno sotto il tacco, che si sentono bene quando dimostrano di fare il bello e il cattivo tempo in un ufficio a scapito di altri?
Perchè credono che mi faccia paura dividere le ore con qualcuno?
Perchè pensano che qualcuno abbia paura dei loro miseri giochini?
Perchè pensano che io non abbia notato che sotto il mio naso hanno parlato di completare le ore delle due docenti raccomandate del tempo prolungato, la Bionda e la Bestia Nera, con ore di compresenza (vietate dalla Gelmini) e ore di prescuola (che non fanno parte della didattica e quindi non costituiscono cattedra)?
Perchè pensano che io, Brava Crista e l'Inflessibile non sappiamo di essere le uniche docenti di Lettere che non possono mai mettere un'ora di recupero come servirebbe a loro ma devono fare supplenze in ogni dove come delle cazzo di precarie, mentre le altre si sentono molto gnocche e molto superiori perchè usano le loro ore sulle loro due classi?
Verrà mai, a qualcuna di queste donnette mediocri dedite a strani giochi di ripicche e cattiverie, il sospetto che se tu metti una docente nella condizione di fare i salti mortali per lavorare e questa, per caso, ci riesce perchè è brava, sei tu quella che fa la figura di merda, che con tutte le ore che hai a disposizione non finisci nemmeno il programma?
Beh, oggi i nodi vengono tutti al pettine contemporaneamente, poi vi saprò dire.
mercoledì 1 settembre 2010
lunedì 30 agosto 2010
Lubido maxuma...
LGO, che a scuola doveva essere una secchionaccia come me (una cosa del genere: la prof ha dato da studiare alcuni versi significativi dei "Sepolcri" e io e la Frenci abbiam fatto a gara a chi li imparava prima tutti e 297, i versi, cioè l'intero carme. Idem con il XXVI canto dell'Inferno), sapendo della mia fissa per i nomi dei colori mi ha stracciato linkandomi questo.
Ho così scoperto, per la gioia di Sanguedelmiosangue che mi sfotte persino coi suoi amici gay su quanto sono fissata con il pervinca, il becco d'oca, il rosa salmone etc., l'esistenza di nomi come:
Chartreuse (credo dal nome del famigerato liquore d'erbe dei frati...)
Lavenderblush (rossore di lavanda? non so, è intraducibile ma fa tanto wild windy moors, wuthering heights e altre cose che c'entrano con la brughiera inglese)
Mintcream (buona!!!)
Papayawhip (yummm)
Perù (che è una sfumatura di arancio rosato che io adoro)
Peachpuff (questo fa pensare a una bambina piccola paffutella, nuda e imborotalcata)
e, oh che libidine, Misty Rose (rosa foschia?!?)
Ciò ha prodotto in me una goduria assoluta e mi ha spinto a andare a prendere tutti e 5 i nuovi reggiseni (incluso quello che avevo addosso) per dirvi esattamente di che colore sono.
Quindi per soli novantaquattro euro indosserò le seguenti sfumature:
panna con bordini canna di fucile (eh? mai che io dica banalmente grigio scuro)
navajowhite
plum
puntini microscopici alternati, due file burlywood e una palevioletred
...ma non trovo il tipo di lilla che ho preso...
LGO, non posso fare il concorso "Nomi pazzeschi di sfumature incredibili" perchè praticamente hai già vinto...
Ho così scoperto, per la gioia di Sanguedelmiosangue che mi sfotte persino coi suoi amici gay su quanto sono fissata con il pervinca, il becco d'oca, il rosa salmone etc., l'esistenza di nomi come:
Chartreuse (credo dal nome del famigerato liquore d'erbe dei frati...)
Lavenderblush (rossore di lavanda? non so, è intraducibile ma fa tanto wild windy moors, wuthering heights e altre cose che c'entrano con la brughiera inglese)
Mintcream (buona!!!)
Papayawhip (yummm)
Perù (che è una sfumatura di arancio rosato che io adoro)
Peachpuff (questo fa pensare a una bambina piccola paffutella, nuda e imborotalcata)
e, oh che libidine, Misty Rose (rosa foschia?!?)
Ciò ha prodotto in me una goduria assoluta e mi ha spinto a andare a prendere tutti e 5 i nuovi reggiseni (incluso quello che avevo addosso) per dirvi esattamente di che colore sono.
Quindi per soli novantaquattro euro indosserò le seguenti sfumature:
panna con bordini canna di fucile (eh? mai che io dica banalmente grigio scuro)
navajowhite
plum
puntini microscopici alternati, due file burlywood e una palevioletred
...ma non trovo il tipo di lilla che ho preso...
LGO, non posso fare il concorso "Nomi pazzeschi di sfumature incredibili" perchè praticamente hai già vinto...
domenica 29 agosto 2010
Nancy De Clutters and the time machine
Ve lo devo dire.
Ho iniziato gli armadietti del bagno, liberandomi di mille cosucce inutili, campioncini antichi, limette consumate, mollette per capelli rotte.
Se esiste una forma di vita, tipo quei batteri che abitano nei crateri vulcanici, in grado di sopravvivere nello smalto Maybelline Colorama Irresistible, sfumatura 15 “Candy Apple”, beh, a casa mia c’era.
Non sono riuscita a buttare via tre campioncini di Fahrenheit, lo so che era il profumo usato dall’Ingegnere, che convincere l’Uomo a mettere questo (e qualsiasi altro) profumo sarà impossibile e che, qualora se lo mettesse, io avrei una strana sovrapposizione di figure maschili nella mia memoria olfattiva.
