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mercoledì 27 gennaio 2010

Figli e figliastri - part one

Siamo onesti. Non sta andando bene.

Siamo ancora più onesti: sto lavorando male.

Siamo onestissimi: faccio figli e figliastri.

In altre parole, in II B faccio i miracoli e in III C dò il peggio di me.

Breve cronistoria

Settembre 2008: rientro a lavorare a Paesino di Sogno dopo un anno nelle più desolate lande a nord di Asti.
Mi ridanno la sezione B e precisamente i miei adorati, adorabili, spettacolari topini di I, che nel frattempo hanno fatto la II, facendo anche, licenza poetica, cagare chiodi a una povera collega di lettere, mentre invocavano settimanalmente la mia presenza con sms di nostalgia e suppliche scritte al papa.
Mi ridanno, appunto, questa classe che io amavo perdutamente già nel 2006, gente che, per dire, mi risollevava lo spirito dopo tre ore con la fatidica III B del Danno, di Faccia di Bronzo & Co., gente a cui io ho spiegato Platone (Platone???) mentre facevamo la mitologia greca, e io mi imbarco per un annetto di luna di miele con cotanta meraviglia. Non che siano perfetti, neanche loro sono di cartongesso, non si uccidono di studio, ma sono la cosa più vicina a una famiglia che io abbia mai sperimentato in un'aula, nel senso che di loro mi fido, a livello affettivo e personale, in modo complessivamente invidiabile.

Nel frattempo mi danno anche la I B di nuova acquisizione, dove faccio solo Italiano.
La I B è di 22 bambini, tutti provenienti da paesini dove il numero di alunni massimo in una classe era nove.
Abituati a parlare senza aspettare il permesso, a muoversi disordinatamente in giro per l'aula, a fare un gran casino. Incapaci di gestire uno zaino con sei materie, un diario, dei cambi d'ora, la più banale sopravvivenza lontano dalla mamma. Incapaci di dare del lei. Agitati come delle pulci. Infantili come dei neonati. Si incasinano di niente e le lezioni vanno avanti a rilento. Una fatica boia.
Le prime due settimane paziento, la terza mi preoccupo, alla quarta mi rendo conto che probabilmente mi faccio sviare dal fatto che in III B sto da favola e quindi la I mi sembra troppo faticosa.
Però a quel punto faccio caso che in I B grido come un'aquila per farmi ascoltare ma lo stesso fanno tutti gli altri colleghi, che anche loro escono con i capelli dritti, che anche loro non riescono a far lavorare la classe perchè hanno problemi a tenerli seduti nei banchi. Si lamenta persino Celhoduro, il collega di Educazione Fisica. La collega di matematica è allibita, già lei patisce la terza e ha una seconda che fa acqua da tutte le parti, figuriamoci come si sente dopo due ore di manicomio in I B.

Insomma, non è una classe per deboli. Alla fine dell'anno insisto personalmente col consiglio di classe per promuoverli tutti, ma ho coscienza che la seconda sarà dura.

Nel 2009, l'indimenticabile 18 agosto, finalmente mi riassegnano, dopo vicissitudini non riassumibili in poche righe, a Paesino di Sogno e alla mia classe.
Scambio di messaggini felici con i ragazzi della incipienda II B, che da settimane mi tempestavano per sapere se tornavo. E io non solo torno, ma mi prendo anche Storia e Geografia. Facendo una gran paura ai genitori, abituati alle interrogazioni al Johnson's Baby Oil (l'acqua di rose è troppo da grandi) della mia collega detta il Troll (per la sua evidente avvenenza).
Perchè solo una cosa so per certo di come mi vedono gli altri: "la Castagna, come prof, non c'è male, ma di storia minchia se è esigente."

Comunque io riprendo il lavoro, ripetendo fino allo sfinimento, per due mesi interi: "ormai siete in seconda e in seconda non si scherza più". Insieme alla fatidica frase: "Ora sono la vostra coordinatrice", il che, incredibile a dirsi, fa molta più differenza di quanto un esterno a questo mestiere possa immaginare.
A Natale sono sfinita da una II B di mezzi selvaggi e una III C di cui, appunto, non trovo il coraggio ancora di scrivere.
Mi ammalo. Poi si rompe la caldaia. Poi nevica. Insomma perdiamo un sacco di giorni.
Il sette di gennaio torno al lavoro e dico: "okay, non ho tempo per le chiacchiere, abbiamo da finire il quadrimestre, sarà un mese pesantissimo per voi e per noi, ho bisogno della vostra collaborazione."
Due giorni dopo, incredula, devo riconoscere che in II B la collaborazione c'è, e c'è stata a partire dal primo minuto dopo la mia richiesta.
Si gestiscono. Io interrogo di trenta cose diverse e loro scrivono le domande o mettono a posto il quaderno, invece di scassare le balle. Io li chiamo, ormai da 20 giorni, quattro volte ciascuno in una settimana e faccio scritti un giorno sì e uno no, e non mi sento dire che sono stanchi o non ce la fanno. Gesù, tremo nel metterlo nero su bianco: i voti MIGLIORANO.

Aspetta che mi siedo prima di dirlo: Terremoto sta attento. O almeno, più attento di prima.
Inglesina tenta di fare un tema tutto di seguito.
Bambino di Pane dopo due 4 prende un 8 (o-t-t-o) di Storia. Persino Minimuto, ogni tanto, ci azzecca.
Cazzo, è un miracolo. Sto vedendo Dio.
La II B E' MATURATA.

Deve essere per questo che la III C mi sta uccidendo: il confronto li sta sbriciolando.

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