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venerdì 25 giugno 2010

Enfin...

Signore e signori, Auleintempesta productions è lieta di presentarvi

GLI ULTIMI SEI

Domani mattina a partire dalle ore otto, Scuolina Rosa, Paesino di Sogno

Smilzo Carino
Stanga Timidona *
Occhi Blu
Passione per lo Studio
Piccola Mela
Pezzo di Figliola

* Eccone una di cui non ho mai detto niente. Se l'ho nominata, probabilmente una sola volta, le devo aver dato un nomignolo che riguardava la statura e il mutismo: una cosa tipo Zitta e Alta o Alta e Silente.
In realtà Martina, decido di presentarvela col suo vero nome, perchè un'eccezione ogni tanto ci vuole, è stata una delle mie più grandi gioie quest'anno, in quella classe di disperati. Non perchè stesse zitta, nè perchè fosse brava e studiosa nel complesso (l'ho beccata anche impreparata qualche volta, e l'ho sgridata un po', perchè le donne, in questo Paese, devono ancora finire di farsi sentire, altro che parlare con un filino di voce!) ma perchè era attenta. Attenta con la A maiuscola.
Nelle mie ore, questa buffa ragazzina è partita dall'essere una stangona muta che non potevi far sedere davanti, altrimenti dietro nessuno vedeva niente, e pian piano si è scongelata e ha cominciato, con questa sua voce di gola, tenuta a un volume bassissimo, a azzeccare le risposte. Prima solo se la chiamavo, poi, man mano che si sentiva dire che aveva risposto giusto, anche alzando la mano lei. Ecco, Martina, la mia silenziosa gioia, non perdeva mai il filo. Non le sfuggiva nessuno dei collegamenti. E le brillavano gli occhi quando afferrava un concetto prima di altri, anche se al massimo alzava un avambraccio o addirittura un dito, per provare a rispondere, contro le vociate o i balzi dei suoi compagni agitati.
L'amore tra me e lei è sbocciato, da parte sua, quando io ho spiegato le suffragette. Porta la questione femminile all'esame, infatti, e ci sta lavorando da settimane, in gran parte da sola perchè il tempo per seguire le ricerche è stato ridicolmente poco.
Da parte mia invece il coup de foudre è stato leggere due temi. Uno era sul "luogo dell'anima" che per lei era uno scoglio piatto lungo una spiaggia, nella località dove va in vacanza. Ha descritto se stessa che si ritira a pensare ascoltando le onde, le sue sensazioni, e io mi sono vista questa pallida, alta ragazza in bikini che scende con cautela dallo scoglio quando la chiamano per andare via, il suo sguardo serio davanti al mare, provando un senso di grande affinità, come se mi avesse raccontato un pezzo delle mie estati da tredicenne (nel mio caso di solito era un tronco in montagna, più che uno scoglio, ma il concetto rimane quello). E poi c'è stato un tema sulla sua nuova camera da letto. Si intitolava "Caro diario, c'è una novità..." e lei ha raccontato che finalmente lei e suo padre hanno ridipinto la mansarda e così ha una stanza separata da quella di sua sorella. Me l'ha descritta così bene, i colori, la scelta dei cuscini, degli oggetti, e la sensazione che prova a metterla a posto, che mi sono proprio immaginata tutto, e non vi dico che tenerezza.
Così, come a volte capita in questo mestiere, mi sembra di conoscere meglio la mia stangona muta di tanti che mi sono saltati sulla testa per nove mesi.

2 commenti:

Soleil / Mamma Oggi Lavora ha detto...

tenerissima descrizione, mi ha fatto sciogliere.
ognuno ha il suo scoglio piatto d'elezione, anche io ho il mio

minerva ha detto...

Il mio di scoglio è la loggia fuori casa della nonna. Inq uel posticino da due anni mi rifugio a leggere ed a annusare i fiori.
Che descrizione dolce dolce... È davvero bello come parli dei tuoi alunni.
L'hai letto il nuovo libro della Allende? È molto grazioso!
baci
Minerva