Ma ragazze ditemi se Fahrenheit non è, in assoluto, il più delizioso profumo maschile che sia mai stato prodotto. Praticamente tutta la mia éducation sentimentale (et pas seulement que sentimentale) si è svolta grazie ai suoi effluvi (e, non a caso, è di Dior…).
Comunque scrivo per dirvi che, riordinando le mensole del bagno, ho trovato un’attività che supera, per goduria mentale e fisica, anche il programma sette con doppia centrifuga della lavatrice della casa in montagna, il dare la cera d‘api al legno e altre piccole ma intense gioie tipiche delle casalinghe frustrate.
HO LAVATO I PENNELLINI DEL FARD E LE SPUGNETTE DEGLI OMBRETTI.
Una cosa che mi ha riportato al bagno rosa in casa dei miei e alle ore che passavo a inventariare i miei trucchi quando avevo l‘età delle mie alunne.
Una cosa che mi ha rimandato, dallo specchio, non la donna sovrappeso con le occhiaie che sono oggi, ma una slanciata ragazzina con gli occhi verdi e la pelle liscissima, ma ancora di più, mi ha riempito la testa dei pensieri di quella ragazzina, quando la cosa più importante era se mettere la minigonna di jeans délavé con i ghirigori viola sulle tasche posteriori o l’abitino rosa scuro con i volants, e, comunque, infilare dritti quei terribili collants con la riga che usavano nel 1989.
Quando la domanda era se, alla festa di compleanno del pomeriggio, la mia migliore amica sarebbe arrivata prima di me, dopo o (meglio) contemporaneamente, e se ci sarebbero stati i genitori del festeggiato in casa o meno, cioè se si sarebbe o meno fatta la versione, assolutamente non hard ma lo stesso molto emozionante, del gioco della bottiglia che ci permettevamo, all‘epoca, noi dodicenni di buona famiglia.
Quando era fondamentale che il biondo della fila davanti fosse assente ancora per qualche giorno, così mi avrebbe telefonato esattamente alle due e un quarto per chiedermi i compiti. A me, sì, NON alla Stefania Ivaldi, che aveva il diario ancora più in ordine del mio (alla faccia della migliore amica che ero… quanto si è cattivi a dodici anni, quando prestare un quaderno al compagno carino è questione di vita o di morte socialmente parlando…).
Quando si scriveva la lettera con la dichiarazione d’amore piena di cuoricini fatti con la pennina viola coi lustrini, e la si infilava, piegata in una busta artigianale a sua volta decorata da lustrini, nella tasca del biondino durante una recita natalizia nella sala parrocchiale, quando i cappotti restavano appesi in corridoio.
Mio Dio. Che flash. La pennina viola proprio come quella dell’Inglesina, le ripicchine tra ragazze proprio come quelle tra Bahama Girl e l’Urlatrice, le lettere d’amore come quelle dell’Incontenibile e le lacrime di gelosia come Lagnosetta.
Allora è vero che anche i professori sono stati alle medie.
Ma pensa te che effetti strani fa questo decluttering. Oltre al fatto che ho finalmente scoperto dove era finito lo smalto bianco argento, che, se non me lo metto ora che ho i piedi abbronzati, poi lo butto via col giro di decluttering dell’anno prossimo.



Ho iniziato gli armadietti del bagno, liberandomi di mille cosucce inutili, campioncini antichi, limette consumate, mollette per capelli rotte.
Se esiste una forma di vita, tipo quei batteri che abitano nei crateri vulcanici, in grado di sopravvivere nello smalto Maybelline Colorama Irresistible, sfumatura 15 “Candy Apple”, beh, a casa mia c’era.
Non sono riuscita a buttare via tre campioncini di Fahrenheit, lo so che era il profumo usato dall’Ingegnere, che convincere l’Uomo a mettere questo (e qualsiasi altro) profumo sarà impossibile e che, qualora se lo mettesse, io avrei una strana sovrapposizione di figure maschili nella mia memoria olfattiva.
Ma ragazze ditemi se Fahrenheit non è, in assoluto, il più delizioso profumo maschile che sia mai stato prodotto. Praticamente tutta la mia éducation sentimentale (et pas seulement que sentimentale) si è svolta grazie ai suoi effluvi (e, non a caso, è di Dior…).
Comunque scrivo per dirvi che, riordinando le mensole del bagno, ho trovato un’attività che supera, per goduria mentale e fisica, anche il programma sette con doppia centrifuga della lavatrice della casa in montagna, il dare la cera d‘api al legno e altre piccole ma intense gioie tipiche delle casalinghe frustrate.
HO LAVATO I PENNELLINI DEL FARD E LE SPUGNETTE DEGLI OMBRETTI.
Una cosa che mi ha riportato al bagno rosa in casa dei miei e alle ore che passavo a inventariare i miei trucchi quando avevo l‘età delle mie alunne.
Una cosa che mi ha rimandato, dallo specchio, non la donna sovrappeso con le occhiaie che sono oggi, ma una slanciata ragazzina con gli occhi verdi e la pelle liscissima, ma ancora di più, mi ha riempito la testa dei pensieri di quella ragazzina, quando la cosa più importante era se mettere la minigonna di jeans délavé con i ghirigori viola sulle tasche posteriori o l’abitino rosa scuro con i volants, e, comunque, infilare dritti quei terribili collants con la riga che usavano nel 1989.
