Stamattina, in preda al panico, grande lavoro (tre ore secche, con quattro pause di trenta secondi per controllare l'arrosto)per calcolare al millimetro i prossimi 17 giorni di scuola che separano i miei 42 rospetti dalla fatidica pagella.
Non era un lavoro per gente con le coronarie deboli.
Il mio rientro domani prevede circa tre secondi per salutare, dieci per dire che mi sono mancati, trentacinque per chiedere se sono andate bene le vacanze e poi stoppare la ventina di risposte, e poi partire: controllo compiti, interrogazioni, interrogazioni a tappeto, compiti scritti e centinaia di firme in rosso mi aspettano senza pause per le prossime tre settimane, che il primo febbraio si scrutinano i voti e anche se le pagelle le diamo qualche giorno dopo io spero di non dover retrodatare niente, stavolta.
Però, una volta fatto questo gigantesco schema, organizzato per materie sul pc e per giorni su carta, previste le obiezioni della classe al fare tre scritti in una settimana solo delle mie materie, previste le risposte rassicuranti e quelle severe, mi son sentita meglio.
Ho preparato due cartelli uguali da mettere nelle due classi:
"Consigli per la sopravvivenza a Italiano Storia e Geografia in gennaio:
1)organizzarsi
2)offrirsi per le interrogazioni in modo mirato
3)farsi interrogare fuori ora (solo col permesso degli altri prof)
4)NON PIAGNUCOLARE (non l'ho fatto apposta a beccarmi l'influenza a dicembre!)
E mi son sentita pronta.
Nel pomeriggio ho corretto quasi tutte le prove di grammatica di II B, e scoperto di essere indietro con quelle di storia di III C.
Più correggevo più avevo voglia di vederli, quegli assassini della sintassi, quegli stupratori dei modi verbali. Ho pensato che quando domani darò a Babbà la sua prova (voto:2) gli faran l'applauso perchè è il voto più basso della classe: stavolta persino Terremoto ha strappato un 2 e mezzo. E non vedevo l'ora di essere in classe e sentire le loro personcine agitate tutto intorno.
Non sono arrivata alla fine perchè ero stanchissima, ho deciso di andare a letto presto, è arrivato abbastanza presto anche l'Uomo, tutto sbattuto perchè il Genoa ha perso col Milan 5-2.
Ho leggiucchiato un pezzetto de "La regina dei castelli di carta" e mi è venuto sonno. Mi sono messa giù, e cinque minuti dopo uno dei due orchi che abitano sopra di me ha fatto rumore, nel senso di camminare pesantemente sopra la mia testa con sessanta chili di peso per gamba (stima per difetto), spostare sedie, sbattere porte, tirare lo sciacquone e sbattere altre porte, tutto in un orrendo quarto d'ora, ovviamente dopo mezzanotte. E... no dai no... mi sono svegliata TUTTA.
'Fanculo. Le previste sei ore di nanna sono andate a farsi fottere. Ho sentito il mio cervello arrivare in pochi minuti a dei livelli di lucidità che raramente ha di giorno. L'Uomo dormiva. Avevo già spento la luce. L'unica era sgattaiolare in salotto. Così ho fatto e ora è l'una, ho la sveglia tra quattro ore e mezzo e sono qua che scrivo.
Ma la cosa pazzesca è che, in questi giorni, il pensiero del lavoro mi dava ansia. Perchè sono indietro, perchè costringere quarantadue svogliati a fare i salti mortali per tre settimane non pagherà se non in sceneggiate, forse anche da parte dei genitori, e perchè fa un freddo tale che uscire alle sette e mezza di mattina sarà una tortura.
Invece stanotte sono qui che non riesco a star ferma dall'impazienza. Domani mattina alle sette e cinquanta, mi apposto sullo stipite della sala prof e li guardo arrivare. Non vedo l'ora.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)



3 commenti:
idea folle, non so se te l'hanno gia' consigliata, ma: perche' non "dedichi" una pietanza ad ognuno dei ragazzi, la chiami col loro nome, e te la mangi come un tributo, una al giorno? Ma devi farlo bene, non tanto per dire, con i loro colori, i loro umori, i loro profumi, una ricetta che si addica ad ognuno, come il soprannome che gli hai trovato.
Cazzo... questa non è un'idea folle, è geniale.
Sai che la provo?
Comincerò dal tajine di pollo consigliato dallo Straniero...
:-) fammi sapere come va. E mi raccomando, suspend your belief completely, quando mangi non stai mangiando, stai parlando con loro, stanno li' seduti a tavola con te.
Posta un commento