Lo chiamo Tom Cruise perchè è piccino di statura ma enormemente sicuro del suo fascino ("Tutte le ragazze vogliono stare vicino a me", ha detto la prima volta che li ho spostati di banco, ed è abbastanza vero, ma è anche vero che è amico per la pelle di quasi tutti i maschi).
E' un ragazzino castano con due grandi occhi vellutati e i capelli troppo lunghi, che balla benissimo e scherza spesso, ha una simpatia indolente da giovane dandy e una capacità incredibile di smaterializzarsi da un punto della classe per ricomparire, silenzioso come un gatto, seduto composto sei banchi più in là. Io lo trovo irresistibile, e per mascherare questo debole lo maltratto un po' e poi lo prendo amichevolmente in giro quando si lamenta.
E' in gamba, di solito ha una buona media del sette, ma nelle ultime settimane sta inanellando una serie di sconfitte: 4 di dettato, 4 di interrogazione a tappeto di Geografia, traballamenti vari nell'orale e qualche vera e propria facciata nello scritto.
Il collega di sostegno mi ha fatto notare che ha un tic curioso, volta gli occhi in su mentre li chiude, e lo fa spesso quando gli si fa una domanda: in effetti lo avevo visto qualche volta, ma è sensibilmente aumentato nei giorni scorsi. Sorride anche di meno e non gioca più a sparire e ricomparire tra i banchi.
Stamattina è venuta sua madre, una donna bruna piccolina, con la stessa faccia simpatica di suo figlio.
In modo molto tranquillo, senza criticare il mio metodo di lavoro nè dipingere il figlio come una vittima di persecuzione nazista, mi ha fatto presente che il bambino è nel pallone e che voti così bassi non ne ha mai portati. Ho riconosciuto che sono giornate pesanti e che l'ho visto molto sbattuto, e le ho fatto presente il tic degli occhi. Allora mi ha rivelato che il bel Tom esce da scuola tutto triste, dicendo che ha paura di tornarci, studia come un matto e rifiuta di andare al palaghiaccio con Biondo Cavaliere e gli altri amici al sabato pomeriggio, perchè teme di non farcela a preparare le lezioni. Non solo, ma a casa ha accessi di tosse nervosa che durano ore, e non dà retta ai genitori che lo invitano a prenderla un po' più bassa e non preoccuparsi.
"Se lei, da mamma, sa, potesse dirgli una buona parola... perchè noi, per esempio, siamo contenti che lei gli faccia fare i dettati, e lui riconosce che gli servono, ma poi è talmente nervoso che sbaglia parole facilissime (vero: l'altro giorno ha scritto "inuficiente" invece del più classico "insufficente" senza la i). E se glielo dice lei, di stare sereno, magari le dà retta, perchè sa com'è, noi siamo i genitori... poi a lui lei piace, perchè sorride tanto."
Sorrido (appunto) e rassicuro la signora dicendole che mi ero accorta dell'impasse, che Tom Cruise è un bravo studente, solo un po' sotto stress, che siamo in una situazione così perchè è la fine del quadrimestre e io ho dovuto stringere un po' le redini, che la geografia poverini se la son quasi studiata da soli, e mi informo sull'attività fisica del ragazzo: al pomeriggio ha mantenuto il corso di batteria, ma ha lasciato completamente lo sport, calcio e judo. Al che invito la mamma a portarlo a fare sport almeno due volte la settimana, per cui decidiamo che finchè c'è neve andranno a sciare come già fanno e poi lo butteranno in piscina o lo accompagneranno a far due pallonate con gli amici appena il tempo migliora, perchè ci vuole un po' di movimento, così ci si scarica e si dorme meglio.
"Eh sì, faremo così, perchè la sera anche farlo dormire è difficile, sa, con tutta quella tosse... e poi l'altra notte mio marito passando lo ha sentito che nel sonno parlava di Don Abbondio!"
Sono tornata in classe e ho torturato Birba e Tom Cruise come al solito. Non ho interrogato e abbiamo ripassato in gruppo tutta la geografia che in questo periodo, mea culpa (o culpa della Mariastronza che mi ha tolto due ore di Lettere?), si son dovuti studiare da soli.
Ho fatto caso che il ragazzino pareva meno teso del solito: vuoi vedere che il nostro dandy era già più sereno all'idea che la mamma fosse venuta a colloquiare con me? Che teneri, quando sono ancora così piccini che la sola presenza della mamma sembra riportare le cose a posto.
Comunque abbiam lavorato, e la fine del quadrimestre dista ancora dieci lunghissimi giorni.
Poi sono uscita un po' traballante (un'ora di II B, quattro ore di III C senza intervallo perchè il vicepreside li ha messi in punizione, e un'altra ora di II B... pausa pipì, mai; pausa caffè, no; pausa silenzio, niente) e mentre guidavo verso Asti ho pensato che è la prima volta che mi sento dire che un bambino ripete le mie materie nel sonno: starò diventando una professoressa cattivissima, di quelle che a distanza di anni poi con gli excompagni vengono ricordate perchè facevano tremare le ginocchia? Che brutta cosa!
Ma poi ho pensato che a Tom Cruise sono simpatica "perchè sorrido tanto". E che, visto come mi camminano sulla testa in III C, per quanto possano temere i miei voti non mi vedono certo come una versione scolastica di Hitler. Per arrivare a fare veramente PAURA devo lavorare ancora un po'. O forse alla fine l'avrò vinta col mio sistema, non mollandoli un attimo ma continuando a sorridere.
Però se Tom Cruise anche questo sabato non va a pattinare con i suoi amici mi incazzo.
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