Quando la domanda era se, alla festa di compleanno del pomeriggio, la mia migliore amica sarebbe arrivata prima di me, dopo o (meglio) contemporaneamente, e se ci sarebbero stati i genitori del festeggiato in casa o meno, cioè se si sarebbe o meno fatta la versione, assolutamente non hard ma lo stesso molto emozionante, del gioco della bottiglia che ci permettevamo, all‘epoca, noi dodicenni di buona famiglia.
Quando era fondamentale che il biondo della fila davanti fosse assente ancora per qualche giorno, così mi avrebbe telefonato esattamente alle due e un quarto per chiedermi i compiti. A me, sì, NON alla Stefania Ivaldi, che aveva il diario ancora più in ordine del mio (alla faccia della migliore amica che ero… quanto si è cattivi a dodici anni, quando prestare un quaderno al compagno carino è questione di vita o di morte socialmente parlando…).
Quando si scriveva la lettera con la dichiarazione d’amore piena di cuoricini fatti con la pennina viola coi lustrini, e la si infilava, piegata in una busta artigianale a sua volta decorata da lustrini, nella tasca del biondino durante una recita natalizia nella sala parrocchiale, quando i cappotti restavano appesi in corridoio.
Mio Dio. Che flash. La pennina viola proprio come quella dell’Inglesina, le ripicchine tra ragazze proprio come quelle tra Bahama Girl e l’Urlatrice, le lettere d’amore come quelle dell’Incontenibile e le lacrime di gelosia come Lagnosetta.
Allora è vero che anche i professori sono stati alle medie.
Ma pensa te che effetti strani fa questo decluttering. Oltre al fatto che ho finalmente scoperto dove era finito lo smalto bianco argento, che, se non me lo metto ora che ho i piedi abbronzati, poi lo butto via col giro di decluttering dell’anno prossimo.



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fuori carreggiata di brutto,
varie ed eventuali
sabato 28 agosto 2010
Una giornata lenta lenta

AAAAAAH
ragazzi.
Un sabato così non so quando poi mi ricapita.
Mi sveglio sulla spalla di Brian Kinney, col quale stavo (giuro, lo so che è strano, ma è vero) solo parlando, sdraiata a letto, dei massimi sistemi. Poi il fatto che non fosse la spalla di Brian, ma l’essere sprofondata nel buco tra i due materassi, che mi faceva sentire come fossi appoggiata con il fianco ad un solido corpo maschile, non mi ha dato nemmeno particolare fastidio, anzi, mi son messa a ridere ed è un bel modo di svegliarsi, ridere.
Poi cane, breve spesa, colazione assolutamente NON dietetica e doppia tazza di caffè.
Poi Internet. Poi acquisti di biancheria intima al centro commerciale: 5 completini 94 euro, tutto sommato non è una spesa assurda, tra l’altro ho trovato un colore scicchissimo che non è né grigio né lilla, e mi dannerò l’anima per trovargli un nome.
Pomeriggio llllllleeeeeeeeeennnnttttttooooo: internet, puntate di Queer as folk a nastro, due passi col cane, sigaretta (lo so lo so lo so ma non ce l’ho fatta… l’ennesima trasferta in montagna mi è stata fatale, è colpa di Billy, il fratello di Musica) e Facebook.
Su FB vado a cercare amici e amiche delle lontane estati di Via del Golf 13.
Scoprendo che i quattro fratelli P**** sono tutti e quattro ancora decisamente belli e Ema, il secondo dei quattro, che mi piaceva parecchio, è senza dubbio quello che all’alba dei quaranta se li porta meglio, mentre Riccardo, il terzo fratello per età, quello che faceva il filo a una lontana me dodicenne, (se era lui, perché non ne sono certa: accidenti alle foto troppo piccole), si è imbolsito e ha perso un bel po’ dei suoi bei capelli castani. Nessuna traccia dello spettacolare campione di golf definito dalla Frenci e dalle altre amiche Happy Joe, né delle amiche Babi e Cate, in compenso sono riemersi altri volti dell’epoca dei tuffi in piscina e delle sere alla clebàus, gente più giovane di me, sorelline di amici che all’epoca portavano solo la parte di sotto del costume e ora sono sposate, insomma, quegli scherzi del tempo che uno scopre sfogliando Facebook.
Non ho fatto nessuna operazione di declutter, ma, se proprio volete trovare alla mia giornata una qualche utilità, sappiate che ho lavato Matilda (perché Matilda, a differenza del 99,9 % dei gatti, non si lava molto, si dà qualche leccatina distratta ogni tanto, mica come Bontcho che è capace di andare avanti tre quarti d’ora a ripassare ogni singolo pelo diverse volte).
Domanda: dov’è l’Uomo in tutto ciò? In montagna, con Impostato e famiglia, e la bimba Morgana lo sta tiranneggiando e seducendo senza pietà dall’alto dei suoi 2 anni e pochi mesi di minuscola personalità energica e inarrestabile parlantina.
Non credo di potermi ingelosire di un affarino di 28 mesi, ma sto innalzando un inno di ringraziamento per non essere lì con loro: mi è bastato vederlo attraversare il paese per mano al figlio di Musica e Begliocchi per sballarmi il ciclo ormonale. Oggi pare che Morgana sia rientrata dalla polentata al rifugio sulle spalle dell’Uomo, e non credo che avrei potuto vedere tale scena senza accusare un picco di prolattina.
Il cadavere in credenza e due stracci da mettermi
Lo spulciaggio accurato della credenza non ha dato risultati orrendi. La cosa più strana è risultata un’innocua bustina di condimento per chili, scaduto nel 2008. Ma non crediate che sia finita. Ci sono gli sportelli delle pentole, quelli dove vanno a finire gli stampi da budino della catanonna, come direbbe Camilleri. Anche se, in quelle cose, il fatto di aver traslocato sette volte aiuta.
Però, dato l’immenso successo del decluttering del beautycase in montagna, oggi vorrei passare agli armadietti del bagno.
Vi saprò dire.
Per il momento (ma non dichiaro chiuse le gare) in testa alla classifica del cibo mutante c’è senza dubbio LGO con il suo bruco che viveva nel leccalecca. Le botes de asco, cara Diavolessa, non te le do buone per partecipare al concorso, perché non si tratta di vero cibo stipato in credenza con l'idea di cucinarlo prima o poi, ma di appositi innominabili intrugli… Tuttavia era un gioco bellissimo. E sono certa che tu stravincessi…
Peraltro, oggi, visto che a forza di declutterare uno poi resta senza le cose che servono, mi concedo una spedizione per biancheria intima.
Mi serve anche a raccogliere il coraggio di
a) - staccarmi da Youtube
b) - affrontare, direi tra domani e lunedì, il decluttering della libreria in camera grande, che si fa urgente perché mi devo organizzare i materiali per l’anno scolastico prossimo venturo. Nel quale, gentilmente, non sarebbe male se mi dicessero che classi avrò. Ieri sera poi ho approfondito la mia conoscenza del personaggio di Brian Kinney e scritto, invece di uscire, anche perchè c'era un'umidità che pesava sulle teste come la porta blindata di un caveau. Quindi non ho parlato con alcun genitore.
Bene, blogamici, buon sabato. Se nella mia ricerca di biancheria nuova mi imbatto in una sfumatura di colore più strana del pervinca, del geranio o del guscio d’uovo, vi informo.
Però, dato l’immenso successo del decluttering del beautycase in montagna, oggi vorrei passare agli armadietti del bagno.
Vi saprò dire.
Per il momento (ma non dichiaro chiuse le gare) in testa alla classifica del cibo mutante c’è senza dubbio LGO con il suo bruco che viveva nel leccalecca. Le botes de asco, cara Diavolessa, non te le do buone per partecipare al concorso, perché non si tratta di vero cibo stipato in credenza con l'idea di cucinarlo prima o poi, ma di appositi innominabili intrugli… Tuttavia era un gioco bellissimo. E sono certa che tu stravincessi…
Peraltro, oggi, visto che a forza di declutterare uno poi resta senza le cose che servono, mi concedo una spedizione per biancheria intima.
Mi serve anche a raccogliere il coraggio di
a) - staccarmi da Youtube
b) - affrontare, direi tra domani e lunedì, il decluttering della libreria in camera grande, che si fa urgente perché mi devo organizzare i materiali per l’anno scolastico prossimo venturo. Nel quale, gentilmente, non sarebbe male se mi dicessero che classi avrò. Ieri sera poi ho approfondito la mia conoscenza del personaggio di Brian Kinney e scritto, invece di uscire, anche perchè c'era un'umidità che pesava sulle teste come la porta blindata di un caveau. Quindi non ho parlato con alcun genitore.
Bene, blogamici, buon sabato. Se nella mia ricerca di biancheria nuova mi imbatto in una sfumatura di colore più strana del pervinca, del geranio o del guscio d’uovo, vi informo.
venerdì 27 agosto 2010
Due verità e mezzo e una sera fuori
Mezza verità: ho declutterato gli armadietti della cucina, un gigantesco beautycase pieno di campioncini (e in questo ha aiutato una reazione allergica a una crema: ora basta spalmarsi tutto quel che mi regalano) e oggi mia zia mi fa: "Sei dimagrita, comunque...", quindi è in parte dimostrato che lo spaceclearing fa dimagrire!
Due verità intere:
DEVI DIMAGRIRE, CHIATTONA!
e
IO NON DEVO GUARDARE QUEER AS FOLK, mi fa male alla salute mentale e mi indurrà a essere ancora più schifosamente parziale, permissiva e sottomessa nei confronti di Sanguedelmiosangue, oltre che a fare dei sogni assolutamente inconfessabili su Gale Harold.
(Ora, Minerva, tesoro, visto che tu non ti perdi una parola di quel che scrivo, ti prego, ti scongiuro, non chiedermi cos'è Queer as folk!!! Abbi pietà di me, questo blog ha pur sempre lettori over 30 nella stragrande maggioranza. Quanto a Gale Harold, non chiedermi una descrizione: ce l'ho fatta a spiegarti quanto era fico Axl Rose ai bei tempi, ma questo, beh, il lessico per definirlo non è ancora stato inventato!)
Parlando d'altro, mentre mi scarico la seconda puntata di QAF che io, lo ribadisco, NON DEVO GUARDARE: questa sera a Paesino di Sogno c'è la festa locale e suonano i Virtefal (che poi sarebbero cinque quindicenni, di cui due sono Enfant Terrible e Bel Ragazzo), io sono sola e non ho niente da vedere alla tele (perchè io NON DEVO guardare Queer as folk su Internet e perchè True Blood gentilmente fornito dal cugino mi fa hahare, direbbero a Firenze) quindi credo che farò un giro al paesello dove, lo ripeto e scusate se alzo la voce,
SONO DI NUOVO TITOLARE DI CATTEDRA, SIA PURE PER UN ANNO SOLARE, QUINDI A TUTTI GLI EFFETTI PER LA PRIMA VOLTA PORTO ALL'ESAME UNA CLASSE CHE HO PRESO IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA MEDIA!!!!!!
Quindi sono moralmente obbligata a mettermi carina e andare a presenziare all'evento, approfittandone per spargere tra i genitori degli alunni la voce che stanno cercando di scorporarmi le ore di Geografia di III B (non si sa mai che qualcuno dia un colpo di telefono alla preside e le chieda se è scema, visto che io non posso farlo!!!)
Bieca, sono bieca. Non ci sono parole per descrivere quanto sono bieca.
Due verità intere:
DEVI DIMAGRIRE, CHIATTONA!
e
IO NON DEVO GUARDARE QUEER AS FOLK, mi fa male alla salute mentale e mi indurrà a essere ancora più schifosamente parziale, permissiva e sottomessa nei confronti di Sanguedelmiosangue, oltre che a fare dei sogni assolutamente inconfessabili su Gale Harold.
(Ora, Minerva, tesoro, visto che tu non ti perdi una parola di quel che scrivo, ti prego, ti scongiuro, non chiedermi cos'è Queer as folk!!! Abbi pietà di me, questo blog ha pur sempre lettori over 30 nella stragrande maggioranza. Quanto a Gale Harold, non chiedermi una descrizione: ce l'ho fatta a spiegarti quanto era fico Axl Rose ai bei tempi, ma questo, beh, il lessico per definirlo non è ancora stato inventato!)
Parlando d'altro, mentre mi scarico la seconda puntata di QAF che io, lo ribadisco, NON DEVO GUARDARE: questa sera a Paesino di Sogno c'è la festa locale e suonano i Virtefal (che poi sarebbero cinque quindicenni, di cui due sono Enfant Terrible e Bel Ragazzo), io sono sola e non ho niente da vedere alla tele (perchè io NON DEVO guardare Queer as folk su Internet e perchè True Blood gentilmente fornito dal cugino mi fa hahare, direbbero a Firenze) quindi credo che farò un giro al paesello dove, lo ripeto e scusate se alzo la voce,
SONO DI NUOVO TITOLARE DI CATTEDRA, SIA PURE PER UN ANNO SOLARE, QUINDI A TUTTI GLI EFFETTI PER LA PRIMA VOLTA PORTO ALL'ESAME UNA CLASSE CHE HO PRESO IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA MEDIA!!!!!!
Quindi sono moralmente obbligata a mettermi carina e andare a presenziare all'evento, approfittandone per spargere tra i genitori degli alunni la voce che stanno cercando di scorporarmi le ore di Geografia di III B (non si sa mai che qualcuno dia un colpo di telefono alla preside e le chieda se è scema, visto che io non posso farlo!!!)
Bieca, sono bieca. Non ci sono parole per descrivere quanto sono bieca.
mercoledì 25 agosto 2010
Felicità è...
Non aprite quell'anta - un concorso a premi (virtuali)
Ce l'avete presente il classico mobile di cucina nel quale mettete le scorte?
Sì, le scorte. Che, sul dizionario Devoto - Oli, vengono così definite:
"scorte, s.f.pl.: tutta quella roba che era in offerta, che l'Uomo e/o Castagna mangiavano tutti i giorni da una settimana trovandola eccezionale, e che tanto non sarebbe andata a male perchè aveva la scadenza lontana".
E' da lì che comincio il decluttering, domani mattina. Ne approfitto per bandire la prima edizione del Concorso nazionale Il Cadavere Nella Credenza.
Vince quella che trova, o ha trovato, il cibo più assurdo o la metamorfosi più rivoltante in una credenza dove credeva di aver stipato solo cose buonissime, che avrebbe consumato prestissimo e che non sarebbero scadute mai. Valgono anche episodi degli anni vissuti da studenti in coabitazione con altri ventenni.
Io mi candido con un pacco di cuscus nel quale l'Uomo ha trovato una forma di vita che si era costruita una vera e propria città con gallerie, svincoli e rampe, su più livelli: siccome il pacco era trasparente, sembrava uno di quei terrari per le formiche che hanno in casa certi studiosi o che si vedono nei film americani. Eravamo nel 2002 e la scena del ritrovamento era l'armadio a muro / dispensa della casa di Sestri, dal quale il giorno del trasloco finale sono stati estratti oggetti (non cibarie, per fortuna) risalenti a quando l'Uomo aveva tre anni e mezzo.
I premi, non avendo io scritto un libro (non ancora...) da spedirvi in giro per l'Italia, saranno squisitamente virtuali. Ma secondo me ci divertiamo.
Sì, le scorte. Che, sul dizionario Devoto - Oli, vengono così definite:
"scorte, s.f.pl.: tutta quella roba che era in offerta, che l'Uomo e/o Castagna mangiavano tutti i giorni da una settimana trovandola eccezionale, e che tanto non sarebbe andata a male perchè aveva la scadenza lontana".
E' da lì che comincio il decluttering, domani mattina. Ne approfitto per bandire la prima edizione del Concorso nazionale Il Cadavere Nella Credenza.
Vince quella che trova, o ha trovato, il cibo più assurdo o la metamorfosi più rivoltante in una credenza dove credeva di aver stipato solo cose buonissime, che avrebbe consumato prestissimo e che non sarebbero scadute mai. Valgono anche episodi degli anni vissuti da studenti in coabitazione con altri ventenni.
Io mi candido con un pacco di cuscus nel quale l'Uomo ha trovato una forma di vita che si era costruita una vera e propria città con gallerie, svincoli e rampe, su più livelli: siccome il pacco era trasparente, sembrava uno di quei terrari per le formiche che hanno in casa certi studiosi o che si vedono nei film americani. Eravamo nel 2002 e la scena del ritrovamento era l'armadio a muro / dispensa della casa di Sestri, dal quale il giorno del trasloco finale sono stati estratti oggetti (non cibarie, per fortuna) risalenti a quando l'Uomo aveva tre anni e mezzo.
I premi, non avendo io scritto un libro (non ancora...) da spedirvi in giro per l'Italia, saranno squisitamente virtuali. Ma secondo me ci divertiamo.
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varie ed eventuali
martedì 24 agosto 2010
Si dia inizio al decluttering
Come Mamma Cattiva (che era assente da un po' dalla rete per cause di trasloco, tanto che ho dimenticato di citarla tra le blogamiche da abbracciare, ma lei sa di essere nella lista, e in assoluto la prima che ho iniziato a seguire), anche io sono in fase "grandi progetti per l'anno che viene".
Ho già accennato al decluttering e sto iniziando: anche perchè è un bel modo per festeggiare il decluttering interiore che ho svolto per un anno, e di cui la scrittura di questo blog è stata un potentissimo strumento.
Penso di creare un'etichetta apposita, perchè sarà un processo abbastanza lungo e perchè mi aspetto una certa interazione da parte di quelli di voi che, come me, appartengono alle seguenti categorie:
- disordinati cronici
- pieni di buone intenzioni che faticano a portare a termine i compiti iniziati
- decisi a migliorare la propria esistenza
- pronti a dare una svolta
...e...
- CHIATTONI CHE DEVONO DIMAGRIRE!!!!
Perchè è dimostrato: lo spaceclearing FA DIMAGRIRE!!!
Vedremo se funziona anche per me... e per chi tra voi parteciperà all'ondata di buone intenzioni tipica del rientro dalle vacanze!
Ho già accennato al decluttering e sto iniziando: anche perchè è un bel modo per festeggiare il decluttering interiore che ho svolto per un anno, e di cui la scrittura di questo blog è stata un potentissimo strumento.
Penso di creare un'etichetta apposita, perchè sarà un processo abbastanza lungo e perchè mi aspetto una certa interazione da parte di quelli di voi che, come me, appartengono alle seguenti categorie:
- disordinati cronici
- pieni di buone intenzioni che faticano a portare a termine i compiti iniziati
- decisi a migliorare la propria esistenza
- pronti a dare una svolta
...e...
- CHIATTONI CHE DEVONO DIMAGRIRE!!!!
Perchè è dimostrato: lo spaceclearing FA DIMAGRIRE!!!
Vedremo se funziona anche per me... e per chi tra voi parteciperà all'ondata di buone intenzioni tipica del rientro dalle vacanze!
domenica 22 agosto 2010
Un anno di auleintempesta
Ed eccoci. Finalmente a casa.
Da ieri mattina. Alle nove e mezza mi ero già riappropriata dei miei libri. Alle dieci e mezza dei miei cd, annunciando il mio rientro alla piazza con finestre spalancate e Green Day a bomba.
Ovviamente ho già fatto due lavatrici e un giro di ricognizione al supermercato.
E puntualmente è arrivata la prima grana lavorativa.
Grazie a Orsetto Lavatore, il collega di Religione che tutto sa e tutto origlia, mi viene riferito che stan cercando di smembrarmi le ore della III B. Togliendomi Geografia per darla alla collega Veterana. Che, tra l’altro, essendo la più anziana, se non le va bene può semplicemente dire di no. E che con me va d’accordo. La cosa non mi agita particolarmente, ma c’è un dettaglio: tra le righe, Orsetto Lavatore ha chiarito che questa telefonata lui me l’ha fatta perché il Gigante gli ha riferito di nascosto questa possibilità, discussa con la preside.
Il Gigante la settimana prossima è in ferie. Ho capito che ha parlato con Orsetto Lavatore perché voleva che io fossi avvisata. E il Gigante queste cose non le fa se non c’è effettivo rischio che si stiano elaborando grosse porcate.
Umm. Va bene.
Ora vediamo.
Per il momento non ho voglia di entrare di nuovo a capofitto in questi rigiri di telefonate segrete e sussurri tra i corridoi del palazzo. E non intendo dissotterrare l’ascia di guerra proprio subito. Aspetto di incontrare la Bestia Nera, che come sempre me la farà sfoderare nel giro di venti secondi.
Mi limito a tenere gli occhi ben aperti.
Intanto auleintempesta sta per compiere un anno.
E, mi dico già da qualche tempo, i contenuti di questo blog non corrispondono realmente alla sua didascalia. Non si parla affatto solo di scuola, qui, ma moltissimo di me, dei fatti miei, del mio percorso umano, personale e spirituale.
Leggere i blog di altri professori e quelli delle altre donne (molte, mamme che parlano soprattutto di famiglia) mi ha fatto capire che questo giornale di bordo scolastico è anche diventato, strada facendo, un diario intimo.
Il che, se ci penso bene, è molto, molto adeguato al mio reale modo di lavorare, che non è scindibile dal mio modo di essere.
Senza volere, con certe pagine di confessione ho dato un quadro molto più completo di me come insegnante che di me come persona, perché ci sono tante cose di cui qui non mi sento di parlare, a livello privato.
Comunque, rifletterò se cambiare la didascalia.
Per il momento, un grazie alla Frenci, che mi ha fatto scoprire questo modo di esprimersi.
Un grazie a chi ha letto, e anche di più a chi ha letto tra le righe. Un grande abbraccio a chi ha capito e a chi è stato qui vicino anche se non capiva.
E un invito, a molti e in particolare alla Tipa: scrivete un blog, fa bene. Non importa se vi leggono, anche se un commento spesso aiuta, scalda il cuore in una giornata invernale o suggerisce uno spunto. Importa molto di più leggere i blog degli altri, fa sentire molto ma molto meno soli.
Però importa che si possa prendere una mezz’ora al giorno per guardarsi allo specchio e dirsi le cose con calma, in solitudine, in silenzio.
A me ha chiarito tante cose. Ho il dubbio se avrei capito ugualmente quel che mi succedeva, senza queste pagine online, se avrei saputo elaborare sconfitte, cambiamenti, successi. Penso che non ci sarei riuscita così.
E ora è il momento della commozione.
Fuori i Kleenex.
Ci sono persone da abbracciare forte forte.
Prima di tutto, le mie amiche di sempre. Cavallino, la Tipa, la Frenci. Che sono state presenti qui tante volte, come sono state presenti in tutte le cose importanti della mia vita. Perché ci sono cose che NON SI DISCUTONO.
Punto.
Come il culo di Edo alle superiori (o il naso di Lorenzo, direbbe la Piccolina).
Poi subito dopo in ordine di blogimportanza (e non solo) Sanguedelmiosangue e la Diavolessa, le mie amate mine vaganti, queer, queen, tossici, sinceri, autodistruttivi, immensamente nobili d’animo, raffinati nei gusti letterari e eleganti nello stile (anche nei momenti più trash …tipo “UNA NOTTE A NAAAPOLIIII“, per capirci). Perché siamo telluricamente fratelli nei nostri complicati rigiri sentimentali, e coi loro blog si è instaurata una buffa, profonda e a volte sconvolgente comunicazione a tre, che non ha interrotto le centinaia di messaggi, le chiacchierate e le camminate. E questa specie di strana seconda adolescenza che la Diavolessa ha portato nella mia esistenza.
Poi tanti che non conosco di persona ma che di qui passano, o che si raccontano un po’ più in là nel blogmondo.
Con menzione speciale a Minerva, la più assidua lettrice e una delle più profonde analiste del mondo delle emozioni (nonché una delle poche adolescenti che sanno usare la lingua italiana senza farne scempio, anzi con classe). A My, che mi somiglia in modo impressionante nei ragionamenti. A Wonderland, che mi fa ribaltare dal divano dalle risate. A LGO, lanoisette, Perboni e altri prof dallo sguardo acuminato e senza peli sulla lingua. A Soleil, a Bianca, a B Stevens, a tante altre blogmamme, blogfate, blogsorelle, blogregine di questo mondo enormemente femminile, come tutti i mondi intimi e nel contempo sociali. A ziacris, dall’animo indomabile, che è la vera ispiratrice, insieme allo spirito inquieto e mai defunto di mia nonna, del romanzo che sto scrivendo (ops, questo non ve l’avevo ancora detto, eh? Eh… beh. Se ne riparla se lo finisco.)
Ma anche a quelle che scrivono troppo poco e mi piacerebbe leggerle di più: Symosymo, Donna Popcorn, M., la stessa Frenci (per cause di forza molto maggiore, lo so). E a quelli che non leggono qui ma mi piacerebbe che lo facessero: Musica, il Pagliaccio, la Piccolina, e la coprotagonista invisibile delle mie giornate lavorative, l’Inflessibile, che mi dà più di quanto riuscirò mai a spiegarle, con la sua spigolosa, spesso scomoda ma incrollabile presenza, e con le risate da ragazzina che io, tra pochi eletti, ho il privilegio di vederle fare.
E così.
Buon compleanno, auleintempesta, mia amata, egoriferita creazione, dai vicoli oscuri che nemmeno io conosco tutti, con improvvise uscite sul mare, con finestre nascoste da cui respirare l’odore delle colline, con trapunte calde sotto cui nascondersi nelle giornate di gelo.
Domani si ricomincia.
Da ieri mattina. Alle nove e mezza mi ero già riappropriata dei miei libri. Alle dieci e mezza dei miei cd, annunciando il mio rientro alla piazza con finestre spalancate e Green Day a bomba.
Ovviamente ho già fatto due lavatrici e un giro di ricognizione al supermercato.
E puntualmente è arrivata la prima grana lavorativa.
Grazie a Orsetto Lavatore, il collega di Religione che tutto sa e tutto origlia, mi viene riferito che stan cercando di smembrarmi le ore della III B. Togliendomi Geografia per darla alla collega Veterana. Che, tra l’altro, essendo la più anziana, se non le va bene può semplicemente dire di no. E che con me va d’accordo. La cosa non mi agita particolarmente, ma c’è un dettaglio: tra le righe, Orsetto Lavatore ha chiarito che questa telefonata lui me l’ha fatta perché il Gigante gli ha riferito di nascosto questa possibilità, discussa con la preside.
Il Gigante la settimana prossima è in ferie. Ho capito che ha parlato con Orsetto Lavatore perché voleva che io fossi avvisata. E il Gigante queste cose non le fa se non c’è effettivo rischio che si stiano elaborando grosse porcate.
Umm. Va bene.
Ora vediamo.
Per il momento non ho voglia di entrare di nuovo a capofitto in questi rigiri di telefonate segrete e sussurri tra i corridoi del palazzo. E non intendo dissotterrare l’ascia di guerra proprio subito. Aspetto di incontrare la Bestia Nera, che come sempre me la farà sfoderare nel giro di venti secondi.
Mi limito a tenere gli occhi ben aperti.
Intanto auleintempesta sta per compiere un anno.
E, mi dico già da qualche tempo, i contenuti di questo blog non corrispondono realmente alla sua didascalia. Non si parla affatto solo di scuola, qui, ma moltissimo di me, dei fatti miei, del mio percorso umano, personale e spirituale.
Leggere i blog di altri professori e quelli delle altre donne (molte, mamme che parlano soprattutto di famiglia) mi ha fatto capire che questo giornale di bordo scolastico è anche diventato, strada facendo, un diario intimo.
Il che, se ci penso bene, è molto, molto adeguato al mio reale modo di lavorare, che non è scindibile dal mio modo di essere.
Senza volere, con certe pagine di confessione ho dato un quadro molto più completo di me come insegnante che di me come persona, perché ci sono tante cose di cui qui non mi sento di parlare, a livello privato.
Comunque, rifletterò se cambiare la didascalia.
Per il momento, un grazie alla Frenci, che mi ha fatto scoprire questo modo di esprimersi.
Un grazie a chi ha letto, e anche di più a chi ha letto tra le righe. Un grande abbraccio a chi ha capito e a chi è stato qui vicino anche se non capiva.
E un invito, a molti e in particolare alla Tipa: scrivete un blog, fa bene. Non importa se vi leggono, anche se un commento spesso aiuta, scalda il cuore in una giornata invernale o suggerisce uno spunto. Importa molto di più leggere i blog degli altri, fa sentire molto ma molto meno soli.
Però importa che si possa prendere una mezz’ora al giorno per guardarsi allo specchio e dirsi le cose con calma, in solitudine, in silenzio.
A me ha chiarito tante cose. Ho il dubbio se avrei capito ugualmente quel che mi succedeva, senza queste pagine online, se avrei saputo elaborare sconfitte, cambiamenti, successi. Penso che non ci sarei riuscita così.
E ora è il momento della commozione.
Fuori i Kleenex.
Ci sono persone da abbracciare forte forte.
Prima di tutto, le mie amiche di sempre. Cavallino, la Tipa, la Frenci. Che sono state presenti qui tante volte, come sono state presenti in tutte le cose importanti della mia vita. Perché ci sono cose che NON SI DISCUTONO.
Punto.
Come il culo di Edo alle superiori (o il naso di Lorenzo, direbbe la Piccolina).
Poi subito dopo in ordine di blogimportanza (e non solo) Sanguedelmiosangue e la Diavolessa, le mie amate mine vaganti, queer, queen, tossici, sinceri, autodistruttivi, immensamente nobili d’animo, raffinati nei gusti letterari e eleganti nello stile (anche nei momenti più trash …tipo “UNA NOTTE A NAAAPOLIIII“, per capirci). Perché siamo telluricamente fratelli nei nostri complicati rigiri sentimentali, e coi loro blog si è instaurata una buffa, profonda e a volte sconvolgente comunicazione a tre, che non ha interrotto le centinaia di messaggi, le chiacchierate e le camminate. E questa specie di strana seconda adolescenza che la Diavolessa ha portato nella mia esistenza.
Poi tanti che non conosco di persona ma che di qui passano, o che si raccontano un po’ più in là nel blogmondo.
Con menzione speciale a Minerva, la più assidua lettrice e una delle più profonde analiste del mondo delle emozioni (nonché una delle poche adolescenti che sanno usare la lingua italiana senza farne scempio, anzi con classe). A My, che mi somiglia in modo impressionante nei ragionamenti. A Wonderland, che mi fa ribaltare dal divano dalle risate. A LGO, lanoisette, Perboni e altri prof dallo sguardo acuminato e senza peli sulla lingua. A Soleil, a Bianca, a B Stevens, a tante altre blogmamme, blogfate, blogsorelle, blogregine di questo mondo enormemente femminile, come tutti i mondi intimi e nel contempo sociali. A ziacris, dall’animo indomabile, che è la vera ispiratrice, insieme allo spirito inquieto e mai defunto di mia nonna, del romanzo che sto scrivendo (ops, questo non ve l’avevo ancora detto, eh? Eh… beh. Se ne riparla se lo finisco.)
Ma anche a quelle che scrivono troppo poco e mi piacerebbe leggerle di più: Symosymo, Donna Popcorn, M., la stessa Frenci (per cause di forza molto maggiore, lo so). E a quelli che non leggono qui ma mi piacerebbe che lo facessero: Musica, il Pagliaccio, la Piccolina, e la coprotagonista invisibile delle mie giornate lavorative, l’Inflessibile, che mi dà più di quanto riuscirò mai a spiegarle, con la sua spigolosa, spesso scomoda ma incrollabile presenza, e con le risate da ragazzina che io, tra pochi eletti, ho il privilegio di vederle fare.
E così.
Buon compleanno, auleintempesta, mia amata, egoriferita creazione, dai vicoli oscuri che nemmeno io conosco tutti, con improvvise uscite sul mare, con finestre nascoste da cui respirare l’odore delle colline, con trapunte calde sotto cui nascondersi nelle giornate di gelo.
Domani si ricomincia.
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